Presso la Sala Fucine delle OGR di Torino è stata presentata la trentasettesima edizione di Osterie d’Italia, la guida storica targata Slow Food Editore. A condurre l’evento una coppia inedita formata da Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, e dal panificatore e autore Fulvio Marino.

La mattinata si è aperta con un ricordo speciale dedicato a Carlo Petrini, assente per la prima volta alla presentazione. A tracciarne il ricordo è stato Piero Alciati, ristoratore e amico storico sin dai metà anni ’70, che ha evocato la passione di Petrini per le osterie, tappe immancabili di ogni viaggio lungo la penisola e autentici snodi di relazioni umane e affetto reciproco tra gli osti e il fondatore dell’associazione.

Successivamente, gli interventi istituzionali e redazionali hanno rimarcato come la guida si sia evoluta in un vero e proprio strumento educativo. A partire dall’assessore ai grandi eventi Domenico Carretta fino alla direttrice editoriale Chiara Cauda a Carlo Bogliotti, AD di Slow Food editore, hanno sottolineato come l’insieme delle osterie italiane sia un patrimonio da conservare in quanto luoghi nei quali si torna alla famiglia, tanto nel cibo quanto nell’accoglienza e nel clima che si respira nei locali. Sfogliare la guida significa apprendere sul campo la storia, la geografia, l’agricoltura, l’economia e la sociologia del nostro Paese, riattivando i sensi e riscoprendo “santuari di autenticità” al riparo dai filtri digitali.

A chiudere la riflessione è stata Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia, la quale ha ricordato come le osterie siano luoghi complessi, di cultura e di politica, attraversati dalle grandi questioni del nostro tempo: dalla crisi socio-ambientale alla sostenibilità del mestiere. Nappini ha espresso un forte richiamo alla giustizia sociale nel settore del cibo, ponendo l’accento sulla tutela di chi lavora nei contesti della ristorazione (citando la proposta del cuoco Marco Morello per il riconoscimento del lavoro usurante) e sull’esigenza di rendere questo settore sostenibile e gratificante per le nuove generazioni.

I Premi Speciali

Oltre a rappresentare un’eccellenza gastronomica, i locali premiati si confermano un fondamentale presidio sociale e comunitario sul territorio. Di seguito le osterie insignite dei premi speciali (con relative menzioni e location):

Per quanto riguarda la selezione enologica, il premio per il Vino in osteria è stato conferito a Thomas Del Castello dell’osteria Alla Ruota di Negrar di Valpolicella, in provincia di Verona.

La guida in numeri e il ritorno del “Sommario al contrario”

L’edizione 2027 offre uno spaccato ricco e dettagliato della ristorazione popolare italiana:

  • 1.952 osterie, agriturismi, enoteche con cucina e ristoranti segnalati in tutta Italia.
  • 335 Chiocciole, il riconoscimento massimo assegnato alle insegne in sintonia eccellente con i valori di Slow Food (con la Campania in vetta a quota 34, seguita da Piemonte con 31 e Toscana, Emilia-Romagna e Puglia a 26).
  • 175 Locali Quotidiani (gastronomie, pastifici, enoteche con cucina), presenti quest’anno con sezioni regionali dedicate.
  • 627 locali segnalati per la curata selezione di vini (premio Bottiglia) e 228 locali premiati col riconoscimento Bere Bene per l’attenzione alle altre bevande (birre artigianali, distillati, infusi).

Infine, una delle novità più liete in coda al volume è in realtà un ritorno ad una tradizione storica iniziata nel 1991 (con l’intuizione di Folco Portinari nel 1990): la sezione indici “Ho voglia di… Lo trovo a…”. Un vero e proprio “sommario al contrario” dove è possibile consultare la guida partendo dal piatto tradizionale che si desidera gustare (dall’abbacchio al fritto misto, fino alla zuppa valpellinentze) per scoprire quali sono i locali che lo preparano a regola d’arte.