
Rosso, succoso, protagonista di infinite ricette e immancabile sulle tavole italiane. Il pomodoro è uno degli ingredienti più rappresentativi della dieta mediterranea, ma dietro la sua apparente semplicità si nasconde un patrimonio nutrizionale che merita di essere conosciuto. E c’è una curiosità che forse non tutti sanno: la cottura, anziché impoverirne necessariamente le qualità, può rendere più facilmente assimilabile uno dei suoi componenti più interessanti, il licopene.
Responsabile del caratteristico colore rosso, il licopene appartiene alla famiglia dei carotenoidi ed è conosciuto per le sue proprietà antiossidanti. Numerosi studi ne hanno approfondito il possibile ruolo nella salute cardiovascolare, anche se i risultati della ricerca non consentono di attribuirgli effetti preventivi certi. La sua particolarità è proprio quella di diventare generalmente più biodisponibile attraverso la lavorazione e la cottura del pomodoro, soprattutto quando viene consumato insieme a una componente grassa come l’olio extravergine d’oliva.
Un abbinamento che la tradizione gastronomica italiana conosce da secoli, ben prima che la scienza ne spiegasse le ragioni.
Ma il pomodoro non è soltanto licopene. Composto prevalentemente da acqua e naturalmente poco calorico, apporta vitamina C, folati e potassio, un minerale che contribuisce al mantenimento della normale pressione sanguigna. Caratteristiche che lo rendono un ingrediente prezioso nell’ambito di un’alimentazione varia ed equilibrata, capace di coniugare gusto e attenzione al benessere.
È proprio attorno a questo frutto che Agromonte ha costruito la propria storia. A Chiaramonte Gulfi, nel Ragusano, l’azienda siciliana ha fatto della lavorazione del pomodoro ciliegino il cuore della propria attività, valorizzando una materia prima profondamente legata al territorio e alla sua cultura gastronomica.
Un rapporto con la terra che si traduce anche in precise scelte produttive. Circa il 90% dei pomodori lavorati proviene infatti da terreni di proprietà, situati nelle immediate vicinanze degli stabilimenti. Una filiera integrata che consente all’azienda di mantenere un controllo diretto su una parte rilevante della produzione, dalla coltivazione alla trasformazione.
La valorizzazione del pomodoro è diventata così il punto di partenza di un percorso imprenditoriale che, negli anni, ha progressivamente ampliato i propri confini, portando i sapori della tradizione siciliana anche sui mercati internazionali.

I numeri raccontano questa evoluzione: Agromonte ha chiuso il 2025 con un fatturato di 37 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. L’export rappresenta il 22% del giro d’affari e, proprio nel 2025, l’azienda ha inaugurato una nuova sede in Francia, rafforzando la propria presenza commerciale europea.
Alla crescita si accompagnano investimenti negli stabilimenti, nell’ampliamento dei terreni agricoli e nel potenziamento delle linee di lavorazione. Un’espansione che mantiene al centro il legame con la Sicilia e con una materia prima capace di attraversare generazioni, abitudini alimentari e confini geografici.
Perché il pomodoro, fresco oppure trasformato, continua a dimostrare come uno degli alimenti più semplici della nostra cucina possa racchiudere molto più del gusto: tradizione, cultura alimentare e un interessante patrimonio nutrizionale da valorizzare ogni giorno.
Dalle proprietà del licopene alla valorizzazione della materia prima, l’azienda siciliana coniuga tradizione alimentare, qualità e crescita internazionale.




























