Il cocomero (Citrullus lanatus) della famiglia delle Cucurbitacee, è conosciuto anche come anguria, soprattutto nelle regioni del Nord Italia. E’ certamente il frutto che più rappresenta l’estate, con la sua polpa rossa e zuccherina, molto rinfrescante e dissetante grazie al suo contenuto di oltre il 90 per cento di acqua. I frutti sono di solito voluminosi, pesanti, di forma tonda o allungata, e grazie alle oltre mille varietà di cultivar sul mercato si possono trovare frutti che hanno solo un kg di peso fino a 10 e oltre. La scorza è liscia, spessa e dura, non edibile, verde con striature verde chiaro o chiazze di colore giallo-biancastro.
Per il suo contenuto d’acqua, la polpa del cocomero è considerata depurativa e contiene anche vitamine A, C e del gruppo B oltre a una importante percentuale di sali minerali: potassio, fosforo e magnesio. Le calorie sono solo 16 per 100 g, ma la polpa contiene anche oltre il 3,5 per cento di zuccheri ed è quindi consigliata in piccole dosi a chi ha problemi di glicemia.

ZONA DI PRODUZIONE
La probabile provenienza del cocomero è africana, però attualmente le sue oltre mille varietà di cultivar sono diffuse in tutto il mondo. Il colore tipico della polpa è il rosso, ma ne esistono anche con polpa gialla, arancione o addirittura bianca, a seconda della varietà. I caratteristici semi a forma di goccia, solitamente neri, possono essere anche bianchi o giallastri. Per quanto riguarda l’aspetto finale, oltre alle tradizionali forme ovali e sferiche, si possono trovare anche oggi cocomeri di forme “astratte”, cioè a cubo o a piramide, ottenute dai coltivatori facendo crescere i frutti entro appositi contenitori in vetro opportunamente sagomati.
Restando nella tradizione italiana, sono molte le varietà eccellenti di cocomeri prodotti nelle nostre regioni, da Nord a Sud. Una fra tutte, l’Anguria Reggiana IGP, dalla polpa particolarmente rossa e dolce, di forma allungata, ovale o tonda, pesante e dalla scorza dalle caratteristiche striature che vanno dal bianco al grigio al verde scuro.
L’ACQUISTO
Il cocomero è dolce ma solo se ben maturo, perciò sceglietelo pesante, senza screpolature o fessurazioni che fanno penetrare l’aria e ne inacidiscono la polpa; per questa ragione è meglio non acquistare i cocomeri nei quali è stato fatto il tassello per l’assaggio. Il colore della scorza non ha importanza per quanto riguarda la qualità ma è una valida spia della sua maturazione e infatti i frutti maturi l’hanno opaca. Inoltre, se su un lato la scorza ha una piccola macchia di colore tendente al giallo vuol dire che il cocomero è stato colto ben maturo e che quello era il suo punto di appoggio sul terreno.
LA CONSERVAZIONE
Il cocomero si conserva in frigorifero fino a 3-4 giorni ma va comunque tenuto al fresco per almeno 24 ore per poterlo servire alla temperatura ottimale. Se è già tagliato irrancidisce piuttosto in fretta; abbiate quindi l’avvertenza di avvolgerlo nella pellicola per proteggere la polpa dall’aria.
IN CUCINA
Servite il cocomero tagliato a fette, come il melone, con la scorza separata dalla polpa ma ancora unita a una estremità.
Oppure tagliate a metà o a 3/4 di altezza il cocomero incidendo scorza e polpa con un coltello a lama lunga e sottile procedendo con piccoli tagli obliqui a zig zag, separate poi le due parti e asportate la polpa, con uno scavino se volete ottenere delle decorative palline o con il coltello per dei semplici cubetti.
La polpa è ottima anche sotto forma di frullato e nelle macedonie, oppure da sola, a pezzetti e cosparsa con scaglie di cioccolato fondente, in un abbinamento davvero perfetto. Da provare in abbinamento a verdure crude di stagione in fresche insalate agrodolci.
Utilizzate la scorza svuotata come contenitore per macedonia, gelato o bibite fredde.
Se avete acquistato un cocomero con la parte bianca molto spessa potete pulirla da scorza e polpa rossa, tagliarla a cubetti e candirla, secondo la tradizionale ricetta siciliana di cucuzzata, ideale per la preparazione di dolci.




























