Nell’articolo scorso abbiamo scritto di rinascite comunali legate ad eventi enogastronomici territoriali come volano e impulso per ridare cultura ed “effervescenza” sociale a luoghi che versano in condizioni sociopolitiche di estrema difficoltà, come la periferia Nord di Napoli ma anche gran parte dell’estremo sud dello Stivale. Negli ultimi anni si è sentito sempre più il bisogno da parte di comunità legate tra loro da un comune denominatore, di scambi culturali e di gemellaggi di varia natura legati ad un prodotto o semplicemente ad una denominazione comunale che li identifica anche se a chilometri di distanza fra di loro.

L’Italia è un Paese straordinario, e gli italiani sono stati da sempre un esempio di resilienza e di attaccamento ai luoghi di origine e solo negli ultimi tempi, complice una crisi economica galoppante, vi è stata una netta inversione di tendenza a favore di uno spopolamento di città, borghi e paesi. Al di là di queste considerazioni di ordine generale, vogliamo sottolineare un gemellaggio particolare legato al vino e ai luoghi.

In Italia si contano circa 11 Comuni che si chiamano Marano e uno di essi, Marano Ticino in Piemonte, grazie alla sua Pro Loco, ha avuto la brillante idea di riunirli tutti in un unico evento per celebrare di ognuno di essi prodotti e tradizioni e, con il pretesto di una gara fra di loro, farne conoscere le singole peculiarità. Questa festa dedicata alle Marano d’Italia, paesi e cittadine, si è svolta nella giornata di Sabato 5 Settembre, in un clima di aggregazione ed entusiasmo, il tutto condito da taglieri di salumi e formaggi, piatti tradizionali e soprattutto i vini maranesi, assoluti protagonisti di una giornata che ha unito cultura enogastronomica e voglia di stare insieme per condividere passioni comuni.

Da Nord a Sud i Marano d’Italia hanno presentato i loro vini e le aziende che li producono, e particolarmente interessante ci è parsa la conquista del terzo posto assoluto da parte dell’Azienda Gala di Marano di Napoli, che in collaborazione con l’Associazione Marano Lab, molto attiva nel Comune della Provincia di Napoli, hanno presentato un Casavecchia che ha riscosso molto gradimento tra chi ha avuto modo di degustarlo. La particolarità che ci è sembrata davvero da sottolineare, è che il Casavecchia, vitigno autoctono Campano a bacca nera, radicato e riscoperto nel territorio della zona di Pontelatone nel casertano presso una casa abbandonata (da cui il nome), ha caratteristiche molto particolari ed anche alla beva può risultare ad un primo assaggio abbastanza ostico, ma poi soprattutto in seguito ad affinamenti in rovere di 15/18 mesi ed in bottiglia di almeno 4/5 anni rivela la sua grandissima struttura e longevità, oltre ad aromi olfattivi e gustativi assolutamente specifici. Proprio in virtù di tutto ciò risulta di difficile lavorazione in cantina, ed è quindi un valore aggiunto saper domare le sua spigolosità e renderlo un grande vino. Quindi complimenti a Marano Lab ed all’Azienda Gala che hanno saputo valorizzare l’anima ribelle di questo straordinario vitigno.