Il vino italiano sta ridisegnando la propria geografia. Accanto alle denominazioni storiche emergono territori fino a ieri poco conosciuti, vitigni dimenticati tornano a essere coltivati e una nuova generazione di produttori sperimenta interpretazioni capaci di raccontare il cambiamento. Dal Saluzzese e dal Pinerolese agli Appennini, fino ai rilievi della Sila, la viticoltura trova nuovi protagonisti, anche in risposta all’evoluzione delle condizioni climatiche.

Ma a cambiare non è soltanto il mondo della produzione. Anche i consumatori, soprattutto i più giovani, mostrano una crescente curiosità verso il vino e cercano strumenti per comprenderlo. Secondo un rapporto dell’Osservatorio UIV-Vinitaly, tra i 18 e i 24 anni la quota di consumatori è passata dal 39% del 2011 al 47%, mentre il 61% della Generazione Z consulta consigli e recensioni online prima degli acquisti.

È in questo scenario che si inserisce Vitae 2027, la nuova guida dell’Associazione Italiana Sommelier, presentata a Milano con l’ambizione di andare oltre le classifiche e trasformare ogni bottiglia in un’occasione di conoscenza.

Il lavoro è imponente: 11.399 vini analizzati, 2.417 cantine coinvolte e oltre mille sommelier e collaboratori, impegnati in degustazioni alla cieca per garantire valutazioni indipendenti dalla notorietà delle etichette.

Il risultato è una fotografia articolata dell’enologia nazionale, dalla quale emergono 400 vini selezionati, tutti con almeno 90 punti, suddivisi in quattro percorsi:

  • 100 Grandi Vini, le etichette di riferimento per qualità e prestigio.
  • 100 Vini di Territorio, espressione autentica dei luoghi e dei vitigni d’origine.
  • 100 Vini Rivelazione, dedicati a produttori emergenti e nuove interpretazioni.
  • 100 Vini Valore, per scoprire qualità e denominazioni interessanti attraverso scelte d’acquisto consapevoli.

A fare da filo conduttore è il tema “Il concetto di annata. Uomo e natura. Ciclicità e complicità”, che invita a leggere ogni vendemmia come il risultato dell’incontro tra condizioni climatiche, caratteristiche del territorio e decisioni dei produttori.

«Con Vitae vogliamo offrire molto più di una selezione dei migliori vini italiani: vogliamo dare a chi legge gli strumenti per comprenderli», sottolinea Sandro Camilli, presidente nazionale AIS.

Una filosofia che mette al centro la conoscenza e valorizza anche il ruolo formativo dell’Associazione, impegnata ad avvicinare al vino nuove generazioni di appassionati.

Dopo la presentazione milanese, Vitae approderà il 3 novembre a Londra* con una selezione tradotta in inglese, per poi raggiungere Firenze il 14 novembre, quando la Stazione Leopolda ospiterà “Vitae in deguSTAZIONE”.

Sarà l’occasione per assaggiare tutte le 400 etichette, incontrare i produttori e assistere alla finale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia – Premio Trentodoc.

Perché dietro ogni vino, prima ancora di un punteggio, c’è una storia da scoprire. E imparare a riconoscerla è forse il modo migliore per apprezzarne davvero il valore.

Informazioni su www.aisitalia.it