Far diventare il nome di un’azienda immediatamente riconoscibile, fino ad associarlo spontaneamente al prodotto che rappresenta, è una delle sfide più ambiziose della comunicazione. Ed è proprio su questo obiettivo che punta Moser, storica realtà altoatesina specializzata nella produzione di speck, che dal 25 ottobre torna protagonista sulle principali emittenti radiofoniche italiane con una nuova campagna nazionale.

”Se dici Speck, dici Moser” è il messaggio scelto per un’iniziativa che, dopo un anno di pausa, riporta l’azienda nell’etere con due spot da 20 secondi, programmati per due settimane su 8 radio nazionali, tra cui RTL 102.5, Radio Deejay e Radio 105, affiancate da 2 emittenti digitali e 24 regionali.

Non si tratta semplicemente di un ritorno pubblicitario, ma di un ulteriore passo nel percorso di rinnovamento dell’immagine aziendale avviato nel 2024, quando Moser ha ridisegnato il proprio logo e ridefinito il posizionamento del marchio, orientandolo verso i segmenti medio-alto e premium.

Un’evoluzione che parte da basi solide: tre generazioni di maestri macellai, una lunga esperienza nella lavorazione dello Speck Alto Adige IGP e una specializzazione che continua a rappresentare il cuore dell’attività. Lo speck genera infatti circa l’85% del fatturato aziendale, un dato che spiega quanto questo prodotto sia centrale nell’identità di Moser.

La nuova campagna punta anche a raccontare uno speck capace di uscire dai confini del consumo tradizionale per diventare ingrediente di preparazioni contemporanee. Dai fagottini con pere e balsamico agli abbinamenti con noci e brie, fino agli sfilacci su radicchio scottato, gli spot suggeriscono interpretazioni gastronomiche che vanno oltre il classico tagliere.

In questa direzione si inserisce anche lo sviluppo della gamma Ready to Eat, pensata per rispondere alla crescente ricerca di praticità nelle abitudini alimentari.

A spiegare la strategia è Stephanie Moser, responsabile Marketing dell’azienda e membro del Gruppo Marketing del Consorzio Tutela Speck Alto Adige, che sottolinea come l’obiettivo sia far convivere tradizione e innovazione, valorizzando un prodotto profondamente legato alla cultura altoatesina e rendendolo attuale rispetto alle esigenze dei consumatori.

Il ritorno radiofonico coincide inoltre con la campagna televisiva del Consorzio Tutela Speck Alto Adige, ”Il secondo che non ti aSPECKti”, creando una contemporaneità di messaggi che contribuisce ad accendere i riflettori sull’intera categoria.

Per Moser, dunque, la radio diventa uno strumento per consolidare la propria riconoscibilità, ma anche per raccontare come un prodotto della tradizione possa continuare a trovare nuove occasioni di consumo. Una sfida che parte dall’Alto Adige e punta a entrare, attraverso le frequenze radiofoniche, nelle case degli italiani.

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