Questo rizotubero, arrivato in Europa portato da Cristoforo Colombo dall’America, dove era un alimento comune da migliaia di anni, è conosciuto anche come patata americana, ma il suo nome esatto è batata (Ipomea batatas) della famiglia delle Convolvulacee. Nella nostra cucina la patata dolce non è molto utilizzata, contrariamente a quanto avviene nelle Americhe e nei Paesi anglosassoni e orientali. Infatti, la maggior parte delle patate dolci coltivate in Italia è trasformata in foraggio o lavorata per la produzione dell’amido o di alcol.
La patata dolce ha più o meno gli stessi valori nutrizionali di quella comune; 100 grammi contengono 90 calorie, una ricca presenza di sali minerali, fibre, vitamine B e C e inoltre 100 mg di vitamina A sotto forma di betacarotene. Ha poi un indice glicemico più basso rispetto la patata comune, soprattutto se si consuma con la buccia.

ZONA DI PROVENIENZA
Originaria del Perù e Sud America, la patata dolce è molto coltivata in Oriente, soprattutto in Cina, ma anche in Africa. La coltivazione in Italia è diffusa soprattutto in alcune zone del Centro-Sud (Lazio, Puglia) e del Nord (Veneto), grazie alla sua adattabilità. Tuttavia la pianta preferisce un clima mite e necessita di un terreno sciolto, ben drenato e posizioni soleggiate per crescere al meglio.
Esistono centinaia di varietà di patata dolce nel mondo. La più diffusa è quella a polpa bianca, di forma romboidale e allungata, farinosa, dal gusto dolce che ricorda quello della castagna. Quella viola, buccia e polpa, è morbida e con pochi filamenti ed è ricca di antociani dal benefico potere antiossidante. Bisogna fare attenzione quando la si prepara perché macchia. La patata dolce rossa è più tondeggiante, ha polpa colore aranciato e fibrosa, anch’essa piuttosto dolce con un gusto che ricorda quello della zucca, ed è ricca di vitamine A e C.

L’ACQUISTO
La patata dolce deve essere molto soda al tatto, senza macchie scure né segni di muffa e integra e senza tagli. Non acquistatela né consumatela se la buccia è raggrinzita o al tatto la polpa è molle o raggrinzita e marroncina perché molto radicata o ha un odore insolito.
Alcuni esemplari possono pesare fino a 1 kg e oltre, ma sarebbe meglio preferire quelli più piccoli e di sagoma regolare perché hanno la polpa più tenera e di solito non fibrosa.
LA CONSERVAZIONE
Le patate dolci, come quelle comuni, si conservano molto a lungo, non in frigorifero ma in un luogo fresco e asciutto, preferibilmente buio. Se malgrado ciò dovessero germogliare è sufficiente tagliare via le radici poiché non sono tossiche come quelle delle patate comuni che contengono la solanina, che è appunto una sostanza tossica, assente nelle patate dolci che appartengono a un’altra specie botanica.
Le patate dolci si possono anche far germogliare volutamente per ottenere una graziosa piantina ornamentale. Si infilano due o tre stuzzicadenti alla base della radice, lasciandoli sporgere di qualche centimetro, quindi si inserisce la patata in un contenitore alto e stretto, come per esempio un bicchiere da bibita, lasciando sporgere per circa un terzo l’estremità a punta e infine si versa acqua nel contenitore. Dopo alcuni giorni la patata inizierà a germogliare e alla fine produrrà una rigogliosa cascata di foglioline che durerà per settimane, avendo cura di rabboccare l’acqua a mano a mano che evapora e tenere il contenitore alla luce.
IN CUCINA
La patata dolce ha una grande versatilità e può sostituire le normali patate in tutte le ricette di contorni, zuppe e gratin che avranno un gusto piacevolmente delicato. E’ inoltre perfetta per le ricette di dolci e dessert.
Prima di cuocerla, la patata dolce va lavata con cura spazzolandola sotto l’acqua corrente, preferibilmente tiepida, quindi la si lessa in acqua leggermente salata o si lascia nel forno a temperatura media finché la polpa diventa morbida. La buccia è commestibile, ma va tolta dopo la cottura se si utilizza la polpa schiacciata per la preparazione di gnocchi (ideale per l’alto contenuto di amido), dolci e purè, scartando anche le eventuali parti fibrose. Se la cuocete intera controllate la cottura inserendo al centro uno spiedino che dovrà penetrare molto facilmente.
La cottura può avvenire in acqua salata, in forno, microonde o anche in padella, con un filo di olio extravergine e rosmarino. Ottimo anche l’abbinamento con altre erbe come prezzemolo, timo e aglio. Oppure con la paprica e altre spezie come curcuma, curry, pepe verde e rosa pestati, senape per ravvivare il gusto dolce, mentre la cannella è perfetta per la preparazione di ogni tipo di dessert, cos’ come cioccolato e cacao.



























