Tre giorni di sapori, tradizioni, grandi chef e migliaia di visitatori hanno accompagnato la sesta edizione del Ferrara Food Festival, che dal 30 ottobre al 1° novembre ha trasformato il centro storico estense in un grande palcoscenico dedicato alle eccellenze enogastronomiche italiane. Un successo di pubblico che conferma la crescita di una manifestazione ormai capace di richiamare appassionati e turisti anche da fuori provincia.
Tra i protagonisti di quest’anno Tommaso Foglia (foto in apertura) pastry chef e volto noto della televisione, al quale è stato assegnato il Premio Ambasciatore del Gusto 2026 per la capacità di valorizzare la tradizione dolciaria italiana attraverso tecnica, creatività e attenzione alle materie prime.
Un riconoscimento accolto con entusiasmo dal maestro pasticciere, che ha ricordato quanto le esperienze internazionali abbiano contribuito alla sua crescita professionale, senza allontanarlo dal legame con il territorio. «Nella mia carriera ho avuto la fortuna di viaggiare e lavorare in quasi tutto il mondo, ma un insegnamento fondamentale l’ho appreso a Marrakech: non siamo lì soltanto per imparare, bisogna anche saper dare». Una filosofia che Foglia ha tradotto anche nelle proprie scelte imprenditoriali, privilegiando prodotti locali e una pasticceria nella quale l’istinto creativo deve sempre confrontarsi con il rigore della tecnica.

Ma il vero padrone di casa della manifestazione è stato naturalmente il Cappellaccio ferrarese IGP, celebrato con iniziative capaci di mescolare gastronomia, spettacolo e ironia. Dalla grande scritta Capla’z realizzata con le zucche in piazza al maxi cappellaccio modellato dalle sfogline dell’Accademia della Sfoglia guidate da Rina Poletti, fino alla Champions League dei tortelli di zucca e al divertente Processo al Caplàz, che ha trasformato la specialità simbolo della città nell’imputato di un’insolita aula di tribunale a cielo aperto.
A impreziosire il programma anche incontri con personaggi di primo piano della cucina italiana: Fabrizio Nonis, lo chef Valentino Marcattilii del San Domenico di Imola, Romano e Francesco Tamani del ristorante bistellato Ambasciata di Quistello, presentati dal critico gastronomico Edoardo Raspelli, e Giuseppe Alessio (a destra nella foto sotto) conosciuto come il King of Mortadella.
E proprio a Giuseppe Alessio è andato un altro riconoscimento: il premio “Raccontare il Gusto” per la capacità di valorizzare il patrimonio gastronomico italiano attraverso una comunicazione originale, capace di conquistare anche il pubblico dei social. Una passione nata quarant’anni fa nella piccola salumeria di famiglia, in Salento, e trasformata in un fenomeno grazie a un curioso connubio tra qualità del prodotto, ironia e creatività digitale. «La svolta è arrivata unendo la qualità alla comunicazione», ha raccontato Alessio, che oggi vende circa 900 chili di mortadella al mese e ha costruito attorno alla sua specialità una community di appassionati.

«La sesta edizione ci consegna una manifestazione che ha raggiunto una piena maturità e una sua precisa identità», ha sottolineato Massimiliano Urbinati, presidente della Strada dei Vini e dei Sapori della Provincia di Ferrara, evidenziando la capacità del Festival di intrecciare cultura, promozione del territorio e spettacolo.
Organizzato da SGP Grandi Eventi insieme alla Strada dei Vini e dei Sapori della Provincia Ferrarese, con il patrocinio del Comune e della Camera di Commercio di Ferrara, il Festival chiude così un’edizione particolarmente partecipata, confermando quanto la gastronomia possa diventare un efficace strumento per raccontare l’identità, le tradizioni e il patrimonio culturale di un territorio.




























