C’era una volta un pastore sannita che un giorno, mescolando sul fuoco latte e miele, scoprì un dolce dal sapore delizioso. È la favola del croccantino che continua tuttora a San Marco dei Cavoti, uno dei centri più belli della valle del Fortore beneventano.
Borgo di origine medioevale che affonda le proprie radici già in età preromana, sorge a 695 metri sul livello del mare con quasi tremila abitanti. La favola del croccantino, di cui si parlava all’inizio, continua grazie alle aziende, una decina, che ripropongono la tradizionale ricetta inventata dal papà del torrone, Innocenzo Borrillo. Gli ingredienti sono quelli di sempre: mandorle, miele selezionato, nocciole e un sottile velo d’ostia. La passione è la stessa, così come la scelta accurata delle materie prime. L’unica piccola trasgressione che ci si è concessi è la copertura della barretta con finissimo cioccolato fondente.

Un dolce simile aveva conquistato i palati degli antichi romani, ghiotti del cuupedo, da cui i termini dialettali, copeta per torrone e copetari per produttori.
Gli squisiti 15 grammi della confezione di mandorle e nocciole hanno dunque il merito di aver fatto conoscere nel mondo San Marco, tanto che chi viene qui non riesce ad andare via senza assistere alla creazione del croccantino gigante e senza aver fatto incetta dei “baci“. Così infatti li chiamò l’inventore che, come recita la tradizione, fu il già citato Innocenzo Borrillo per sintetizzarne il gusto quasi angelico. Classe 1871, il Cavaliere lavorò per anni presso numerosi laboratori napoletani di pasticceria, come De Nozzo a Via Toledo, Caflish a Chiaia e Van Bol&Feste a Piazza Borsa e, una volta tornato, diede libero sfogo al suo genio creativo realizzando un connubio perfetto di mandorle, nocciole tostate e zucchero rivestito di glassa al cacao. A continuare l’attività di famiglia è oggi il nipote che porta lo sesso nome del nonno, Innocenzo jr e che non ha cambiato nulla della storica buvette di cento anni fa.

Il verde laccato degli arredi è quello di sempre e uno sguardo alle pareti dove sono esposti diplomi e riconoscimenti assegnati negli anni ai Borrillo assicura un tuffo nel passato, perché si possono ammirare anche le vecchie confezioni incorniciate e messe a bella posta sul lato destro della bottega.
Un altro nome a cui è legata questa tradizione è Saverio Serio che portò altra innovazione alla classica barretta beneventana con miele, zucchero, albume e mandorle e creò “Il Preferito“, proponendolo in due specialità: la prima ricoperta solo di cioccolato fondente e la seconda di zucchero fondente e cacao, quest’ultima però non più realizzata. A scegliere dove comprare queste delizie c’è solo l’imbarazzo: oggi sono più di otto le botteghe che vendono il torrone rispettando le tecniche di produzione di un tempo, raggruppate per la maggior parte lungo la strada principale del paese.

Questo straordinario prodotto, fonte di economia e turismo di San Marco, è celebrato ogni anno, generalmente con l’approssimarsi delle festività natalizie, con una grande festa ed un ricco programma a base di degustazioni e spettacoli a cui partecipano tutte le aziende locali, attirando ogni anno una moltitudine di turisti e buongustai, che mettendo da parte il loro indice glicemico, si allietano le papille gustative rendendo dolcissima la loro sosta.
www.lafestadeltorrone.it – www.borrillo.it – www.dolciariaserio.com



























