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Lo storico Ristorante “Al Pappagallo”, nel cuore pulsante del centro storico all’ombra delle due torri, ha riaperto da oltre un mese con particolari iniziative.

La grande novità di stagione è la ritrovata antica Torre degli Alberici; poi il restyling dei locali con anche pannelli fonoassorbenti, nuovi menù e nuove formule smart che consentono la fruizione di un “lusso accessibile” anche per le fasce di clientela più giovani.

Un ritorno alla vita con atteggiamento positivo e fiducioso, alle grandi tradizioni con la qualità protagonista; un ritorno salutato dalle istituzioni cittadine, che credono fortemente anche nella funzione sociale del locale pubblico, luogo di ritrovo e di aggregazione.

Una convinta concezione dell’etica ha spinto Michele Pettinicchio ed Elisabetta Valenti, proprietari del ristorante da quattro anni, a investire in una trasformazione importante, a partire dalla profonda e radicale sanificazione degli ambienti e della cucina.

Tutto ciò dopo aver superato il recente periodo di grande difficoltà, con la forzata riduzione dei coperti e degli incassi fino a oltre il 50%, senza licenziare alcun collaboratore; quasi in controtendenza in un periodo in cui molti imprenditori hanno deciso di mettersi al riparo dai rischi. Infatti il settore della ristorazione, alimentato negli ultimi anni  soprattutto dai flussi turistici, ha subìto con il fermo generale una lunga battuta di arresto destinata a protrarsi fino al prossimo autunno.

Elisabetta e Michele hanno quindi pensato a nuove proposte per i loro affezionati clienti proseguendo nella direzione dell’eccellenza, sobriamente e in sicurezza, seguendo i cambiamenti dei canoni generali della ristorazione: con un grande staff giovane e motivato per garantire sia con il servizio in sala che con il delivery la sicurezza del personale e dei clienti in ogni momento.

La nuova stagione del Pappagallo avrà quindi due anime: oltre alle eleganti sale rinnovate rivivrà finalmente la “Bottega con Cucina” (la più antica della città) nella suggestiva sala della Torre degli Alberici, anch’essa completamente rinnovata e ricollegata al ristorante con un restauro conservativo rispettoso della struttura e della sua anima commerciale.

In questo ambiente verranno proposti menù all’avanguardia, perfetti per avvicinarsi a una clientela più giovane; sarà la grande sfida del lusso accessibile, con un conto medio-abbordabile che permetterà a tutti di scoprire la qualità della cucina del Pappagallo.

Il Menù della Torre, da consumare anche nei tavolini all’aperto ben distanziati, prevede una selezione di salumi eccellenti e proposte che variano in base al mercato e alla stagione. Inoltre il tipico pranzo della domenica in Torre sarà ricreato con una formula più smart, una consumazione veloce di qualità che oggi definiremmo “brunch” ma che affonda le sue radici nelle antiche usanze conviviali tipiche delle botteghe con cucina. Il servizio avrà orari di apertura allargati per l’asporto delle prelibatezze del ristorante e per poter vivere l’esperienza di una degustazione esclusiva in una atmosfera unica.

È stata anche valorizzata la ricca galleria fotografica dei personaggi che nel

corso di un secolo hanno frequentato il locale, un jet set internazionale del mondo di Arte, Musica, Teatro e Cinema.

Ricordiamo che “Il Pappagallo” è stato riconosciutamente per vari decenni il ristorante più famoso di Bologna, anche e soprattutto all’estero; tutto ciò per merito della famiglia Zurla, che lo ha gestito per più generazioni sia in sala che in cucina con sapiente professionalità, squisita gentilezza e vero amore per questo difficile lavoro. Scegliendo un luogo antico di suggestiva atmosfera e proponendo piatti che con intelligenti estrapolazioni di ingredienti e abbinamenti raffinati hanno nobilitato ed alleggerito la tradizionale cucina bolognese di un tempo, piuttosto robusta e non troppo variata.

Già dallo scorso anno, per valorizzare il centenario del ristorante, i due titolari si sono avvalsi della collaborazione del grande Chef Marcello Leoni, per conferire al menù un nuovo accento orientato alla ricerca e alla sperimentazione, avendo gratificate tenacia e consapevolezza con la vincita del prestigioso premio “Tortellino d’Oro 2019.”

Intervistato recentemente, Michele Pettinicchio ha espresso la propria soddisfazione per l’andamento attuale dell’intero complesso, soprattutto dopo la conferenza stampa di presentazione del 12 giugno; lo slancio più notevole l’ha vissuto la Torre Alberici, assai frequentata soprattutto a mezzogiorno sia da giovani che da professionisti in pausa pranzo.

Indubbiamente l’ampliamento del “dehors”, il servizio veloce anche se attento ed un conto più contenuto e abbordabile (mantenendo inalterata la grande qualità) hanno avuto un successo immediato ed hanno reso contenta la gente; questo pensa il proprietario e non si può che essere d’accordo.

Franco Mioni – ASA

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Alcune note del  giornalista e scrittore Giancarlo Roversi sulla Torre degli Alberici

La Torre degli Alberici  è considerata la più antica bottega di Bologna; esiste dal 1273.

E’ una delle tante Torri, anticamente attaccate luna all’altra a creare un agglomerato imponente. In questo complesso la Torre degli Alberici e le 3 torri demolite all’inizio del secolo scorso formavano un gruppo turrito unico al mondo. Dante, che studiò a Bologna, le vide sicuramente in tutta la loro possanza.A Bologna studiarono anche Petrarca e Boccaccio. Secondo la tradizione orale Dante frequentava la Famiglia degli Alberici, famosi giuristi e docenti. E’ verosimile dunque pensare che nella grande sala da pranzo (dove oggi si trova il Ristorante)abbia risuonato la sua voce… Di questo si parlerà sicuramente il prossimo anno, in cui saranno celebrati i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Non è poi da escludere che Dante abbia pranzato anche al pian terreno della Torre Gentilizia, e forse potrebbe esserci passata la stessa Beatrice, ma non esiste documentazione su questo.

La Torre Degli Alberici è comunque sempre destinata a spazio commerciale. Era una bottega in cui venivano venduti i celebri veli di seta di Bologna, famosi in tutta Europa. Successivamente, probabilmente dal XV secolo, diventò formaggeria e naturalmente il formaggio principe della Bottega era il Parmigiano Reggiano.

Ancora oggi nelle giornate più calde è possibile avvertire la fragranza dei formaggi, che per secoli sono stati protagonisti della Bottega.