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Il miele è prodotto dalle api mediante la trasformazione del nettare dei fiori. Il sapore e il colore sono determinati dalla zona e dal tipo di fiore, così come la qualità che dipende inoltre dalle condizioni ambientali. Anche l’intervento dell’uomo contribuisce a modificare le caratteristiche organolettiche del miele con l’apicoltura, cioè l’allevamento in arnie che a volte vengono spostate in zone con una flora particolare e in periodi di raccolta programmati. Altri fattori che influiscono sulla struttura del miele sono colatura, centrifugazione, pastorizzazione, conservazione.

Il miele italiano è di ottima qualità, ma la quantità prodotta è sempre più scarsa, così come nel resto del mondo, a causa delle attuali condizioni climatiche e ambientali dovute a un eccessivo utilizzo di pesticidi in agricoltura. Fattori che, purtroppo, portano a una progressiva morìa delle api e, di conseguenza, anche alla mancata fecondazione delle piante di cui le api sono gli impollinatori compromettendo l’intera agricoltura.

Il miele produce 304 calorie per 100 g, contiene sali minerali e zuccheri ma è completamente privo di grassi.

L’ACQUISTO

Fluido o solido il miele deve essere omogeneo, cioè senza parti liquide separate da altre solide. Da non confondere con la cristallizzazione che è un processo naturale che non ne compromette la qualità.

LA CONSERVAZIONE

In un luogo fresco e asciutto, possibilmente al buio. Il miele si conserva per anni, ma è consigliabile consumarlo entro due anni, perché più invecchia maggiore è la perdita delle sue proprietà e caratteristiche organolettiche.

IN CUCINA

Perché non perda le sue proprietà, il miele utilizzato come dolcificante va aggiunto a bevande e altri liquidi quando sono tiepidi e non bollenti. Per calcolare le calorie totali delle bevande tenete presente che un cucchiaio di miele pesa in media 30 g.

Se dovete rendere fluido il miele cristallizzato lasciate il vasetto immerso nell’acqua tiepida per qualche ora oppure nell’acqua a leggera ebollizione per 15 minuti; efficace anche il microonde. Tuttavia queste operazioni ne alterano proprietà e gusto.

Il miele si può utilizzare anche nella preparazione dei dolci, nella stessa quantità dello zucchero previsto dalla ricetta ma diminuendo di circa 1/5 la quantità di grassi e liquidi. Negli impasti è più indicato il miele a consistenza fluida, da stemperare in un po’ di acqua o latte prima di unirlo agli altri ingredienti.

Il miele è comunque molto versatile in cucina e conferisce un’eccellente glassa agrodolce alle carni e accompagna perfettamente i formaggi.

PER SAPERNE DI PIU’

Sono molti gli eventi in tutta Italia dedicati a questo prezioso prodotto. Tra i più importanti quello di Montalcino (Siena) in programma ogni anno a settembre e che per una settimana mette in mostra, con possibilità di degustazione, decine di prodotti nazionali e loro derivati (pappa reale, propoli, polline, cera), con premiazione al miglior miele.

A questi eventi vengono presentate innumerevoli tipologie di miele, ciascuno con caratteristiche ben precise dovute al tipo di fiore da cui deriva:

MILLEFIORI: il più diffuso e versatile, è prodotto dalle api dal nettare di più fiori, anche se talvolta è l’azienda confezionatrice a mescolare più tipi di miele.

ACACIA: delicato e leggero, è adatto per dolcificare tè, caffè, yogurt e gelati.

CASTAGNO: scuro e di sapore e colore intensi, leggermente amarognolo, è adatto per i piatti con la carne di maiale.

CORBEZZOLO: il classico miele amaro, costoso perché raro, dà il meglio nella preparazione di liquori e dolci particolari; da provare nel caffè.

LAVANDA: ha un sapore molto aromatico che si sposa con quello intenso del Gorgonzola.


A cura di Enza Bettelli / asa.web@asa-press.com