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E’ ora che l’Italia alzi l’asticella. Lo chiede AIAB a seguito della presentazione del Piano europeo sul biologico che si è svolta ieri con una conferenza stampa tenuta dal Commissario che Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski.

AIAB esprime soddisfazione per l’importante sostegno espresso dalla Commissione nei confronti del settore e che ha l’obiettivo di arrivare al 25 per cento di superfici agricole coltivate a biologico entro il 2030, partendo da una media dell’8 per cento attuale, a livello europeo.

Anche perché, a detta dello stesso Commissario Wojciechowski, “più consumo di prodotti biologici significa meno spesa sulla sanità pubblica” .

Insomma, l’Europa nel biologico ci crede e sta mettendo a disposizione una serie di strumenti per incentivare produttori e consumatori, esprimendo una profonda consapevolezza delle diversità tra gli Stati.

Ma, come ha confermato lo stesso Commissario, quelle dell’Europa sono linee guida, non vincolanti, saranno i singoli Stati a decidere se e come attuare le misure. Ci si aspetta dunque da loro Piani ambiziosi (PSN e Piani nazionali sul Bio).

L’Italia, attualmente leader del settore, deve giocare un ruolo di primo piano  e se non deciderà di fare scelte politiche e strategiche più coraggiose sarà presto annichilita dall’agricoltura europea.


E’ improrogabile progettare un nuovo Piano di Azione del Bio Nazionale, determinato da chi conosce e pratica il biologico; investire in ricerca e innovazione; rafforzare il sistema dei controlli semplificando la burocrazia per le aziende e sostenendo la certificazione di gruppo; valorizzare i distretti biologici sul territorio che esaltano la nostra grande diversità e vocazione territoriale; promuovere l’agricoltura sociale; incentivare al massimo il bio nelle mense pubbliche, scolastiche, ospedaliere, aziendali. Inoltre bisogna esprimere in modo convinto ciò che non è ricevibile, tipo le nuove tecniche genetiche (NBT) che non possono essere la risposta al cambio di passo che l’Europa ci chiede. 

Ad oggi esiste una distanza siderale tra quanto sta decidendo l’Europa sul bio e quanto sta facendo il nostro governo. Mentre l’UE chiede di destinare al nostro settore almeno il 30% dei fondi per la ricerca, il PNRR (Piano Nazionale per la Rinascita e resiliaenza) dimentica il bio per parlare solo di bioenergia.


Perché si evitino questi passi falsi, AIAB lancia un appello al ministro Patuanelli affinché  il biologico non sia solo una citazione nel PSN ma ne sia la cornice di lavoro. 

Il futuro non prevede alternative a questa trasformazione. E la conferma è arrivata ieri anche dall’Europa. L’agricoltura biologica, non può continuare a essere la cenerentola dell’agricoltura ma deve essere il pilastro della transizione agroecologica .