BIO 2017
Glifosato nell'acqua e nel cibo in Italia: lo conferma il mensile "TEST"

Da sconosciuto è diventato il più conosciuto erbicida del Mondo a causa dei suoi discussi effetti su salute ed ambiente, viene applicato in agricoltura e negli spazi pubblici per debellare le odiate erbacce.
A due settimana dalla proposta della Commissione europea di promulgare la sua autorizzazione a 7 anni, a pochi giorni dalla controproposta a 10 anni, il mensile "Test -Salvagente" pubblica l'inchiesta sul numero di maggio per rispondere alla domanda "Quanto glifosato finisce sulle nostre tavole?"
Nel numero in edicola le prime analisi complete mai condotte in Italia su 100 campioni: dalla farina alla pasta, dai biscotti alle fette biscottate e corn flakes fino all'acqua di rubinetto. I giornalisti della rivista guardano ai risultati e parlano di "roulette russa": per una stessa marca, infatti, sono stati trovati lotti in cui è stato rintracciato l'erbicida accanto a lotti che non lo contenevano.
I residui, sempre inferiori ai limiti di legge, testimoniano una contaminazione diffusa, quasi ubiquitaria. Discorso diverso e ben più allarmante sull'acqua che beviamo tutti i giorni. Il Test-Salvagente ha analizzato 26 campioni provenienti da diverse città italiane e in due casi, nel comune di Brusnengo (Biella) e di Campogalliano (Modena) ha riscontrato l'Ampa, un derivato del glifosato che con l'erbicida condivide la tossicità, è risultato superiore ai limiti di legge.
Nessuna Regione italiana – ricordiamo – analizza la presenza di glifosato e del suo metabolita Ampa nelle acque potabili, nonostante le raccomandazioni comunitarie.
 
Spiega Riccardo Quintili, direttore de il Test-Salvagente: “L’Europa non sacrifichi agli interessi di pochi uno dei suoi principi fondamentali, quello di precauzione che stabilisce che di fronte a un possibile pericolo per la salute si debba vietare un prodotto o una sostanza. È il caso, chiaro, del glifosato, un pesticida che rischia di avvelenare anche i simboli del made in Italy”.
Mariagrazia Mammuccini, portavoce della coalizione Stop Glifosato cui aderiscono 38 associazioni, dichiara: "Le anticipazioni sulle intenzioni della Commissione Ue non vanno nella direzione degli interessi dei cittadini. Continueremo la nostra battaglia e chiediamo alle Regioni di togliere il glifosato dai disciplinari di produzione che ottengono finanziamenti Psr".
 
I risultati in anteprima
Per quanto riguarda i corn flakes, è stato rintracciato sotto i limiti il glifosato nei Kellogg’s All brain plus bastoncini, dove è stato rilevato 0,140 mg/Kg di glifosato (il limite di legge è 0,1). Presente sempre sotto i limiti anche nelle Fette integrali Gentilini (0,130 mg/Kg), nelle Farine magiche Manitoba La Conte (0,023 mg/Kg) e nella Farina d’America Manitoba Molino Spadoni (0,098 mg/Kg). Per quanto riguarda la pasta, tracce di glifosato, sempre sotto i limiti, sono state trovate negli Spaghetti Colavita (0,019 mg/Kg), negli Spaghetti del Verde (0,083 mg/Kg), nelle Penne ziti rigate Divella (0,033 mg/Kg), negli Spaghetti Divella (0,038 mg/Kg), nella Mafalda corta Garofalo (0,043 mg/Kg), negli Spaghetti Italiamo Lidl (0,070 mg/Kg), nelle Farfalle rigate La Molisana (0,160 mg/Kg) e negli Spaghetti La Molisana (0,056 mg/Kg).

Bioagricultura Notizie - newsletter@aiab.it del 26.4.2016



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