QUALITA'
Assemblea mondiale Ig, da qui parta sviluppo sostenibile

Assemblea mondiale delle indicazioni geografiche a Expo Milano 2015. La convention, che ha visto la partecipazione di istituzioni, consorzi, rappresentanti di indicazioni provenienti da tutto il mondo, ha avuto in particolare come tema centrale il ruolo delle indicazioni geografiche nella creazione di un modello di sviluppo sostenibile a livello internazionale. Il ministro all'Agricoltura, Maurizio Martina, nella sua introduzione alla giornata, ha posto l'accento sull'importanza e le potenzialità insite nel sistema delle indicazioni geografiche per tutti, ma anche sulla necessità di "recuperare del lavoro fatto in questi mesi con un avanzamento strategico su alcune partite che saranno sempre più una frontiera cruciale nella storia dell'Igp: pensiamo al web - ha spiegato Martina - dove l'Italia si è posta in un ruolo di paese-guida attraverso le partnership di lavoro con grandi soggetti come Google, Ebay e Alibaba. I risultati già raggiunti - ha aggiunto - ci danno misura dell'impatto straordinario che si può avere sia sul versante della tutela sia su quello della promozione". Il presidente della Commissione Agricoltura alla Camera, Luca Sani, ha invitato a "non far cadere il grande patrimonio sui contenuti consegnato dall'esperienza di Expo", riflettendo poi sull'Ig come una strategia che ha presentato il "punto di forza dell'Italia durante crisi. Se ci sono luci - ha aggiunto - ci sono anche ombre, il sistema agroalimentare è ancora troppo frammentato. L'Ig - ha aggiunto - è un grande veicolo promozionale, locomotiva del nostro sistema agroalimentare nel paese e nel mondo". Più deciso nel suo intervento l'assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, che ha parlato di "punto di svolta: un anno fa - ha rilevato - ci chiedevamo se le modalità Ig fossero ancora attuali, il sistema ha 33 anni e dobbiamo registrare che si è fatta strada l'idea di trovare delle scorciatoie. C'è chi parla di indicazione nazionale, di superamento dei consorzi. E' giunto il momento di fare un punto: in questo momento - ha chiarito - per proteggere nostre imprese non abbiamo alternative. Il sistema può essere migliorato, ma non deve essere sostituto, è un patrimonio di 30 anni che deve rimanere. Siamo di fronte a due visioni del mondo nell'interesse anche dei consumatori, c'è bisogno di fare chiarezza sul fatto che da sistema denominazione di origine non si può tornare indietro". (www.agi.it) .




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