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Presentato il secondo numero di "AgrOsserva" - l'Osservatorio Ismea-Unioncamere sulla congiuntura dell'agroalimentare italiano

Un'agricoltura che nel corso degli anni ha visto ridurre la sua partecipazione agli utili di filiera a vantaggio degli operatori più a valle, in particolare di quelli del sistema distributivo. Su 100 euro di spesa in prodotti agricoli freschi, infatti, solo 1,8 euro, al netto di salari e ammortamenti, rimangono nelle tasche dei produttori. Ma anche un settore sempre più attento all'eco-efficienza visto che, tra il 2008 e il 2011, nella fase delle lavorazioni industriali ha ridotto del 23% la produzione assoluta di rifiuti e fatto crescere la quota di rifiuti avviati al riciclo, fino a superare il 79% di quelli prodotti.
Sono questi gli elementi principali che emergono dai due focus tematici dell'ultimo numero di AgrOsserva - l'osservatorio di Ismea e Unioncamere sulla congiuntura dell'agroalimentare italiano - dedicati, rispettivamente, all'analisi della distribuzione del valore lungo la filiera alimentare e al tema della produzione e dell'impiego dei rifiuti nel settore.
Accanto ai due focus e ai dati del IV trimestre dell'anno, AgrOsserva analizza il bilancio complessivo del 2013 per l'agricoltura e l'industria alimentare, presentando il ritratto di un settore segnato da eventi atmosferici avversi per alcune colture e ancora sotto forte tensione a causa del protrarsi della crisi. Con il risultato di dover registrare la scomparsa di quasi 33 mila aziende agricole in dodici mesi, pari ad una riduzione della base imprenditoriale del 4% rispetto al 2012. (www.ismea.it)

 


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