LUOGHI

Da ristorante a museo: “El Bulli” diventa “Elbullifoundation”
Per i Fondi Ferran Adrià mette all’asta la cantina del locale

Quando la cucina si fa arte entra al museo, o meglio diventa il museo. Succede sulla Costa Brava in Spagna e per la precisione a Roses, località non nuova agli amanti della cucina d’avanguardia, proprio perché lì sorgeva “el Bulli”, il famoso ristorante dello chef catalano e guru della cosiddetta “cucina molecolare” Ferran Adrià, che ha ormai chiuso i battenti, ma che riaprirà le sue porte in una nuova forma, rinnovata ma che non ha perso il fil rouge della cucina d’eccellenza e volta all’innovazione: cambia veste e si trasforma in museo “el Bulli foundation”, ovvero “un centro gastronomico senza ristorante”. E proprio per questo “museo, ma non museo”, come lo definisce Adrià, lo chef sta girando il mondo in cerca di idee, e fondi, per inaugurare, il 15 marzo del 2015. Fra le iniziative a sostegno della fondazione l’asta battuta da Sotheby’s a Londra il 26 aprile, che ha messo all’incanto la cantina di “el Bulli”, insieme a utensili del ristorante, e non solo, che ha fruttato quasi 700.000 euro e ha visto battere lotti a cifre non proprio da sottovalutare, come 4 bottiglie di Romanee Conti 2004, Domaine De La Romanée-Conti, firmate dallo chef, aggiudicate per 40.125 euro, oppure 4 magnum di Vega Sicilia “Unico” 1991 a 10.385 euro e 3 bottiglie di Montrachet 1990 Domaine De La Romanée-Conti a 9.441 euro. E poi gli italiani, come Roberto Voerzio, Barolo Rocche dell’Annunziata 1997 battuto a 1.510 euro, ma ci sono anche altri grandi nomi come Angelo Gaja, Antinori, Ferrari e Frescobaldi, solo per citarne alcuni. Tra i lotti più costosi anche la cena con Adrià, pagata ben 28.323 euro.
“C’è l’interesse - spiega Adrià - della gente a vivere la gastronomia in altra maniera che non sia il mangiare. Quando si visita il museo del Barcellona non si va mica a giocare a pallone”. I fondi raccolti nell’asta di vini andranno appunto a “elBullifoundation”, il progetto che combinerà gastronomia, pensiero, innovazione, scienza, arte e filosofia per dare vita a Gerona, nel nord est della Spagna a una sorta di Silicon Valley dell’alimentazione. “Il 15 marzo 2015 apriremo un centro esperenziale, molto diverso, all’avanguardia. Una stranezza, visto che di solito i ristoranti si aprono o si chiudono ma non si trasformano. Vogliamo - sottolinea Adrià - che la gente viva ciò che è “elBulli”, quel che è l’innovazione, la cucina di avanguardia, che quando entrerà possa capire cos’è tutto questo, e poi oggi il termine “museo” deve evolversi”. Infatti, quello cui pensa lo chef “è un museo ma non è un museo” e servirà a “spiegare alla gente, attraverso la cucina, tutto il processo creativo e di innovazione”, il tutto, visto che il costo del biglietto d’accesso non potrà certo essere paragonato ai conti di elBulli, producendo “in un certo modo una democratizzazione di elBulli”. Di certo “non ci sarà un ristorante, salvo, forse, un mese all’anno per raccogliere fondi” e ci sarà invece una “equipe creativa il cui lavoro sarà di creare creatori piatti. Non una scuola - conclude lo chef - ma un centro di pensiero”. (www.winenews.it)


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