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“Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe”
alla Fondazione Ferrero di Alba (CN) - dal 25 ottobre al 1 febbraio 2015


Ci sono artisti da “vedere” e altri da “interpretare” per le loro opere non solo visive, dense di colori, di luci e ombre, ma anche da “leggere e interpretare” per i messaggi occulti che racchiudono, come quelle esposte ad Alba, nel cuneese.
Un Piemonte di artisti per le annuali mostre allestite nello splendido scenario della Fondazione Ferrero ad Alba che ha visto le esposizioni dei più grandi contemporanei del ‘900, da Morandi a Carrà, e che ora propone le opere di Felice Casorati.
Stupendi ritratti e tanto perfetti da sembrare “fotografie”, spesso dense di messaggi, come l’opera “Le due sorelle”, che raffigura due sorelle, una nuda, con accanto un libro aperto e l’altra vestita e con accanto un libro chiuso, come a ricordare che il libro... aperto indica la conoscenza, il sapere! Esotericamente chiuso indica il sapere, ma tacere... racchiudendo la conoscenza tra le pagine.
Molto bella l’immagine di una giovane “Raja Markman”, danzatrice russa, o quella di “Beethoven”, significativa immagine di copertina del catalogo della mostra!
Belli i ritratti delle ereditiere; di Cesarina Gualina Gurgo Salice; di Riccardo Gualino; Hena Rigotti; gli scolari; immagini di maternità; nudi di donne e altri.
Ma poiché non mi limiterò a questo solo articolo, vi riservo le immagini di queste stupende opere per altre letture e per i lettori dell’ASA offro la visione più idonea ad un sito di stampa agroalimentare con immagini di nature morte e banchetti.
La mostra vuole essere un “museo” che presenta sessantacinque dipinti, di cui quaranta provengono da collezioni di musei e istituzioni nazionali e internazionali.
Magistralmente curata da Giorgina Bertolino e in collaborazione tra la Fondazione Ferrero di Alba, con l’appoggio della Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte vuole essere una antologia per rendere omaggio al pittore Felice Casorati
Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe” è il titolo della mostra che offre al visitatore opere provenienti da musei italiani e internazionali, come la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, il Museo del Novecento di Milano, la Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Cà Pesaro di Venezia, il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la RAI-Radiotelevisione Italiana.
Per le collezioni all’estero sono presenti opere provenienti dal Nationalgalerie di Berlino (Germania), il Centre Pompidou di Parigi (Francia), il Detroit Institute of Arts e il Museum of Fine Arts di Boston (USA), il Museu de Arte Contemporanea da Universidade de Sao Paulo (Brasile).

Felice Casorati fu protagonista e maestro dell’arte italiana del Novecento, le sue opere innovatrici furono un linguaggio artistico innovativo e denso di insegnamenti in bilico con la filosofia in immagini, come insegnamento non solo artistico, ma anche umano.
La mostra si presenta con una struttura e una scenografia di grande impatto visivo. Ben curata e suddivisa per soggetti e tematiche, con l’intento di introdurre il visitatore in una più attenta ricostruzione dell’evoluzione artistica di Casorati.
Ad introdurci nel suo mondo artistico è il ritratto della sorella Elvira che apre le porte alla mostra postuma dell’artista.
Discendente di una facoltosa famiglia di matematici e scienziati, figlio di un ufficiale, da giovane visse tra Milano, Reggio Emilia, Sassari e Padova dove studiò musica.
Nel 1902, ritiratosi sui Colli Euganei per riposarsi, cominciò a dipingere.


Si laureò in Giurisprudenza nel 1907, pur proseguendo la carriera di pittore di cui alla mostra è visibile il suo primo ritratto alla sorella Elvira, opera che fu ammessa alla Biennale di Venezia nel 1907.
Alla Biennale del 1909 e a quella dell’anno successivo, espose alcune sue opere.
Si appassionò alla pittura di Pieter Brueghel il Vecchio, in seguito alle opere di Gustav Klimt.
Forse per questo i suoi tratti di colore sono molto scuri, quasi impalpabili anche visivamente,
come a voler racchiudere la luce per proiettarsi nel mondo della oscurità che invita alla meditazione, al pensiero filosofico.
Nel 1914 fondò la rivista “La Via Lattea” collaborando, con altri, alle illustrazioni di “Art Nouveau”. Nella sua carriera cambiò spesso stile, influenzato di volta in volta da quelle correnti artistiche della nouvelle art.
Fu militare nella Prima Guerra mondiale, nel 1915. Nel 1917 dopo la morte del padre si trasferisce a Torino dove inizia a frequentare i circoli intellettuali torinesi divenendo amico di artisti, tra cui il compositore Alfredo Casella.
Nel 1921 apre una scuola d’arte per giovani apprendisti pittori e nel 1929 espone con gli allievi anche le proprie opere.

Nel 1930 sposò una sua allieva, Daphne Maugham.
Nel 1925 fu tra i fondatori della Società di Belle Arti che promuoveva le mostre di artisti italiani e stranieri, contemporanei e dell’Ottocento. Vinse un premio alla Biennale di Venezia del 1938. Espose le proprie opere a Parigi, San Francisco, Pittsburgh (Pennsylvania). Creò scene e costumi per il Teatro dell’Opera di Roma, la Scala di Milano e per il Maggio Musicale Fiorentino.
Nato a Novara nel 1883, si spense a Torino, a marzo del 1963.
Dopo la presentazione i giornalisti sono stati ospitati nella sala delle manifestazioni alla Fondazione Ferrero per un rinfresco.

Molto interessante e ben curato il catalogo della mostra.
Da non perdere la visione dell’interessante documentario su Felice Casorati, nell’Auditorio.
Si ringrazia la Fondazione Ferrero per l’ospitalità e il materiale fornito, e lo staff per la professionalità e il supporto dato.
La mostra, gratuita, è visitabile sino al 1 febbraio 2015.
Info: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049663499 - www.studioesseci.net

di Alexander Màscàl e Matteo Saraggi - ASA

 


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