PERCORRENDO LA FILIERA
A cura di GIUSEPPE CREMONESI [ cremonesi.web@asa-press.com ]


Normative

Galline in libertà
La commissione europea stabilisce: dal 2012 gabbie fuorilegge nell’allevamento delle ovaiole.

La decisione segue l’adozione di un rapporto della Commissione UE sulle gabbie per l’allevamento delle galline in batteria, ed è la conseguenza di evidenze scientifiche che mostrano le sofferenze cui sono sottoposte le galline allevate in questo tipo di gabbie. Grande apprezzamento da parte della Lega Anti Vivisezione (Lav) perché è la conferma che abolire le gabbie di batteria è doveroso sia per le galline ovaiole, sia per l’opinione dei consumatori che hanno più volte espresso la condanna di questo sistema di allevamento cruento e irrispettoso degli animali. (Che siano gli stessi che le uova – beninteso esclusivamente quelle deposte nelle gabbie - le tirano sulle pellicce di visone?). Studi scientifici hanno dimostrato che le galline non in gabbia si ammalano di meno fornendo anche uova migliori. I consumatori europei - dicono alla Lav - stanno sostituendo l’acquisto di uova provenienti da allevamenti in gabbia, con quelle da allevamenti biologici o da galline allevate all’aperto o a terra, e in alcuni Paesi le uova provenienti da allevamenti in batteria stanno scomparendo (ma dai) dagli scaffali dei supermercati. Anche in Italia le uova prodotte da galline non in gabbia stanno progressivamente sostituendo le uova provenienti da galline allevate in gabbie di batteria.
Sarà anche vero, tuttavia mi sovviene l’incipit di un interessante inchiesta del collega del Sole 24Ore, Paolo C. Conti “La leggenda del buon cibo italiano” dove racconta della signora Marta di un agriturismo di Como, che testualmente dichiarava: «Ormai di galline ne ho poche. Ma dalla città continuano a venire quassù in cerca di uova di giornata. Così, adesso, vado al supermercato, ne compro qualche dozzina, poi le sporco un po’ nell’aia e gliele vendo come ruspanti. Che altro fare? Io guadagno qualcosa e loro sono contenti». Interessante avere anche il punto di vista dei vari produttori (ne cito alcuni: Boldrini, Del Campo, Ovito, Coccodì, Eurovo, Amadori, di quasi tutte le Centrali del Latte, ecc) che entro quell’epoca dovranno riconvertire gli impianti. Sarà grandioso vedere sterminati campi punteggiati di pennuti che beccano in libertà. Mi chiedo che uova nutrienti e salubri saranno, in particolare, quelle provenienti dalla Campania che nel 2012 sarà sicuramente bonificata (sic), piuttosto che dalle propaggini dell’Italsider di Taranto o nei pressi delle concerie del Brenta, dai piastrellifici di Sassuolo o dalla ex verde Brianza dove le pollastre potranno agilmente fare gimkana tra un mobilificio e una segheria. Difficile a questo punto sarà porre la data della deposizione. Chissenefrega. Galline svolazzanti con le alucce aperte (altrimenti soffrono troppo – dicono alla Lav) lungo tutto lo Stivale. Ma vuoi mettere che uova con galline ruspanti !

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