In una strada tranquilla di Portici, le luci rosse e calde che filtrano dall’interno di Mihao iniziano il racconto ancora prima di varcare la porta. Poi si entra e la sensazione diventa più chiara: qui non si è pensato soltanto a cosa mettere nel piatto, ma a tutto quello che succede intorno. Luci soffuse, materiali, musica, tavoli conviviali, bottiglie di Champagne e sakè: ogni elemento contribuisce a costruire un ambiente avvolgente, nel quale cucina e atmosfera sembrano parlare la stessa lingua.

È esattamente l’obiettivo con cui è nato Mihao: mettere insieme cucina asiatica contemporanea e cultura giapponese del listening bar, facendo dialogare cibo, bere miscelato, design e musica. Al centro c’è un impianto Hi-Fi personalizzato, con mixer valvolare rotary e ascolto rigorosamente in vinile. Non un vezzo estetico, ma uno degli elementi attorno ai quali è stata costruita l’identità del locale.
A dare forma al progetto è stato Emanuele Raniello, giovane imprenditore che, pur non avendo ancora raggiunto gli “anta”, ha già alle spalle quindici anni nella ristorazione. Con lui oggi ci sono i soci Carmine D’Orsi e Alessio Olivieri. Ed è forse proprio l’esperienza accumulata così presto a spiegare la capacità di tenere insieme mondi diversi senza dare l’impressione di averli semplicemente accostati.


Perché la qualità della proposta gastronomica è alta, ma è inserita in un contesto che ne amplifica la percezione. La carta attraversa il Giappone, incontra la cucina nikkei, lavora sui crudi, sui nigiri, sul Wagyu e sul caviale, mentre sakè, Champagne e cocktail completano il percorso.


Con l’autunno arrivano anche nuovi piatti: il Mini Bun con hamburger di Wagyu, il Crab Roll con granchio fritto, avocado e shiso, lo Shoyu ramen e, per chiudere, lo scenografico Shibuya Honey Toast con shokupan, gelato alla vaniglia e tè matcha.
Ma per capire Mihao basta anche guardare chi occupa i tavoli. Il locale funziona, è frequentato e riesce a intercettare un pubblico sorprendentemente trasversale: giovani, adulti, coppie e famiglie. Segno che un’identità molto precisa non deve necessariamente trasformarsi in una nicchia.


E Raniello e soci non sembrano intenzionati a crogiolarsi nel successo. Continuano a progettare, aggiungere, trasformare. Per l’autunno, ad esempio, la musica acquista ancora più spazio con un appuntamento mensile affidato a protagonisti della storia del clubbing italiano, mentre la cucina evolve insieme alla stagione.
È probabilmente questo il tratto più interessante di Mihao: non limitarsi a servire una cena, ma costruirle intorno un mondo. Un mondo fatto di sapori, luci, suoni e dettagli che, una volta usciti sulla tranquilla strada di Portici da cui tutto era cominciato qualche ora prima, continuano in qualche modo a seguirti. (Foto della consolle Aurora Scotto di Minico – tutte le altre foto Clara Mennella)
MIHAO: Via Salvatore Pagliano 5 Portici (NA)
Telefono: 081 775 2502
Aperto tutte le sere tranne il lunedì – www.mihao.it





























