In un panorama vitivinicolo regionale e nazionale caratterizzato da elementi di forte crisi e contrazione di vendite e consumi, legati a fattori di diversa genesi e natura, riveste un’importanza sempre maggiore la promozione di prodotti e territori attraverso l’organizzazione di manifestazioni in grado di intercettare e attirare un sempre più vasto pubblico di appassionati o semplici turisti e avventori.

L’Irpinia, da tempo uno dei territori trainanti dell’economia agroalimentare campana con le sue tre Docg (Fiano, Greco di Tufo e Taurasi) sta attraversando appunto un periodo di crisi profonda legata alle giacenze nelle cantine di aziende di tutte le dimensioni, ma in particolar modo dei piccoli e medi imprenditori agricoli, che non hanno purtroppo le spalle larghe, alla stregua dei grandi gruppi imprenditoriali, che grazie al loro potere di commercializzazione ed economico sono in grado di affrontare serenamente questi periodi di forti fluttuazioni e compressioni.

Nell’ultimo anno le ricadute di questa importante variazione sono state molto sentite, a tal punto da convocare tavoli di crisi da parte di tutte le componenti coinvolte, sia a livello locale che regionale. Quando un kg di uva Docg arriva a costare 60 centesimi non è solo un dato economico sconcertante, ma anche la cifra di un sistema che non può reggere per lunghi periodi, perché significherebbe far sopravvivere sul territorio solo i più economicamente solidi e non la moltitudine di agricoltori e trasformatori che hanno investito una vita intera nel territorio della Provincia di Avellino e ne rappresentano la base della piramide produttiva.

Prendiamo come esempio l’areale del Greco di Tufo dove la fa da padrone la logica del più forte, ma è un discorso molto più ampio e generalizzato, e le ragioni per le quali i Sindaci degli otto Comuni dell’areale lanciano il grido di allarme sono da ricercare in una totale mancanza di regole e tutela del mercato. La provincia di Avellino e l’Irpinia, pur avendo qualità, identità e diversificazione dei vini hanno bisogno di politiche forti a tutela e valorizzazione degli stessi, ed è per questo che la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) della Campania ha chiesto all’Assessorato Regionale dell’Agricoltura un tavolo operativo, affinché tutti i soggetti istituzionali della filiera vitivinicola facciano la loro parte, per non lasciare irrisolta questa complessa situazione e dare un aiuto concreto agli operatori del territorio che stanno maggiormente subendo le conseguenze di questa crisi.

ASA con la referenza regionale, vuole dare un apporto informativo e di sostegno agli operatori locali sotto forma di visibilità del problema, ed invitare appassionati e non a consumare e a scoprire questo straordinario gioiello della terra d’Irpinia che rappresenta un’eccellenza assoluta del Made in Italy e del lavoro dell’uomo in simbiosi con la terra. Ma le crisi vanno esorcizzate con tutti i mezzi e i sistemi possibili e la gente di Irpinia, ed in particolar modo quelle dei territori del Greco di Tufo, sanno bene come farlo, ed ogni anno puntualmente, nel mese di Settembre, viene organizzato nello splendido omonimo borgo il Tufo Greco Festival: tre giorni (4-5-6 Settembre) di festa, indetti da Comune ed altri enti, per celebrare l’oro di Irpinia con degustazioni, stand gastronomici, spettacoli con musica dal vivo e tanta voglia di superare la crisi, per far tornare il Greco di Tufo protagonista prestigioso delle nostra tavole.

Nella splendida cornice del borgo di Tufo si potrà respirare l’aria della tradizione e farsi stimolare le papille gustative con prodotti succulenti e di estrema eccellenza. L’estate è ancora lunga e una serata sotto le stelle con un calice di Greco di Tufo alla giusta temperatura potrebbe renderla indimenticabile. Cercate la pagina del Festival sui social e come si suol dire “Andate a Tufo non come turisti ma come ospiti”.

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