Nel cuore del Chianti Classico, dove il Sangiovese domina da sempre il paesaggio vitivinicolo, c’è una piccola vigna che ha aspettato oltre quarant’anni prima di raccontare la propria storia. Da questa parcella di appena 0,4 ettari nasce Biancone, il nuovo Chardonnay Toscana 2024 di Vecchie Terre di Montefili, frutto di una scelta che mette al centro il vigneto prima ancora del vino.

Piantato nel 1982 a circa 500 metri di altitudine, tra Panzano e Montefioralle, questo piccolo appezzamento ha dimostrato nel tempo un’identità così marcata da convincere la tenuta a vinificarlo separatamente. Una decisione che rispecchia la filosofia di Montefili: produrre solo ciò che il territorio è realmente in grado di esprimere, senza forzature e rispettando i tempi della natura.

Il risultato è una produzione limitata a sole 1.330 bottiglie, pensata non come un esercizio di stile, ma come la naturale evoluzione di un percorso costruito su precisione, autenticità e profondo legame con il territorio.

Sotto la guida dell’enologa e agronoma Serena Gusmeri, Biancone nasce da fermentazione spontanea con lieviti indigeni e affina per dodici mesi tra acciaio e legno, un equilibrio che ne preserva freschezza ed eleganza senza coprirne il carattere.

Pur scegliendo uno Chardonnay, Vecchie Terre di Montefili rimane fedele alla propria identità. Il vino racconta infatti lo stesso spirito che caratterizza i grandi Sangiovese della tenuta: eleganza, precisione e una forte impronta territoriale. Una dimostrazione di come anche un vitigno internazionale possa trovare, sulle colline del Chianti Classico, una voce originale e profondamente legata al luogo in cui nasce.

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