Estate, sole, mare… ormai ci apprestiamo tutti a godere dei benefici e degli ozi. Ma quale frutto e quale territorio li rappresentano in maniera inequivocabile se non il limone e la Costiera amalfitana? Un connubio perfetto che è il vanto di una regione intera, conosciuto in tutto il mondo.

In Costiera non è un semplice agrume ma è parte del paesaggio e della memoria collettiva. Parliamo dello Sfusato Amalfitano, che nasce e cresce su terrazzamenti sospesi tra cielo e mare, dove ogni pianta è curata a mano e ogni raccolto segue ritmi antichi, ancora oggi rispettati.

È da almeno tre secoli il motore trainante dell’agricoltura locale, elemento fondamentale del paesaggio: il verde e l’oro dei giardini di limoni sono i colori dominanti in questo angolo di paradiso con tre milioni di metri cubi di costruzioni tra terrazzamenti e fabbricati agricoli. È uno strumento imprescindibile per la tutela dell’assetto idrogeologico della zona: il sistema di terrazzamenti e canalizzazioni assicura un controllo costante sui flussi delle acque, sia piovane che sorgive. Un ricchissimo patrimonio di varietà locali, selezionate nei secoli dal paziente lavoro dei contadini amalfitani: Sfusato di Amalfi, Gloria di Amalfi, Limone di Maiori, Ovale di Sorrento, Limone di Procida.

In particolare le origini dello Sfusato amalfitano risalgono addirittura ed epoca romana in quanto dalle rovine della Città di Pompei e precisamente sulle pareti della Casa del Frutteto sono emersi, mirabilmente conservati, affreschi raffiguranti una pianta di limoni nei cui frutti alcuni esperti hanno riconosciuto i tratti caratteristici dello Sfusato.

Purtroppo, nonostante questo immenso patrimonio storico e culturale, la limonicoltura amalfitana è in crisi per una serie di ragioni, come gli elevati prezzi di produzione, la concorrenza delle grandi piantagioni siciliane e la difficoltà di reperire manodopera. Questo straordinario agrume è da anni un presidio Slow Food il quale si propone, insieme al Consorzio Valorizzazione Limone Costa d’Amalfi, di aumentare la quota di prodotto destinato alla trasformazione e di far apprezzare ai consumatori le differenze qualitative che lo contraddistinguono.

A tavola i limoni amalfitani e lo Sfusato in particolare, hanno caratteristiche qualitative uniche: una recente ricerca condotta dall’Università di Salerno ha evidenziato il maggior tenore (in certi campioni addirittura il doppio) di composti aromatici rispetto al resto dei limoni in commercio.

Di forma allungata (da qui il nome”sfusato”) ha buccia di colore particolarmente chiaro, un profumo e un aroma intensi grazie alla ricchezza di oli essenziali e terpeni (biomolecole naturali responsabili di odori e sapori). La polpa è succosa e acida con bassa presenza di semi. Ha sempre avuto un ruolo importante nella preparazione di dolci e gelati, il suo aroma è un tocco da maestro in molti piatti della cucina mediterranea e regala risultati straordinari nella preparazione del tradizionale limoncello. L’area di produzione di questo gioiello della natura, che dal 2002 si avvale del marchio Igp e del riconoscimento come patrimonio FAO, comprende 12 Comuni della Provincia di Salerno (tra cui Amalfi, Positano e Ravello) che beneficiano dell’aria fresca dei vicini Monti Lattari e della brezza marina che sale dalla costa, creando così un terroir unico ed irripetibile.

Venire in Campania e non approfittare di godere di panorami indimenticabili e di degustare in tutte le sue forme questo agrume, che solo in Costiera esprime il meglio di se, sarebbe imperdonabile.

www.limonecostadamalfiigp.com