Il Sud del vino, e la Campania in particolare, sono ancora una volta protagonisti nel mondo grazie alla cantina storica Mastroberardino e al suo Stilèma Taurasi riserva 2018, che è stato eletto dalla prestigiosa ed autorevole rivista americana “Wine Enthusiast” miglior vino del mondo per il 2025.

Siamo nella provincia di Avellino e il prestigioso risultato è una vittoria per l’intero comparto enologico nazionale, soprattutto in questo momento storico in cui le vendite sono in sofferenza a causa dei dazi imposti dal governo americano per le esportazioni e la campagna sempre più serrata contro il consumo di alcolici che ha coinvolto anche prodotti come il vino di qualità, che se consumati in maniera consapevole possono anche apportare benefici (come confermato da alcuni studi scientifici).

La cantina Mastroberardino di Atripalda è da decenni un punto di riferimento per il mondo del vino nazionale, protagonista della rinascita e dell’affermazione internazionale dei vini e vitigni autoctoni d’Irpinia: Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Aglianico di Taurasi. 

Ma cosa differenzia Stilèma Taurasi 2018 dagli altri vini provenienti dallo stesso vitigno e territorio prodotti da altre aziende? Quali sono i punti di forza che hanno portato al verdetto così importante di “Wine Enthusiast”?

Stilèma Taurasi 2018 è un vino ricco di sfumature, a volte impercettibili ma decisive. Rispetto ai precedenti prodotti, anch’essi pluripremiati, Radici e Naturalis Historia, questo Stilèma sottrae più che aggiungere, diventando più agile, meno strutturato e complesso, più agevole nella comprensione gusto-olfattiva e alla ricerca soprattutto dei tratti distintivi originari del vitigno Aglianico, con una straordinaria freschezza e un equilibrio tra frutto e spezie assolutamente perfetto.

Un’autentica rivoluzione e un cambio di paradigma per chi conosce e apprezza l’universo dell’Aglianico di Taurasi, declinato fino ad ora in maniera del tutto diversa, con una complessità e una struttura che a volte potevano risultare pesanti, seppur di estremo pregio. Stilèma è un progetto che parte da lontano ed è il frutto della creatività e della lungimiranza di Pietro Mastroberardino, una dedica alla memoria del padre Antonio che nel dopoguerra, insieme ad un ristretto gruppo di winemaker, contribuì alla rinascita del vino italiano, un tributo alla sua capacità di innovare e di immaginare il futuro del vino, una rilettura, alla luce delle tecniche attuali, dell’evoluzione stilistica dei tre grandi vini d’Irpinia che Antonio Mastroberardino intraprese negli anni 50 fino a portarli alla completa affermazione con il riconoscimento della DOCG. Stilèma è un grande vino con il pregio di essere di una fruibilità assoluta, senza orpelli o funambolismi di cantina, un vino per palati fini ma anche per chi si avvicina per la prima volta al Taurasi d’autore proprio perché alleggerito da tutte quelle componenti che rendono l’Aglianico a volte difficile.

Dopo quasi sette anni di affinamento in cantina, quando lo si versa nel calice, Stilèma si presenta di colore rubino granato molto luminoso, con profumi stratificati, raffinati ed avvolgenti in cui si riconoscono note minerali e salmastre (catrame caldo e petrolio) seguite da un cuore fruttato di prugne nere, fichi caramellati, ciliegie e profumi mediterranei come il timo e l’alloro, inoltre profumi speziati di legno e tabacco ne confermano l’affinamento di grandissimo impatto. Al sorso è naturalmente tannico con un’acidità perfettamente allineata e un finale lungo e persistente di spezie e frutta sotto spirito. 

Stilèma Taurasi Riserva 2018 si abbina perfettamente con cacciagione, taglieri di salumi, primi piatti strutturati con funghi e tartufi, formaggi stagionati, arrosti di carne rossa e brasati.

Sul mercato questo Taurasi si posiziona mediamente nella fascia di prezzo tra 120/130 euro a bottiglia che, tutto considerato, sembra essere un importo adeguato al valore del vino, soprattutto tenendo conto che è un vino vocato ad un lungo invecchiamento. Chiudiamo citando il pensiero aziendale: “Stilèma è la nostra idea di equilibrio tra classicità e futuro. È un vino che non impone ma sussurra. Non mostra, ma rivela. Non aggiunge ma toglie. Ed è proprio in questa essenzialità che risiede la sua forza artistica. È tutto ciò che serve per vivere una grande esperienza di degustazione.”