Nei secoli, sono state fatte le più svariate ipotesi sulle origini di questo particolarissimo agrume, tutte più o meno documentate. Di sicuro c’è il suo legame con la creazione in Germania dell’Acqua di Colonia, brevettata verso la fine del 1600 dall’italiano Giovanni Paolo Feminis che utilizzò l’olio contenuto nella sua scorza come essenza base del profumo. Intorno al 1750 nasce poi il primo bergamotteto, che un certo Nicola Parisi aveva impiantato lungo la costa Reggina, nello spazio che è oggi occupato dal Lido Comunale Zerbi di Reggio Calabria.
Il bergamotto era però già noto nei secoli precedenti perché intorno al 1300 veniva citato un “Limon pusillus calaber”, mentre nel Rinascimento, alla corte fiorentina dei Medici, aveva grande successo un fresco sorbetto al profumo di bergamotto, limone e arancia. Ma vi sono tracce anche in tombe egizie, testimonianze della coltivazione di agrumi importata dagli Arabi, e molte altre ancora in epoche e mondi antichi.

Il bergamotto, Citrus bergamia della famiglia delle Rutacee, è probabilmente una mutazione spontanea, ma alcuni lo ritengono un incrocio, di arancio amaro, limetta e altri agrumi ed è coltivato in Calabria, in tre varietà principali: Fantastico, Femminello e Castagnaro, con esiti unici al mondo. La pianta è sempreverde e a primavera fiorisce con profumati fiori bianchi, la zagara, anch’essi utilizzati in profumeria. Il frutto, di media grandezza e, a seconda della varietà, a forma tondeggiante o piriforme, questa chiamata anche “pera del Signore”, ha scorza verde che diventa gialla con la maturazione ed è ricchissima di oli essenziali dall’aroma pungente e molto caratteristico. La polpa è giallo-verdastra, ha gusto amarognolo e piuttosto acido che ricorda quello del limone ma tendente al fruttato. Il bergamotto matura da ottobre a marzo e viene raccolto a mano, così come da disciplinare IGP Indicazione Geografica Protetta, controllata dal Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria.

Il bergamotto è una vera fonte di nutrienti, come vitamine A e C; fibre; sali minerali, tra cui potassio e magnesio; antiossidanti e polifenoli. Ha riconosciute proprietà di protezione del cuore, è antisettico e un prezioso aiuto contro colesterolo e glicemia. Le calorie sono circa 40 per 100 grammi. Tuttavia, il bergamotto è apprezzato soprattutto per le proprietà del suo olio essenziale (Bergamotto di Reggio Calabria – Olio essenziale) che viene utilizzato in cosmetica, industria farmaceutica ed aromaterapia ed è un prodotto DOP Denominazione di Origine Protetta.

LA ZONA DI PRODUZIONE
Dopo una iniziale diffusione irregolare delle coltivazioni lungo il litorale calabrese, oggi sono una cinquantina i comuni della IGP distribuiti su circa 100 km di fascia lungo la costa jonica, tutti compresi nella provincia di Reggio Calabria. Un areale perfetto per la crescita della pianta, grazie al microclima reso ideale dalla posizione vicino allo Stretto di Messina, da dove le correnti marine e i venti spingono le masse d’aria dal Tirreno verso lo Jonio e creano un ambiente stabilmente temperato e mite. La costa, da Villa San Giovanni alla Locride, offre un panorama impagabile che in certe situazioni offre anche spunti di rara bellezza e suggestione, come la Fata Morgana, l’illusione ottica che avvicina la sponda siciliana a quella calabrese. E non dimentichiamo l’incantevole lungomare di Reggio Calabria, che D’Annunzio definì “il più bel chilometro d’Italia”, anche se in realtà il Lungomare Falcomatà è lungo circa 1,7 km, che si snoda tra mare e palazzi Liberty.
Tutti questi fattori contribuisco a rendere unico il bergamotto di Reggio Calabria, le cui peculiarità sono nettamente superiori, incomparabili rispetto a quelle dei prodotti coltivati in altre parti del mondo.


La coltivazione del bergamotto è sempre stata una voce importante nell’economia calabrese e del Reggino in particolare. Nel secolo scorso gli alberi di bergamotto presenti nei terreni affittati ai contadini come pure i loro frutti restavano comunque di proprietà del padrone dei poderi che li impiegava per la produzione dell’olio essenziale e altri derivati. Non venivano sprecati nemmeno i frutti secchi o immaturi che cadevano dall’albero; venivano infatti raccolti e conferiti a un centro di lavorazione, facilmente individuabile non solo per la grande massa di polpa macinata accumulata all’esterno, ma anche per l’inconfondibile profumo che ne proveniva. A occuparsi di questa raccolta erano soprattutto le donne e i bambini, che ricevevano un piccolo compenso per ogni chilogrammo di frutti consegnati.

IL MUSEO DEL BERGAMOTTO E I SUOI EVENTI

A Reggio Calabria, il Museo Archeologico Nazionale è un importante punto di riferimento per il turismo culturale, grazie anche alla presenza delle due splendide statue dei Bronzi di Riace che vi sono custodite, trasferite nel capoluogo calabrese dopo il ritrovamento nel mare di Riace, che è anche uno dei Comuni compresi nella IGP del bergamotto.
Altro importante punto di riferimento è il Museo Nazionale del Bergamotto e del Cibo dedicato all’oro verde calabrese, gestito dall’Accademia Internazionale del Bergamotto con lo scopo di promuovere e valorizzare questo particolare agrume. Il Museo ha sede in quello che era il Vecchio Mercato Coperto di Reggio Calabria e nelle sue molte sale sono raccolte testimonianze della storia, della lavorazione e dei prodotti derivati del bergamotto. Laboratori di profumeria, pasticceria e cucina sono inoltre a disposizione di chi volesse approfondire la propria conoscenza in questi settori.

A cura dell’Accademia e del Museo anche la BergaFest, ormai alla 25ma edizione, un festival istituito per celebrare la cultura calabrese e il bergamotto con i prodotti locali e con la partecipazione di volontari e professionisti.
Dal 20 al 22 novembre prenderà invece il via la sesta edizione della Rassegna del Giornalismo Agroalimentare e Agroindustriale Pro Sud, un evento pionieristico, volto a promuovere e a valorizzare il ricco patrimonio agroalimentare del Mezzogiorno. Durante l’evento, con una cerimonia all’interno del Museo del Bergamotto, verranno assegnati riconoscimenti a coloro che si sono distinti nel raccontare le eccellenze agroalimentari e agroindustriali del Sud Italia: uno per la carta stampata, uno per la televisione nazionale e uno per il web. Quest’anno, uno di questi riconoscimenti verrà consegnato a Saverio Scarpino, Presidente ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana; l’Associazione sarà inoltre presente con il proprio patrocinio.

ACQUISTO E CONSERVAZIONE
Il bergamotto maturo ha scorza di colore giallo con eventuali sfumature verdi. La forma può essere tondeggiante e leggermente schiacciata ai poli o piriforme, a seconda delle varietà, con scorza liscia o leggermente rugosa. Il frutto deve comunque essere sempre pesante e molto profumato.
Come tutti gli agrumi, si conserva anche a temperatura ambiente fino a 8-10 giorni, purché in un luogo fresco e asciutto.

IN CUCINA
Il frutto del bergamotto non è molto utilizzato in cucina, ma si presta comunque alla preparazione di ricette dal gusto fresco e stimolante, per esempio in abbinamento al pesce e alle carni bianche o grasse o per le marinate aromatiche. Molto piacevole anche semplicemente in insalata, pelando a vivo e affettando i frutti più maturi che vanno poi conditi con olio, sale e pepe.
Il succo, così come la scorza, è l’ideale per la preparazione di sorbetti e dolci e per aromatizzare le pietanze in sostituzione del limone, dando loro una caratteristica impronta aromatica.
Con polpa, succo e olio di bergamotto si preparano e aromatizzano marmellate, liquori, bibite, confetteria, pasticceria e si conferisce al tè Earl Grey il suo inconfondibile aroma.

Le FOTO sono di PINO VERO