Pompei è universalmente conosciuta come uno dei luoghi più suggestivi del pianeta, con milioni di visitatori che vengono da ogni parte del mondo per ammirarne le meraviglie. Ma all’interno di questo microcosmo fatto di storia e continue scoperte, vi sono molteplici realtà ed attività che si connettono e si relazionano tra loro creando un unicum di straordinario interesse culturale e sociale. La vita degli antichi abitanti di questa Città è stata studiata e sviscerata in tutte le sue forme, estrinsecandosi in storie di umana e giornaliera quotidianità al punto che, quando visitiamo questo straordinario luogo, ci sembra che i loro abitanti siano ancora lì ad attendere alle loro attività di tutti i giorni. Ed è proprio questa la sua bellezza, la sua unicità assoluta, con tutte le sensazioni e lo stupore che provoca in chi la visita.
Grazie alla disponibilità e alla gentile collaborazione dei funzionari del Ministero della Cultura che sovrintendono ogni giorno alle molteplici attività per la gestione di questo immenso Parco Archeologico, abbiamo avuto il privilegio di essere accompagnati alla scoperta delle pratiche agricole e delle produzioni che sono figlie di un sapere antico e di studi approfonditi che continuano ancora oggi per riprodurre, nella maniera più fedele possibile, ciò che gli abitanti di Pompei coltivavano e portavano sulle loro tavole.
Agricoltura e archeologia, storia e abitudini di un popolo che ci ha lasciato una storia da raccontare e da custodire. Il Progetto “Restaurare, rigenerare, curare il paesaggio di Pompei”, vincitore di prestigiosi premi internazionali, compone un variegato panorama di iniziative culturali che fanno di Pompei un effervescente e sapiente laboratorio di idee.



La nostra visita inizia dalla Casa di Pansa, dove è stato rigenerato il vivaio della flora pompeiana, un centro di produzione e ricerca sulla coltivazione antica con selezione delle specie da reimpiegare nei Giardini delle Domus, come la Casa del Giardino di Ercole, dove 800 rose antiche, 1200 viole, 1000 piante di ruscus, oltre a ciliegi, viti e meli cotogni sono stati messi a dimora. A questo si è affiancato L’Orto Botanico di Via Dell’Abbondanza il nascente Orto Tintorio e il Grande Orto Sociale.
Accanto alla rigenerazione del paesaggio archeo-agrario, il partenariato con aziende del territorio ha già portato alla produzione dell’olio Evo IGP Campania a marchio Pùmpaiia e allo straordinario recupero dei vigneti.



Il nostro percorso ci porta alla Casa delle Nozze D’Argento, uno degli esempi più raffinati di abitazione delle classi agiate di Pompei che prende il nome moderno dalla celebrazione delle nozze d’argento dei Reali d’Italia nel 1893. Riaperta nel 2023, questa splendida domus con tre grandi aree funzionali, giardini e quartiere termale privato, rispecchia il lusso di una dimora pienamente ellenistica nella raffinatezza dell’abitare. Lo splendido lavoro da parte dell’area “Cura del verde” del Parco ha consentito di rigenerare tre ampie aree verdi con tre giardini estetici basati su dati e reperti storici. Infine ci siamo spostati nell’area della necropoli di Porta Nocera dove, come in altri luoghi del Parco, si sta realizzando un’azienda vitivinicola a ciclo completo, grazie ad una forma speciale di Partenariato pubblico-privato con il Gruppo Tenute Capaldo e in particolare le due cantine Feudi San Gregorio e Basilisco. Sarà un prosieguo delle esperienze già acquisite in passato, con la conduzione interamente in biologico e il duplice obiettivo di produrre vini autentici di elevata qualità e integrare la viticoltura con la storia e il percorso di visita del Parco Archeologico.
L’estensione vitata nel tempo supererà i 6 ettari facendo leva su importanti ricerche in merito alle tecniche tradizionali di allevamento della vite e di trasformazione delle uve, in collaborazione con l’Università di Milano ed il Prof. Attilio Scienza. Un approccio generale e multidisciplinare scelto dalla Direzione del Parco che è fortemente di matrice culturale e non speculativo, con una visione a lungo termine che, oltre al ritorno immediato, pensa al futuro delle generazioni che verranno, assicurando a questo luogo straordinario un avvenire sostenibile e concreto. Il nostro percorso si conclude con la consapevolezza che occorreranno ancora tempo e investimenti importanti per continuare a percorrere nuove strade su queste antiche pietre, ma far rivivere Pompei non solo come luogo di conoscenza e ricerca, ma anche come centro di produzione e scambio, significherebbe riportarla alle sue radici storiche, proiettando il mondo antico nel nostro futuro prossimo.
(Nella foto sotto: da sx M.Bartolini-G.Spinelli-C.Buonanno-M.L.Vitale-G.Minucci)




(Foto nell’articolo di G.Spinelli per gentile concessione Parco Archeologico Pompei – Foto di apertura: Marvin Machler)
Si ringrazia per la collaborazione e la disponibilità:
- Dott.Gabriel Zuchtriegel Direttore Parco Archeologico di Pompei
- Dott.ssa Claudia Buonanno Responsabile Valorizzazione aree verdi Parco Archeologico di Pompei
- Dott.Maurizio Bartolini Restauratore giardini storici e primo giardiniere del Parco Archeologico di Pompei
- Dott.ssa Maria Luisa Vitale Addetta Ufficio Stampa del Parco Archeologico di Pompei


























