Chi non lavora in agricoltura probabilmente non sa che quelli che arrivano nei mercati e sugli scaffali dell’ortofrutta della grande distribuzione, non sono solo frutti della natura così come questa li ha creati, ma ormai quasi tutto è stato studiato e modificato dall’uomo.
Attenzione! Non vogliamo parlare delle pratiche negative come l’uso e l’abuso di sostanza pesticide, diserbanti e tossiche che (soprattutto in passato hanno creato seri danni all’ambiente) ma vogliamo farvi scoprire, almeno un po’, il grande lavoro di ricerca e sperimentazione che viene fatto dalle aziende che producono sementi per frutti e verdura, aziende che lavorano in biologico, con rispetto estremo, proprio per creare varietà resistenti alle malattie sul campo e con una shelf life più lunga, ottenute naturalmente, combinando qualità di piante diverse.
Siamo andati a farci raccontare questo universo da uno dei maggiori esperti italiani e internazionali, Sandro Colombi (foto sotto), titolare con la moglie Miriam Bologna dell’azienda a lei omonima a Lido di Spina in provincia di Ferrara.

Tanto per dirne una si deve a questa azienda la creazione dell’anguria (o cocomero) “Dolce Passione” che sta spopolando sul mercato e dalle caratteristiche uniche: pezzatura piccola e facile da trasportare, buccia sottile, polpa dolcissima e quasi totale assenza di semi.

Sandro, abbiamo detto che sei uno dei professionisti più quotati del settore, qual è la tua formazione?
Buongiorno, dopo gli studi come tecnico agrario ho iniziato fino dal 1989 a fare ricerca e sperimentazione, da giovane ho girato tutto il mondo; Nord Africa, Paesi Orientali, Senegal. L’Africa ti forma dal punto di vista tecnico… la luce, le difficoltà di coltivazione, i diversi ambienti di produzione… hai un panorama più ampio sul mondo vegetale. Tornato in Italia ho iniziato l’attività sui terreni ereditati dall’azienda di famiglia di mia moglie Miriam che erano piccoli per vivere del coltivato, così l’abbiamo convertita per la produzione di sementi.
Lavorate tutto in biologico, con quali obiettivi?
Escludiamo l’uso di pesticidi e diserbanti, infatti i nostri campi hanno molte erbacce (tecnicamente si dice che sono sporchi) che per noi non sono erbacce ma varietà che ci aiutano nell’impollinazione.
Il motivo per il quale non utilizziamo la chimica non è solo etico, ma anche perché facciamo i test per capire la massima resistenza delle piante alle malattie e, se usiamo i pesticidi, viene falsato il risultato.
Utilizzate invece molto la manualità.
Si, in pratica noi facciamo a mano il lavoro che in natura fanno le api. Abbiniamo le piante maschio e femmina in un ambiente protetto come le serre per evitare contaminazioni fra specie e molto altro. Per quanto riguarda l’ambiente, utilizziamo esclusivamente plastiche biodegradabili per proteggere la frutta sui campi, una volta fatto il raccolto, la terra viene arata e rimane pulita.


L’azienda Miriam Colombi è ormai attiva sui mercati internazionali.
Dal 2013 al 2025 abbiamo lavorato per un’azienda italiana che è quella che ha avuto l’idea del Dolce Passione e, da giugno dello scorso anno, siamo stati contattati da un’importante multinazionale di Taiwan (https://www.knownyou.com/) per fare ricerca. Oggi lavoriamo per loro e siamo il loro riferimento in Europa, l’obiettivo è creare varietà che possono o meno avere un mercato in questo continente.
Complimenti, un bel traguardo! Produrre sementi è redditizio?
Le sementi ibride hanno un prezzo interessante, il mercato solo in Italia vale più di 100 milioni di euro. Questo perché offrire delle buone sementi contribuisce alla redditività anche dei contadini che propongono sul mercato frutta e verdura mirata alle esigenze dei consumatori, dietro le sementi c’è una variabilità di forme e di colori infinita. Come detto si deve calcolare tutto lo studio e tutto il lavoro che è necessario per rapportarsi con la natura che può essere un forte alleato ma anche un nemico, si devono mettere in conto anche tanti fallimenti ma, quando si arriva ad un prodotto come il cocomero Dolce Passione la soddisfazione è tanta!






























