| |
ATTORNO
ALLA TAVOLA
A cura di CARLO PASSERA [ passera.web@asa-press.com
]
A.A.A. CERCASI VERO RISOTTO
Ci stanno scippando il risotto. Non sorridete, è tutto
vero: uno dei piatti migliori della tradizione di casa nostra è
sempre più vittima di imitazioni – più o meno riuscite
– da parte di chef di mezzo mondo; è riuscito meno di altre
tipicità nostrane (pensiamo alla pizza o alla pastasciutta…)
a definirsi come “doc”, come prodotto specifico del Belpaese,
e dunque rischia di perdere quella connotazione italiana che dovrebbe
invece caratterizzarlo. L’allarme giunge da chi di queste cose se
ne intende: Mario Caramella, executive chef in un ristorante italiano
a Bali (Indonesia) e soprattutto presidente del Gvci, ossia del Gruppo
virtuale cuochi italiani, associazione che raggruppa i nostri “maestri
del fornello” sparsi per tutto il globo.
Addio risotto “italiano”, dunque? Qualche dato sembra suggerirlo:
«In una città come New York, su cinquanta ristoranti che
hanno il risotto nel loro menu, appena meno di un terzo è italiano»,
ricorda Rosario Scarpato, giornalista enogastronomico e presidente Onorario
del Gvci. Il resto sono principalmente i cosiddetti ristoranti di cucina
neo-americana (38%). Ma anche ristoranti messicani, spagnoli, giapponesi
e addirittura indiani hanno il risotto nel loro menu. Senza contare che
il piatto è molto popolare anche nei ristoranti francesi di vecchio
e nuovo stile e non solo negli Stati Uniti. La Table de Joel Robuchon
a Tokyo e molti altri ristoranti francesi in Asia hanno il risotto (con
parmigiano) nel loro menu e prendono stelle dalle guide francesi. Le stesse
che troppo spesso ormai ignorano deliberatamente i ristoranti italiani
di qualità in Giappone, a Hong Kong e Macao.
Insomma, il successo del risotto è stato ed è tanto grande
che oggi è diventato una specie di "tecnica", usata in
maniera spesso inappropriata in tutti i tipi di cucine. Proprio per questa
sua popolarità è adesso tra i piatti più taroccati
nel mondo.
Che fare, dunque? Quelli del Gvci hanno avuto un’idea. Il 17 gennaio
torna la “Giornata internazionale delle cucine italiane –
International day of Italian Cuisines (Idic)”, evento tutto dedicato
a quelli che amano la cucina nostrana nel mondo. Lo scorso anno per quest’occasione
il Gvci, con i suoi 800 associati in oltre 70 Paesi, formò una
storica ola, nella quale centinaia di cuochi, a tutte le latitudini, cucinarono
un'autentica pasta alla carbonara. Fu un grande successo. «Per la
Idic 2009 abbiamo scelto il risotto alla milanese, il padre di tutti i
risotti italiani - annuncia allora Mario Caramella - Perché con
pizza e spaghetti, il risotto è certamente il piatto italiano più
famoso nel mondo». Ma è da difendere. «L'attuale boom
mondiale della cucina italiana - conclude da Melbourne Rosario Scarpato
- ha generato una tale proliferazione di cattive imitazioni che i suoi
consumatori non possono più accettare la sistematica contraffazione
dei prodotti e il taroccamento della cultura culinaria italiana».
Archivio [ Leggi
le notizie precedenti ]
|
|
|