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ATTORNO
ALLA TAVOLA
A cura di CARLO PASSERA [ passera.web@asa-press.com
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LE ABITUDINI ALIMENTARI DEL
TIFOSO
Le grandi manifestazioni internazionali legate al pallone, in
un Paese calciomane come il nostro, divengono spesso – per i tifosi,
gli appassionati e le molte loro vittime – una sorta di rito collettivo;
assurgono a manifestazione di identità nazionale; trasformano il
periodo durante il quale si svolgono (in genere una quindicina di giorni)
in un momento quasi sospeso, che diverge da tutti gli altri e durante
il quale ogni attenzione, ogni chiacchiera, persino l’organizzazione
della propria giornata non può prescindere dalla consultazione
del calendario delle partite e/o dagli infiniti dibattiti televisivi che
ne seguono (esempio di dialogo: «Ci vediamo domani sera?».
«Sei pazzo? C’è l’imperdibile Polonia-Croazia
in differita sul terzo canale!»)..
Ovviamente, tutto ciò ha un inevitabile riflesso anche a tavola.
Intanto, per alcuni, in positivo: i disinteressati e gli alternativi,
se anche buongustai, approfitteranno di quella serata che vede protagonista
la nazionale italiana per prenotare con successo il famoso ristorante
altrimenti off limits. Stiano semmai attenti che, per l’occasione,
anche il famoso chef decida di seguire di meno i fornelli e di più
quanto accade allo stadio... Per coloro che invece tifosi lo sono, eccome,
le scelte sono comunque numerose. Il classico dei classici è la
pizza take away, per una serata di fronte al video con gli amici (unica
controindicazione: problemi al fegato al decimo giorno). I canoni dell’alimentazione
tradizionale del tifoso “in famiglia”, invece, sono stati
fissati in modo indelebile da quello straordinario ritratto dell’eterna
Italietta piccolo borghese che è Fantozzi: vestagliona di flanella,
Peroni ghiacciata, frittatona di cipolle (e rutto libero)! Le possibili
varianti sono sempre in tema nazionalistico: spaghetti a volontà
(meglio se tricolori: nell’ordine pesto, burro e pomodoro), abbacchio,
parmigiana di melanzane, mozzarelle… Cedere alla tentazione di un
gazpacho o di una choucrute potrebbe comportare accuse di collaborazionismo
con il nemico da parte dei fan più radicali della nazionale di
Roberto Donadoni.
Proprio in questi giorni abbiamo però appreso che tutte queste
abitudini alimentari – con le quali bene o male generazioni di tifosi
sono sopravvissuti, riuscendo perlopiù a superare indenni gli inevitabili
stress alle coronarie – sono tutt’altro che ideali. «Quando
seguiamo in televisione la nostra squadra del cuore – ci ha infatti
spiegato la nutrizionista milanese Evelina Flachi - possiamo essere soggetti
ad un vero e proprio stress emotivo, anche se positivo, come provano due
importanti studi scientifici», condotti guarda caso proprio in Svizzera,
sede degli Europei di calcio in corso. Il possibile aumento dlele temperature
di questi giorni, inoltre, proverebbe ulteriormente l’organismo
del tifoso acceso, favorendone così la disidratazione. Ecco perché
– conclude la Flachi - per fare il pieno di energia e di liquidi
quando siamo riuniti davanti alla tv per una partita dell'Italia, è
meglio privilegiare succhi di frutta: «Un succo Ace, a base di carota,
arancia e limone, oltre ad essere poco calorico (42 calorie per 100 ml),
è una vera bevanda vitaminizzata, che può contribuire a
reintegrare vitamine e sali minerali, per avere ogni giorno la carica
giusta. Grazie all'apporto di vitamina C, vitamina E ed al beta-carotene,
precursore della vitamina A, è inoltre un valido complemento nutrizionale
per la nostra dieta. Queste tre vitamine, come dimostrano studi scientifici
internazionali, sono valutate tra i più importanti antiossidanti
che esistono in natura. Perciò la possibilità di assumerli
insieme può favorire le funzioni metaboliche, proteggere i tessuti
dagli effetti dannosi dei radicali liberi e svolgere, quindi, un’azione
preventiva verso molte patologie degenerative, favorite dall'ossidazione
organica». Pur di godere di un gol senza il rischio-infarto, accettiamo
il consiglio, ci procureremo Ace in quantità. Però, con
tutto il rispetto, in caso di vittoria finale il Franciacorta, che faccia
bene o no, è già in frigor.
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