| TERRITORIO
E VITA DALLO SPAZIO Prima di commentare il voluminoso fascicolo reso disponibile dal comitato scientifico dell’ESA quale informazione ad interim del programma spaziale di monitoraggio terrestre, quattro notizie agli episodi più significativi del mese di settembre di interesse per la nostra rubrica. Da qualche mese ricevo anche i comunicati
stampa dalla NASA, mensili, ciascuno si compone di una decina di MB. Tra le notizie divulgabili, la ricerca
dallo spazio della razza in via di estinzione del “Picchio”
è un esempio di applicazione alla specifica ricerca di animali
particolare, in questo caso di un uccello. La sua razza è stata
già data per estinta, ma il mese scorso l’Università
di Maryland ha lanciato un progetto per verificare la verità e
cercarlo dappertutto... LVIS aiuta in questa ricerca a riempire di informazioni quello che foto aeree e immagini satellitari possono illustrare con una visione in 3D che riesce a identificare dove il Picchio possa essere e costituirà l’ultima speranza di ritrovarne la dimora... La tecnica era stata impiegata per la ricerca
di nuclei umani nella foresta amazonica, adesso verrà tentata per
la conferma di rapporti di avvistamento del..”Picchio”. The Changing Earth: New Scientific Challenges for ESA's Living Planet Programme L’ampia documentazione è stata
riassunta dal comunicato stampa di ESA seguente che sarò lieto
di commentare in caso di richieste o curiosità dei soci e lettori. E.LS.
ESA Notizie Locali Italia Man mano che iniziamo a comprendere meglio il Sistema Terra, appare del tutto evidente che le attività dell’uomo hanno un impatto profondo e negativo sull’ambiente. Per esempio, sia la comprensione del ruolo
del biossido di carbonio come gas serra, sia il forte legame tra la concentrazione
atmosferica di questo elemento e la temperatura, indicano che il fattore
antropico sta spingendo il mondo verso il periodo più caldo dell’ultimo
milione di anni. Una migliore comprensione del funzionamento del Sistema
Terra e dell’impatto delle attività antropiche sta dunque
diventando cruciale nel pianificare la gestione dell’ambiente e
la nostra capacità di trarne uno sviluppo davvero sostenibile
Sottolinea le sfide osservative che le domande pongono e il contributo che l’Agenzia può fornire attraverso il programma. “Queste sfide guideranno gli sforzi
dell’ESA nel fornire le informazioni fondamentali a tutte le più
importanti comunità di utenti, in stretta collaborazione con i
nostri partner internazionali,” commenta Volker Liebig, Direttore
dell'osservazione della Terra di ESA e Direttore di ESRIN. * Lanciare con continuità una serie
di missioni dedicate a questioni chiave nelle scienze della Terra. Inquinamento atmosferico L’ESA si è dedicate alle osservazioni
della Terra dallo spazio fin dal lancio della sua prima missione meteo,
Meteosat, nel 1977. Dopo il successo di questa prima missione, le successive
serie di satelliti Meteosat sviluppati dall’ESA e gestiti da EUMETSAT
(European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites),
insieme a ERS-1, ERS-2 ed Envisat, ci hanno fornito una quantità
inestimabile di dati sulla Terra, il clima e l’ambiente che cambia.
Quando fu varato, il programma Living Planet
portava con sé un nuovo approccio alle osservazioni satellitari
per le scienze della Terra, incentrato sul fatto che la missione doveva
essere definita, sviluppata e gestita in stretta collaborazione con la
comunità scientifica. Il coinvolgimento della comunità scientifica
fin dall’inizio nella definizione delle nuove missioni e l’introduzione
di un processo di selezione attraverso una peer-review, assicura che la
missione scelta venga poi sviluppata in modo efficiente e fornisca esattamente
le misure richieste dall’utente. MetOp Se la serie degli Earth Explorer costituisce
l’elemento di ricerca scientifica del programma Living Planet, la
serie Earth Watch è progettata per agevolare la distribuzione dei
dati per il loro utilizzo in servizi operativi. Sebbene il segmento Earth Watch del programma
sia progettato per fornire dati di base per servizi operativi, darà
un contributo significativo anche alle scienze della Terra, in particolare
attraverso la raccolta di serie temporali di osservazioni più
lunghe di quelle realizzate da missioni di ricerca. Il sistema Terra Una volta in atto, la nuova strategia del
programma Living Planet permetterà all’ESA di costruire sui
successi del passato, continuando a giocare un ruolo centrale nello sviluppo
delle capacità di comprensione del pianeta Terra, nel predire i
cambiamento ambientali e nell’aiutare a ridurre gli effetti negativi
del cambiamento globale sulla popolazione. I piccoli satelliti hanno costituito il tema del convegno tenutosi a Chia (Cagliari) in settembre a cui hanno partecipato oltre 150 scienziati da tutto il mondo. Ad esempio dell’elevato interesse destato dalle recenti missioni di lancio dell’ESA, oltre alle ben note prestazioni di SMART-1 bene evidenziate dalla stampa dopo la sua favolosa rotazione intorno alla Luna e la sua caduta fotografata in tempo reale, il successo del piccolo PROBA-1 è altrettanto affascinante.
Proba-1, è un satellite di appena 94 kg - inferiori ai 367 di SMART-1 – che continua a regalarci splendide immagini del nostro pianeta. In orbita intorno alla Terra dal 2001, Proba-1 è fondamentale per verificare il corretto funzionamento dell’elaborazione autonoma a bordo della navicella. Una caratteristica, questa, che permette al satellite di funzionare in modo sostanzialmente autonomo. I piccoli satelliti sono dunque in grado di proporsi come complemento alle attività spaziali tradizionali, sia nel settore commerciale sia a fini di ricerca. Nel corso del VII Small Satellite Systems
and Services Symposium, la comunità spaziale è chiamata
a confermare i successi ottenuti e a rilanciare le sfide cruciali dell’immediato
futuro: in che misura i satelliti di piccole dimensioni riducono i rischi
di missioni di impegno maggiore? Lo sviluppo di satelliti a costi contenuti, del resto, può assumere una portata di ampio respiro: "Anche alcuni dottorandi hanno partecipato alla costruzione di piccoli satelliti, che hanno assunto così anche una valenza didattica,” chiarisce Luca Maresi. “Possono rappresentare anche un modo per coinvolgere i migliori ingegni nel settore spaziale.” Al VII Small Satellite Systems and Services
Symposium, l’Europa è presente con l’ESA, il CNES e
il DLR tedesco (German Institute for Aviation and Aerospace), mentre gli
USA sono rappresentati da NASA (National Aeronautic and Space Administration),
JPL (Jet Propulsion Laboratory) e i laboratori di ricerca di aviazione
e marina statunitensi (AFRL, Air Force Research Lab, e NRL, Navy Research
Lab). (Dal press release ESA del 21 settembre
2006)
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