TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]



Storia… dell’Italia nello spazio – Da ANSA del 15.12.2008

ASI, DA 20 ANNI IN "SERIE A" TRA LE STELLE
ROMA - Equilibrio tra ricerca e infrastrutture: è il segreto grazie al quale da 20 anni l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi) "gioca in serie A" a livello internazionale. Ed è con questo spirito che l'Asi sta guardando al futuro, alla vigilia di appuntamenti cruciali come la conferenza ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) del prossimo 25 novembre e il nuovo Piano Spaziale Nazionale. Lo fa forte di una lunga e intensa esperienza, cominciata
ufficialmente il 3 febbraio 1988, con la legge che l'ha istituita.
Ma la storia dell'Italia spaziale era cominciata in realtà molto prima: nel 1959 era nata la Commissione nazionale per le ricerche spaziali e il 15 dicembre 1964 l'Italia diventava il primo Paese europeo e il terzo al mondo, dopo Unione Sovietica e Stati Uniti, a mandare in orbita un satellite, il San Marco 1. Quel primo lancio era avvenuto dal poligono americano di Wallops Island, con un razzo Scout della Nasa, ma già nel 1967 grazie a un accordo con il Kenya l'Italia aveva realizzato una base di lancio equatoriale su due piattaforme nell'oceano Indiano, al largo di Malindi. Da allora la presenza italiana nello spazio è stata sempre più importante.
Basti pensare a Sirio, il primo satellite italiano per telecomunicazioni, lanciato il 25 agosto 1977 dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral (Florida). Sono oltre cento i satelliti e le sonde al cui lancio l'Italia ha collaborato, sul piano industriale o scientifico, insieme a Esa e Nasa. E il primo dei cinque astronauti italiani, Franco Malerba, è andato nello spazio il 31 luglio 1992. Dopo di lui hanno volato Maurizio Cheli, Umberto Guidoni, Roberto Vittori e Paolo Nespoli. Una storia, quella dello spazio italiano, nella quale l'Asi ha giocato un ruolo di primo piano e che nell'arco di 20 anni ha portato l'Italia a partecipare alle più importanti imprese in orbita, come la Stazione Spaziale Internazionale (Iss) e le missioni volte all'esplorazione di Marte. Sono italiani, per esempio, i moduli logistici Mplm (Multipurpose pressurized logistic module), Leonardo, Raffaello e Donatello, che dal 2001 riforniscono di materiali e attrezzature la stazione orbitale.
C'è tanta Italia sulla stazione orbitale, tanto che si calcola che sia stata realizzata in Italia per ben il 40%: dal laboratorio europeo Columbus al Nodo 2, al primo Veicolo di trasferimento automatico (Atv), ossia la navetta senza equipaggio Jules Verne rimasta agganciata alla stazione spaziale dal 3 aprile al 5 settembre 2008. Con l'Asi l'Italia ha conquistato un ruolo importante anche nel campo delle telecomunicazioni, a partire da Italsat 1, che il 15 gennaio 1991 ha aperto la serie dei lanci gestiti dall' Asi, e poi con Italsat 2 (9 agosto 1996) e la partecipazione al satellite sperimentale europeo Olympus per telecomunicazioni e tv in diretta (12 luglio 1989) e al più grande satellite europeo per le telecomunicazioni, Artemis (12 luglio 2001), fino alla partecipazione al programma per lo sviluppo del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo.
L'osservazione della Terra si è imposta fin dall'inizio all'attenzione dell'Asi, dai programmi Ers 1, Ers 2 ed Envisat condotti in collaborazione con l'Esa, fino al più grande programma spaziale mai finanziato dall'Italia, Cosmo SkyMed, che prevede una costellazione di quattro satelliti, il primo dei quali è stato lanciato l'8 giugno 2007. Alta anche l'attenzione per le missioni scientifiche, dai "satelliti al guinzaglio" Tethered 1 e 2 (1992 e 1996) al Beppo Sax che nel 1996 ha inaugurato la "caccia" alle più grandi esplosioni dell'universo, i lampi gamma, proseguita nel 2007 dal piccolo Agile, e poi il telescopio dedicato a Enrico Fermi, lanciato il 6 giugno 2008.
Parlano italiano anche i radar che hanno trovato il ghiaccio e che ora stanno cercando acqua liquida nel sottosuolo di Marte, installati a bordo del satellite europeo Mars Express e dell'americano Mars Reconaissance Orbiter (Mro). Ancora fa parlare di sé la missione Cassini su Saturno, nata nel 1997 dalla collaborazione fra Asi, Esa e Nasa e tanta tecnologia italiana sta viaggiando verso i confini del Sistema Solare a bordo di Rosetta, la sonda che destinata a raggiungere nel 2014 la cometa Churimov-Gerasimenko e a rilasciare sul suo nucleo la piccola sonda Philae, chiamata così da una ragazza italiana.

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