| TERRITORIO
E VITA DALLO SPAZIO
La foto è del Le Figaro, Pagina 3 di 10 http://www.lefigaro.fr/sciences/2008/06/14/01008 L’edizione digitale continua con
una carrellata dalla rubrica “Scienze”, prevalentemente dedicata
alle novità sulla Terra... legate ad eventi e fatti ancora misteriosamente
da capire, come il terremoto di questi giorni, che ha sconvolto un’area
ristretta del nord del Giappone ma che si è propagato a tutta la
Terra. Le squadre di soccorso sono ancora alla ricerca di vittime, sotto
le macerie di autostrade e degli edifici costruiti secondo le più
avanzate tecnologie antisismiche, come si vede in questa immagine di un
albergo tradizionale giapponese (ryokan) su due piani in legno! Centinaia
di soldati frugano tra le rocce e le balze di un territorio scosceso tra
i resti di un fabbricato spostato trenta metri più in basso con
i suoi sette clienti... La navetta invece è atterrata al Kennedy sotto un cielo solare, rallentata dal paracadute bianco e rosso mentre spirava una leggera brezza dall’oceano poco distante. L’installazione e la messa in funzione del modulo Kibo (speranza, in giapponese) che è il più grande della ISS consente al Giapppone di condividere l’avventura scientifica nello spazio al Giappone accanto al Columbus che Stati Uniti, Europa, Russia avevano completato in febbraio con la navetta Atlantis. Ancora 10 voli da oggi al 30 settembre 2010 sono previsti, di cui il prossimo è previsto per l’ 8 ottobre che porterà in orbita il complemento necessario al funzionamento di Hubble, il primo telescopio spaziale che ha rivoluzionato l’astronomia e che verrà sostituito nel 2012 con un nuovo modello ancorà più potente. Più in la nello spazio, a distanza
incredibilmente lontana, fuori dalla portata di Hubble, Phoenix, il robot
posatosi felicemente su Marte, trasmette le prime immagini... a partire
dal suo piede che è sostenuto senza sforzo dalla crosta del pianeta
rosso. Le immagini non sono arrivate direttamente, ma attraverso il satellite Mars Odyssey, che orbita intorno al pianeta con il gemello Mars Reconnaissance Orbiter dedicato a convogliare le comunicazioni dalla Terra verso Marte. I due satelliti possono utilizzare i loro trasmettitori due volte per ogni “sol”, cioè il ciclo della giornata marziana. Fine maggio 2008
Il rapporto ha chiesto due anni di lavoro per analizzare 96.000 edifici ed accompagnarlo con la dotazione di una scheda tecnica per ciascuno d’essi che ne fa una “première mondiale”, come ha riconosciuto André-Marie Bourlon, vicedirettore di Apur che ha coordinato lo studio. Senza dubbio a Parigi, molto più
in massa che a Milano o a Napoli, esiste una grande varietà di
natura dei materiali di costruzione e dei sistemi di riscaldamento, ma
anche se la media si allinea con quella della nazione francese a livello
di 167 kW/m2, la distanza dalle attese di efficienza è piuttosto
considerevole. Il piano parigino ha come obiettivo una riduzione delle emissioni di gas serra del 30 % al 2020 e del 75 % al 2050, riferite al 2004. Lo studio ha messo comunque in evidenza
che le emissioni critiche degli immobili “pré-haussmanniens”
sono spesso inferiori alla media di buona parte degli immobili costruiti
nel XX° secolo per effetto dei materiali, cattivi isolanti termici,
come il cemento armato ed il vetro, ma anche per effetto di impianti rinnovati
per la conduzione singola che consentono gestioni più attente al
risparmio. Studios e piccoli appartamenti abitati da single praticano
l’interruzione del riscaldamento, soprattutto di notte, per ottenerne
un risparmio tangibile di spesa... Il rapporto ha messo anche in evidenza non solo l’isolamento e la doppia vetratura, ma anche altri parametri da prendere in considerazione, con attenzione ai dettagli di costruzione e alle fughe di calore ed energia. Dopo la seconda guerra mondiale l’architettura influenzata da Le Corbusier. isolata ed aperta verso il cielo e la natura, si è diffusa nella capitale, influenzandone la strategia urbanistica e garantendo ai quartieri ad Est una brillante zona di vivivibilità in armonia con l’ambiente, a macchia “nera”! E’ un’interessante lezione, il cui contenuto nei messagi a commento del caso napoletano mi aveva alquanto messo in imbarazzo nel giudicare i commenti del pubblico sui nostri problemi... e sulla nostra capacità di risolverli. Invece, li devo ringraziare per essere stati ancora una volta molto più costruttivi dell’indifferenza e superficialità di cui ci vantiamo troppo spess0, come se il problema non fosse di tutta la società, ma solo di qualcuno... E. Lo Scalzo |