TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]

Bucare il ghiaccio al Polo o tuffarsi nel blu del Mediterraneo?

9 maggio, 2008

Drilling through the ice

Scientists endure Arctic for last campaign prior to CryoSat-2 launch
9 May 2008


Lande e foreste dell’isola d’elezione del turismo

Si tratta di due territori agli antipodi delle scelte di svago per il tempo libero: il regno del bianco, del candore e del freddo e quello del blu, del colore e del fascino del fondo marino.

Un regno della maestosità universale che si apre allo sfondo dell’universo, e uno della vita sottomarina, altrettanto sconosciuta, che nasconde ricchezze inesplorate e solo immaginate.

La Sardegna è ripresa da Envisat nella sua interezza. Con un’area di 24.090 kmq è la seconda isola del Mediterraneo, poco più piccola della Sicilia.

E’ impressionante, in questa stagione, l’intensità del verde e la profondità del blu. Valli e pascoli coprono più della metà della superficie, il resto è dominato dalla montagna in tre raggruppamenti, con i picchi più elevati nel pieno centro della regione mediana orientale.

All’interno della definizione della ripresa ricordo che già oltre trent’anni fa la distribuzione delle acque lungo la piana del Campidano ( tra Oristano e Cagliari) aveva consentito la formazione di veri orto-giardini con almeno 3 raccolte di maturazione di carciofi ed altre primizie alimentari.

Tanta e di alta qualità la coltivazione del grano duro, ricca di sperimentazione quella del riso nell’oristanese. A ridosso di Cagliari sfocia il rio Mannu, ben visibile, mentre le coste rocciose si alternano a spiagge meravigliosamente naturali lungo la variegata e pittoresca scarsità di territorio lasciato ad una storica tendenza alla terra più che alla vita marina degli aborigeni.

L’immagine, in Full Resolution Model, con risoluzione spaziale di 300 metri, è stata ripresa dallo spettrometro MERIS il 5 maggio 2008 e fatta circolare come “immagine del mese” l’8 maggio scorso.

Noto che il sistema riesce a filtrare l’opalescenza biancastra del sistema di perturbazione atmosferico in tutta la raffigurazione terrestre, consentendo che le isole a ridosso dell’Argentario, o della baia di S. Antioco a Sud Ovest e della Maddalena a Nord Est si staglino nettamente come la penisola di Stintino con l’Asinara a Nord Ovest.

Soltanto i satelliti radar sono in grado di raccogliere dati statistici d’analisi di oceani poiché sono in grado di determinarne la superficie anche con temporali o all’oscurità come è in grado di fare l’altimetro radar Envisat. Non dimentichiamo che il programma EO, di Living Planet, consentirebbe – se la Sardegna ritornasse ancora nel bisogno di gestire un problema di salute debellato dopo la guerra con l’impiego massiccio del DDT – di contrastare con una aggressione da terra d’informazioni sulla diffusione della malaria il suo debellamento con una tattica operativa che mostra analogie con quella che tra poco descriveremo a proposito della misurazione dei ghiacci polari!

Ma un’ultima osservazione, a proposito della Sardegna, potrebbe essere raccolta ed esaminata in occasione dei periodi di calura estiva che trasformano la grande macchia verde dell’isola in terribile sfida alla diffusione e alla velocità di propagazione di violenti incendi, spesso provocati dall’uomo.
E’ ormai statisticamente provata l’enorme importanza di osservare l’origine di un incendio e la sua potenzialità, verificando le contromisure più adatte ai suoi contenimenti.

Ricordo situazioni che durano alcuni giorni: non ho mai avuto notizia di tentativi d’impiego anche della risorsa satellitare in quelle settimane d’emergenza che determinano tante perdite di territorio e ferite anche alla sicurezza delle colonie di turismo che vengano minacciate.

Ghiacci polari


Passando al ghiaccio polare, l’immagine riprende un gruppo di scienziati che hanno spostato la sede dei loro studi dai comodi laboratori delle università all’ambiente spesso inospitale sul campo polare per essere in grado di confermare la corrispondenza delle osservazioni satellitari con quelle ispezionate direttamente sul campo.

Gli scienziati sono al lavoro su questo tema in Danimarca, UK, Germania e Canada e stanno svolgendo una ricerca di tre settimane nel nord della Groenlandia e del Canada prevalentemente rivolta alla determinazione dello spessore della coltre ghiacciata nel tempo per correlarla con la missione Earth Explorer CryoSat.

Quest’anno la campagna di ricerca è complessa e presuntuosa, comprendendo riprese simultaneamente in tre località, nel mare del Nord da parte della Canadian Forces Station Alert, al capo Devon ice in Canada e nel vasto territorio della Groenlandia con riprese aeree, da elicottero, da satellite... e la conferma scientifica locale.

Tutto questo programma è svolto in preparazione del lancio nel 2009 di CryoSat-2, rivolto alla identificazione dei dati per una precisa rappresentazione dell’influenza che il clima ha sulle masse di ghiaccio polare della Terra.

Poiché il segnale di Cryosat è sensibile alla variazione delle proprietà di neve e ghiaccio, è cruciale capire e successivamente essere in grado di correggere gli effetti determinati da cambiamenti naturali in modo da sviluppare previsioni con la precisione massima consentita dalla conoscenza scientificamente confermata.

Si tratta di un approccio che renda possibile scegliere accuratamente le fonti di riferimento per informazioni con cui spesso vengono aggredite le popolazioni da campagne di “disinformazione”, in genere allarmanti, per scopi spesso d’accompagnamento a speculazioni d’ogni genere.


Una boa sottoposta ad esame

La “Boe di perforazione” fisse sono elegantemente visitabili ed ispezionabili. Malcolm Davidson, dirigente del progetto ESA's CryoSat-2 spiega:

“ Poichè le misure dai mezzi aerei hanno una risoluzione molto più alta di quella che si ottiene dai rilievi satellitari, gli scienziati hanno la possibilità di usare la campagna CryoVEx per un confronto diretto tra le misure a terra e dall’aria. I risultati scoperti nella campagna saranno estrapolata su larga scala per predirre l’influenza della neve e delle proprietà del ghiaccio sui dati rilevati dalle misure spaziali di CryoSat-2”

Già alla metà della campagna, un’enorme quantità di dati sono stati collezionati e gli scienziati sono inj attesa di concludere felicemente la missione in aiuto alla propria coscienza di convalidare, come mai prima era stato fatto al mondo, l’accuratezza delle misure che emergeranno dalle osservazioni degli spessori dei ghiacciai fatte con CryoSat.


Che gliene viene venga dato giusto merito...

Enzo Lo Scalzo, Lo Scalzo Associates
10 Maggio 2008



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