TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]

13 Giugno 2006

La variabilità delle fonti di cibo marine

La convocazione per il convegno internazionale sullo stoccafisso del prossimo 17 giugno, appuntamento per la festa del patrono della Liguria San Giovanni Battista ad Oneglia-Imperia, mi richiama la comunicazione orale fatta lo scorso anno ai collaboratori del Governo Norvegese incaricati per la valorizzazione e l’esportazione delle pregiatissime qualità di stoccafisso, colonna del commercio estero norvegese fino alla scoperta dei giacimenti di petrolio nel mare del Nord.

Lo scorso aprile 2005, un’immagine stupenda del mare del Nord lungo le coste norvegesi ripresa da Envisat metteva in risalto l’effetto della fioritura di phytoplankton nell’area che comprendeva le isole Lofoten.

Il phytoplankton è costituito da piante marine microscopiche che si muovono nella corrente in prossimità della superficie e costituiscono di gran lunga la fonte di cibo più importante dell’oceano, capaci di foto-sintesi clorofilliana che dalla luce ricava energia chimica... organica, vivente!

La materia nutriente galleggia liberamente, sensibile non solo allaluice del sole ma anche alle condizioni ambientali locali come la variazione di sostanze nutrizionali, temperatura, corrrenti, venti. Solo condizioni favorevoli favoriscono queste immagini di “concentrazione di presenza”... di questa forma di “erba del mare”... pascolo di mandrie di abitatori delle acque che costituiva riserva di nutrimento per l’uomo fin dalla paleostoria dei Vichinghi.

Gli operatori del settore, pescatori, allevatori, autorità hanno un gran vantaggio nel conoscere con anticipo lo scenario, il più presto possibile e di ricavare le informazioni sulle caratteristiche di conservazione delle proprietà nutrizionali e su quelle indesiderate di tossicità a volte letali per animali e anche per l’uomo.

Una delle osservazioni di questi giorni dal mare del Cile ha provocato la sospensione della pesca delle famose "cozze bleu" che negli ultimi anni hanno reso felici tante tavole insaporite dai molluschi nel Sud America e nel resto del mondo.
Oggi la distribuizione da Valparaiso o da Carloforte avviene con piccole differenze di costo che trovano contraltare dai prezzi pagatio dal mercato in funzione dell’appetibilità dei prodotti.

Il merluzzo come ne viene ad essere influenzato?

La persistente diminuzione di pescosità del merluzzo ha generato già negli anni scorsi preoccupazioni che solo qualche centinaio d’anni fa avrebbero avuto l’impatto di una carestia per le tavole della popolazione assuefatta alla popolarità della vivanda: baccalà o stoccafisso, alternativa di valore storico all’aringa, altrettanto popolare nell’emisfero occidentale di infuenza europea.

Pertanto il phytoplankton non ha solo valore di indicatore di mutazioni climatiche nelle scienze metereologiche moderne, ma in quanto trascinatore dal fondo marino di nutrienti fosforici atrtraverso processi di misceleazione in profonde colonne d’acqua.

L’affioramento si estende per 200 chilometri dalla Lituania, Lettonia e Russia fino alle coste svedesi, circondando le isole Gotland e Oland. Lo spettrometro a media risoluzione d’immagine (MERIS) del satellite Envisat ne evidenzia una risoluzione limitata a 1200 metri.

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Un anno dopo, circa, il 6 giugno 2006, l’affioramento è stato ripreso lungo le coste dell’Irlanda nell’Atlantico del Nord.

Le specie di alghe tossiche o pericolose sono oggi denominate HAB, ossia Harmful Algal Blooms. Quando si sviluoppano fuori controllo nella fase di fioritura possono consumare l’ossigeno discolto nell’acqua e soffocare... i pesci più grandi.

Il fenomeno si è foirtenmente allargato negli ultimi trent’anni determinando gravi problemi di spostamento agli sciami di pesce che procede a lunghi trasferimenti tra le sponde dell’oceano. La dimensioone dell’affioramento determina un’impossibilità di venirne fuori... per stordimento! L’osservazione dei banchi consente agli operatori di evitare morie di pesci in allevamento anche in un solo giorno di permanenza in quelle condizioni.,..

Anchea se le riprese dal sateloloite non sono ancora in grado di determionare se si tratta di plankton tossico o nutriente, il monitoraggio gironaliero è in grado di segurine lo spostamento e l’evioluzione, consentendo agli oiperatori di intervenire al prelievo di campioni e di prendere le necssarie contromisure (ad esempio, negli allevamenti in gabbia, insufflando ossigeno sottacqua attorno alle gabbie)

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2 Giugno 2006
Giornata mondiale dell’ONU sul problema della desertificazione nel mondo.

La “desertificazione” non si riferisce all’allargamento delle zone desertiche esistenti, ma alla creazione di nuove zone attraverso la degradazione di ecosistemi sensibili per aridità o siccità che si estendono per circa un terzo della superificie terrestre.

http://www.esa.int/esaEO/SEMLXX9ATME_environment_1.html - a

L’immagine sottostante che si riferisce all’Algeria, è stata rilevata il 13 gennaio 2004.

Nello scorso ottobre 2005, il convegno dell’ONU sulla “desertificazione” ha raccolto oltre 170 delegati. Le terre in sofferenza di siccità ricoprono il 40% della superficie con oltre 1 miliardo di abitanti. Tra questi sono classificati comne tali circa 30 milioni di ettari di territorio europeo che si affacciano sul Mediterraneo abitati da quasi 16,5 milioni di persone.

http://www.esa.int/esaEO/SEMHLU3J2FE_environment_1.html - subhead1

http://www.esa.int/esaEO/SEMHLU3J2FE_environment_1.html - subhead2

La desertificazione minaccia anche la Grecia. I rilievi da satellite dannom informazioni di rilessività media superficiale, temperatura, siccità e polverosità. I sensori a infrarossi possono rilevare le minacce alla vegetazione da mutazioni ambientali.
Questi dati accoppiati con informazioni locali, strumenti d’indagine, modelli e sistemi geo-informativi (GIS) fornjiscono prodotti standard confrontabili e conformi al sistema di rapporto UNCCD che hanno lo scopo di creare documenti autorevoli e significativi per la misura e la difesa nei confronti della minaccia di “desertificazione”.

http://www.esa.int/esaEO/SEMHLU3J2FE_environment_1.html - subhead3

Avviene altrettanto a riguardo del Portogallo. L’intenzione è di trasferire regolarmente le nozioni per l’impiego più corretto delle informazioni una volta che sia stata spiegata convincentemente la loro utilizzazione.

http://www.esa.int/esaEO/SEMHLU3J2FE_environment_1.html - subhead4

Il progetto iniziato nel settembre 2004 è gestito da Advanced Computer Systems SpA, Italia, per incarico di ESA.
Contributi aggiuntivi provengono dal National Research Council – Arid Zones Research Station (EEZA) spagnolo; dall' Ente per le Nuove Tecnologie, L'Energia e l'Ambiente in Rome (ENEA) e dalla Università di Sassari Desertification Research Group (NRD) in Italia; dal Research Institute for Knowledge Systems in Olanda (RIKS) e dal Remote Sensing Department dell’ University of Trier in Germania.


http://www.esa.int/esaEO/SEMLXX9ATME_environment_1.html - a


ESA per la TERRA, 31 maggio 2006



La foto rappresenta lo scenario della missione ExoMars (fa parte del programma Aurora) il cui perfezionamento è previsto per il 2011 con lo scopo di ricercare definitivamente la presenza attuale o in passato di “vita” a Marte.

Due strumenti crititci saranno impiegati: il Rover, mobile, e un pacco fisso – GEP (Geophysics/Environment Package) – “per apprendere l’evoluzione e l’abitabilità di Marte, identificare i rischi in superficie per missioni umane, e studiare l’ambiente”. Il Rover, ricco di apparecchiature sofisticate, esplorerà chilometri di superficie all’analisin di campioni all’esterno e all’interno (fino a 2 metri) della crosta del pianeta rosso.

“La possibilità che la “vita” possa avere sviluppato un’evoluzione in un periodo di presenza d’acqua in superificie primitivo e che “organismi” possano essere conservati fino ad oggi nel sotto suolo segnalano il pianeta come primo candidato nella ricerca di vita al di fuori della Terra”.

I rischi per l’uomo d’oggi sono elencati con scrupolo scientifico: il più importante sta negli effetti delle radiazioni ionizzanti, prima, dopo e durante la missione. Esse hanno una capacità di penetrazione che arriva anche al metro di profondità e catalizzano processi di degradazione delle strutture della materia organica e a volte anche inorganica.

Non meno importante è il rischio rappresentato dalle caratteristiche della crosta marziana, di carattere geo-fisico-meccanico: movimento di strati di polvere, particolarmente critico in condizioni di microgravità, e sue caratteristiche di tossicità anche recondita.

I materiali e la strumentistica saranno messi alla prova in una missione che si augura di dare risposta alla successiva fase di Aurora che sarà rappresentata dal Core Programme dedicata a una fase di andata e ritorno da Marte con tutte le implicazioni e difficiltà da superare supponibili in parallelo all’esplorazione lunare che il progetto completo Aurora contempla per la sperimentazione di Habitat e di Moduli Gonfiabili per la sopravvivenza di esploratori umani con esperienze di produzione di cibo, gestione dei rifiuti, robotica e tecnologie extraterrestri.

"Lunar exploration” da Bulletin Space for Europe, May 2006 - ESA


Il rappoirto con l’industria.

Dal 29 al 31 maggio ha avuto luogo un incontro – programma con i rappresnetanhrti dell’industria della Terra, presso il centrio di ricerca dell’ESA inj Olanda: “Industry Space Days”

Non si trattava solo di grande industria, ma anche di poiccola e media industria, prevalenmete europea, che ha mandato 400 suoi rappresentanti ad ascoltare e commentare quanto poteva nascere nel prossimo programma per un riutorno corretto e costruttivo d’iniziativbe da avviare in Terra.

Ho visitato tre volte il centro di ricerche ESTEC a ridosso delle dune di Scheveningen, della vitalità artistica e di etnie di Amsterdam, della ricca e sfrenata Olanda. Solo il disinteresse della penisola per la divulgazione della scienza e dei suoi drappelli d’avanguardia rivolti ai confini del sapere umano ne limitano la conoscenza nel paese.

Le sue strutture sono eccellenti come le menti che lke gestiscono: c’è una comunità interhnazionale preparata, cuiriosa, tenacemente dedicata allo studio, aiuitata daklla fantasia e dalla giovanile ansia di ricerca, gratificata da una serie d’iniziative di successo e da pani divettimenti da società evoluta, ricca e ambiziosa, anxche intellettualmente.

Ci sono anche italiani, ovviamente, pochi in proporzione...

Detto questo, ritengo opportuno divulgare il flusso d’informazioni, collaudi, speranze, risultati, gioie, appresnioni di un’inimmaginabile varietà di spunti d’applicazioni in strumentazioni, analisi, apparecchiatuire di supporto alla comunicazione, alla ripresa d’immagini, suoni e ultra-suoni... di l‡ dalle nuvole, dell’atmosfera, nel vuoto siderale... o lì vicino.

L’incontro della setimana scorsa è alla quarta edizione. Ha luogo ogni due anni: esposizione dei risultati conseguiti, presentazione dei programmi, confronto e stimolo al confronto, all’innovazione e all’efficienza all’interno e all’esterno del mondo ESA e di quello aerospaziale.

Françoise Le Bail è Vice della DG “Enterprise and Industry” della Comunità Europea nel corso della presentazione del 7° Framework Programme di ricerca e sviluppo che inizieròà nel 2007 ha messo in evidenza lo stanmziamento di €1.4 miliardi per il periodo 2007-2013n per il finanziamento di porogtetti tesi al superamento di problemi e progetti di ricferca tecnologici complementari.

I protagonisti Europei di peso sono orgoliosi din conjtribuire dall’”alto” allo sviluppo dellla competitivtà Europea; i protagonisti della struttura politica sostenuta (buojna parte bdel conto Ë pagata dai Governi delle nazioni che fanno parte dei progetti) sono altrettanto favorevoli ed orgogliosi che una larga parte di successo sia deteraminata dalla collaborazione efficienteb e positiva della piccola e media indsustria.

Le Bail ne ha messo in evideenzaml’importanza nella Comunità Europea che conta 23 milioni di SME, in altre parole, ha dichiarato, in termini di definizione ndi SME, il 99% dell’industria... rionforzando la segnalazione con il rinforzo del piano rappreesntato dal programma “Competitiveness and Innovation” Programme' destinato ad altri strumenti che favoriscono la parteciopazione delle SME in aree diverse.

Nell’ambito dei programmi sopaziakli i pilastri del periodo sono rappresentati dai progetti Galileo e GMES e da programmi di telecomunicazione.

E’ apparso critico l’esame di casi di comportamento e di procedure di colaborazione tra iomprese di grandi e piccole dimensione in lavori congiunti di ricerca e sviluppo e di trasferimento di tecnologie da settori differenti: le lezioni apprese diventano patrimonio di comportamento per soppressione di vuoti di comunicazione e mantenimento di linee di guida nei progetti più difficili costretti ad affrontare problematiche difficili per la prima volta!

 



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