TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]


Protocollo di Kyoto ed ESA – 12 dicembre 2007

E’ noto come il 2008 sia un anno chiave per l’applicazione del Protocollo di Kyoto per il progetto d’attuazione della riduzione delle emissioni di gas serra per contenere la crescita della concentrazione dei gas incriminati (CO2, NOx, altri specifici) in stratosfera e diminuire l’impatto ritenuto importante al surriscaldamento del nostro pianeta.

Oggi il quantitativo di emissione di CO2 in eccesso ha raggiunto circa 25.000 milioni di tonnellate all’anno, prevalentemente derivate dalla combustione di carburanti fossili, incendi forestali e desertificazioni... successive!

La deforestazione tropicale è arrivata a pesare per oltre il 20% del totale delle emissioni di gas serra, e la tensione con i paesi in sviluppo densamente forestati che fanno i furbi si fa sentire alla conferenza sul ruolo che l’osservazione satellitare potrà svolgere nella gestione dell’ambizioso piano e consapevole di quello che può fare per il suo futuro l’uomo sapiens civilmente evoluto.

E’ in discussione il progetto REDD (Reduced Emissions from Deforestation in Development Countries): imporre una penale di detrazione al contributo derivante dal regime sulle emissioni per ogni ettaro di foresta mantenuto in vita.
Per tenere il conto occorre che venga accuratamente fatto il “Bilancio del Carbonio” con particolare precisione rivolta al contributo determinato da interventi di deforestazione.

Si impone un metodico programma di monitoraggio dell’intero pianeta: il programma di ESA
“Earth Observation” (EO) consente l’esecuzione della mappatura ottica completa in alta risoluzione per mezzo di sensori come i Thematic Mapper di Landsat, HR di Spot, ASTER di Terra,
oltre ai sensori a media risoluzione di IRS-P6 tipo AWIFS, di Envisat tipo MERIS e degli strumenti MODIS di Terra, che sono i cavalli di battaglia per questo genere di mappature e che possono funzionare anche in condizioni di scarsa visibilità per l’effetto di schermatura di nubi, nebbie e fumo.

I satelliti europei Envisat e ERS sono dotati di strumentazione capace di riprendere immagini idonee al compito anche in condizioni di questo genere tramite sensori radar. Una conquista tecnologica recente è stata fatta da “SarVision”, iniziativa dell’ Università di Wageningen in Olanda e del Ministero delle foreste Indonesiano.

Chiunque abbia avuto occasione di volare sopra le immense foreste del pianeta. come l’amazonica o le estese aree tropicali africane ed asiatiche, ha potuto ammirare l’affascinante scenario solo in rare occasioni di visibilità, in quanto strati densi di vapore d’acqua ne oscurano la vista.

La dimostrazione dell’efficienza del rilievo più recente è stata fatta in Indonesia, nelle foreste e torbiere del Central Kalimantan, su un’area di 6 milioni di ettari, con riprese fatte ogni 35 giorni ed acquisite dal nuovo ASAR: il periodo dei passaggi ha permesso alle autorità locali di convalidare le immagini di incendi e tagli direttamente nel territorio con ispezioni con aerei leggeri e viste dirette.

Il progetto può essere seguito anche con il programma libero ed accessibile a tutti di Google Earth, capace di rivelare anche agli occhi non esperti variazioni che hanno luogo in successione temporale.

E’ curioso come il nostro pianeta sia diventato di colpo trasparente ad ogni sguardo, anche indiscreto. Ridicole sono le resistenze a disporre in copia di piante e mappe da parte di sciocche autorità che operano nei territori di tanti stati che si dichiarano “evoluti” e che si proteggono sotto il cappello di “sacerdoti della salute pubblica” nella concessione di diritti di conoscenza ormai alla portato di qualsiasi individuo, disponibili gratuitamente tramite i servizi più moderni che l’uomo abbia inventato ed adattato al suo bisogno di “sapere” e di “conoscere”.

In molte occasioni. in Italia, ho subito il rifiuto di avere copie di Relazioni ambientali, dovute per legge, o di altre informazioni sul territorio.

Anche la società tedesca Remote Sensing Solutions (RSS) utilizza riprese ASAR da Envisat per monitorare variazioni di territori ed emissioni di carbonio da torbiere e incendi o decomposizioni in torbiere tropicali nella valutazione dell’impatto alla riserva di biomasse nella messa a fuoco della mappa di riferimento per il REDD.
A parere del professore Florian Siegert, CEO di RSS, le aree di coltivazione di palme da olio nelle torbiere costituiranno un “potenziale di emissione di CO2 molto maggiore del potenziale di emissione della combustione di carburanti fossili a cui si vorrebbe porre rimedio”...

Senza incorrere nell’errore opposto, la comunicazione di mass media a larga diffusione dovrebbe dotarsi di un (difficile?) alto senso di responsabilità prima di divulgare osservazioni e pareri che possono avere notevole impatto nell’opinione pubblica, senza il sostegno di una comprovata competenza scientificamente sostenibile, non solo per “ipotesi” ma sulla base di sperimentazione, anche se lunga e complessa, raramente accessibile a qualsiasi portavoce di “borse interessate”... o di “poteri ed interessi forti” più che “oscuri”.


Il messaggio è molto delicato e si impone l’inizio di un vero dibattito pubblico ed esteso: forse qualcuno, al di fuori degli interessi, dovrebbe farlo proprio attraverso iniziative che scuola, sindaci, università organi di diffusione potrebbero prendere.

Purtroppo resterà isolato o disperso, ma fortunatamente c’è sempre qualcuno che pensa per noi.
Si tratta di riconoscerlo e rispettarne il ruolo non come missionario ma come persona sensibile all’evoluzione di una società che oltre che a vivere di piacere e divertimento possa anche, senza catastrofismo, ragionare sul senso e sulla direzione della propria vita in questo pianeta.

L’idea di avere dato spunto ma questa rubrica informativa ai limiti degli scopi della nostra libera associazione di stampa mi gratifica e risponde alla missione intima di “informare” in quei campi in cui ciò possa essere utile ad una serena e consapevole conoscenza. Anche per conoscenze che appaiano lontane e difficili da capire. Ho praticato nel corso dei tre quarti di cent’anni vissuti l’implementazione di questa convinzione con spontaneità e disinteresse, grato di trovare ascolto o lettura, cercando di alternare il senso di piacere epicureico e sensuale a quello più sottile della scienza, della filosofia, dell’arte e della sensibilità musicale.

Finora mi è stato fortunatamente consentito, tenendo bene separati momenti e tempi.

E’ ora di passare agli auguri: ESA ha compiuto il suo dovere di convocare la conferenza sul tema del monitoraggio satellitare in supporto al progetto dell’ONU sul cambiamento delle condizioni climatiche del nostro pianeta. La ricaduta è stata la comparsa di iniziative da parte di alcuni dei mass media di concedere il “microfono” ad esperti del campo e della pseudo scienza della sfera di cristallo sulla storia del clima storico della Terra.
Siamo forse sulla strada che promette di trovare al fondo del percorso almeno una capanna attrezzata con i servizi igienici... invece che un ritorno alla grotta sulle cui pareti lasciare i segni della nostra soddisfazione cromatica o incisa... Buon Natale a tutti i lettori!

Enzo Lo Scalzo, 15 Dicembre 2007


 



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