TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]



Frascati ed il suo vino dallo spazio

Un’avventura spaziale... speciale per ASA

Stranamente e casualmente ASA ed ESA potrebbero confondersi in un concerto di comunicazione: ESA osserva, ASA riprende...
ESA registra dallo spazio, ASA informa sulla terra...

Cerchiamo di essere umili: ESA fa tutto questo per ogni metro quadro del mondo... ASA ragiona su qualche chilometro quadro dell’area di Frascati..., assaporando volentieri il piacere del gusto DiVino!

Uno sguardo al territorio

Le pendici di struttura vulcanica a ridosso di Roma hanno stimolato la coltura e la cultura del vino da tempo immemorabile. Vendemmie ogni anno, ma l’ultima è stata storicamente documentata dallo spazio, al massimo delle risorse disponibili all’uomo: immagini e un sensore radar prima, durante e dopo. Il documento è denominato BACCHUS-DOC. Lo scopo della missione è di completare altre acquisizioni d’immagineria di colture rilevate da ERS-2, SPOT, Landsat, IKONOS e Quick Bird.

Appaiono quasi nomi esotici, invece per l’Università di Tor Vergata affiancata alla squadra del Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) e di ESA all’ESRIN, il centro europeo per l’osservazione della Terra, proprio collocato nel territorio allo studio, FRASCATI... si tratta di seria documentazione scientifica e per il mondo dei viticoltori di... curiosità spaziali!


Cosa sappiamo e cosa vorremmo sapere di più?

Mi sia concesso l’arbitrio di porre questa domanda a me stesso, cosciente di sapere troppo poco su quello che sappiamo. Pare che comunicatori, studiosi e scienziati hanno fino ad oggi imparato a sborniarsi a sorsi sulla materia della complessa filiera che dalla vite sgorga in botti, bottiglie e contenitori di fogge e materiali sempre più idonei a dare piacere, nutrimento, lavoro, energia, risorse... A sorsi e a sbornie, ognuno chiuso a riccio nella sua botticella di specializzazione, mentre sul campo e in cantina domina la ricerca e la valorizzazione di sfumature del gusto e a tavola alla fine si è felici di berci sopra sorridendo.

Con l’esplorazione satellitare radar le “biomasse di vigna” si trasformano in segnali di vitalità, a loro volta tradotti in “immagini”, per il più astratte, qualche volta anche di uva: l’osservazione deve consentire l’apprezzabilità di una correlazione di indici e colori ripetibile che si sta dimostrando accessibile. In cosa consiste?

Da quello che comprendo come dilettante, il “sistema di immagini” sotto controllo confirmatorio (quasi una caparra) ha dimostrato di essere sensibile a segnali d’interesse:
sulla superficie della vigna, tra i pampini e alla luce
ai seganli di cambiamento delle biomasse (per aspetto? maturazione? quantità? colore? contenuto zuccherino? altro? prima, dopo e durante la vendemmia?)

Chiaramente ogni progetto di ricerca (in questo assunto mi sento a mio agio) parte inizialmente con un elenco di obiettivi correlabili a dati acquisibili che... più elevato è il grado d’innovazione, più richiede di essere criticamente vagliato, corretto, riprovato, riscritto... per arrivare spesso a conclusioni diverse da quelle delle prime impostazioni... in ogni sua fase di riflessioni.
E’ un iter che si svolge nel tempo, di durata imprevedibile... Per questo spesso si sforano le disponibilità finanziarie, per questo oggi si tende a fissarne pilastri vincolanti per potere avere la libertà -. anche morale – di richiamare convinzioni e correggere obiettivi.

Alcuni fattori o momenti sono premianti: quelli in cui si raccolgono i primi dati, quelli in cui qualche punto coincide con una funzione di sviluppo, quelli in cui si conferma che il percorso... è praticabile.

Progetti che cadono dall’alto hanno bisogno di risultati a breve per tenere alta la motivazione dei protagonisti della ricerca, di coloro che hanno scommesso sulla sua utilità. Ogni sviluppo collaterale di successo avrà il merito di avere appagato aspettative più o meno importanti.

Cosa è stato finora pubblicato e quanto altro potrà emergere dopo il brain storming di questi giorni del simposio di Montreux rappresenta lo stato dell’arte delle osservazioni dallo spazio, su tutto il pianeta, alla primavera del 2007. Si tratta di una valanga di dati e di notizie spesso troppo filtrate da regioni di riservatezza, confidenzialità di dati, accordi di prelazione per il potenziale di sfruttamento e blocchi temporanei di affidabilità, diritti proprietari di know how... La loro sintesi esposta, al Palais de la Decouverte a Parigi al pubblico è il primo flash sull’evento (vedi le limitate impressioni anche su questo sito diffuse le scorse settimane).
Ma sul vino di Frascati?

Sono curioso. Anzi, curiosissimo. Per ora se ne parla poco, anche se qualche riferimento – a memento – è stato comunicato anche in occasione dell’assemblea ASA auspicando “un interesse sul campo con il centro ESA di Frascati ed alcune iniziative di utilizzazione in campo vinicolo del programma che da alcuni anni ha destato un interesse applicativo rimasto abbastanza sconosciuto”.

Quante domande avrei da fare. Quali potranno essere i limiti delle implicazioni di carattere brevettuale all’estensibilità delle esperienze? Quali i vincoli di carattere geografico e di... proprietà dei diritti d’immagine?

Sappiamo che l’area in osservazione a Frascati è di 24,5 chilometri quadri, poco più di un fazzoletto da 6x4, con un orientamento che fosse inizialmente compatibile con l’orbita di ERS-2 e con il suo radar. Dall’aereoporto di Ciampino il Centro Aerospaziale Tedesco (DLR) ha fatto volare sul Dornier 228 il radar sperimentale E-SAR, che è caratterizzato da una risoluzione spaziale massima di 4 metri.

E-SAR può operare con segnali su cinque lunghezze d’onda differenti e con polarizzazione selettiva in modo da moltiplicare gli accoppiamenti di “sensitività” a specifiche “variabili ambientali” e di “qualità” dell’oggetto allo studio.

Con questi dettagli ne sappiamo qualcosa di più, per comprendere e comunicare quanto sia faticoso e importante dare nomi e cognomi giusti, assegnare date e condizioni di acquisizione dei segnali, delle registrazioni, delle immagini... per arrivare a ragionare anche in prima istanza sul significato e l’aspetto delle stesse.


Alcune tessere del mosaico alla base del modello di BACCHUS

Per affrontare una classificazione delle osservazioni ricavabili dallo spazio, la certezza della correlazione tra realtà e immagini deve basarsi su una complessiva verifica della validità delle condizioni esterne che possano influenzare le interazioni sui fatti e sul modo di correggere i risultati con garanzia di conservarne le validità in caso di avversità.

Alcuni tra gli obiettivi sono semplici seppure ad elevato grado di complessità: ad esempio la classificazione dei vigneti per dimensione delle foglie della vite. Oppure per volume dei grappoli del frutto e della loro posizione nello spazio: occorrono serie di riprese con un confronto da fare accuratamente a terra per una attendibile taratura dei modelli di trasformazione in immagini in scala confrontabili accanto a riprese contemporaneamenente rilevate dall’aria con il piccolo bimotore Dornier oltre che dalle passate ciclicamente ripetibili dei satelliti sulla stessa striscia.

Altrettanto il territorio può essere accuratamente curato per la determinazione certa delle distanze tra i filari, il riferimento di piante riconoscibili di discreta dimensione e tipo, i valori dell’umidità del terreno e la sua costituzione, le barbottine ed i germogli per metro di filare, come altrettanto sofisticate determinazioni di lunghezze d’onda, di colori e sensitività dell’uva alle registrazioni d’immagini a luce polarizzata...

Sarebbe gratificante avere di fronte non solo un agrimensore ed un enologo, ma uno scienziato in scienza dei biomateriali, in ottica ed informatica, in coltivazioni arboree come il professore Scienza di Milano o il Professore Solimini dell’Università di Tor Vergata per cercare di intuire come questi parametri possono inluenzare l’immagineria (consentitemi questo parallelo con “immaginerie”) in funzione dell’angolo d’incidenza dell’osservazione...

A Frascati in che modo qualcosa potrebbe essere diverso da quanto sarebbe possibile verificare lungo le pendici del Reno o le valli della Mosella?


La scelta di Frascati

Frascati è stato scelto come “campo sperimentale per la filiera del vino” in quanto un sistema informatico (GIS = geographic information system) era stato scelto da E-SAR Frascati tra i progetti su cui si concentra l’investimento nel programma BACCHUS, progetto di ricerca concordato in aiuto al miglioramento della qualità del vino prodotto in Europa, che era giunto a completamento della sua fase di fattibilità. La sua estensione con un’appendice di ricerca denominata DiVino... è stata allocata al GIS Frascati...

E’ una sfida alla conoscenza enologica che la scienza Europea ha lanciato sulla base dell’osservazione che come gli uccelli sanno riconoscere la qualità dell’uva volando, osservando e beccando i grappoli succosi, un consorzio costituito da Italia, Francia, Portogallo e Spagna - ciascuno responsabile di precisi compiti nel mettere a fuoco gli aspetti speciali, anche competitivi, della coltivazione e marketing del vino – a partecipazione pubblica e privata - cercherà di guardare, scrutare, stimolare, registrare radiazioni e confrontare sul campo l’immagineria satellitare. A terra, il Consorzio DOC Frascati partecipa con oltre 700 viticoltori ed enologi del territorio.

Ne stanno parlando. Tra loro certamente. Ne so poco, anzi quasi nulla. Forse i soci ASA sanno molto di più. Mi piacerebbe ascoltare qualche commento direttamente sul posto, anche solo registrato da un dilettante, in iTune.

L’altro ieri è stato riferito qualche risultato a Montreux, ma finora riportato in termini sommari e da uno scienziato non italiano. Oltre che ascoltare, ai nostri viticoltori, agronomi, scienziati ed enologi potrà essere concesso qualche spazio al microfono dei mass media?
La fantasia tipica dell’italiano ha sempre brillato per capacità d’innovazione e per un’abilità artigianale che – in arte – diventa opera d’arte e in scienza... brillante idea d’invenzione. Da soli, in silenzio, tuttavia è difficile, e ogni tanto, si potrebbe anche fare squadra...

Nel 2004 Hilde Chevillot. nel sud della Francia, aveva iniziato a misurare le dimensioni delle foglie di vite prendendo nota di ogni piccolo segno di malattia e stimando a fianco il grado di maturazione dell’uva. Sembra un dato di grande successo il cui contributo è apparso molto importante. Bacchus – iniziato nel 2001 – ne ha preso immediatamente coscienza. Il nuovo salto atteso da Frascati cerca di ridurre l’approssimazione e la ripetibilità sperimentale, anche in altre colture, in altre specie di vitigni. Fare squadra è importantissimo... e l’esame dell’immagineria potrebbe effettivamente stimolare altre osservazioni interessanti, come è capitato a Damien Rolland, un altro agronomo francese... citato nella storia di Bacchus.

Per l’Italia il supervisore del progetto Bacchus è Luigi Fusco. Riporto un suo commento:

“ I satelliti d’osservazione terrestre oggi sono dotati di altri strumenti d’indagine sofisticati e sensibili in grado di operare in varie condizioni ottiche, radar e all’infrarosso. I dati scientifici ricavabili sono enormi. Possiamo correlare – a seconda della capacità di risoluzione del sistema satellitare - dati di composizione del terreno, dei pendii, di esposizione alla luce solare, di umidità nelle coltivazioni agricole. Con i satelliti dei sistemi in corso di preparazione prenederemo ogni notizia sulla buona cura delle vigne, con i dati dei lavori e degli interventi durante la stagione....
... A Frascati ci sono 1800 ettari di vigna in un’area di 50 km quadrati. Certo che le statistiche non sono l’unico obiettivo del programma di controllo della produzione di uva. Stiamo cercando di acquisire informazioni utili al miglioramento qualitativo del vino, identificando le aree di coltivazione più promettenti, migliorando l’irrigazione e individuando le malattie...”

Un brindisi

Un brindisi in onore di Bacchus va fatto, con un sincero Frascati. Il cin-cin dovrebbe essere divulgato in tutte le direzioni ed a tutte le ore dagli emettitori nazionali con trasmissioni audio e video, anche dalle cantine oltre che dalle vigne. Le immagini VHR, la distinzione tra le tipologie di colture bene curate o lasciate andare al destino naturale, l’occasione di essere in grado di visitare ogni ettaro del globo terrestre per verificare segni di abbandono o ragioni del fenomeni inaspettati occorsi sono alla portata di tutte le borse di spesa delle autorità che oltre a quello della poltrona abbiano un comune senso di responsabilità per la vita dell’uomo.

Il trasferimento di tecnologie è intrigato da pressioni più forti in ogni caso di valori in gioco, ma è reso accessibile, possibile ed aiutato da un ente internazionale senza scopo di lucro – ESA – finanziato come socio fondatore importante dall’Italia, dalla CE e da tanti governi associati nell’avventura spaziale globale e per singoli progetti. La vicina Svizzera si morde le dita per non avere avuto la possibilità di portare Bacchus a sviluppare una fase conoscitiva per i cru del Mendrisiotto ticinese. Le occasioni d’incontro non mancano e da ognuna può nascere un’idea praticabile razionalmente.

Il 24 Aprile si è aperto a Nordwijk – al centro spaziale europeo in Olanda - ESA Investment Forum che ha chiamato a raccolta banche, istituti di credito, capitali alla ricerca di occasioni d’investimento.

Contemporaneamente a Montreux, dal 23 Aprile si prende visione e si discutono gli studi iniziati e avanzati con la partecipazione di 900 scienziati da tutto il mondo.

Posso augurarmi che ASA, che nella sigla arriva prima di ESA in ordine alfabetico, possa pensare a un brindisi a... Frascati rinfrescato da idee senza limiti di fantasia?


Enzo Lo Scalzo – ASA - AA
25 Aprile 2007

In questo caso le immagini sono a VHR (altissima risoluzione) per documentare lo stato di manutenzione del terreno scelto (capitolato GAEC – good agricultural and environmental conditions)

Quella presentata è una serie d’immagini a bassissima risoluzione. Le stesse si possono scaricare immagini ad alta risoluzione dai siti ESA.



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