TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]



ENVISAT al PALAIS DE LA DECOUVERTE A PARIGI

Prossimo brain storming a Montreux dal 23 aql 27 Aprile

I risultati finora acquisiti dal programma di monitoraggio della Terra svolto da Envisat saranno oggetto di riflessione e meditazione in occasione dell’incontro a Montreux, sul lago di Ginevra, programmato dal 23 al 27 aprile 2007.

Dopo 5 anni dall’inizio del progetto oltre 900 scienziati provenienti da 49 paesi del mondo passeranno in rassegna informazioni e programmi provenienti da ENVISAT, ERS ed altre missioni commissionate da ESA a terze parti indipendenti.

Praticamente tutti i progetti allo studio, dalle concentrazioni dei gas serra sulla Terra, il monitoraggio del buco d’ozono, il rialzo dei livelli marini, le temperature in superficie dei mari, variazioni dei ghiacciai e delle distese marine gelate, vulcani e terremoti, modificazioni del territorio fanno parte dei temi delle 800 relazioni in 54 sessioni tematiche.

Inoltre il simposio dedicherà una sessione sull’uso pratico delle informazioni rilevate con le osservazioni della Terra per le Convenzioni Ambientali Internazionali con le agenzie delle Nazioni Unite, il World Climate Research Programme (WCRP), l’International Geosphere-Biosphere Programme (IGBP) ed altri progetti protagonisti istituzionali internazionali ed Europei come tra cui la European Environment Agency (EEA) ed il progetto GMES (Global Monitoring for Environment and Security)

In buon anticipo sulla data della conferenza di Montreux, ESA aveva inaugurato il 2 Aprile un’esposizione pubblica di immagini d’archivio al Palais de la Decouverte, a ridosso dei Campi Elisi a Parigi, ricca di informazioni, filmati ed immagini provenienti dal progetto Envisat preceduta da una presentazione alla stampa.

E’ stata occasione particolarmente interessante per una visita.
Grazie alla contemporaneità dei primi tre giorni di espozione, convegni e simposi in occasione del JEC (del salone dei materiali e delle tecnologie avanzate dei materiali compositi) a Porte de Versailles ho dedicato le ore a cavallo della colazione per un’impressione diretta dell’evento organizzato dalla direzione di ESA predisposta per la prestigiosa sede parigina.


ENVISAT è molto più utile di un Boeing 787 per guardare in faccia della Terra

E’ uno slogan che forse mi sono inventato. Lanciato il 1 marzo 2002, il satellite Envisat sta girando da allora in cicli costituiti da 35 circumnavigazioni, in ogni ciclo percorrendo lo stesso percorso, con un anticipo di 30 minuti sul percorso di ERS-2.

Gli strumenti di bordo sono puntati di volta in volta per cogliere immagini radar ed ottiche sugli oceani, le zone costiere ed interne, l’atmosfera; per eseguire determinazioni altimetriche che coprono tutta la Terra e vengono tutti i giorni trasmesse alle stazioni terrestri tramite un ponte satellitare, Artemis. Si tratta di 250 GBytes al giorno, la maggior parte resi accessibili via Internet in tempo reale.

L’impiego dei dati provenienti da Envisat è ha un indirizzo scientifico pratico: si tratta di rilevamenti d’inquinamento, di fuoco, di ghiacci, di correnti oceaniche e di dati forestali, inoltre di cartografia, spillamenti d’olio, bisogni di soccorso, pesca illegale, e tanto altro ancora da inventare... e gestire.

Più che soffermarmi sulla presentazione del programma di Montreux ritengo presentare l’esperienza della visita, riassunta con una selezione d’immagini riprese all’esposizione ed a rimandare a richieste personali d’informazioni ad ESA (vedi i riferimenti in calce) o a partecipare agli incontri se facesse piacere ai soci ASA intervenire.

Basta il “Metro” con la 12 per raggiungere la festa dell’Envisat a Parigi, da Porte de Versailles a Concorde seguita da un paio di fermate sulla linea regina del pneumatico per scendere gli Elisi fino al rondeau e cercare il Palais de la Decouverte, da scoprire tra i ponteggi del restauro in corso.

Data l’ora c’erano solo tre visitatori, di cui uno nella saletta di proiezione dei film, che ho affrontato subito. Ho preso degli appunti. C’è anche un’edizione del sonoro in italiano disponibile nella cineteca di ESA, ovviamente quella in proiezione è in francese. Presenta la storia di Envisat e le fasi del collaudo del satellite e delle apparecchiature nel centro ESA di Norwijk in Olanda e alcune serie di eventi in filmati del 2002 e 2003 riguardanti disastri naturali occorsi sulla Terra e documentati da Envisat, resi acessibili tramite scanning nell’ampio archivio dati in sala espositiva in apposite stazioni di interazione. Vulcani, inondazioni, incendi...


Envisat, la sentille de l’environment

L’ingresso al piccolo padiglione del Palais è in stile “minimalista”. La presentazione è piuttosto nuda, poco attratente, anche se messa in vista nella prima cornice dell’immenso palazzo, oggetto di frequenti visite da parte delle scuole per la raccolta di temi storici e futuribili di temi realtivi alla storia della Terra e dell’Universo.

Un primo messaggio dà il benvenuto ed avvisa il visitatore che...

...Tutte le immagini esposte al Palais de la Découverte sono accessibili sul sito
http://earth.esa.int/earthimages/

Ambiente sonoro: “ Regret the silly Devilboy” di David Tome – Copyright QupArts 1997

Dal sito ho tratto un esempio:
L’immagine “Iceland”, A land of fire and ice, tra le ultime riprese con Meris da Envisat il 26 febbraio 2007 rappresenta lo stato di allerta delle perturbazioni che giungono dopo avere attraversato l’Atlantico verso le coste europee.


Una copia di Envisat è sospesa al centro della sala espositiva, completa dell’antenna e degli alimentatori solari per i servizi di strumentazione a bordo. Locandine visive e interattive sono collocate a ridosso dell’area, delle immagini e dei documenti più rilevanti.

Europa, è la denominazione data a questo archivio d’immagini che rende disponibile per i curiosi la banca dati interattiva sull’Europa colpita da eventi naturali disastrosi.
Ho preso di mira il Golfo del Leone ed ho zoomato verso la costa per vedere uno dei suoi porti

che compare con tutta la sua dettagliata costellazione di navigli in rotta passante o in rada.
Si può continuare a zoomare fino al livello consentito dal programma, che pur non essendo quello di Google, mette in evidenza la struttura urbanistica delle città mentre con Google Earth sarebbe in grado di amplificare l’avvicinamento fino a rendere visibili terrazzi, piscine o giardini.


Di fianco al porto ho fotografato una delle tavole interattive che segnalano il modo di riconoscere gli effetti di ogni evento ed i documenti d’archivio prima, dopo e a volte durante il fenomeno messo a fuoco. I cambiamenti avvenuti nel pianeta negli ultimi 150 anni non sono confrontabili con qualsiasi periodo analogo precedente in quanto lo sviluppo di popolazione e del modello di vita dell’ultimo secolo (vedi in calce alcuni aspetti dei cambiamenti occorsi più importanti) ed i timori per una destabilizzazione del sistema Terra sono prendere con una seria analisi dei fatti e delle previsioni di interventi da coinseguire.

Per quanto riguarda gli incendi ho ripreso il Sudamerica anche per dare un’indicazione visiva di una confusa visita didattica. Si tratta dell’intero continente, ovviamente avvicinabile con il programma di approccio e mira fino al territorio scelto, vicino alla mappa degli eventi incorporati.

L’immagine non è a fuoco ma la dimensione del territorio picchettato di rosso rappresenta praticamente tutta l’Amazonia, soggetta sia ad eventi incendiari naturali che ad eventi creati dall’uomo ad esempio per disboscamenti... ad hoc che sono molto discussi in ambito del Piano di attuazione del protocollo di Kyoto in quanto... distruggono foreste che sono l’anticorpo naturale alla combustione di CO2 industriale o civile.

Tutta la Terra è oggi rappresentata e sorvegliata. Stiamo imparando a conoscerla sistematicamente e a renderci conto quantitativamente di quanto rilevante sia quello che l’uomo apporta di positivo e di negativo nell’ambiente.
La prima preoccupazione è rappresentata dal bilancio dell’Anidride Carbonica ed il suo stretto legame con le concentrazioni e la temperatura alla superficie del pianeta alle varie altitudini e profondità marine. I diritti di emissione di CO2 sono entrati a fare parte delle transazioni di compensazione tra nazioni e tra aziende, sottoposte da questo primo anno alla spada di intervento in Europa di pesanti sanzioni monetarie. Una bacca mondiale è operativa, le quote hanno sul mercato mondiale quotazioni di offerta – domanda che stanno seguendo i trend di convenienza di investimenti per la loro acquisizione e cessione.

Il nuovo approccio a queste informazioni esiste in scala così ampia solo dal 1990, proprio con il “Living Planet Programme”, per particiolare merito di ESA, rivolto a tutta la società umana. La società civile e politica è più che altro attenta agli effetti di ricpercussione sulle economie.
Tra queste, tutte sono sensibili all’andamento delle tendenze dei fattori chiave che sfidano le previsioni che l’uomo tenta di fare, sempre con meno improvvisazione e bufale di comunicazione.

Un esaustivo articolo è comparso questo mese sul Bulletin ESA “Space for Europe”, Building the future, firmato da Harmut Grassl, Presidente del Earth Science Advisory Committee, ricco di altre informazioni allo scopo selezionate.
La conclusione non può mancare di richiamare l’attenzione al fatto che non sono più sufficienti le missioni scientifiche dell’ente, ma ad esse devono aggiungersi dati provenienti dal pubblico, da missioni a carattere gestionale o commerciale anche di natura ed origine non-spaziale.
Progetti intelligenti e capaci di autosostenersi finanziariamente devono potere essere sistematicamente divulgati alle scuole, alle comunità, alle imprese, ai cacciatori, pescatori ed agricoltori, ad ogni uomo della strada per dimostrare e convincere che lo scopo di questi costosi programmi va bene al di là dell’interesse europeo.

Oggigiorno l’uomo europeo può utilizzare questo immenso patrimonio e può contribuire a sviluppare con una rete di centri informati ed informatori la pratica di applicazioni utili alla società, alle comunità, alle famiglia, agli individui.

La diffusione del potenziale dei nuovi sistemi di orientamento che emergeranno dal GMES non è ancora uscita dalla curiosità personale di trovare l’indicazione per non perdersi durante una regata oceanica o una ricerca di funghi in territori non conosciuti o nel labirinto di città convulse dal traffico nello sforzo di risolvere l’accesso a un sito qualsiasi, di propria scelta.

La valanga d’informazioni che uscirà nei prossimi anni dai piani del sistema satellitare europeo avrà certamente un impatto sullo sviluppo economico di iniziative generate dalla disponibilità di conoscenza mai imaginate finora. Dalla pesca alla ricerca d’acqua, dalla desertificazione alla coltivazione ed alla vendemmia di vignoble ed altre colture di pregio o di valore per le popolazioni a rischio, dalla gestione dell’ecosistema alla compresnione delle interazioni tra gli oceani, dallo spessore dei ghiacci alle temperature in superficie dei mari: tutto l’ambiente potrà contribuire in pace al miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo sulla Terra portato a non restare senza eredi finchè possibile.

Ci permettiamo di pubblicare ad alta definizione una sintesi di aspetti di cambiamenti selezionati che riguardano la composizione atmosferica (CO2), la composizione della superficie delle terre emerse nell’evoluzione dal 1700, la temperatura media del pianeta, l’evoluzione della biodiversità ne dell’estinzione delle specie animale e di uccelli, la fissazione di azoto antropogenico ed infino l’evoluzione della popolazione umana che ha superato sei miliardi e si avvicina rapidamente a 8 miliardi di individui.

L’area forestale è diminuita del 50% e l’uomo è responsabile della fissazione dle 70% dell’azoto e del 95% del fosforo. La frammentazione dell’habitat e l’iper-sfruttamento della natura, con l’aumento dell’agricoltura e l’incremento della pesca, hanno portato alla diminuzione delle risorse naturali disponibili ed alla diminuzione progressiva delle biodiversità.

In cambio l’umanità, quasi tutta, gode di aria pulita, acqua fresca, cibo, vestiti e materiali da costruzione come beni primari. Il compito è di fare in modo che tutto questo bene di Dio possa continuare ad essere accessibile ad ogni uomo.

Enzo Lo Scalzo, AA
13 Aprile 2007

The Press is welcome to attend the Symposium starting with the official opening session on Monday 23 April at 14.30.

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