TERRITORIO E VITA DALLO SPAZIO
A cura di ENZO LO SCALZO [ loscalzo.web@asa-press.com ]




Strade, accoppiamenti vari… e abeti dallo spazio



Se un bel giorno da Milano decido di andare a Roma in auto posso:
A) prendere l’autostrada. Pago il pedaggio, posso fermarmi solo nelle aree di sosta, ho poche distrazioni, ma posso andare a 130 km./ora e in un tempo ragionevole arrivare alla meta.
B) Viaggiare sulle statali. Non pago niente, il paesaggio è più vario, attraverso città e paesi, posso fermarmi quando voglio, ma la velocità è ridotta, posso lasciarmi tentare da strade e stradine, entrare nei borghi, incontrando semafori e passaggi pedonali, c’è il rischio di sbagliare strada a qualche bivio con scarsa segnalazione. Posso anche fare un giro in un bosco. Non mi annoierò, ma non si può dire se e quando arriverò a destinazione, a meno di non collegarmi con uno dei satelliti che orbitano nello spazio per stare fermi sopra di noi…

Anche chi decide per una vita a due parte per un viaggio e può scegliere:
A) si sposa, accetta dei doveri, ma sa che quella strada lo porterà dove ha progettato di arrivare.
B) Convive, perché vuol essere libero di invertire la marcia se cambia idea o di fermarsi dove gli va, ma non può pretendere di andare a tutta velocità e di non incontrare ostacoli che lo rallentano. Deve stare attento a non perdersi quando va a funghi. A meno di non prenotare una guida con il satellitare…

Se un giorno voglio solo andare a funghi in una foresta alla ricerca di specie rare:
A) Porto con me un amico/a che conosca il bosco…
B) Mi collego con il palmare, segno la posizione, e predispongo di marcare sulla mappa il percorso, perché so che Sentinel 1 e 2 mi stanno guardando…

Sentinel? Posso sposarlo e scegliere di condividere la mia libertà con lui, o posso chiamarlo in SOS con il primo distaccamento di soccorso alpino o forestale… ma come fare?

In Italia aspettiamo fiduciosi, forse tra due generazioni lo sapremo…
Ho rubato a Carlo e Gabriella Butti l'inizio della storia che aveva come scopo quello di fare di Sentinel la Cometa di guida alla vita di coppia, per una divulgazione da pizzicotto sulle guance: svegliamoci e cerchiamo di usare al meglio quanto l'uomo intelligente cerca di migliorare per renderci la vita sempre più gradevole, ma stiamo attenti ai fondamentali…

Conifere e Sentinel

Oltre alla ricerca dei dispersi, nelle foreste dell'Europa centrale gli scienziati cecoslovacchi stanno verificando sperimentalmente i servizi di Sentinel-2 per progettare una scala d'interpretazione spettrale delle immagini delle foreste del mondo.

La messa a punto di un algoritmo che consenta l'interpretazione delle immagini relative alla conifera Picea abies (L.) Kartens, nota come abete Norvegese, con rigore scientifico. L'abete cresce nell'ecosistema boreale rappresentando una delle specie di piante più diffuse della Terra e che pesano tanto nella complessa elaborazione del ciclo del carbonio.
La speranza di mettere a punto un protocollo affidabile del rilievo del contenuto di clorofilla e dell'indice dell'area di foglia (LAI = leaf area index) dalle immagini ad alta risoluzione spaziale sta per essere confermata dalla missione di Sentinel-2.

Se tutto andrà bene, mostrando allo spazio un rametto di Picea abies in caso di smarrimento nel bosco, si potrà essere individuati e salvati da un mezzo di soccorso. E' chiaro che per lo meno bisognerà uscire dal cono d'ombra dell'abete…Intanto i CESSNA TU 206 dotati di "spettroradiometro" si stanno allenando!

La Repubblica Ceca appena ne ha avuto la possibilità ha sottoscritto il Piano di cooperazione europea PECS per lo sviluppo delle applicazioni satellitari alle scienze ambientali e agronomiche terrestri delle immagini. L'istuto ISBE e l'Accademia delle Sienze della piccola repubblica non ha perso tempo per mettere a fuoco un programma promettente, lanciato ufficialmente lo scorso 9 febbraio.

In pre-progetto dall'agosto al settembre 2006 si è svolta una campagna a tre livelli - a terra, in aereo e sul satellite - che ha documentato la raccolta a Bily Kris, sui monti Beskydy in Moravia-Slesia dei dati di riferimento. Il centro scientifico si è munito di sistemi di rilievo sofisticati dei flussi di CO2 tramite una torre di covarianza Eddy. Quindi sono stati monitorati tre tipi di abete, uno di 29 anni selezionati in un'area a vegetazione omogeneamente monotipica in filari regolari e due gruppi adulti, tra i 75 ed i 110 anni, da crescita irregolare per natura.

 

La sperimentazione a terra ha consentito di parametrare i modelli d trasferimento delle immagini per una identificazione precisa nella mappe ottenute dall'osservazione remota, ricostruite in riprese spettro-ottiche che tuttavia sono sensibili ad ogni input geometrico ed ottico che va ad influire sul risultato di risoluzione.

Pertanto sono state caratterizzati localmente, con ricchezza di ogni informazione utile, gli aghi degli abeti in campo, la loro età e il potenziale dell'irradiazione tipico del tipo di crescita.
Gli stessi aghi di riferimento sono stati usati per la taratura del contenuto di clorofilla in laboratorio con cui convalidare l'elaborazione a lunga distanza dello strumento di analisi delle immagini spettrali.

La sperimentazione dall'aereo ha consentito di parametrare immagini molto nitide ed accurate riprese dal radiospettrografo in 28 voli a tre quote per fissare tre livelli di risoluzione spaziale. Ognuna delle riprese ha consentito la costruzione di 5 scenari multi-angolari iperspettrali che saranno preziosi per la convalidazione dei nuovi algoritmi che sono in corso di elaborazione.

 

Tutti i dati sono all'esame dei ricercatori dell'ISBE in cooperazione con l'università Charles di Praga. Una volta approvate le elaborazioni, i dati verranno applicati nelle procedure di sviluppo ed ingrandimento di scala della valutazione quantitativa del contenuto totale di clorofilla e degli indici LAI della specie Picea abies delle foreste di mappate da Sentinel - 2…


Sviluppo auspicabile…

Il piano di lavoro di questa osservazione si presta ad essere preso quale buon esempio di quanto potrebbe essere sviluppato specificamente anche per il sostegno di tipologie di agronomia tipicamente italiane, almeno, tali da essere utili al prestigio della specificità rappresentativa delle biovarietà mediterranee, su cui insiste l'interesse di questa rubrica.

La preparazione culturale e professionale mi induce a suggerire parallelismi di impostazione per suggerimenti utili a culture di frutta (meleti, vigneti) organizzati o allo stato pre-razionale, ma soprattutto all'olivo. La specificità dell'influenza di caratteristiche chimiche e geometriche degli aghi di Picea non sono certo superiori a quelle dei frutti sopramenzionati, con effetti di particolare differenziazione per il tempo di maturazione e raccolta…oltre che di salute per attacchi di fattori esterni di disturbo…


Enzo Lo Scalzo
10 febbraio, 2007


Abbagli da aurore boreali

Se si trattasse di aurore boreali alle nostre latitudini?
Spesso trovate, idee, leggi, iniziative hanno un aspetto di illuminazione razionale, invece si tratrta solo di abbagli.
Lo spazio mi da estro per una battuta di sollievo, in quanto si stanno cerando di capire le famose "aurore boreali", proprio attraverso osservazioni da vicino, con i soliti satelliti di ESA..


Nella stessa data dell'avviamento del progetto "confifere" e "clorofilla", in Scandinavia i satelliti Cluster hanno segnalato di avere fatto centro su giganteschi circuiti elettrici protagonisti dell'alimentazione di energia alle scenografie arcuate delle "aurore"…

Fotografie e divulgazione scientifica sono interessantissime, ma non sono coerenti con la nosra missione. Gli studi durano a secoli, ma solo i satelliti ci stanno chiarendo qualche "perché", senza dovere ricorrere al parere degli artisti, magari dei futuristi che stanno andando per la maggiore…

Di fatto pare che la più probabile conclusione evidenzi che quello che succede è simile al tubo catodico di una TV, di prima era: elettroni accelerati si impattano con lo schermo e fanno un lampo.
Lo stesso avviene tra 5000 e 8000 km di quota e impattando la "ionosfera" (la parte superiore dell'atmosfera) eccitano le molecole di questi strati creando le "aurore".

Mi auguro di non essere stato abbagliato, troppo in autostrada, ma anche nella foresta della comunicazione.

Enzo Lo Scalzo
10 febbraio 2007



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