| TERRITORIO
E VITA DALLO SPAZIO Anche chi decide per una vita a due parte
per un viaggio e può scegliere: Se un giorno voglio solo andare a funghi
in una foresta alla ricerca di specie rare: Sentinel? Posso sposarlo e scegliere di condividere la mia libertà con lui, o posso chiamarlo in SOS con il primo distaccamento di soccorso alpino o forestale… ma come fare? In Italia aspettiamo fiduciosi, forse tra
due generazioni lo sapremo… Conifere e Sentinel La messa a punto di un algoritmo che consenta
l'interpretazione delle immagini relative alla conifera Picea abies (L.)
Kartens, nota come abete Norvegese, con rigore scientifico. L'abete cresce
nell'ecosistema boreale rappresentando una delle specie di piante più
diffuse della Terra e che pesano tanto nella complessa elaborazione del
ciclo del carbonio. Se tutto andrà bene, mostrando allo
spazio un rametto di Picea abies in caso di smarrimento nel bosco, si
potrà essere individuati e salvati da un mezzo di soccorso. E'
chiaro che per lo meno bisognerà uscire dal cono d'ombra dell'abete…Intanto
i CESSNA TU 206 dotati di "spettroradiometro" si stanno allenando! La Repubblica Ceca appena ne ha avuto la possibilità ha sottoscritto il Piano di cooperazione europea PECS per lo sviluppo delle applicazioni satellitari alle scienze ambientali e agronomiche terrestri delle immagini. L'istuto ISBE e l'Accademia delle Sienze della piccola repubblica non ha perso tempo per mettere a fuoco un programma promettente, lanciato ufficialmente lo scorso 9 febbraio. In pre-progetto dall'agosto al settembre 2006 si è svolta una campagna a tre livelli - a terra, in aereo e sul satellite - che ha documentato la raccolta a Bily Kris, sui monti Beskydy in Moravia-Slesia dei dati di riferimento. Il centro scientifico si è munito di sistemi di rilievo sofisticati dei flussi di CO2 tramite una torre di covarianza Eddy. Quindi sono stati monitorati tre tipi di abete, uno di 29 anni selezionati in un'area a vegetazione omogeneamente monotipica in filari regolari e due gruppi adulti, tra i 75 ed i 110 anni, da crescita irregolare per natura.
La sperimentazione a terra ha consentito di parametrare i modelli d trasferimento delle immagini per una identificazione precisa nella mappe ottenute dall'osservazione remota, ricostruite in riprese spettro-ottiche che tuttavia sono sensibili ad ogni input geometrico ed ottico che va ad influire sul risultato di risoluzione. Pertanto sono state caratterizzati localmente,
con ricchezza di ogni informazione utile, gli aghi degli abeti in campo,
la loro età e il potenziale dell'irradiazione tipico del tipo di
crescita. La sperimentazione dall'aereo ha consentito di parametrare immagini molto nitide ed accurate riprese dal radiospettrografo in 28 voli a tre quote per fissare tre livelli di risoluzione spaziale. Ognuna delle riprese ha consentito la costruzione di 5 scenari multi-angolari iperspettrali che saranno preziosi per la convalidazione dei nuovi algoritmi che sono in corso di elaborazione.
Tutti i dati sono all'esame dei ricercatori dell'ISBE in cooperazione con l'università Charles di Praga. Una volta approvate le elaborazioni, i dati verranno applicati nelle procedure di sviluppo ed ingrandimento di scala della valutazione quantitativa del contenuto totale di clorofilla e degli indici LAI della specie Picea abies delle foreste di mappate da Sentinel - 2…
La preparazione culturale e professionale mi induce a suggerire parallelismi di impostazione per suggerimenti utili a culture di frutta (meleti, vigneti) organizzati o allo stato pre-razionale, ma soprattutto all'olivo. La specificità dell'influenza di caratteristiche chimiche e geometriche degli aghi di Picea non sono certo superiori a quelle dei frutti sopramenzionati, con effetti di particolare differenziazione per il tempo di maturazione e raccolta…oltre che di salute per attacchi di fattori esterni di disturbo…
Se si trattasse di aurore boreali alle
nostre latitudini?
Fotografie e divulgazione scientifica sono interessantissime, ma non sono coerenti con la nosra missione. Gli studi durano a secoli, ma solo i satelliti ci stanno chiarendo qualche "perché", senza dovere ricorrere al parere degli artisti, magari dei futuristi che stanno andando per la maggiore… Di fatto pare che la più probabile
conclusione evidenzi che quello che succede è simile al tubo catodico
di una TV, di prima era: elettroni accelerati si impattano con lo schermo
e fanno un lampo. Mi auguro di non essere stato abbagliato, troppo in autostrada, ma anche nella foresta della comunicazione. Enzo Lo Scalzo |