SALUTE E BENESSERE

Salute: in Italia 1 bimbo su 3 sovrappeso, a Verona congresso Andid

In Italia un bambino su tre è sovrappeso e uno su dieci obeso con il rischio che nel 50% dei casi lo sia anche da adulto. Un dato che ci colloca al terzo e al quarto posto in Europa per la maggiore incidenza di bambini sovrappeso e obesi. Una condizione che inizia quasi dalla nascita: dati americani - fondamentali in proiezione futura - confermano che nel biennio 2009-2010 era obeso il 9,7% dei nuovi lattanti fino a 2 anni di età, ed il 16,9% fra i 2 e i 9 anni. Una situazione che dovrebbe essere prevenuta soprattutto a scuola. Ma la situazione italiana è allarmante: secondo l'indagine ''Okkio alla Salute' svolta recentemente nelle scuole dall'Istituto Superiore di Sanità, oggi il 70% dei bambini, tra scuole elementari e medie, pranza nella mensa dell'istituto, ma su circa 2200 scuole Italiane, solo il 68% di queste la possiede. E anche quando c'è, nessuno controlla cosa e quanto i ragazzi scelgono, specie fra i bambini fino agli 8-9 anni nei quali manca l'idea di porzione e di arco di tempo. Per sensibilizzare a questi importanti concetti è in arrivo nei prossimi mesi, edito dall'Istituto Scotti Bassani per la ricerca e l'informazione scientifica - Milano, un Atlante Fotografico rivolto agli operatori del settore e alla classe pediatrica, da utilizzare con bambini e genitori perché anche a casa la situazione non è migliore. A lanciare l'allarme è l'Andid, l'Associazione Nazionale dei Dietisti Italiani, in occasione del 24* Congresso Nazionale che si apre oggi a Verona. ''Se da un lato i menu sono, o almeno dovrebbero essere, preparati da un dietista, quindi bilanciati e adatti alla crescita dei bambini - spiega Giovanna Cecchetto, presidente dell'Andid- dall'altro raramente nelle sale mensa sono controllati gli abbinamenti dei cibi, e meno ancora si verifica che i bambini scelgano correttamente gli alimenti e completino i piatti''. Senza contare poi che merendine o patatine sono spesso lo spuntino preferito scelto dai genitori, che non controllano neppure l'alimentazione a colazione e a cena. Niente da stupirsi: ancora secondo i dati dell'Iss tra le madri di bambini in sovrappeso o obesi, il 36% non ritiene che il proprio figlio lo sia, mentre è solo il 29% a pensare che la quantità di cibo da lui assunta sia eccessiva. Dunque, ancora sottostimata è la ripercussione sulla salute dei chili di troppo accumulati da bambino che predispongono allo sviluppo della sindrome metabolica (ipertensione, obesità viscerale, diabete, fegato grasso) da adulto, diretta conseguenza di una scorretta l'alimentazione e di insufficiente attività fisica. Risultato: le problematiche iniziate e trascurate da bambini, inducono in età adulta a una presa di coscienza e alla modifica dello stile alimentare. Ma è spesso troppo tardi. Inoltre le migliaia di fantasiose diete e regimi alimentari - più o meno valide, quando non pericolose, diventate oggi uno dei più floridi ''mercati' mondiali - non aiutano.
''La prevenzione dell'obesità infantile - conclude Cecchetto - deve iniziare fin da neonati, favorendo il più possibile l'allattamento protratto al seno e tenendo sotto controllo l'eccessivo recupero di peso nei primi anni di vita. Studi scientifici hanno infatti dimostrato che quasi la metà di bambini obesi resteranno tali anche da adulti, favorendo però la prevalenza elevata alla sindrome metabolica, strettamente connessa al tipo di alimentazione, già in età adolescenziale''. (com-map/cam/rob – www.asca.it)


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