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Crisi: il 71% delle famiglie taglia l’essenziale, a partire dal cibo. Crollano ancora di più gli “sfizi”, per i dolci della domenica -11%
La Cia commenta i dati di Confcommercio del primo trimestre. La caduta del potere d’acquisto cambia le abitudini degli italiani dentro e fuori casa: 6 famiglie su 10 fanno spesa al discount, mentre calano drasticamente ristoranti e pasticcerie.
 
Ospite fissa nelle case degli italiani, la crisi costringe 16 milioni di famiglie a “tagliare” su sanità e cibo, riducendo i volumi della spesa alimentare. Ma se così spesso si è costretti a risparmiare sull’indispensabile, il superfluo diventa un lusso per pochi. Ed ecco che i pasti fuori casa diminuiscono nei primi tre mesi del 2013 di un ulteriore 2,8 per cento. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, commentando l’Indicatore dei consumi di Confcommercio del primo trimestre.
Il crollo del potere d’acquisto e l’aumento degli oneri fiscali cambiano le abitudini degli italiani dentro e fuori casa. E il risultato -spiega la Cia- è che si va sempre più al discount e sempre meno in giro per i peccati di gola. Il numero delle famiglie che fa spesa nelle “cattedrali del risparmio”, infatti, è arrivato a 13,8 milioni, mentre nell’ultimo anno -secondo un’indagine della Cia- si sono ridotte drasticamente le uscite a cena e i dolci della domenica, con un calo nei ristoranti (-5 per cento) e nelle pasticcerie (-11 per cento).
Vuol dire che la situazione economica degli italiani è sempre più delicata -ribadisce la Cia- e impone tagli importanti non solo sulla qualità ma anche sulla quantità dei prodotti acquistati, tanto che nel primo trimestre del 2013 la Confcommercio ha registrato un calo del 3 per cento su cibi e bevande.
E comunque, anche quando si lasciano invariati i volumi di spesa, la parola d’ordine è il risparmio. Per questo la “caccia” al prezzo più basso tra gli scaffali di supermercati e discount è diventata la regola. Tanto che secondo una ricerca Nielsen, offerte e sconti della Gdo valgono 14,6 miliardi di euro l’anno, che significa un risparmio medio di almeno 630 euro a famiglia nell’arco di dodici mesi. (www.cia.it)


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