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A caccia di terra

I diritti sulla terra sono un problema non solo per i paesi in via di sviluppo. Secondo una ricerca, condotta dal Transnational Institute, solo poche imprese riescono ad accaparrare vasti pezzi di terra nella Ue, grazie al sussidi pubblici. Riportiamo un articolo del Guardian che tratta lo scottante problema del land grabbing.

Secondo un rapporto pubblicato di recente alcune grandi imprese, speculatori, businessman stranieri e fondi pensionistici si stanno accaparrando vasti tratti di terra in Europa, proprio come accade nei paesi in via di sviluppo.
Imprese cinesi, sovrani mediorientali e hedge funds, oligarchi russi e giganti dell’agribusiness hanno, negli ultimi dieci anni, intensificato le acquisizioni di terreni. Secondo il rapporto questo sta impedendo alle persone normale di fare gli agricoltori e sta concentrando l'agricoltura e la ricchezza del territorio nelle mani di pochi.
Secondo una ricerca, condotta dal Transnational Institute, Via Campesina e altri, la metà di tutti i terreni agricoli dell’Ue è concentrata nel 3% delle grandi imprese agricole che hanno più di 100 ettari di terra. In alcuni paesi dell’Ue, la proprietà fondiaria è ineguale come in Brasile, Colombia e nelle Filippine.
Anche se sono decenni che gli agricoltori e piccoli proprietari si stanno allontanando dalle campagne, ora gli speculatori stanno acquistando vaste arre, si legge nel dettagliato rapporto.
Questo processo è chiaro nei paesi dell’ex Unione Sovietica. Oggi in Ucraina, vi sono dieci agro-aziende giganti che controllano circa 2,8 milioni ettari di terra. Un oligarca da solo controlla più di 500,000 ettari di terra. Vi sono grandi aziende cinesi in Bulgaria e imprese Medio Orientali che sono ora i principali produttori in Romania.
La concentrazione della proprietà terriera sta accelerando. In Germania, i 1,2 milioni di proprietari terriera nel 1966-67 si sono ridotti a soli 299.100 nel 2010. Di questi, la superficie coperta da aziende agricole con meno di due ettari si è ridotta da 123,679 ettari nel 1990 a solo 20,110 nel 2007.
In Italia, oggi, vi sono 33,000 aziende agricole che coprono 11m di ettari di terreni. In Francia più di 60.000 ettari di terreni agricoli si perdono ogni anni per costruire le strade, supermercati e favorire la crescita urbana. In Andalusia, Spagna, il numero di aziende è diminuito di più di due terzi: meno di 1m nel 2007. Nel 2010 il 2% dei proprietari terrieri possedeva metà della terra.
"Questa è una dinamica senza precedenti di concentrazione della terra e strisciante “land grabbing”. Il fenomeno ha peggiorato la situazione attuale in cui molti giovani vogliono rimanere o diventare agricoltori, ma non possono mantenere o ottenere l'accesso alla terra," ha dichiarato il prof. Jan Douwe van der Ploeg della Wageningen University, membro del team di ricerca.
Gli autori del rapporto sostengono che il processo di "land grab" è stato alimentato dalla Politica agricola comune (Pac), che ogni anno distribuisce un terzo di tutti i sussidi dell’Ue agli agricoltori, ma i fondi sono stati catturati dai grandi coltivatori.
"Nel 2011 in Italia, 0,29% delle aziende agricole ha avuto accesso al 18% di tutti gli incentivi della Pac, e lo 0,0001 di queste, o meglio 150 aziende agricole, ha ricevuto il 6% di tutti i sussidi. In Spagna, il 75% di tutte i sussidi sono stati presi dal 16% dei più grandi possidenti. Nel 2009 in Ungheria, l’8,6% delle aziende agricole ha ottenuto il 72% di tutti i sussidi agricoli ", ha sottolineato Van der Ploeg.
"Oggi in Europa sono tre i problemi più urgenti per quanto riguarda il territorio; la concentrazione della terra, “land grabbing” e l’ impossibilità per i giovani di mantenere o ottenere l'accesso alla terra per svolgere un agricoltura sostenibile – queste problematiche sono simili a quelli che vediamo in Africa, America Latina e in Asia oggi ".
Il rapporto suggerisce che, come in molti paesi in via di sviluppo, in Europa vi è una forte opposizione al land grabbing. Vi sono molte comunità che hanno occupato la terra. In Andalusia, contadini senza terra stanno occupando collettivamente i terreni e li stanno coltivando. A Vienna, i giovani stanno occupando abusivamente territori urbani fertili.
"La terra ha bisogno di essere vista come un bene pubblico. Dobbiamo ridurre la mercificazione della terra e promuovere la gestione pubblica di questa risorsa comune da cui tutti dipendiamo", ha dichiarato Jeanne Verlinden del Coordinamento Europeo Via Campesina. "La priorità dovrebbe essere data alla utilizzazione dei terreni da parte dei piccoli proprietari e per la produzione di cibo, piuttosto che consegnare la terra nelle mani degli interessi commerciali delle proprietà private."
(www.aiol.it)

 


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