Newsletter 78 / 3.11.2008


Vino e giovani
Brunello, la conferma del Consorzio: solo puro Sangiovese
Il mercato del miele in Italia
Halloween: la crisi economica non risparmia la zucca
L’Asta Mondiale del Tartufo bianco d’Alba alla X° Edizione
Chiude i battenti la settima edizione del Salone del Gusto



Vino e giovani
Sensibilizzare i giovani tra i 18 e i 30 anni ad un rapporto più adeguato con il vino, all'insegna di un consumo consapevole e moderato di un prodotto naturale, componente fondamentale della dieta mediterranea, simbolo ed espressione di un territorio, di tradizioni, storia e cultura. Questo è l'obiettivo che si prefigge "Vino e Giovani", un progetto speciale del ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e dell'Enoteca italiana che ha sede a Siena, in collaborazione con le Regioni e le Università.
Con lo slogan "Art de Vivre!", "Vino e Giovani" si svolgerà in alcune Università italiane, in particolare quelle di Toscana, Sicilia e Veneto. Il primo appuntamento è sabato 15 novembre all'ateneo di Siena. In programma, un convegno, degustazioni ed un incontro con la partecipazione di Gianna Nannini, produttrice di Igt Toscani.
L'evento è stato presentato durante una conferenza stampa che si è svolta il 29 ottobre a Roma presso il Mipaaf, alla presenza del ministro Luca Zaia.
"Il futuro del vino non può prescindere dall'avvicinamento dei giovani a questo prodotto. Ma tutto ciò deve avvenire nel modo corretto, per questo siamo dalla parte di chi promuove un consumo responsabile e di qualità". Con queste parole il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha espresso il proprio apprezzamento per la nuova edizione della campagna "Vino e Giovani".
"Le iniziative che coinvolgono i giovani sono strategiche", ha detto il Ministro. "È assurdo pensare che il comparto enologico possa prosperare senza dialogare con i giovani. Da parte nostra siamo un po' preoccupati perché dagli anni Cinquanta ad oggi il consumo di vino è quasi dimezzato, forse a favore di altro tipo di bevande più alcoliche che non vengono assunte per il puro piacere della convivialità. Per questo ben vengano le iniziative di educazione ad un uso consapevole da parte dei giovani".
"E i ragazzi, ha continuato Zaia, dimostrano di apprezzare il vino di qualità. Noi quindi abbiamo il compito di difendere questo prodotto di eccellenza con incisivi interventi di certificazione e di repressione, come è successo per il Brunello di Montalcino e il Nobile di Montepulciano. La nostra filosofia è quella del rigore assoluto, e lo abbiamo dimostrato in queste settimane con il sequestro di oltre 30.000 bottiglie di finto Amarone al porto di Livorno".
Il Ministro ha poi rivolto un "invito a tutti i produttori a continuare sulla strada della serietà", ricordando che "quest'anno l'Italia chiuderà la vendemmia con circa 50 milioni di ettolitri, attestandosi come prima realtà produttiva del mondo". "Siamo leader anche nella denominazione, ha ricordato Zaia, con 316 Doc, 40 Docg e 120 Igt. E dietro ogni etichettatura non solo c'è un disciplinare di produzione: c'è la storia di un territorio. Ecco perché il mondo intero da una parte ci ammira ma dall'altra ci invidia: perché siamo i veri leader del mercato enologico a livello mondiale".
"Forti di questi primati, ha detto il Ministro, in Europa ci siamo fatti sentire. Abbiamo ereditato un negoziato, quello sull'Ocm vino, che non ci trova d'accordo fino in fondo, e che non ha tenuto conto delle istanze del nostro Paese. Ora sono giornate cruciali per il tavolo negoziale relativo all'Health check, che chiuderemo il 18 e 19 novembre, una data importante per chi ha un'azienda agricola. Vi posso garantire che la trattativa va nella direzione giusta".
Alla conferenza, moderata dalla giornalista Susanna Petruni, hanno inoltre preso parte: Claudio Galletti, presidente Enoteca italiana, Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice programma "Comunicazione ed educazione alimentare", Josè Ramon Fernandez, segretario generale Ceev - Progetto europeo "Wine in Moderation. Art de vivre!", Giovanni La Via, assessore all'Agricoltura Regione Siciliana, Stefano Barzagli, dirigente Regione Toscana, Stefano Sisto, dirigente della Regione Veneto ed Omar Calabrese, dipartimento Scienze della comunicazione Università di Siena, con un video messaggio.
Galletti nel suo intervento ha inteso sottolineare la grande rilevanza di questo progetto. "Promuovere il consumo di vino tra i giovani, ha infatti affermato il presidente di Enoteca italiana, è un argomento molto delicato".
"Questo progetto, ha sottolineato Galletti, vuole comunicare il valore culturale ed anche economico del vino, in un Paese dove il settore agroalimentare è un vero e proprio punto di forza."
Rosa Bianco Finocchiaro si è soffermata, in particolare, sugli obiettivi del progetto: "Far conoscere ai giovani il mondo del vino: il territorio, la ruralità, la cultura gastronomica, i concetti di nutrizione e sicurezza alimentare, in poche parole, il nostro stile di vita; approfondire il rapporto tra le nuove generazioni ed i produttori; ed inoltre, ha continuato la Finocchiaro, imparare a riconoscere i vini di qualità e come abbinarli ai cibi".
Le azioni per riuscire a raggiungere tali obiettivi, ha spiegato la Finocchiaro, sono numerose e comprendono: un sito internet dedicato all'iniziativa; corsi di formazione; convegni organizzati nelle tre regioni coinvolte; corsi di degustazione; il concorso "Per Bacco", per trasmettere attraverso tutti i linguaggi tradizionali e multimediali un messaggio legato al mondo del vino; le "Viniadi", il primo campionato italiano per degustatori non professionisti; oltre ad azioni mirate che saranno organizzate, di volta in volta, in base alle diverse esigenze territoriali.
"L'Ue è il principale produttore di vino al mondo, come anche il primo esportatore mondiale di prodotti vitivinicoli", ha ricordato Josè Ramon Fernandez.
"Mentre le regioni mediterranee europee registrano il maggior consumo di alcol pro capite, ha continuato Fernandez, i modelli di consumo che recano meno danni alla salute possono essere osservati in queste stesse regioni: per esempio, le bevande alcoliche vengono consumate principalmente a casa durante i pasti, non nei bar o ristoranti e mai senza cibo."
"E' dunque fondamentale, ha concluso Fernandez, che i modelli di consumo dei maggiori paesi produttori diventino una norma in tutta Europa, una best practice".
( A.L.) www.politicheagricole.it
[Indice]


Brunello, la conferma del Consorzio: solo puro Sangiovese
Nessuna modifica al disciplinare del Brunello di Montalcino. Il 96% dei soci produttori ha votato no a qualsiasi ipotesi di modifica del disciplinare del rinomato vino. Anche per gli altri vini di Montalcino – Rosso, Moscadello e Sant’Antimo –confermati gli attuali disciplinari di produzione.
I produttori soci del Consorzio del Brunello di Montalcino si sono riuniti ieri (27 ottobre, Ndr) in assemblea nella cittadina toscana, per esprimersi con votazione in merito ai Disciplinari di produzione dei quattro vini tutelati dal Consorzio – Brunello di Montalcino Docg, Rosso di Montalcino Doc, Moscadello di Montalcino Doc e Sant’Antimo Doc.
Le schede di votazione prevedevano alcuni quesiti riguardanti la conferma o modifica dei singoli disciplinari di produzione relativamente ai vitigni e alla tecniche produttive utilizzate. Dallo spoglio delle schede, è risultata a larga maggioranza una conferma degli attuali disciplinari in corso, senza alcuna modifica riguardante i vitigni e le tecniche di produzione utilizzate.
In particolare per il disciplinare del Brunello di Montalcino, il 96% dei produttori si è espresso favorevole alla conferma del sangiovese in purezza, come unico vitigno per il prestigioso vino toscano.
Il confronto e la votazione dei soci si è resa necessaria al fine di consentire al mondo vitivinicolo montalcinese e a tutti i soggetti esterni interessati, di avere una indicazione chiara e certa sui disciplinari produttivi, dopo le recenti inchieste promosse da parte della procura della Repubblica di Siena.
A conclusione dei risultati di voto, Patrizio Cencioni, presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha dichiarato che la conferma dei disciplinari da parte dell’Assemblea dei soci produttori, con particolare riferimento al rispetto del “Disciplinare” del Brunello (Sangiovese in purezza), rappresenta, dopo mesi di incertezze e dibattiti, il primo vero punto di ripartenza per il Brunello e gli altri vini di Montalcino.
I quesiti sottoposti ai soci:
Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Brunello di Montalcino?
SI 30 NO 672
Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare del vino Rosso di Montalcino?
SI 160 NO 540
A prescindere dalle risposte date alle domande 1 e 2, sono favorevole ad apportare modifiche ad altre parti (abbassamento resa/ettaro, introduzione resa a ceppo, tagli tra annate, uso esclusivo del Mcr, ecc.) dei Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino, S.Antimo.
SI 228 NO 474
Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”, che raggruppi i Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino, la sciando il Sant’Antimo separato.
SI 6 NO 684
Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”, che raggruppi i Disciplinari dei vini Rosso di Montalcino, Moscatello di Montalcino e Sant’Antimo, lasciando il Brunello di Montalcino separato.
SI 118 NO 572

www.italiaatavola.net
[Indice]


Il mercato del miele in Italia
L'Italia non è autosufficiente per quello che riguarda la produzione di miele ed infatti circa il 50% del consumo è sostenuto da prodotto di importazione. La maggior parte del miele importato proviene da Paesi extraeuropei che sono più favoriti del nostro per le condizioni produttive legate all'ambiente e che hanno diversa struttura sociale ed economica: questo fa sì che i prodotti provenienti da questi Paesi arrivino sul mercato italiano ad un prezzo che è di molto inferiore al costo di produzione del miele in Italia.
Si importano soprattutto mieli millefiori dall'America latina, dall'Est europeo e dalla Cina; tra i mieli uniflorali il più importato è sicuramente quello di robinia (acacia), proveniente da Ungheria, Romania e Cina.
Per quanto riguarda la stagione apistica 2008, secondo i dati dell'Osservatorio nazionale della produzione e del mercato del miele, la produzione di quest'anno si sta rivelando scarsissima. Da una prima stima di massima, ottenuta con le rilevazioni condotte a luglio ed agosto, la produzione di miele nel 2008 è complessivamente inferiore di circa il 50% a quella media.
L'elevata mortalità invernale delle famiglie, i successivi diffusi fenomeni di avvelenamento e conseguente spopolamento degli alveari hanno infatti ridotto fortemente il patrimonio apistico italiano. Con una buona approssimazione si può stimare che solo poco più della metà degli alveari italiani sia in piena produzione. Sono in condizioni produttive quindi circa 600-650.000 alveari su un totale stimato pari a 1.200.000 alveari (stima 2006-2007). I restanti sono stati in gran parte persi per i problemi sopraindicati, in altri casi le famiglie di api sono talmente deboli e poco sviluppate da non riuscire a produrre miele.
A questa situazione si aggiunge l'annata disastrosa per quasi tutti i mieli, in gran parte causata dalle avversità meteorologiche, che hanno limitato pesantemente il raccolto fino ad annullarlo per alcuni mieli o in talune aree. Mieli come l'acacia e gli agrumi, che nelle annate favorevoli consentono raccolti fino a 50 kg/alveare, hanno raggiunto a stento medie di 10-15 kg/alveare. Il calo produttivo per la stagione in corso è perciò evidentissimo e si stima che la produzione del 2008 non supererà le 5-6 mila tonnellate.
E' chiaro che questo settore sta attraversando un forte momento di crisi strutturale ed è per questo che il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in questi mesi, ha prestato la massima attenzione ai problemi degli apicoltori e alle esigenze dell'intero comparto. Il 24 giugno, infatti, alla Camera è stato approvato il testo finale della manovra finanziaria che riconosce finanziamenti di 2 milioni di euro per l'apicoltura. Per quanto riguarda invece il problema della moria delle api dovuta all'utilizzo di alcuni fitofarmaci utilizzati nella concia delle sementi di mais, la Commissione consultiva prodotti fitosanitari ha deciso la sospensione temporanea in via cautelativa dell'utilizzo dei neonicotinoidi e di fopronil.
Arianna Latini - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
[Indice]



Halloween: la crisi economica non risparmia la zucca
La crisi economica colpisce anche Halloween. Quest’anno non c’è stato il solito “business stregato”. Gli oltre 8 milioni gli appassionati di questa festa di origine anglosassone si troveranno costretti a spendere di meno. Si sono ridimensionati i consumi di un fenomeno commerciale che negli anni è entrato prepotentemente nel nostro costume. E, quindi, le difficoltà congiunturali non risparmieranno le zucche nostrane. Le vendite di questo particolare prodotto agricolo, nonostante i prezzi sui campi si siano mantenuti stabili rispetto al 2007, non hanno registrare picchi di aumento in coincidenza di tale ricorrenza. Forse qualche eccezione per le zucche decorative che potrebbero segnare una leggera crescita (più 1,5 per cento). A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana agricoltori per la quale non sarà molto alta la febbre per la “notte delle streghe”, sia sul fronte degli acquisti di costumi, degli oggetti per addobbi, delle maschere che delle cene nei locali tra il 31 ottobre e il primo novembre. Si dovrebbe spendere intorno ai 290 milioni di euro, con un calo del 3-4 per cento nei confronti dell’anno passato.
La produzione nazionale di zucche -afferma la Cia- si attesta attorno ai 58-60 milioni di chili, il cui consumo si spalma nel corso dell’intero anno. Al di là della crisi, comunque, Halloween ha inciso sempre poco sul mercato. Negli anni passati, tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre si sono avuti aumenti non significativi delle vendite. Soltanto quelle decorative segnano degli incrementi, ma queste vengono utilizzate soprattutto nei locali e pochissimo nelle case, come invece avviene negli Stati Uniti e nell’Europa del Nord, dove è nata questa festa.
La zucca -rileva la Cia- è di origine americana. Insieme alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi importati dopo la scoperta dell'America. La coltivazione nazionale copre complessivamente una superficie di duemila ettari di terreno. Essi si trovano in Lombardia (Mantova, Cremona, Brescia), in Emilia-Romagna (Ferrara), in Veneto (Venezia) e nella Campania. Sono prodotti destinati al consumo alimentare. Negli ultimi anni è cresciuta la coltivazione di varietà di zucche a scopi ornamentali (possono pesare anche dai 300 ai 400 chili), vendute soprattutto per la festa di Halloween.
La zucca -sottolinea la Cia- ha un elevato contenuto d'acqua (94 per cento). E’ buono il contenuto di vitamina A (carotene) e di alcuni sali minerali (fosforo in particolare), discreto quello delle vitamine B, C e di potassio. Ha un buon potere glucidico e notevole è anche la presenza di fibre.
Tra le varietà da essa derivate, le più note sono la "Napoletana", a peponide verde chiaro, la "Zucca a Turbante", così chiamata per la sua caratteristica forma, la "Grigia di Boulogne"e la "Marina di Chioggia " (Zucca Barucca). La seconda, conosciuta anche come "zucca pepona" o "zucca torta" -frutti oblunghi, arcuati, rigonfi alle estremità, con peduncoli a sezione pentagonale- è di colore verde scuro o arancione ed ha polpa dolce e tenera. Le sue varietà più comuni sono: la "Piena di Chioggia" e la "Piena di Napoli".
Molti imprenditori agricoli -in particolare donne- in Italia si sono impegnati nella conservazione di alcune varietà tradizionali, come la zucca “Marina di Chioggia” del Veneto, la “zucca violina” della Valle del Mezzano a Ferrara, la zucca di Castellazzo Bormida in Piemonte e la “zucca lardaia” di Siena.
www.cia.it
[Indice]


L’Asta Mondiale del Tartufo bianco d’Alba alla X° Edizione
Domenica 9 novembre 2008, la X edizione dell’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba diffonderà il gusto più rappresentativo di Langa, abbinandolo al sapore più autentico della solidarietà. Il Castello di Grinzane Cavour (Alba) torna a collegarsi via satellite con altri luoghi del mondo, per l’asta benefica più attesa dell’anno.
Sarà uno speciale doppio lustro per l’incanto internazionale nato nel 1999, promosso dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, d’intesa con la Regione Piemonte e la Città di Alba.
L’Asta Mondiale non punta solo a far conoscere nel mondo il “bianco d’Alba”, ma rappresenta un annuale appuntamento con la solidarietà. I proventi, infatti, andranno a finanziare enti filantropici.
Il ricavato dell’Asta del 2007 è stato devoluto alla Fondazione per la Ricerca sul Cancro di Candiolo e all’Istituto “Mother’s Choise” di Hong Kong, che provvede a dare sostegno ai bambini orfani e alle giovani mamme in difficoltà.
I proventi della decima edizione raggiungeranno la sede di Tokyo della United Ways, (associazione umanitaria internazionale, che conta 1.300 organizzazioni in tutto il mondo che si occupano di restituire dignità, salute a famiglie in difficoltà, favorendo l’istruzione e l’ingresso nel mondo del lavoro), l'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo e, per la prima volta, verranno devoluti anche alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra, nata per raccogliere fondi da destinare alla struttura ospedaliera di Verduno.
Condurrà la decima edizione dell’Asta l’attore, regista televisivo e conduttore del tg satirico più irriverente della tv italiana, Ezio Greggio, che sarà accompagnato dalle nuove Veline di “Striscia la Notizia”, Federica Nargi e Costanza Caracciolo. Tra gli ospiti che hanno confermato la loro presenza Josefa Idem, campionessa olimpica di canoa ai Giochi di Pechino 2008, il cantautore Francesco Renga e la conduttrice e autrice Livia Azzariti. Saranno presenti altri personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura.
Le sedi d’Asta saranno tre: la Sala delle Maschere del Castello di Grinzane Cavour, Tokyo e Merano. Sarà in collegamento il Ritz Carlton Hotel di Tokyo: la capitale d’oriente raccoglierà il testimone lasciato, nella passata edizione, da Hong Kong. Lo chef Umberto Bombana, del Ritz Carlton di Hong Kong, noto locale attualmente in fase di ristrutturazione, raggiungerà Tokio in occasione dell’evento. Li, troverà ad attenderlo Shizuka Arakawa, la pattinatrice che ha vinto l’oro alle Olimpiadi Invernali di Torino nel 2006.
Il Tartufo Bianco d’Alba sarà battuto, in contemporanea, nella città che rappresenta la porta italiana per l’Europa centrale: Merano sarà la tappa mitteleuropea dell’evento, in occasione del Merano International WineFestival & Culinaria.
Ogni sede dell’Asta avrà cinque lotti da mettere all’incanto, ai quali và aggiunto un sedicesimo esemplare, il più prezioso di tutti, che verrà conteso in contemporanea nelle tre location.
Ogni anno i migliori esemplari battuti raggiungono cifre record. Nel corso della IX Asta, l’ultimo tartufo è stato assegnato per 143 mila euro.
A Grinzane Cavour l’inizio dell’Asta scoccherà alle ore 12.00, con la consegna del riconoscimento di “Ambasciatore del Tartufo Bianco d’Alba nel Mondo” a Heinz Beck, Executive Chef presso "La Pergola", Ristorante Gourmet del Cavalieri Hilton Roma. Originario di Friedrichshafen (Germania), Heinz Beck viene annoverato nel gotha della ristorazione europea. Genio culinario del miglior ristorante della Capitale, fregiato dalle due stelle Michelin nel 2001, ha ottenuto le tre stelle nel 2006.
Il worldwide live più esclusivo della stagione albese nacque nel 1999.
Da allora sono molti i personaggi che si sono avvicendati: Gérard Depardieu, Bruno Vespa, Cristina Parodi, Gerry Scotti, Magdi Allam, Massimo Giletti, Piero Chiambretti, Natasha Stefanenko, Alessandro Del Piero, Renato Pozzetto, Adriano Galliani, Giancarlo Magalli, Ricky Tognazzi, Simona Izzo e molti altri. Collabora ogni anno il “gastronauta” Davide Paolini.
Inoltre, molti nomi dell’alta ristorazione internazionale hanno ottenuto il riconoscimento di “Ambasciatore del Tartufo Bianco d’Alba nel Mondo”. Ricordiamo Ferran Adrià, Wolfgang Puck, Alain Ducas, Martin Berasategui e Jean-François Piège.
[Indice]



Chiude i battenti la settima edizione del Salone del Gusto
La conferenza stampa di chiusura del Salone del Gusto svoltasi oggi pomeriggio ha visto la presenza del presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, dell’assessore al Commercio, Turismo, Attività Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino Alessandro Altamura, e di Carlo Petrini, presidente Slow Food. A moderare Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia.
Roberto Burdese e Carlo Petrini hanno iniziato il loro intervento snocciolando le cifre relative all’affluenza: nei cinque giorni della manifestazione ci sono stati circa 180 000 passaggi, con un incremento del 4% rispetto alla scorsa edizione (proiezione delle ore 14.00, il dato può considerarsi pressoché definitivo). Aumento importante, considerato che, vista la crisi economica, ci si poteva aspettare una leggera flessione.
«Quello che però mi fa più piacere – sottolinea Carlo Petrini - è il forte incremento della presenza di giovani. In quello che qualcuno ha già definito “il Salone dei trentenni”, le adesioni di ragazzi al Movimento Slow Food sono addirittura sestuplicate. Inoltre, 2280 bambini, provenienti da 76 scuole, hanno partecipato alle attività didattiche di Orto in Condotta».
Ricca la presenza degli stranieri, stimata intorno al 25%: molti gli americani, ma anche tanto Oriente ed Est Europa. Ne è una curiosa dimostrazione la partecipazione di 35 stranieri su 40 persone a un Laboratorio del Gusto dedicato all’aceto balsamico tradizionale di Modena.
Il binomio tra enogastronomia e tematiche ambientali, che da sempre distingue il Salone da altre manifestazioni del settore, è risultato ancora una volta vincente: basta considerare il successo dell’iniziativa Strada Maestra e delle conferenze di Terra Madre al Salone; undici appuntamenti dal successo inaspettato, con persone spesso rimaste fuori nonostante la notevole capienza delle sale.
Riguardo al basso impatto ambientale del Salone, Burdese ha reso noto che – secondo l’Amiat - è stato differenziato circa il 60% dei 100 000 chili di rifiuti di cui si è stimata la produzione durante i cinque giorni di eventi. Quantitativo già fortemente ridimensionato (meno 90 000 chili) rispetto all’edizione 2006 grazie alle iniziative messe in atto in fase di progettazione e allestimento.
Carlo Petrini ha quindi concluso il suo intervento annunciando la volontà di Lingotto Fiere di Torino di allestire un quinto padiglione in tempo per l’edizione 2010 del Salone del Gusto e di Terra Madre: un modo per rendere ancora più fruibili e “ariose” le due manifestazioni. Una dichiarazione, peraltro, che non dà adito a dubbi sulla volontà, da parte di Slow Food e degli enti istituzionali, di mantenere Torino come sede degli eventi.
Il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ha espresso grande soddisfazione per l’aumento inaspettato delle presenze, considerando il periodo di crisi che stiamo attraversando: «Un risultato che va a sottolineare come il Salone sia considerato non solo un grande mercato ma prima di tutto luogo di scambio culturale. Inoltre, dall’incremento delle presenze di stranieri si può constatare come sia nata una rete di persone che abbraccia la stessa filosofia in diverse parti del mondo. E infatti l’appuntamento biennale del Salone rappresenta il momento per il confronto tra coloro che appartengono a un movimento di opinione internazionale. Questo aspetto, insieme alla compresenza dell’evento di Terra Madre, ci differenzia dagli altri saloni gastronomici. Non c’è dubbio che sia aumentato l’interesse ai prodotti tipici dei territori e ai sapori antichi, che tornano a essere presenti sulle tavole anche attraverso i 300 Presìdi Slow Food. Risulta vincente l’intreccio tra tutela dei prodotti, attenzione ai valori delle comunità contadine e attenzione al paesaggio e all’ambiente. Il passaggio tra la civiltà passata e il cibo è molto importante e bisogna saperne sottolineare l’innovazione».
A chiusura della conferenza, l’assessore Alessandro Altamura ha ricordato che: «Nonostante la congiuntura economica negativa, i dati in crescita sull’affluenza del pubblico, in particolare di quello con passaporto internazionale, ci esortano a sostenere sempre più la cultura dell’eccellenza enogastronomica e la promozione di questi territori. Siamo sempre più convinti che manifestazioni come queste abbiano una grande e positiva ricaduta sul tessuto economico e occupazionale di Torino e della regione. Vorrei aggiungere un ulteriore dato a quelli già illustrati: nei cinque giorni del Salone presso lo stand della Città sono stati distribuiti oltre 20 000 depliant d’informazione turistica e vendute più di 400 tessere Torino+Piemonte».
Ufficio Stampa – www.salonedelgusto.it
[Indice]

ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



IMPORTANTE
Tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Gli indirizzi E-Mail presenti nel nostro archivio elettronico provengono o da richieste di iscrizioni pervenute direttamente al nostro sito o dalla nostra sede. (D.L. 30/06/2003 n. 196). Il copyright di eventuali pittogrammi presenti nella notizia è dell’ASA e tutti i diritti sono riservati.
Le notizie da noi pubblicate sono state direttamente a noi inviate o selezionate da comunicati o articoli liberi da vincoli.
Per cancellarsi dalla mailing list inviare una email a
newsletter-unsubscribe@asa-press.com (lasciando l'oggetto ed il testo del messaggio vuoti) adoperando l’e-mail da eliminare dal nostro mailing.