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Vino e
giovani
Brunello,
la conferma del Consorzio: solo puro Sangiovese
Il mercato
del miele in Italia
Halloween:
la crisi economica non risparmia la zucca
L’Asta
Mondiale del Tartufo bianco d’Alba alla X° Edizione
Chiude
i battenti la settima edizione del Salone del Gusto

Vino
e giovani
Sensibilizzare
i giovani tra i 18 e i 30 anni ad un rapporto più adeguato
con il vino, all'insegna di un consumo consapevole e moderato di
un prodotto naturale, componente fondamentale della dieta mediterranea,
simbolo ed espressione di un territorio, di tradizioni, storia e
cultura. Questo è l'obiettivo che si prefigge "Vino
e Giovani", un progetto speciale del ministero delle Politiche
agricole alimentari e forestali e dell'Enoteca italiana che ha sede
a Siena, in collaborazione con le Regioni e le Università.
Con lo slogan "Art de Vivre!", "Vino e Giovani"
si svolgerà in alcune Università italiane, in particolare
quelle di Toscana, Sicilia e Veneto. Il primo appuntamento è
sabato 15 novembre all'ateneo di Siena. In programma, un convegno,
degustazioni ed un incontro con la partecipazione di Gianna Nannini,
produttrice di Igt Toscani.
L'evento è stato presentato durante una conferenza stampa
che si è svolta il 29 ottobre a Roma presso il Mipaaf, alla
presenza del ministro Luca Zaia.
"Il futuro del vino non può prescindere dall'avvicinamento
dei giovani a questo prodotto. Ma tutto ciò deve avvenire
nel modo corretto, per questo siamo dalla parte di chi promuove
un consumo responsabile e di qualità". Con queste parole
il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca
Zaia ha espresso il proprio apprezzamento per la nuova edizione
della campagna "Vino e Giovani".
"Le iniziative che coinvolgono i giovani sono strategiche",
ha detto il Ministro. "È assurdo pensare che il comparto
enologico possa prosperare senza dialogare con i giovani. Da parte
nostra siamo un po' preoccupati perché dagli anni Cinquanta
ad oggi il consumo di vino è quasi dimezzato, forse a favore
di altro tipo di bevande più alcoliche che non vengono assunte
per il puro piacere della convivialità. Per questo ben vengano
le iniziative di educazione ad un uso consapevole da parte dei giovani".
"E i ragazzi, ha continuato Zaia, dimostrano di apprezzare
il vino di qualità. Noi quindi abbiamo il compito di difendere
questo prodotto di eccellenza con incisivi interventi di certificazione
e di repressione, come è successo per il Brunello di Montalcino
e il Nobile di Montepulciano. La nostra filosofia è quella
del rigore assoluto, e lo abbiamo dimostrato in queste settimane
con il sequestro di oltre 30.000 bottiglie di finto Amarone al porto
di Livorno".
Il Ministro ha poi rivolto un "invito a tutti i produttori
a continuare sulla strada della serietà", ricordando
che "quest'anno l'Italia chiuderà la vendemmia con circa
50 milioni di ettolitri, attestandosi come prima realtà produttiva
del mondo". "Siamo leader anche nella denominazione, ha
ricordato Zaia, con 316 Doc, 40 Docg e 120 Igt. E dietro ogni etichettatura
non solo c'è un disciplinare di produzione: c'è la
storia di un territorio. Ecco perché il mondo intero da una
parte ci ammira ma dall'altra ci invidia: perché siamo i
veri leader del mercato enologico a livello mondiale".
"Forti di questi primati, ha detto il Ministro, in Europa ci
siamo fatti sentire. Abbiamo ereditato un negoziato, quello sull'Ocm
vino, che non ci trova d'accordo fino in fondo, e che non ha tenuto
conto delle istanze del nostro Paese. Ora sono giornate cruciali
per il tavolo negoziale relativo all'Health check, che chiuderemo
il 18 e 19 novembre, una data importante per chi ha un'azienda agricola.
Vi posso garantire che la trattativa va nella direzione giusta".
Alla conferenza, moderata dalla giornalista Susanna Petruni, hanno
inoltre preso parte: Claudio Galletti, presidente Enoteca italiana,
Rosa Bianco Finocchiaro, coordinatrice programma "Comunicazione
ed educazione alimentare", Josè Ramon Fernandez, segretario
generale Ceev - Progetto europeo "Wine in Moderation. Art de
vivre!", Giovanni La Via, assessore all'Agricoltura Regione
Siciliana, Stefano Barzagli, dirigente Regione Toscana, Stefano
Sisto, dirigente della Regione Veneto ed Omar Calabrese, dipartimento
Scienze della comunicazione Università di Siena, con un video
messaggio.
Galletti nel suo intervento ha inteso sottolineare la grande rilevanza
di questo progetto. "Promuovere il consumo di vino tra i giovani,
ha infatti affermato il presidente di Enoteca italiana, è
un argomento molto delicato".
"Questo progetto, ha sottolineato Galletti, vuole comunicare
il valore culturale ed anche economico del vino, in un Paese dove
il settore agroalimentare è un vero e proprio punto di forza."
Rosa Bianco Finocchiaro si è soffermata, in particolare,
sugli obiettivi del progetto: "Far conoscere ai giovani il
mondo del vino: il territorio, la ruralità, la cultura gastronomica,
i concetti di nutrizione e sicurezza alimentare, in poche parole,
il nostro stile di vita; approfondire il rapporto tra le nuove generazioni
ed i produttori; ed inoltre, ha continuato la Finocchiaro, imparare
a riconoscere i vini di qualità e come abbinarli ai cibi".
Le azioni per riuscire a raggiungere tali obiettivi, ha spiegato
la Finocchiaro, sono numerose e comprendono: un sito internet dedicato
all'iniziativa; corsi di formazione; convegni organizzati nelle
tre regioni coinvolte; corsi di degustazione; il concorso "Per
Bacco", per trasmettere attraverso tutti i linguaggi tradizionali
e multimediali un messaggio legato al mondo del vino; le "Viniadi",
il primo campionato italiano per degustatori non professionisti;
oltre ad azioni mirate che saranno organizzate, di volta in volta,
in base alle diverse esigenze territoriali.
"L'Ue è il principale produttore di vino al mondo, come
anche il primo esportatore mondiale di prodotti vitivinicoli",
ha ricordato Josè Ramon Fernandez.
"Mentre le regioni mediterranee europee registrano il maggior
consumo di alcol pro capite, ha continuato Fernandez, i modelli
di consumo che recano meno danni alla salute possono essere osservati
in queste stesse regioni: per esempio, le bevande alcoliche vengono
consumate principalmente a casa durante i pasti, non nei bar o ristoranti
e mai senza cibo."
"E' dunque fondamentale, ha concluso Fernandez, che i modelli
di consumo dei maggiori paesi produttori diventino una norma in
tutta Europa, una best practice".
( A.L.) www.politicheagricole.it
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Brunello,
la conferma del Consorzio: solo puro Sangiovese
Nessuna
modifica al disciplinare del Brunello di Montalcino. Il 96% dei
soci produttori ha votato no a qualsiasi ipotesi di modifica del
disciplinare del rinomato vino. Anche per gli altri vini di Montalcino
– Rosso, Moscadello e Sant’Antimo –confermati
gli attuali disciplinari di produzione.
I produttori soci del Consorzio del Brunello di Montalcino si sono
riuniti ieri (27 ottobre, Ndr) in assemblea nella cittadina toscana,
per esprimersi con votazione in merito ai Disciplinari di produzione
dei quattro vini tutelati dal Consorzio – Brunello di Montalcino
Docg, Rosso di Montalcino Doc, Moscadello di Montalcino Doc e Sant’Antimo
Doc.
Le schede di votazione prevedevano alcuni quesiti riguardanti la
conferma o modifica dei singoli disciplinari di produzione relativamente
ai vitigni e alla tecniche produttive utilizzate. Dallo spoglio
delle schede, è risultata a larga maggioranza una conferma
degli attuali disciplinari in corso, senza alcuna modifica riguardante
i vitigni e le tecniche di produzione utilizzate.
In particolare per il disciplinare del Brunello di Montalcino, il
96% dei produttori si è espresso favorevole alla conferma
del sangiovese in purezza, come unico vitigno per il prestigioso
vino toscano.
Il confronto e la votazione dei soci si è resa necessaria
al fine di consentire al mondo vitivinicolo montalcinese e a tutti
i soggetti esterni interessati, di avere una indicazione chiara
e certa sui disciplinari produttivi, dopo le recenti inchieste promosse
da parte della procura della Repubblica di Siena.
A conclusione dei risultati di voto, Patrizio Cencioni, presidente
del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, ha dichiarato che
la conferma dei disciplinari da parte dell’Assemblea dei soci
produttori, con particolare riferimento al rispetto del “Disciplinare”
del Brunello (Sangiovese in purezza), rappresenta, dopo mesi di
incertezze e dibattiti, il primo vero punto di ripartenza per il
Brunello e gli altri vini di Montalcino.
I quesiti sottoposti ai soci:
Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare
del vino Brunello di Montalcino?
SI 30 NO 672
Sono favorevole a modificare la base ampelografica del Disciplinare
del vino Rosso di Montalcino?
SI 160 NO 540
A prescindere dalle risposte date alle domande 1 e 2, sono favorevole
ad apportare modifiche ad altre parti (abbassamento resa/ettaro,
introduzione resa a ceppo, tagli tra annate, uso esclusivo del Mcr,
ecc.) dei Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso di
Montalcino, Moscatello di Montalcino, S.Antimo.
SI 228 NO 474
Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”,
che raggruppi i Disciplinari dei vini Brunello di Montalcino, Rosso
di Montalcino, Moscatello di Montalcino, la sciando il Sant’Antimo
separato.
SI 6 NO 684
Sono favorevole alla creazione di una nuova denominazione “Montalcino”,
che raggruppi i Disciplinari dei vini Rosso di Montalcino, Moscatello
di Montalcino e Sant’Antimo, lasciando il Brunello di Montalcino
separato.
SI 118 NO 572
www.italiaatavola.net
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Il
mercato del miele in Italia
L'Italia
non è autosufficiente per quello che riguarda la produzione
di miele ed infatti circa il 50% del consumo è sostenuto
da prodotto di importazione. La maggior parte del miele importato
proviene da Paesi extraeuropei che sono più favoriti del
nostro per le condizioni produttive legate all'ambiente e che hanno
diversa struttura sociale ed economica: questo fa sì che
i prodotti provenienti da questi Paesi arrivino sul mercato italiano
ad un prezzo che è di molto inferiore al costo di produzione
del miele in Italia.
Si importano soprattutto mieli millefiori dall'America latina, dall'Est
europeo e dalla Cina; tra i mieli uniflorali il più importato
è sicuramente quello di robinia (acacia), proveniente da
Ungheria, Romania e Cina.
Per quanto riguarda la stagione apistica 2008, secondo i dati dell'Osservatorio
nazionale della produzione e del mercato del miele, la produzione
di quest'anno si sta rivelando scarsissima. Da una prima stima di
massima, ottenuta con le rilevazioni condotte a luglio ed agosto,
la produzione di miele nel 2008 è complessivamente inferiore
di circa il 50% a quella media.
L'elevata mortalità invernale delle famiglie, i successivi
diffusi fenomeni di avvelenamento e conseguente spopolamento degli
alveari hanno infatti ridotto fortemente il patrimonio apistico
italiano. Con una buona approssimazione si può stimare che
solo poco più della metà degli alveari italiani sia
in piena produzione. Sono in condizioni produttive quindi circa
600-650.000 alveari su un totale stimato pari a 1.200.000 alveari
(stima 2006-2007). I restanti sono stati in gran parte persi per
i problemi sopraindicati, in altri casi le famiglie di api sono
talmente deboli e poco sviluppate da non riuscire a produrre miele.
A questa situazione si aggiunge l'annata disastrosa per quasi tutti
i mieli, in gran parte causata dalle avversità meteorologiche,
che hanno limitato pesantemente il raccolto fino ad annullarlo per
alcuni mieli o in talune aree. Mieli come l'acacia e gli agrumi,
che nelle annate favorevoli consentono raccolti fino a 50 kg/alveare,
hanno raggiunto a stento medie di 10-15 kg/alveare. Il calo produttivo
per la stagione in corso è perciò evidentissimo e
si stima che la produzione del 2008 non supererà le 5-6 mila
tonnellate.
E' chiaro che questo settore sta attraversando un forte momento
di crisi strutturale ed è per questo che il ministro delle
Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, in questi mesi,
ha prestato la massima attenzione ai problemi degli apicoltori e
alle esigenze dell'intero comparto. Il 24 giugno, infatti, alla
Camera è stato approvato il testo finale della manovra finanziaria
che riconosce finanziamenti di 2 milioni di euro per l'apicoltura.
Per quanto riguarda invece il problema della moria delle api dovuta
all'utilizzo di alcuni fitofarmaci utilizzati nella concia delle
sementi di mais, la Commissione consultiva prodotti fitosanitari
ha deciso la sospensione temporanea in via cautelativa dell'utilizzo
dei neonicotinoidi e di fopronil.
Arianna Latini - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Halloween:
la crisi economica non risparmia la zucca
La
crisi economica colpisce anche Halloween. Quest’anno non c’è
stato il solito “business stregato”. Gli oltre 8 milioni
gli appassionati di questa festa di origine anglosassone si troveranno
costretti a spendere di meno. Si sono ridimensionati i consumi di
un fenomeno commerciale che negli anni è entrato prepotentemente
nel nostro costume. E, quindi, le difficoltà congiunturali
non risparmieranno le zucche nostrane. Le vendite di questo particolare
prodotto agricolo, nonostante i prezzi sui campi si siano mantenuti
stabili rispetto al 2007, non hanno registrare picchi di aumento
in coincidenza di tale ricorrenza. Forse qualche eccezione per le
zucche decorative che potrebbero segnare una leggera crescita (più
1,5 per cento). A segnalarlo è la Cia-Confederazione italiana
agricoltori per la quale non sarà molto alta la febbre per
la “notte delle streghe”, sia sul fronte degli acquisti
di costumi, degli oggetti per addobbi, delle maschere che delle
cene nei locali tra il 31 ottobre e il primo novembre. Si dovrebbe
spendere intorno ai 290 milioni di euro, con un calo del 3-4 per
cento nei confronti dell’anno passato.
La produzione nazionale di zucche -afferma la Cia- si attesta attorno
ai 58-60 milioni di chili, il cui consumo si spalma nel corso dell’intero
anno. Al di là della crisi, comunque, Halloween ha inciso
sempre poco sul mercato. Negli anni passati, tra la fine di ottobre
e i primi giorni di novembre si sono avuti aumenti non significativi
delle vendite. Soltanto quelle decorative segnano degli incrementi,
ma queste vengono utilizzate soprattutto nei locali e pochissimo
nelle case, come invece avviene negli Stati Uniti e nell’Europa
del Nord, dove è nata questa festa.
La zucca -rileva la Cia- è di origine americana. Insieme
alla patata e al pomodoro, è stato uno dei primi ortaggi
importati dopo la scoperta dell'America. La coltivazione nazionale
copre complessivamente una superficie di duemila ettari di terreno.
Essi si trovano in Lombardia (Mantova, Cremona, Brescia), in Emilia-Romagna
(Ferrara), in Veneto (Venezia) e nella Campania. Sono prodotti destinati
al consumo alimentare. Negli ultimi anni è cresciuta la coltivazione
di varietà di zucche a scopi ornamentali (possono pesare
anche dai 300 ai 400 chili), vendute soprattutto per la festa di
Halloween.
La zucca -sottolinea la Cia- ha un elevato contenuto d'acqua (94
per cento). E’ buono il contenuto di vitamina A (carotene)
e di alcuni sali minerali (fosforo in particolare), discreto quello
delle vitamine B, C e di potassio. Ha un buon potere glucidico e
notevole è anche la presenza di fibre.
Tra le varietà da essa derivate, le più note sono
la "Napoletana", a peponide verde chiaro, la "Zucca
a Turbante", così chiamata per la sua caratteristica
forma, la "Grigia di Boulogne"e la "Marina di Chioggia
" (Zucca Barucca). La seconda, conosciuta anche come "zucca
pepona" o "zucca torta" -frutti oblunghi, arcuati,
rigonfi alle estremità, con peduncoli a sezione pentagonale-
è di colore verde scuro o arancione ed ha polpa dolce e tenera.
Le sue varietà più comuni sono: la "Piena di
Chioggia" e la "Piena di Napoli".
Molti imprenditori agricoli -in particolare donne- in Italia si
sono impegnati nella conservazione di alcune varietà tradizionali,
come la zucca “Marina di Chioggia” del Veneto, la “zucca
violina” della Valle del Mezzano a Ferrara, la zucca di Castellazzo
Bormida in Piemonte e la “zucca lardaia” di Siena.
www.cia.it
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L’Asta
Mondiale del Tartufo bianco d’Alba alla X° Edizione
Domenica
9 novembre 2008, la X edizione dell’Asta Mondiale del Tartufo
Bianco d’Alba diffonderà il gusto più rappresentativo
di Langa, abbinandolo al sapore più autentico della solidarietà.
Il Castello di Grinzane Cavour (Alba) torna a collegarsi via satellite
con altri luoghi del mondo, per l’asta benefica più
attesa dell’anno.
Sarà uno speciale doppio lustro per l’incanto internazionale
nato nel 1999, promosso dall’Enoteca Regionale Piemontese
Cavour, d’intesa con la Regione Piemonte e la Città
di Alba.
L’Asta Mondiale non punta solo a far conoscere nel mondo il
“bianco d’Alba”, ma rappresenta un annuale appuntamento
con la solidarietà. I proventi, infatti, andranno a finanziare
enti filantropici.
Il ricavato dell’Asta del 2007 è stato devoluto alla
Fondazione per la Ricerca sul Cancro di Candiolo e all’Istituto
“Mother’s Choise” di Hong Kong, che provvede a
dare sostegno ai bambini orfani e alle giovani mamme in difficoltà.
I proventi della decima edizione raggiungeranno la sede di Tokyo
della United Ways, (associazione umanitaria internazionale, che
conta 1.300 organizzazioni in tutto il mondo che si occupano di
restituire dignità, salute a famiglie in difficoltà,
favorendo l’istruzione e l’ingresso nel mondo del lavoro),
l'Istituto per la Ricerca e la Cura del Cancro di Candiolo e, per
la prima volta, verranno devoluti anche alla Fondazione Nuovo Ospedale
Alba-Bra, nata per raccogliere fondi da destinare alla struttura
ospedaliera di Verduno.
Condurrà la decima edizione dell’Asta l’attore,
regista televisivo e conduttore del tg satirico più irriverente
della tv italiana, Ezio Greggio, che sarà accompagnato dalle
nuove Veline di “Striscia la Notizia”, Federica Nargi
e Costanza Caracciolo. Tra gli ospiti che hanno confermato la loro
presenza Josefa Idem, campionessa olimpica di canoa ai Giochi di
Pechino 2008, il cantautore Francesco Renga e la conduttrice e autrice
Livia Azzariti. Saranno presenti altri personaggi del mondo dello
spettacolo e della cultura.
Le sedi d’Asta saranno tre: la Sala delle Maschere del Castello
di Grinzane Cavour, Tokyo e Merano. Sarà in collegamento
il Ritz Carlton Hotel di Tokyo: la capitale d’oriente raccoglierà
il testimone lasciato, nella passata edizione, da Hong Kong. Lo
chef Umberto Bombana, del Ritz Carlton di Hong Kong, noto locale
attualmente in fase di ristrutturazione, raggiungerà Tokio
in occasione dell’evento. Li, troverà ad attenderlo
Shizuka Arakawa, la pattinatrice che ha vinto l’oro alle Olimpiadi
Invernali di Torino nel 2006.
Il Tartufo Bianco d’Alba sarà battuto, in contemporanea,
nella città che rappresenta la porta italiana per l’Europa
centrale: Merano sarà la tappa mitteleuropea dell’evento,
in occasione del Merano International WineFestival & Culinaria.
Ogni sede dell’Asta avrà cinque lotti da mettere all’incanto,
ai quali và aggiunto un sedicesimo esemplare, il più
prezioso di tutti, che verrà conteso in contemporanea nelle
tre location.
Ogni anno i migliori esemplari battuti raggiungono cifre record.
Nel corso della IX Asta, l’ultimo tartufo è stato assegnato
per 143 mila euro.
A Grinzane Cavour l’inizio dell’Asta scoccherà
alle ore 12.00, con la consegna del riconoscimento di “Ambasciatore
del Tartufo Bianco d’Alba nel Mondo” a Heinz Beck, Executive
Chef presso "La Pergola", Ristorante Gourmet del Cavalieri
Hilton Roma. Originario di Friedrichshafen (Germania), Heinz Beck
viene annoverato nel gotha della ristorazione europea. Genio culinario
del miglior ristorante della Capitale, fregiato dalle due stelle
Michelin nel 2001, ha ottenuto le tre stelle nel 2006.
Il worldwide live più esclusivo della stagione albese nacque
nel 1999.
Da allora sono molti i personaggi che si sono avvicendati: Gérard
Depardieu, Bruno Vespa, Cristina Parodi, Gerry Scotti, Magdi Allam,
Massimo Giletti, Piero Chiambretti, Natasha Stefanenko, Alessandro
Del Piero, Renato Pozzetto, Adriano Galliani, Giancarlo Magalli,
Ricky Tognazzi, Simona Izzo e molti altri. Collabora ogni anno il
“gastronauta” Davide Paolini.
Inoltre, molti nomi dell’alta ristorazione internazionale
hanno ottenuto il riconoscimento di “Ambasciatore del Tartufo
Bianco d’Alba nel Mondo”. Ricordiamo Ferran Adrià,
Wolfgang Puck, Alain Ducas, Martin Berasategui e Jean-François
Piège.
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Chiude i battenti la settima edizione del Salone del Gusto
La
conferenza stampa di chiusura del Salone del Gusto svoltasi oggi
pomeriggio ha visto la presenza del presidente della Regione Piemonte
Mercedes Bresso, dell’assessore al Commercio, Turismo, Attività
Produttive e Marketing Urbano della Città di Torino Alessandro
Altamura, e di Carlo Petrini, presidente Slow Food. A moderare Roberto
Burdese, presidente Slow Food Italia.
Roberto Burdese e Carlo Petrini hanno iniziato il loro intervento
snocciolando le cifre relative all’affluenza: nei cinque giorni
della manifestazione ci sono stati circa 180 000 passaggi, con un
incremento del 4% rispetto alla scorsa edizione (proiezione delle
ore 14.00, il dato può considerarsi pressoché definitivo).
Aumento importante, considerato che, vista la crisi economica, ci
si poteva aspettare una leggera flessione.
«Quello che però mi fa più piacere – sottolinea
Carlo Petrini - è il forte incremento della presenza di giovani.
In quello che qualcuno ha già definito “il Salone dei
trentenni”, le adesioni di ragazzi al Movimento Slow Food
sono addirittura sestuplicate. Inoltre, 2280 bambini, provenienti
da 76 scuole, hanno partecipato alle attività didattiche
di Orto in Condotta».
Ricca la presenza degli stranieri, stimata intorno al 25%: molti
gli americani, ma anche tanto Oriente ed Est Europa. Ne è
una curiosa dimostrazione la partecipazione di 35 stranieri su 40
persone a un Laboratorio del Gusto dedicato all’aceto balsamico
tradizionale di Modena.
Il binomio tra enogastronomia e tematiche ambientali, che da sempre
distingue il Salone da altre manifestazioni del settore, è
risultato ancora una volta vincente: basta considerare il successo
dell’iniziativa Strada Maestra e delle conferenze di Terra
Madre al Salone; undici appuntamenti dal successo inaspettato, con
persone spesso rimaste fuori nonostante la notevole capienza delle
sale.
Riguardo al basso impatto ambientale del Salone, Burdese ha reso
noto che – secondo l’Amiat - è stato differenziato
circa il 60% dei 100 000 chili di rifiuti di cui si è stimata
la produzione durante i cinque giorni di eventi. Quantitativo già
fortemente ridimensionato (meno 90 000 chili) rispetto all’edizione
2006 grazie alle iniziative messe in atto in fase di progettazione
e allestimento.
Carlo Petrini ha quindi concluso il suo intervento annunciando la
volontà di Lingotto Fiere di Torino di allestire un quinto
padiglione in tempo per l’edizione 2010 del Salone del Gusto
e di Terra Madre: un modo per rendere ancora più fruibili
e “ariose” le due manifestazioni. Una dichiarazione,
peraltro, che non dà adito a dubbi sulla volontà,
da parte di Slow Food e degli enti istituzionali, di mantenere Torino
come sede degli eventi.
Il presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso ha espresso
grande soddisfazione per l’aumento inaspettato delle presenze,
considerando il periodo di crisi che stiamo attraversando: «Un
risultato che va a sottolineare come il Salone sia considerato non
solo un grande mercato ma prima di tutto luogo di scambio culturale.
Inoltre, dall’incremento delle presenze di stranieri si può
constatare come sia nata una rete di persone che abbraccia la stessa
filosofia in diverse parti del mondo. E infatti l’appuntamento
biennale del Salone rappresenta il momento per il confronto tra
coloro che appartengono a un movimento di opinione internazionale.
Questo aspetto, insieme alla compresenza dell’evento di Terra
Madre, ci differenzia dagli altri saloni gastronomici. Non c’è
dubbio che sia aumentato l’interesse ai prodotti tipici dei
territori e ai sapori antichi, che tornano a essere presenti sulle
tavole anche attraverso i 300 Presìdi Slow Food. Risulta
vincente l’intreccio tra tutela dei prodotti, attenzione ai
valori delle comunità contadine e attenzione al paesaggio
e all’ambiente. Il passaggio tra la civiltà passata
e il cibo è molto importante e bisogna saperne sottolineare
l’innovazione».
A chiusura della conferenza, l’assessore Alessandro Altamura
ha ricordato che: «Nonostante la congiuntura economica negativa,
i dati in crescita sull’affluenza del pubblico, in particolare
di quello con passaporto internazionale, ci esortano a sostenere
sempre più la cultura dell’eccellenza enogastronomica
e la promozione di questi territori. Siamo sempre più convinti
che manifestazioni come queste abbiano una grande e positiva ricaduta
sul tessuto economico e occupazionale di Torino e della regione.
Vorrei aggiungere un ulteriore dato a quelli già illustrati:
nei cinque giorni del Salone presso lo stand della Città
sono stati distribuiti oltre 20 000 depliant d’informazione
turistica e vendute più di 400 tessere Torino+Piemonte».
Ufficio Stampa – www.salonedelgusto.it
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore

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