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Costi della
carne e latte alle stelle. Record per mai e soia.
Il made
in Lombardia conquista la Cina
Export
vino, un freno nel primo trimestre 2008
Coltivare
il futuro": il mondo del biologico si confronta al 16°
congresso Ifoam
Incidenti
lavoro: bene il Tavolo sulla sicurezza
Le abitudini
alimentari del tifoso

Costi
della carne e latte alle stelle. Record per mai e soia.
Un
nuovo record storico viene fatto segnare dai prezzi del mais e della
soia che rappresentano la principale fonte per l'alimentazione degli
animali negli allevamenti e fanno dunque schizzare alle stelle i
costi di produzione di carne e latte nelle stalle. Lo rende noto
la Coldiretti nel riferire che se il mais ha raggiunto per la prima
volta la quotazione record di 7,42 dollari a bushel (oltre 17 centesimi
di euro al chilo) mentre la soia si è assestata a 15,58 dollari
per bushel (38 centesimi al chilo) per le consegne a luglio alla
chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta la borsa di
riferimento per il mercato dei prodotti agricoli. L'alimentazione
- sottolinea la Coldiretti - incide per quasi un terzo nei costi
di allevamento degli animali destinati alla produzione di latte
e carne con i rincari di mais e soia che si sommano a quelli derivati
dal petrolio di energia e gasolio che in Italia ha fatto registrare
un aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno. Una situazione
insostenibile per gli allevatori che venerdì 20 giugno 2008
alle ore 10,30 a Torino in piazza CLN davanti alla Fontana del Po
porteranno in piazza i propri maiali che vengono pagati poco piu’
di 1,2 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre
i cittadini sono costretti a pagare oltre 24 euro al chilo il prosciutto.
A spingere i prezzi verso l’alto sono state le notizie governative
sugli effetti dell’alluvione nel Mid West dove è stato
sommerso dall’acqua il 10 per cento del terreno a coltivazioni
di mais dell’Iowa considerato il granaio degli Stati Uniti.
Il record fatto segnare dal mais e dalla soia ha trascinato - precisa
la Coldiretti - anche orzo e grano che hanno fatto segnare un forte
balzo in avanti nelle quotazioni. Un andamento che, dopo il calo
dei mesi scorsi, potrebbe rappresentare - secondo la Coldiretti
- una inversione di tendenza con i prezzi delle materie prime agricole
che riprendono ad aumentare per effetto delle informazioni sugli
andamenti dei raccolti mondiali minacciati da maltempo e siccità.
Ammontano a 1,2 milioni gli ettari di terreno coltivati a mais colpiti
dall’alluvione negli Stati Uniti da dove partono - precisa
la Coldiretti - il 60 per cento del mais, un terzo della soia e
un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale. Ma difficoltà
si registrano anche in altri Paesi produttori come in Cina dove
si sono già verificati allagamenti nel Guangdong, una importante
zona agricola, dove si produce riso, frutta e verdura con 860mila
ettari di terreno danneggiati. La mancanza di pioggia, peraltro,
ha costretto l'Australia a tagliare del 9 per cento le sue stime
sul raccolto di grano, dopo che il mese di maggio è stato
il più asciutto degli ultimi anni.
La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti
climatici, l’aumento del benessere in economie emergenti come
la Cina e l’India e la crescita della popolazione si traduce
- sostiene la Coldiretti - in una maggiore richiesta di sicurezza
alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione
che richiede un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia
e un ruolo piu' centrale da svolgere per l'agricoltura che - sottolinea
la Coldiretti - ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità
di cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre - conclude
la Coldiretti - investire nella produzione agricola per dare stabilità
ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle
diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato
devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere
meno dipendenti dalle esportazioni.
www.coldiretti.it
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Il
made in Lombardia conquista la Cina
Il
progetto Crossroads "Where Lombard tradition meets chinese
taste", che ha per obiettivo quello di promuovere la conoscenza
dei prodotti lombardi con marchio di qualità, si è
concluso a Pechino nei giorni scorsi. Il progetto ha l'ambizione
di avvicinare due culture culinarie molto diverse, ricche e radicate
nel proprio territorio. La Regione Lombardia, Unioncamere e Consorzio
per la tutela del Formaggio Grana Padano sono coloro che per primi
hanno avuto l'intuizione di questo progetto e che si sono impegnati
per realizzarlo concretamente, seguendone con cura e attenzione
ogni fase dello sviluppo.
"La Cina e i cinesi hanno scoperto e apprezzato i prodotti
agroalimentari della Lombardia. Formaggi, salumi, vini, solo per
citare alcune delle tipicità della nostra Regione, sono stati
assoluti protagonisti della missione istituzionale organizzata dall'assessorato
all'Agricoltura insieme a Unioncamere e al Consorzio Grana Padano".
Viviana Beccalossi, vicepresidente e assessore all'Agricoltura,
ha così sintetizzato il successo di Crossroads.
La realizzazione di questo progetto è stata affidata allo
chef Giancarlo Piccarreta di Icif (International culinary institute
for foreigners) che, coordinando una equipe di 8 cuochi provenienti
da differenti province della Cina, ha brillantemente superato la
sfida, giungendo alla creazione di 40 ricette fusion cino- italiane
dove i sapori lombardi, come i formaggi, l'olio extra vergine d'oliva
del Garda, i cereali, la carne, i salumi e i vini, si armonizzano
perfettamente con i profumi orientali. In particolare il Grana Padano
si è rivelato altamente versatile e adatto a valorizzare
i piatti cinesi, esaltandone la bontà. In questa esplorazione
gastronomica non potevano certo mancare i vini Doc lombardi, bianchi
e rossi, provenienti da varie zone tipiche di produzione, che hanno
reso perfetta l'esperienza gustativa.
Sono stati quindi proposti involtini primavera fritti con crema
di gorgonzola, manzo stufato con la polenta taragna, polpette di
maiale in brodo chiaro profumato al Franciacorta e, ancora, pollo
al curry con sformato di riso al Grana Padano. Le ricette sono state
racchiuse nel volume "Il gusto lombardo sulla via d'Oriente",
che è stato presentato durante la missione a Pechino e distribuito
agli operatori del settore che hanno un'attività in Cina.
All'interno di un'ottica di scambio e arricchimento reciproco, sono
state inserite nel volume anche 20 ricette tipiche della tradizione
lombarda (come "i pizzoccheri", la "cotoletta alla
milanese" e la "cassoeula"), con l'intento di far
conoscere in modo più completo la cultura di questa regione.
Giuliana Cornelio, dirigente dell'assessorato e responsabile regionale
del progetto e della missione a Pechino ha sottolineato: "
in Cina abbiamo proposto un approccio nuovo, direi assolutamente
innovativo. I cinesi hanno compreso come i nostri prodotti possono
'fondersi' ed integrarsi con il loro modo di cucinare".
Viviana Beccalossi ha inoltre affermato: "siamo riusciti a
far capire che il made in Lombardia in Cina può trovare gli
spazi che merita anche attraverso percorsi nuovi ed accattivanti,
consentendogli di conquistare, in vista delle Olimpiadi di Pechino
2008, il podio dell'eccellenza".
Due ricerche effettuate a sostegno del progetto hanno inoltre confermato
l'interesse dei consumatori cinesi per i prodotti di origine italiana
e il gradimento di queste innovative pietanze fusion.
"Nonostante si tratti di una popolazione lontana dalla nostra
cultura, ha concluso Giuliana Cornelio, abbiamo verificato sul campo
che esistono tutte le potenzialità per affermare i sapori
e le peculiarità della buona tavola di Lombardia. E' stata
un'occasione importante per l'intera filiera di un comparto che
si conferma leader incontrastato sul territorio nazionale e che
anche in Cina ha dimostrato di poter ottenere ulteriori successi
livello internazionale".
Arianna Latini - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Export
vino, un freno nel primo trimestre 2008
Nel
primo trimestre del 2008, secondo i dati preliminari diffusi dall'Istat,
l'export italiano di vini è stato di 3.9 milioni di ettolitri
di vini, il 9,1% in meno rispetto al corrispondente periodo dell'anno
scorso mentre in valore è aumento del 7,7% per un importo
pari a 798 milioni di euro, trainati da un prezzo medio in salita
del 18,6%, a 2,02 euro al litro. Lo sottolinea in un comunicato
l'Unione italiana vini
Sempre secondo l'Uiv, a livello di macroaree l'Unione europea ha
segnato una performance negativa in volumi (-12%), ma positiva in
valori (+8,4%), mentre è stabile l'export verso i Paesi terzi,
fermi a +0,5% in volumi, ma comunque in crescita del 7% in valori.
I cali più consistenti, sempre per quanto riguarda i volumi,
si segnalano in Germania (-12%), Francia (-26%) e Regno Unito (-9%).
In calo anche l'Austria, la Repubblica Ceca e l'Est europeo in generale,
con il mercato russo che segna una forte battuta d'arresto: -63%
in volume e -26% in valore.
In leggera crescita, continua la nota, invece gli Usa (+2,3% e +3,2
a volumi e valori), mentre vanno bene Canada (+6% e + 12%), Giappone
(+7,6 e + 12%) e Svizzera (+1,6% e +11%).
Buone notizie dall'Oriente, trainato da Corea del Sud, Hong Kong,
Cina e India, e dal Centro e Sudamerica, dove crescono ancora Brasile
e Messico.
Per Andrea Sartori, presidente dell'Unione italiana vini dopo l'andamento
per nulla entusiasmante dell'ultimo trimestre del 2007 la flessione
in questa prima frazione dell'anno era attesa. "Io non spiegherei
il fenomeno con il fattore euro, sottolinea , in quanto gli Stati
Uniti, dove ci si aspettava un calo per via del rapporto con il
dollaro debole, dimostrano di saper tenere"
Secondo Sartori bisogna invece spostare l'attenzione sul fatto che,
"a differenza degli altri competitor, sia europei che extra
Ue, l'Italia è l'unico Paese ad aver aumentato, e non di
poco, il prezzo medio del prodotto, specie sui prodotti e le varietà
più richieste. Oggi, in uno scenario economico internazionale
difficile, con una crisi finanziaria globale di cui non s'intravede
la coda, con certi prezzi rischiamo di non essere competitivi".
www.politicheagricole.it
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"Coltivare
il futuro": il mondo del biologico si confronta al 16°
congresso Ifoam
Organizzato
da Ifoam (la Federazione internazionale che riunisce i movimenti
per l'agricoltura biologica di 108 Paesi) e da ModenaBio2008, un
consorzio creato dalla Provincia di Modena e da Aiab (Associazione
italiana per l'agricoltura biologica) dell'Emilia-Romagna, l'appuntamento
– promosso con il sostegno del ministero delle Politiche agricole,
alimentari e forestali, del ministero dell'Ambiente e della Regione
Emilia Romagna – richiamerà a Modena i protagonisti
internazionali dell'agricoltura biologica, dell'economia e della
cultura sostenibile.
Dal 18 al 20 giugno, ricercatori, tecnici, agricoltori e produttori
si riuniranno per fare il punto e tracciare le linee guida del movimento
biologico internazionale. A ispirare il lavoro dei congressisti
saranno le prolusioni dei principali protagonisti della cultura
sostenibile mondiale che, a partire dalle preconferenze tematiche
in programma lunedì 16 e martedì 17, interverranno
nelle sessioni plenarie.
Le conferenze si svolgeranno in 15 sedi nel solo comune di Modena,
altre quattro in provincia. Sede principale sarà il Parco
Novi Sad dove all'interno di una grande tenso struttura saranno
allestiti la sala plenaria, l'esposizione dei poster, i punti di
registrazione e informazione, la sala stampa riservata ai circa
cento giornalisti accreditati (una trentina quelli stranieri), e
l'area espositiva con gli stand delle aziende sponsor e partner.
Dal 18 al 20 giugno saranno illustrate oltre 400 presentazioni orali
e 350 poster, che rappresentano i più recenti risultati di
ricerca scientifica del biologico, del settore alimentare e non.
Nelle sessioni parallele i temi affrontati saranno argomenti come
biodiversità, educazione alimentare, giustizia sociale, politiche
di supporto all'agricoltura biologica, mercati, sicurezza alimentare,
donne e cooperazione allo sviluppo.
www.ifoam.org
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Incidenti
lavoro: bene il Tavolo sulla sicurezza
La
convocazione urgente delle parti sociali e l’apertura del
tavolo sulla sicurezza è un segnale forte che va nella direzione
di mettere in campo tutti i soggetti (parti sociali, istituzioni,
Inail, Ispesl), tutte le forze e gli strumenti possibili perché
eventi tragici, come quelli di Mineo, si verifichino sempre di meno.
E’ quanto sottolinea la Cia-Confederazione italiana agricoltori.
E’ di particolare importanza il richiamo fatto dal ministro
del Welfare Maurizio Sacconi alla bilateralità e alla condivisione;
approccio, questo, indispensabile per gestire la sicurezza sul lavoro
in modo efficace e rispetto al quale la Cia è già
attivamente impegnata (accordo Inail-Agriform su piano triennale
di prevenzione per l’agricoltura).
Piena disponibilità ha poi dato la Cia a raggiungere tempestivamente
l’avviso comune sulla sicurezza, proposto da Sacconi.
Tutto ciò -a giudizio della Cia- va inserito in un contesto
virtuoso di regole che dovrà necessariamente portare ad una
revisione del T.U. nelle parti che risultano più carenti
a raggiungere l’obiettivo prevenzione, vale a dire semplificazione
degli adempimenti, miglioramento della qualità e coordinamento
delle attività ispettive, modulazione delle sanzioni e, infine,
adeguati incentivi alle imprese, mirati soprattutto alla formazione
ed informazione.
Su questo ultimo aspetto la Cia auspica che si dia presto seguito
agli incentivi (riduzione contributi Inail del 20 per cento) previsti
dalla legge 247/07 per le aziende ove non si verificano infortuni,
nonché che si trovi una soluzione per sbloccare parte delle
risorse che derivano dagli avanzi di gestione dell’Inail.
www.cia.it
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Le abitudini alimentari del tifoso
Le
grandi manifestazioni internazionali legate al pallone, in un Paese
calciomane come il nostro, divengono spesso – per i tifosi,
gli appassionati e le molte loro vittime – una sorta di rito
collettivo; assurgono a manifestazione di identità nazionale;
trasformano il periodo durante il quale si svolgono (in genere una
quindicina di giorni) in un momento quasi sospeso, che diverge da
tutti gli altri e durante il quale ogni attenzione, ogni chiacchiera,
persino l’organizzazione della propria giornata non può
prescindere dalla consultazione del calendario delle partite e/o
dagli infiniti dibattiti televisivi che ne seguono (esempio di dialogo:
«Ci vediamo domani sera?». «Sei pazzo? C’è
l’imperdibile Polonia-Croazia in differita sul terzo canale!»)..
Ovviamente, tutto ciò ha un inevitabile riflesso anche a
tavola. Intanto, per alcuni, in positivo: i disinteressati e gli
alternativi, se anche buongustai, approfitteranno di quella serata
che vede protagonista la nazionale italiana per prenotare con successo
il famoso ristorante altrimenti off limits. Stiano semmai attenti
che, per l’occasione, anche il famoso chef decida di seguire
di meno i fornelli e di più quanto accade allo stadio...
Per coloro che invece tifosi lo sono, eccome, le scelte sono comunque
numerose. Il classico dei classici è la pizza take away,
per una serata di fronte al video con gli amici (unica controindicazione:
problemi al fegato al decimo giorno). I canoni dell’alimentazione
tradizionale del tifoso “in famiglia”, invece, sono
stati fissati in modo indelebile da quello straordinario ritratto
dell’eterna Italietta piccolo borghese che è Fantozzi:
vestagliona di flanella, Peroni ghiacciata, frittatona di cipolle
(e rutto libero)! Le possibili varianti sono sempre in tema nazionalistico:
spaghetti a volontà (meglio se tricolori: nell’ordine
pesto, burro e pomodoro), abbacchio, parmigiana di melanzane, mozzarelle…
Cedere alla tentazione di un gazpacho o di una choucrute potrebbe
comportare accuse di collaborazionismo con il nemico da parte dei
fan più radicali della nazionale di Roberto Donadoni.
Proprio in questi giorni abbiamo però appreso che tutte queste
abitudini alimentari – con le quali bene o male generazioni
di tifosi sono sopravvissuti, riuscendo perlopiù a superare
indenni gli inevitabili stress alle coronarie – sono tutt’altro
che ideali. «Quando seguiamo in televisione la nostra squadra
del cuore – ci ha infatti spiegato la nutrizionista milanese
Evelina Flachi - possiamo essere soggetti ad un vero e proprio stress
emotivo, anche se positivo, come provano due importanti studi scientifici»,
condotti guarda caso proprio in Svizzera, sede degli Europei di
calcio in corso. Il possibile aumento dlele temperature di questi
giorni, inoltre, proverebbe ulteriormente l’organismo del
tifoso acceso, favorendone così la disidratazione. Ecco perché
– conclude la Flachi - per fare il pieno di energia e di liquidi
quando siamo riuniti davanti alla tv per una partita dell'Italia,
è meglio privilegiare succhi di frutta: «Un succo Ace,
a base di carota, arancia e limone, oltre ad essere poco calorico
(42 calorie per 100 ml), è una vera bevanda vitaminizzata,
che può contribuire a reintegrare vitamine e sali minerali,
per avere ogni giorno la carica giusta. Grazie all'apporto di vitamina
C, vitamina E ed al beta-carotene, precursore della vitamina A,
è inoltre un valido complemento nutrizionale per la nostra
dieta. Queste tre vitamine, come dimostrano studi scientifici internazionali,
sono valutate tra i più importanti antiossidanti che esistono
in natura. Perciò la possibilità di assumerli insieme
può favorire le funzioni metaboliche, proteggere i tessuti
dagli effetti dannosi dei radicali liberi e svolgere, quindi, un’azione
preventiva verso molte patologie degenerative, favorite dall'ossidazione
organica». Pur di godere di un gol senza il rischio-infarto,
accettiamo il consiglio, ci procureremo Ace in quantità.
Però, con tutto il rispetto, in caso di vittoria finale il
Franciacorta, che faccia bene o no, è già in frigor.
Carlo Passera – www.asa-press.com
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore

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