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Newsletter 6 / 10.04.2007


Premiati due giornalisti ASA al Vinitaly 2007
AIS, FISAR, ASSOENOLOGI ed ASA - Al Vinitaly importante riunione
Agricoltura prossimo futura: che cosa ne pensa il consumatore?
Un ruolo chiave svolto dalla Regione Piemonte
Pasqua come tradizione
Salmonella, inutili allarmismi


Premiati due giornalisti ASA al Vinitaly 2007

Giovedì 29 marzo 2007 la giornalista toscana ASA Marzia Morganti Tempestini è stata insignita del prestigioso titolo di "Benemerito della Vitivinicoltura Italiana" con la consegna della Gran Medaglia di Cangrande. Il riconoscimento è stato assegnato su proposta dell'assessore all'Agricoltura della regione Toscana Susanna Cenni.
Domenica 1 Aprile 2007 è stato invece consegnato al Presidente ASA Roberto Rabachino il premio "Al protagonista della Comunicazione 2007 - Premio Arte Spumantistica Carpenè Malvolti". Il premio consisteva in una pergamena accompagnata da una preziosa Magnun della serie "Arte Spumantistica" per l'occasione personalizzata con il nome del Presidente ASA. “Ritiro questo premio – dichiara il Presidente ASA – a nome e per conto di tutti i comunicatori della mia Associazione. Questo riconoscimento sarà di stimolo per migliorarci e per proseguire all’insegna dell’ etica e della professionalità”.
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AIS, FISAR, ASSOENOLOGI ed ASA - Al Vinitaly importante riunione

A Verona, durante la manifestazione del Vinitaly 2007, nella giornata di Domenica 1 Aprile 2007 presso lo stand del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, presente il responsabile settore vitivinicolo di Buonitalia spa - Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Giorgio Serra, si sono ritrovate le più importanti associazioni professionali del comparto enoico e della comunicazione di settore.
Erano presenti, oltre al responsabile di Buonitalia spa,:
- Terenzio Medri, presidente nazionale AIS - Associazione Italiana Sommeliers
- Vittorio Cardaci Ama, presidente nazionale FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori
- Roberto Rabachino, presidente nazionale ASA - Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
- Giuseppe Martelli, direttore generale ASSOENOLOGI
- Nicola Masiello, v.presidente nazionale FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori
- Maristella Mangiarotti, capo ufficio sede centrale AIS - Associazione Italiana Sommeliers
- Mario Del Debbio, segretario nazionale FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori
L'incontro, fortemente voluto dal Direttore Generale Assoenologi Giuseppe Martelli e dal Presidente ASA Roberto Rabachino, daràl via al percorso che vedrà AIS e FISAR - rispettose della propria indipendenza ed identità richiedere ed iniziare l'iter di legge per il riconoscimento professionale giuridico della figura del sommelier. Le due associazioni hanno anche evidenziato la necessità di fare blocco comune per partecipare attivamente alle iniziative di carattere internazionale mettendo al servizio delle Istituzioni la propria conoscenza ed il proprio personale.
L'Associazione Stampa Agroalimentare Italiana si è resa disponibile a fornire la propria professionalitàel campo della comunicazione.
Assoenologi si è offerta per dare il suo fondamentale contributo nella formazione professionale del sommelier per il comparto a lei riconducibile. www.asa-press.com [Indice]


Agricoltura prossimo futura: che cosa ne pensa il consumatore?

Ognuno di noi consuma quotidianamente dei prodotti alimentari. Eppure l'origine, la terra, l'agricoltura, nell'immaginario collettivo hanno un posto molto ristretto, un'immagine piuttosto polverosa e offuscata. Né certe pubblicità bucoliche riescono a trasmettere un vero amore per la natura, una reale comprensione del comparto agroalimentare così come è, oggi, né tantomeno del lavoro degli operatori nel settore.
Ma è utile che il consumatore sappia di più sull'origine del cibo che arriva sulla sua tavola? Ed è interessato a sapere, o può essere coinvolto?
L'Università degli Studi di Milano, Facoltà di Agraria, in collaborazione con Bayer CropScience e con il patrocinio del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha incaricato GfK Eurisko a condurre un'indagine sul tema Sicurezza e innovazione in agricoltura: la percezione del consumatore. I dati emersi da questa indagine, presentati durante un convegno al Circolo della Stampa, Milano, il 26 marzo 2007, sono molto interessanti e, per molti versi, incoraggianti.
Ne emerge, per esempio, che l'84 % degli italiani riconosce i benefici di una dieta ricca di frutta e verdura. Il 71% ritiene che i prodotti agricoli di origine italiana siano più sicuri di quelli provenienti dai paesi esteri, eppure il 68% degli intervistati si dichiara confuso e vuole sapere di più sulle nuove tecniche di produzione agricola e chiede di avere riferimenti autorevoli.
Le Facoltà di Agraria sono in grado di dare delle risposte ai consumatori sia attraverso la formazione degli studenti, sia per mezzo delle loro ricerche, condotte secondo canoni di correttezza e imparzialità. Dice Giorgio Castelli, presidente del Consiglio di Coordinamento Didattico del Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Agrarie: "Siamo convinti della opportunità di un sempre più stretto rapporto tra il mondo universitario, il mondo produttivo e l'utente finale, ovvero il consumatore. Questo evento ne è un ottimo esempio."
Durante lo stesso evento è stata presentata la nuova collana di libri "Coltura e Cultura" realizzata da ART in stretta collaborazione con Bayer CropScience. La collana prevede 12 volumi ed ha come primo scopo quello di far conoscere i valori della produzione agralimentare italiana, della sua storia e degli stretti legami con il territorio.
Gudrun Dalla Via [Indice]


Un ruolo chiave svolto dalla Regione Piemonte

Un sistema più rigoroso di controllo e tracciabilità, esteso a tutti i vini a denominazione di origine sia controllata che garantita, offrirà al consumatore la migliore garanzia sull’origine del prodotto e sul pieno rispetto dei disciplinari di produzione. E’ questo il significato del Decreto Ministeriale sul controllo della produzione dei VQPRD (vini di qualità prodotti in regioni determinate), firmato dal Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro nei giorni scorsi.
“L’emanazione del Decreto – afferma l’assessore all’Agricoltura Mino Taricco - costituisce motivo di particolare soddisfazione per la Regione Piemonte e per me personalmente, in qualità di coordinatore delle Regioni per la filiera vitivinicola, avendo lavorato a lungo per portare a compimento un progetto impegnativo, che ha visto l’attiva partecipazione delle istituzioni e dell’intera filiera nello sforzo comune di tutelare e valorizzare le produzioni di qualità.”
Il Decreto prevede la possibilità di avvalersi, per i controlli, di una pluralità di soggetti: Consorzi di Tutela e loro associazioni, Enti pubblici, organismi privati. Questo consentirà di sfruttare al meglio le sinergie esistenti nei diversi territori, rispetto all’attuale struttura produttiva e organizzativa del comparto: sarà infatti la filiera vitivinicola a presentare alla Regione la proposta di individuazione del soggetto incaricato di svolgere i controlli.
Alla Regione, in un rapporto di leale ed efficace collaborazione con il Ministero, viene assegnato un importante ruolo nella certificazione dei soggetti incaricati, nel loro coordinamento e nella vigilanza sull’attività svolta.
“Questo Decreto, oltre a rilanciare il ruolo delle regioni – sottolinea Taricco – costituisce il compimento di tutto l’impianto normativo realizzato in questi decenni sulle denominazioni di origine, che sono state la chiave di volta del risanamento della viticoltura italiana. Inoltre rappresenta l’avvio di un percorso per la revisione della legge 164/92, la legge quadro per la viticoltura, introducendo il principio di “terzietà” dei controlli. Ovvero, ci sarà un soggetto terzo, tra produttori e consumatori, riconosciuto da Ministero e Regioni, che garantirà la qualità dei nostri prodotti per l’utente finale. Ritengo che questo sia un risultato fondamentale per rilanciare e rinnovare l’alleanza tra il mondo della produzione e il pubblico dei consumatori e degli appassionati di vino di qualità.”
Valentina Archimede – Ufficio Stampa Ass. Agricoltura Regione Piemonte [Indice]


Pasqua come tradizione

Supera i due miliardi di euro la spesa alimentare degli italiani per Pasqua. Con un vero trionfo per i prodotti tipici e le uova. Agli acquisti di vino destinati circa 400 milioni di euro.
All'insegna della tradizione la Pasqua degli italiani. Con prodotti tipici e legati al territorio: salumi, formaggi, agnello e dolci. In tutto spenderanno 1,8 miliardi di euro che in aggiunta ai 400 milioni destinati ai vini arrotondano la cifra a due miliardi di euro.
Secondo la Cia-Confederazione italiana agricoltori questa cifra non si discosta molto da quella dell'anno scorso ( più 3,5%): 290 milioni di euro per pane, paste e dolci; 380 milioni di euro per i formaggi; 520 milioni di euro per salumi, insaccati, agnelli e carni; 260 milioni di euro per ortofrutticoli (in particolare, carciofi, asparagi, radicchio) e per i legumi; 270 milioni di euro per l'olio d'oliva. Da non dimenticare, poi, le uova che durante la settimana santa se ne consumeranno più di 380 milioni, soprattutto per preparare i classici dolci pasquali, per una spesa complessiva che si aggira attorno ai 70 milioni di euro.
E sul consumo delle uova ritorna anche la Coldiretti che parla di circa 380 milioni di uova "ruspanti" consumate per Pasqua, in ricette tradizionali e in prodotti artigianali e industriali, il 3,1% in più rispetto al 2006.
E poi c'è naturalmente il trionfo dei prodotti tipici, di cui il nostro Paese ha la leadership in Europa con 159 prodotti. Dop e Igp rappresentano un giro d'affari di 9 miliardi di euro, pari al 105 della produzione lorda vendibile agricola nazionale e offrono lavoro, tra attività dirette e indotto, a più di 300 mila persone
Si va dal prosciutto di Parma, elenca la Cia, a quello di San Daniele, dal culatello di Zibello al capocollo, alla soppressata di Calabria, dallo speck dell'Alto Adige al Lardo d'Arnaud della Val d'Aosta, dal gorgonzola al Parmigiano Reggiano, al Grana Padano, al Pecorino Romano e Sardo, dalla mozzarella di bufala campana al caciocavallo Silano, al carciofo romanesco, al radicchio rosso di Treviso, all'asparago bianco di Cimadolmo, dall'olio di oliva di Brisighella a quelli di Canino, del Cilento, della Riviera Ligure, della Sabina, dell'Umbria, delle Valli Trapanasi e della Terra di Bari, al pane casereccio di Genzano e di Altamura al miele della Lunigiana.
Marta Tairona - www.agricolturaitalianaonline.gov.it [Indice]


Salmonella, inutili allarmismi

Ancora una volta l'avicoltura italiana è vittima di una campagna di stampa che provoca sconcerto nei consumatori. Le organizzazioni di categoria rassicurano sulla situazione sanitaria del nostro sistema produttivo costantemente sotto controllo.
Le organizzazioni di categoria intervengono compatte per evitare inutili allarmismi nell'opinione pubblica a seguito delle ultime notizie diffuse dalla stampa e dai media televisivi che si riconducono ad una ricerca dell'Efsa sull'incidenza della salmonella negli allevamenti di pollame europei.
"Sono fuorvianti ed inutilmente allarmanti le notizie apparse circa l'indagine della Ue sulla salmonella negli allevamenti di pollame" dichiara la Confagricoltura sottolineando ancora che "la situazione sanitaria del nostro sistema produttivo era, e rimane, assolutamente sotto controllo".
L'Organizzazione degli imprenditori agricoli fa notare che lo studio dell'Efsa è stato condotto su casi accertati in allevamento 3 settimane prima della macellazione e "non tiene conto delle cure che, all'insorgere della malattia, vengono praticate per garantire che gli animali messi in commercio siano assolutamente sani". Inoltre, spiega ancora "lo studio è condotto sui polli da carne, quindi l'avvertenza di bollire le uova, per quanto corretta, è fuori luogo".
La ricerca europea, conclude la Confagricoltura, "è indicativa della diffusione di tali batteri in determinate tipologie di allevamenti medio piccoli e assolutamente non rappresenta una denuncia o un allarme per le nostre produzioni, che hanno raggiunto altissimi livelli di salubrità".
"Occorre evitare inutili allarmismi che danneggiano solo un settore che a fatica sta uscendo da una crisi senza precedenti" sottolinea anche la Cia-Confederazione italiana agricoltori .
La situazione sanitaria degli allevamenti avicoli italiani, ribadisce la Cia, "è sotto controllo e notizie come quelle diffuse sono fuorvianti e rischiano di allontanare ancora una volta, peraltro in modo ingiustificato, i consumatori dalle carni avicole".
La Cia rassicura "per i consumatori nessuna paura in quanto i polli italiani sono sicuri. Gli allevamenti del nostro Paese sono sottoposti a rigidi e continui controlli e garantiscono qualità e salubrità e soprattutto il benessere animale".
Per la Coldiretti "la necessità di garantire la massima sicurezza degli alimenti in commercio non deve tradursi in allarmismi ingiustificati che rischiano di determinare gravi conseguenze su mercati di prodotti come il pollo e le uova".
Secondo la Coldiretti l'indagine dell'Efsa è "poco significativa considerato che in Italia sono stati verificati solo 313 allevamenti (il 2 per cento del totale) sui circa 6000 presenti, dei quali 2213 con piu' di cinquemila animali.
"Serve dunque maggiore senso di responsabilità nella divulgazione delle informazioni per evitare semplificazioni inutili dal punto di vista scientifico che gettano nel panico i consumatori" rimarca l'organizzazione. "Come hanno confermato le autorità sanitarie nazionali, che controllano in modo capillare gli allevamenti, continua la Coldiretti, il fenomeno della salmonella in Italia è ben noto e tenuto sotto controllo".
La Coldiretti puntualizza ancora che "a preoccupare è sopratutto l'effetto psicologico che tali notizie possono avere sui consumi in un periodo come quello pasquale che è determinante per il settore delle uova e le carni avicole". E ricorda che il settore era appena uscito da una drammatica crisi determinata proprio dalla psicosi da influenza aviaria che aveva fatto crollare i consumi provocando perdita di posti di lavoro e la chiusura di numerosi allevamenti. In Italia operano infatti 6000 allevamenti, 173 macelli, 517 imprese di prima e seconda lavorazione che danno complessivamente lavoro a 180mila addetti, per un fatturato complessivo di 3,5 miliardi di euro.
Marta Tairona - www.agricolturaitalianaonline.gov.it [Indice]

ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore




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