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Newsletter 59 / 19.5.2008


Passaggio di consegne al Ministero all’Agricoltura
Roma: Best Sommelier in the World – WSA
Soia e girasoli perdono terreno
Igp solo per la Carota dell'Altopiano del Fucino
Inflazione: crolla consumo di pane e pasta
Pollo al cloro: dal “via libera” Ue un business da 200 milioni di dollari per le “lobby”


Passaggio di consegne al Ministero all’Agricoltura
Luca Zaia è il nuovo ministro all’agricoltura. Unico sottosegretario di stato è Antonio Buonfiglio.
Il 13 maggio a si è svolto il passaggio di consegne tra il ministro uscente e il nuovo titolare del Dicastero dell'Agricoltura. All'ingresso del Palazzo dell'Agricoltura il picchetto d'onore del Corpo forestale dello Stato ha saluto De Castro e Zaia che sono poi saliti al primo piano per la semplice cerimonia dell'insediamento del nuovo ministro.
Erano presenti i vertici istituzionali con il capo dipartimento delle Politiche di sviluppo economico e rurale, Giuseppe Ambrosio, il capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali, Salvatore Petroli, l'ispettore capo dell'Ispettorato centrale per il controllo della qualità dei prodotti agroalimentari, Giuseppe Serino, il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, il Comandante dei Carabinieri delle Politiche agricole e alimentari, Pasquale Muggeo. Paolo De Castro lascia il testimone al neo ministro veneto dopo averlo ricevuto, a sua volta, da Gianni Alemanno il 18 maggio 2006. Fu quello infatti il primo giorno al Palazzo dell'Agricoltura del professore Paolo De Castro che aveva salutato l'evento come "un ritorno in famiglia". Tecnico, molto conosciuto negli ambienti del mondo agroalimentare, Paolo De Castro era stato infatti già titolare del Dicastero dell'Agricoltura durante i due governi di Massimo D'Alema, dal 21 ottobre 1998 al 25 aprile 2000. De Castro ha governato l'Agricoltura in un periodo non certamente facile, impegnandosi in difficili battaglie a Bruxelles per affermare il ruolo dell'Italia nei negoziati per l'Ocm vino e ortofrutta e scendendo in campo in più occasioni nel complesso dibattito sullo "stato di salute" della Pac, tanto per ricordare le sfide comunitarie più impegnative, portando il suo contributo di tecnico prestato all'agricoltura. Notevole anche il suo impegno nel corso del cammino della Finanziaria 2008 per ritagliare margini di manovra più ampi per il sistema agroalimentare, anche in funzione di una maggiore internazionalizzazione del nostro sistema imprenditoriale.
Anche Luca Zaia, come fu per Paolo De Castro, si trova davanti tra i primissimi impegni il Consiglio dei ministri dell'agricoltura della Ue il prossimo 19 maggio. Un battesimo di fuoco che sembra non preoccupare però il giovane neo ministro veneto che sin dalle prime dichiarazioni rilasciate alla stampa ha dimostrato di avere le idee ben chiare e di voler essere il ministro di tutta l'Agricoltura italiana.
Fonte Mipaaf

Al Ministro MIPAAF On. Luca Zaia
Caro Luca, l’augurio mio e di tutti i colleghi è quello di buon lavoro.
Auspico un rinnovato rapporto tra il tuo dicastero e i mezzi di comunicazione di settore.
Coerenza e trasparenza insieme ad una rinnovata ed efficace valorizzazione del comparto agroalimentare possono contribuire al definitivo rilancio delle nostre produzioni.
Da parte nostra la rinnovata disponibilità.
Caro Ministro, ad maiora!
Milano, 9 maggio 2008
Testo del telegramma inviato da Roberto Rabachino – Presidente ASA

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Roma: Best Sommelier in the World – WSA
Sabato 24 Maggio 2008 il Cavalieri Hilton di Roma ospiterà le finali del grande Concorso che incoronerà il Miglior Sommelier del Mondo - WSA. Il programma sarà unico e vedrà il confronto tra le professionalità di ragazzi Sommelier provenienti da 13 Paesi del Mondo:
Andrew Connor (New Zealand), Manuel Moreira (Portogallo), Yuniko Ushio (Giappone), Luca Gardini (Italia), Leandro Emanuel Orona (Argentina), Roger Viusà (Spagna), Milan Krejci (Rep. Ceca), Gabriele Rappo (Inghilterra), Byung-Kyun Yoo (Korea), Isabelle Le Balpe (Francia), Aldo Shom (U.S.A.), Gerardo Tèllez Zamorano (Messico) e Romano Thierry (Andorra).
Di questi Sommelier, tre i finalisti che verranno presentati alle ore 16,00 di sabato 24 maggio 2008; immediatamente a seguire, le interessanti e avvincenti prove che porteranno alla proclamazione del Miglior Sommelier del Mondo 2008 – Best Sommelier in the World 2008, che avverrà nella splendida Terrazza degli Aranci alle 22,30 durante la Cena di Gala organizzata in onore dei vincitori.
Sarà anche attribuito il prestigioso Premio al Miglior Sommelier del Mondo 2008 Comunicatore del Vino e del Cibo.
Al termine delle prove dei finalisti, presumibilmente alle ore 18,00, è organizzata la degustazione di 40 etichette a rappresentare tutti i Paesi del Mondo del vino di qualità.
wsa@worldwidesommelier.com
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Soia e girasoli perdono terreno
L'Ismea (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) ha portato avanti, in collaborazione con l'Unione seminativi, un'indagine per riuscire a fare una valutazione qualitativa e quantitativa delle semine di semi oleosi nel 2008. Tale indagine è stata realizzata attraverso una rete di rilevazione, formata da esperti ed operatori del settore, a cui sono stati sottoposti dei questionari, indirizzati a raccogliere informazioni sull'annata in corso.
Secondo quindi i dati emersi dall'indagine, gli investimenti nazionali a soia dovrebbero ridursi quest'anno a 106 mila ettari circa contro gli oltre 130 mila del 2007, facendo segnare una contrazione del 18,6%. Tale contrazione, sottolinea l'Ismea, è generalizzata a livello territoriale ed appare più evidente in Veneto, con una riduzione degli investimenti del 18%, e Lombardia, dove si registra una diminuzione del 9%, rispetto al Friuli Venezia Giulia che perde solo il 5%. Di rilievo invece appare la flessione che si prospetta in Emilia Romagna, regione che dovrebbe quasi dimezzare i propri investimenti portandosi quest'anno al di sotto dei 10 mila ettari.
Le ragioni del calo degli investimenti a soia sono da attribuire alla maggiore diffusione del frumento, in conseguenza sia delle favorevoli condizioni climatiche dell'autunno 2007 che del forte aumento dei prezzi di vendita. Inoltre, nell'ambito delle colture primaverili, sembrerebbe che gli agricoltori abbiano preferito investire a mais in ragione della maggiore redditività rispetto alla soia.
Come sottolineato dall'Ismea, gli agricoltori hanno comunque prospettato di ricorrere alle semine di soia come secondo raccolto, facendo intravedere così, la possibilità che il calo delle semine nel 2008 risulti più contenuto.
Per ciò che concerne il girasole, l'Ismea prevede una contrazione delle superfici dedicate a questa pianta dell'8,2%, corrispondente, in valore assoluto, in una perdita di 10 mila ettari.
La flessione degli investimenti fa riferimento in larga parte alla riduzione delle semine registrata in Toscana (-13%) e Umbria (-5%) che, congiuntamente, hanno perso più di 5 mila ettari, sui 10 mila in meno rilevati a livello nazionale. In controtendenza, invece, le Marche, dove è attesa una crescita di quasi il 5% rispetto alle superfici investite nel 2007.
Il girasole non ha quindi riscosso l'interesse dell'agricoltore che ha preferito investire nel frumento, soprattutto in quello duro, maggiormente redditizio.
Anche l'Istat ha condotto un'indagine relativa alle intenzioni di semina delle principali colture erbacee, evidenziando un consistente calo delle superfici nazionali a semi oleosi, in linea con i risultati ottenuti dall'Ismea.
www.ismea.it
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Igp solo per la Carota dell'Altopiano del Fucino
La Carota dell'Altopiano del Fucino Igp, riconosciuta con Regolamento Ce n. 148 del 15 febbraio 2007, è l'unica varietà di carota a fregiarsi del marchio europeo di qualità Igp.
La zona di produzione della Carota dell'Altopiano del Fucino è l'intero comprensorio dell'Altopiano del Fucino, in provincia dell'Aquila. La coltivazione delle carote in pieno campo in queste zone è iniziata nel 1950.
I notevoli redditi assicurati dalla coltura hanno destato l'interesse degli agricoltori, che hanno così inserito la carota nella rotazione colturale classica della zona, determinando così un allungamento della rotazione colturale, cosa che ha ridotto notevolmente fenomeni negativi come le proliferazioni di patologie o il fenomeno della stanchezza del terreno, che tanti problemi arrecavano alle colture del Fucino. Il successo raggiunto da tale coltura è individuabile anche nel grado di preferenza e nella notorietà che questa produzione riscontra nei mercati nazionali ed esteri.
I dati di produzione della carota dell'Altopiano del Fucino Igp sono pari a circa 1,5 milioni di quintali annui, quantitativo che rappresenta mediamente il 30% della produzione nazionale, il 5% della produzione europea e l'1% di quella mondiale.
La Carota dell'Altopiano del Fucino Igp, all'atto della commercializzazione, deve avere la forma della radice prevalentemente cilindrica con punta arrotondata, priva di peli radicali e assenza di cicatrici profonde nei punti di emissione del capillizio, epidermide liscia e colore arancio intenso su tutta la radice.
La grandissima disponibilità di prodotto ha favorito anche la realizzazione di impianti di trasformazione della carota sia in cubetti che in succhi. Tutto ciò ha contribuito a creare un sistema che associa alle ottime caratteristiche pedoclimatiche dell'area, il notevole grado di specializzazione degli operatori di settore e il notevole patrimonio di strutture di lavorazione.
La semina è esclusivamente meccanica per garantire uniformità di distribuzione e densità colturale ottimale dei semi. Le irrigazioni vanno effettuate con modesti ma frequenti volumi di adacquamento. La raccolta è praticata valutando gli stadi di maturazione più idonei in funzione della destinazione del prodotto e della tipologia di confezionamento, pertanto durante il periodo estivo (luglio, agosto) la raccolta si effettua nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio così da evitare l'esposizione al sole del prodotto. Appena raccolte, le carote devono essere trasportate, entro quattro ore, nei centri di condizionamento, dove, prima del lavaggio e confezionamento, subiscono un raffreddamento utile a garantire loro il mantenimento delle caratteristiche di croccantezza, colore dell'epidermide e sapore.
La Carota Novella di Ispica Igp è una varietà ancora in fase di certificazione ed è concentrata nelle province di Ragusa, Siracusa, Catania e Caltanissetta.
La Carota Novella di Ispica è il prodotto della coltivazione della specie Daucus carota L. Subspecie Sativus Arcangeli: le varietà utilizzate derivano dal gruppo di varietà Carota rossa semilunga nantese. All'atto della sua immissione al consumo, presenta specifici parametri qualitativi tra cui: una forma cilindrica-conica, aspetto lucido dell'epidermide, calibro minimo: diametro 15 mm - peso 50 g, calibro massimo: diametro 40 mm - peso 150 g, polpa tenera consistente e croccante, cuore poco fibroso, colore arancione intenso e uniforme.
La semina è eseguita in autunno e effettuata con l'ausilio di seminatrici pneumatiche di precisione. La raccolta, effettuata giornalmente, è eseguita a partire dal 20 febbraio e fino al 15 di giugno. La lavorazione del prodotto fresco raccolto è eseguita giornalmente con le linee di lavorazioni presenti nelle aziende. Le fasi principali che caratterizzano il processo di lavorazione delle carote sono le seguenti: lavaggio, selezione scarti, calibratura, confezionamento. La Carota Novella di Ispica è confezionata in imballaggi sigillati, in maniera tale che l'apertura della confezione comporti la rottura del sigillo.
www.unaproa.com
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Inflazione: crolla consumo di pane e pasta
L’aumento dei prezzi favorisce il calo dei consumi a tavola con riduzioni record per il pane (- 5,5 per cento), la pasta (- 2,5 per cento) ed in generale con un contenimento delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie, che fanno segnare un calo del 0,4 per cento. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi tre mesi del 2008, in occasione della diffusione dei dati Istat sull’inflazione, che registra un aumento del 5,5 per cento per gli alimentari con punte del 18,7 per cento per la pasta e del 10,6 per cento per il pane.
In riduzione - continua la Coldiretti - risultano anche i consumi di ortaggi (- 5,5 per cento) carne bovina (- 3,4 per cento) e frutta (- 1,8 per cento) mentre una positiva inversione di tendenza si è verificata per il latte fresco i cui consumi sono aumentati dell’1,6 per cento.
Serve - sostiene la Coldiretti - una ricomposizione della filiera agroalimentare, poiché i troppi passaggi e le inefficienze odierne che portano i prezzi alle stelle per i consumatori danneggiano le imprese agricole due volte perché riducono i margini e favoriscono il calo dei consumi.
I prezzi dei prodotti alimentari - precisa la Coldiretti - aumentano in media di cinque volte nel percorso dal campo alla tavola con differenze tra i diversi prodotti che vanno da tre volte per frutta e verdura a quattro per il latte fino a dieci per il pane. Secondo l'analisi della Coldiretti infatti dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all'industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole. Se dal grano al pane i prezzi - sottolinea la Coldiretti - aumentano di dieci volte (da 0,26 a 2,7 euro al chilo), il prezzo del latte dalla stalla al consumatore moltiplica quasi per quattro da 0,42 a 1,60 euro al litro, mentre le melanzane di oltre sei volte da 0,32 a 1,95 euro al chilo secondo il servizio Sms consumatori attivato dall’Ismea. Ancora piu’ grave è la situazione nel settore delle carni dove gli allevatori si preparano ad attuare lo sciopero del prosciutto di fronte all'impossibilità di far crescere maiali di qualità che vengono pagati appena 1,15 euro al chilo, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre nel biennio 2005 - 2007 secondo il Consorzio le vendite hanno registrato una crescita in volume pari al 5,1 per cento con il prezzo medio al consumo del Prosciutto di Parma che è stato pari a circa 24,34 euro/kg.
La moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola - secondo la Coldiretti - dimostra come nella forbice dei prezzi alla produzione e al consumo c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi.
Per la prossima legislatura la Coldiretti ha presentato al nuovo capo del governo un progetto per favorire l’apertura in ogni città un mercato per la vendita diretta da parte degli agricoltori di prodotti locali senza intermediazioni per combattere con la trasparenza le speculazioni in agguato.
www.coldiretti.it
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Pollo al cloro: dal “via libera” Ue un business da 200 milioni di dollari per le “lobby”

Vale un business potenziale di 200 milioni di dollari per le lobby americane del settore avicolo la decisione che si accinge ad assumere la Commissione Ue sull’apertura del mercato europeo al “pollo al cloro” proveniente dagli Usa. Per la Cia-Confederazione italiana agricoltori la posizione europea è molto grave e con essa non solo si rischia di danneggiare i consumatori, ma gli stessi produttori.
Nel rilevare che l’Esecutivo di Bruxelles -afferma la Cia- intende prevedere l’aperture delle al pollame americano previa un etichettatura che specifichi il trattamento subito e per un periodo di prova di due anni, la Cia esprime la propria contrarietà ad un tale orientamento. Ancora una volta gli accordi commerciali con il colosso americano vanno contro gli interessi dei consumatori.
Per l’Italia, che nel settore avicolo ha raggiunto l’autosufficienza nei consumi, la decisione potrà portare sul mercato produzioni a minor costo ed a minore qualità e salubrità. In questo senso diventa fondamentale che l’Unione europea -commenta la Cia- acceleri le decisioni per arrivare ad un’etichettatura che consenta di indicare e valorizzare il Paese di provenienza di tutte le carni che finiscono sulle nostre tavole.
www.cia.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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