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Salumi
DOP e IGP: tutti i numeri della qualità
Tappi di
sughero raccolti e avviati al riciclo a Vinitaly
Ortofrutta:
cresce di oltre l’11% il Made in Italy all’estero
Un decalogo
contro l’enopirateria
Dieta
Mediterranea: un patrimonio da custodire e diffondere
La
nuova alleanza tra ricerca e mondo bio

Salumi
DOP e IGP: tutti i numeri della qualità
Prosciutto
di Parma, Prosciutto di San Daniele, Mortadella Bologna, Salamini
Italiani alla Cacciatora, Culatello di Zibello sono ormai sinonimo
di qualità, tradizione, legame con il territorio. Ma non
tutti sanno che dietro queste denominazioni c’è un
imponente sistema di controlli che garantisce ai consumatori che
i grandi salumi tutelati siano prodotti sempre rispettando i rigorosi
disciplinari. Per far conoscere questa realtà, l'Istituto
Parma Qualità e l'Istituto Nord Est Qualità ha organizzato,
con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari
e Forestali, il V° Convegno-Seminario di aggiornamento sull'attività
di controllo e di certificazione della filiera suinicola dei prodotti
a Dop e Igp. L’appuntamento annuale con gli Istituti si è
svolto in occasione dell’edizione 2008 di QualyPig, “Salone
Filiera Carne Suina”, in programma a Cremona dal 17 al 19
aprile 2008 ed è stato incentrato sulla video-presentazione
di un’accurata sintesi del “Dossier 2007”, il
rapporto che illustra tutti i dettagli dell’attività
di controllo lungo la filiera e punta l’attenzione sugli esiti
più significativi del lavoro di certificazione sviluppato
dagli Istituti nei diversi distretti produttivi.
2.726 verifiche negli allevamenti, 734 controlli sui mangini, 3.280
prosciutti analizzati in laboratorio, oltre 12 milioni di prosciutti
DOP e quasi 38 milioni di Kg di Mortadella Bologna IGP certificati,
19.859 sessioni di controllo: questi e altri numeri sono stati presentati,
spiegati e analizzati nella quinta edizione del Convegno di aggiornamento
che mantiene la sua ratio originaria, sviluppare le attività
di approfondimento che, da sempre, Ineq e Ipq dedicano al loro lavoro
nell’ambito della filiera suinicola italiana, alle molteplici
realtà produttive per cui operano, ai risultati e ai dati
più significativi che ogni anno emergono da una attività
di controllo e di certificazione che non ha precedenti in Italia
in quanto ad ampiezza, organicità ed unitarietà. Costituiti
nel 1998, l’Istituto Nord Est Qualità e l’Istituto
Parma Qualità sono organismi terzi ed indipendenti, autorizzati
dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a
svolgere le funzioni di controllo e di certificazione di alcuni
dei più prestigiosi prodotti della filiera suinicola italiana,
che si fregiano dei marchi riservati alle denominazioni protette
introdotte dal Reg CEE n° 2081/92 ed attualmente tutelate ai
sensi del Reg. CE n° 510/2006. Con sedi centrali a San Daniele
del Friuli e a Langhirano, gli Istituti certificano oggi 22 prodotti
di eccellenza e fama internazionale. Tiziana Formisano – www.assica.it
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Tappi
di sughero raccolti e avviati al riciclo a Vinitaly
Sono
oltre 25.000 i tappi di sughero raccolti e avviati al riciclo nel
corso del Vinitaly 2008 (appena concluso), per un totale di circa
170 kg di sughero. La raccolta differenziata dei tappi al Vinitaly,
nata dall’accordo tra Verona Fiere, Rilegno - il consorzio
nazionale che si occupa di raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi
di legno e di sughero all’interno del sistema Conai - e AMIA
Verona, ha dato risultati al di là delle aspettative. Le
centinaia di contenitori trasparenti per la raccolta differenziata
dei tappi, diffusi in circa 400 stand, sono stati utilizzati a pieno
ritmo, consentendo di avviare al riciclo una notevole quantità
di materiale prezioso, riciclabile al 100%. “Al di là
della quantità di sughero raccolto, il Vinitaly è
stata una vetrina importantissima per sensibilizzare i principali
utilizzatori di tappi di sughero al riciclo di questo materiale
– commenta Fausto Crema, presidente di Rilegno – Il
consorzio ha attivato un sistema in grado di avviare al riciclo
oltre 1.600.000 tonnellate di rifiuti di legno ogni anno. La stessa
sorte può ora toccare alle circa 5.000 tonnellate di sughero
circolanti in Italia annualmente: il sughero recuperato dai tappi
e debitamente trasformato dall’industria del riciclo, può
infatti diventare materiale per pannelli fonoassorbenti, pannelli
termoisolanti, componenti per calzature (tacchi e solette)”.
La raccolta differenziata dei tappi di sughero raccolti al Vinitaly
avrà inoltre un fine solidale: i proventi saranno destinati
a sostenere progetti di volontariato sociale legati al mondo del
vino e dell’agricoltura. www.rilegno.it
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Ortofrutta:
cresce di oltre l’11% il Made in Italy all’estero
Dal
17 al 19 aprile nel quartiere fieristico di Cesena la 25a edizione
di una delle maggiori rassegne internazionali specializzate dedicate
ad un settore che in Italia vale 22,8 miliardi di Euro. (+1,1% sul
2006) per 23,8 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi
prodotti nel Belpaese. In occasione di Macfrut, ANEIOA (Ass. Naz.le
Esportatori Importatori Ortofrutticoli ed Agrumai) ha aggiornato
i dati dell’interscambio del settore ortofrutticolo italiano
che fanno registrare un forte incremento del saldo attivo, superando
quota un miliardo (1.025,6 milioni di Euro contro 675 del 2006),
pari ad un +51,9% rispetto al 2006. Complessivamente l’Italia
ha spedito oltre confine oltre 3 milioni e 700 mila tonnellate di
ortofrutticoli (+5,6% sui 3,5 milioni del 2006) pari a 3 miliardi
e 366 milioni di Euro (+11,3% sui 3 miliardi e 24 milioni del 2006).
Ha importato 2.794.177 di tonnellate, contro i 2.771.681 del 2006
(+0,8%), che hanno comportato una spesa all’estero di 2.340
milioni di Euro, ovvero il -0,4% sui 2.349 del 2006. Per completare
i numeri del settore, il volume di ortofrutta fresca acquistato
dalle famiglie nel corso del 2007 è di 8.236.000 milioni
di tonnellate (+0,58% sul 2006) per un valore di 12.628 milioni
di Euro (+3% sul 2006). Ogni famiglia nel 2007 ha consumato mediamente
380 chili di ortofrutta (+0,52% sui 378 del 2006). Per la prima
volta si riscontra un calo nel consumo degli ortaggi surgelati (220.900
tonnellate, -0,9% sul 2006). In flessione anche il valore della
spesa, che per le famiglie italiane, nel 2007, risulta di 675 milioni
di Euro (-0,4% sul 2006).
Macfrut è una fiera di sistema, dove si incontrano domanda
ed offerta da tutto il mondo e non poteva che affermarsi nella “città
della frutta”. A Cesena, nel 1984, fu avviata la prima edizione.
Venticinque anni dopo Macfrut spinge sull’acceleratore dell’internazionalizzazione:
l’edizione 2008 è stata preparata, fra l’altro,
con varie trasferte all’estero (India, Egitto, Spagna, Marocco,
Brasile), che si sono sommate alle azioni di contatti verso altre
realtà economiche di oltre confine. Non a caso gli espositori
esteri sono passati dal 19% del 2007 al 25% del totale nel 2008.
Macfrut si tiene su una superficie di 30mila metri quadrati con
circa 700 espositori e nei tre giorni convegni ed incontri sono
state affrontate le tematiche più scottanti, fra cui il rapporto
con i Paesi del Mediterraneo.
Una novità del 2008 è il Progetto Macfrut International,
teso a creare un nucleo di imprese italiane, espositrici della rassegna,
attive nei vari comparti della filiera ortofrutticola che, con il
coordinamento di Macfrut, siano in grado di partecipare “in
uscita” alle varie missioni all’estero. Missioni che
saranno organizzate con l’obiettivo di portare nei nuovi mercati
più interessanti la nostra produzione e la nostra tecnologia
in maniera tale da fornire una precisa identità al made in
Italy. L’altro obiettivo, in “entrata”, vuole
incrementare la partecipazione a Macfut di delegazioni e operatori
esteri. Alle imprese aderenti al Progetto è dedicata una
particolare area espositiva. Altra importante novità è
stato il Salone della IV gamma o ortaggi freschi pronti al consumo.
E’ un comparto in forte espansione e rappresenta un modo per
consumare più ortaggi. Inoltre, la IV gamma racchiude due
aspetti ritenuti importanti dal consumatore: quello salutistico
(la confezione è garanzia di salubrità) e quello del
valore aggiunto dal servizio. La IV gamma sta avendo una forte crescita
anche in Italia, che oggi è diventata il secondo mercato
in Europa dopo la Gran Bretagna, sfiorando i 700 milioni di Euro
nel 2007 con una crescita verso il 2006 superiore al +6% in valore
e del +3,% in volume. La IV gamma è anche un modo nuovo di
mangiare verdura e frutta. La controprova viene dai primi risultati
del Progetto Frutta Snack, se si considera che in cima ai consumi
nelle scuole dove si sta sperimentato il Progetto Frutta Snack,
ovvero progetto di educazione al gusto e contro l’obesità
dei giovani, gestito nelle scuole superiori di Bologna, Roma e Bari
per i Ministeri della Salute e dell’Istruzione dalla Centrale
di Cesena. Le merendine dei distributori automatici vengono sostituite
con frutta (da quella fresca a quella da bere) e oltre il 40% dei
consumi si sono orientati verso la macedonia fresca,confezionata
ed autentica espressione della quarta gamma. Non a caso a Macfrut
è stato presentato un progetto europeo per le scuole della
Comunità, che riprende la formula di Frutta snack. www.macfrut.com
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Un
decalogo contro l’enopirateria
Lo
ha ideato e presentato per la prima volta a Firenze dei giuristi
della vite e del vino (UGIVI) nel corso di un convegno dedicato
alla difesa dei marchi e, più in generale, al tema della
contraffazione in campo vitivinicolo. L’iniziativa si è
svolta in collaborazione con il Consorzio Vino Chianti Classico
nella sede di Sant’Andrea in Percussina (Firenze) davanti
ad una platea di esperti ed operatori del settore. Il decalogo riassume
le iniziative che le imprese ed i consorzi, con il sostegno degli
enti pubblici, possono prendere a diversi livelli di intervento
per tutelare i propri prodotti, sia in Italia che all’estero.
DECALOGO UGIVI (Unione Giuristi Della Vite e del Vino) CONTRO L’ENOPIRATERIA
1 Registrare il marchio dell’impresa (cd. marchio individuale);
2 Controllo e monitoraggio per la difesa del marchio individuale;
3 Registrare la denominazione come marchio collettivo; successivo
monitoraggio e controllo del Consorzio nelle aree di interesse;
4 Creare un osservatorio permanente del Ministero delle attività
produttive in collaborazione con l’ICE per monitorare il fenomeno
e predisporre interventi di difesa;
5 Attivare presso le sedi ICE, gli sportelli camerali, i Consolati
e le Ambasciate nei Paesi in cui avvengono le contraffazioni, uffici
in grado di fornire informazioni e una prima assistenza legale;
6 Creazione di un fondo governativo specifico a disposizione dei
Produttori e dei Consorzi per la difesa delle loro produzioni nei
Paesi a maggior rischio di contraffazione;
7 Promuovere convenzioni con studi legali specializzati attivi nei
Paesi maggiormente critici;
8 Avviare azioni legali di contrasto al fenomeno «enopirateria»;
9 Stimolare e incentivare accordi bilaterali tra Italia e Paesi
maggiormente esposti;
10 Promuovere campagne preventive di difesa delle denominazioni
e dei marchi (anche su iniziativa delle Regioni) nei Paesi a maggiore
penetrazione del «food and beverage» italiano.
“Il decalogo che abbiamo
presentato per la prima volta oggi presso la sede del Consorzio
Vino Chianti Classico – hanno spiegato gli avvocati Marco
Giuri di Firenze e Paolo Fabris di Torino, rappresentanti dell’Ugivi
– è congegnato per assicurare una tutela operante su
tre livelli. Il primo è rimesso all’iniziativa del
singolo produttore mentre il secondo ai compiti di monitoraggio
di tutela tipici di un consorzio. Il terzo livello prevede un intervento
più “alto”, su impulso governativo, coinvolgendo
gli uffici dell’Ice, le ambasciate e le altre sedi diplomatiche
all’estero, attivandosi per stipulare accordi bilaterali con
i paesi più esposti al rischio contraffazione e per ideare
campagne di prevenzione rivolte ai consumatori.” Sempre in
tema di tutela il prof. Ferdinando Albisinni dell’Università
di Viterbo ha evidenziato gli importanti cambiamenti in arrivo con
la prossima approvazione dell’OCM del vino. “I cambiamenti
in atto in ambito comunitario – ha affermato il Prof. Albisinni
– potranno determinare con la riforma dell’OCM vino
uno spostamento, una concentrazione dall’Italia verso Bruxelles
delle decisioni in materia di marchi e denominazioni nel settore».
«A Bruxelles – ha continuato l’esperto- ci sarà
il registro delle denominazioni protette, che assorbirà i
registri nazionali e metterà i consorzi di tutela nella condizione
di dover fare i conti con un interlocutore che ha un’altra
cultura. A questo punto il sistema produttivo italiano del settore
agroalimentare, dovrà essere capace di difendere i propri
marchi e denominazioni e di prendere iniziative rispetto a questo
nuovo assetto affinché la produzione nazionale non riceva
una tutela inferiore. Questo è un ruolo che dovrà
essere assolto dalle pubbliche amministrazioni, dai consorzi, dalle
imprese, dalle Regioni, e così via». stampa@chianticlassico.com
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Dieta
Mediterranea: un patrimonio da custodire e diffondere
Dopo
la presentazione di Barcellona, Bari è il palcoscenico più
indicato per ribadire la validità del nostro impegno. Rimettere
al centro della nostra attenzione le tradizioni alimentari del Mediterraneo,
che trovano la loro massima espressione nella dieta che lega il
suo nome al nostro mare, significa dare un reale riconoscimento
ad una straordinaria identità comune. Il dossier sarà
presentato all’Unesco in agosto”. Così il Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro
ha presentato oggi a Bari, insieme al Ministro spagnolo dell’Agricoltura
della Pesca e dell’Alimentazione Elena Espinosa, la candidatura
della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale in
ambito Unesco. “Ringrazio profondamente il Ministro Espinosa
e il premier Josè Luis Zapatero – ha sottolineato De
Castro - per aver accolto e portato avanti questo obiettivo in un
lavoro di squadra tra Italia e Spagna. Ci stiamo impegnando a fondo
– ha aggiunto il Ministro - per dare a questa candidatura
il rilievo che merita, attivando la partecipazione di tutti i Paesi
che si affacciano sul Mediterraneo e il sostegno di Istituzioni,
enti locali, comunità scientifica, mondo della cultura, produttori
e consumatori”. De Castro non ha dubbi: “La Dieta Mediterranea
è un patrimonio da custodire e da diffondere – ha detto
De Castro - Tramite questa iniziativa mi auguro che l’agroalimentare
possa affermarsi sempre di più, per la salubrità,
le peculiarità e gli elevati standard di controlli che caratterizzano
il sistema italiano”. www.politicheagricole.it
[Indice]

La
nuova alleanza tra ricerca e mondo bio
E'
la prima in Europa per le coltivazioni biologiche. L'Italia vanta
un primato indiscutibile con oltre un milione di ettari coltivati
a bio mentre a livello mondiale è la numero due, dopo il
Messico, con le 50.000 aziende del settore, secondo i dati forniti
da Inea e dal FiBL-Forschungsinsitute fur biologischen Landbau.
I buoni risultati del settore biologico italiano, sono stati riproposti
in occasione del convegno"Avanzamento delle conoscenze e agricoltura
biologica: le nuove frontiere del bio" che si è svolto
il 16 aprile, organizzato dal Dipartimento agroalimentare del Consiglio
nazionale delle ricerche, in collaborazione con il Consiglio per
la ricerca e sperimentazione in agricoltura (Cra) e l'Associazione
italiana per l'agricoltura biologica (Aiab). E la voglia di biologico
cresce anche nella ristorazione . Nelle scuole si è passati
dalle 69 mense con pasti biologici del 1996 alle 683 del 2007 e
lo stesso si dica per quelle aziendali, passate da 896 mila pasti
biologici del 2006 a 924 mila nel 2007, secondo il Rapporto Bio
Bank. Tuttavia c'è ancora molto da fare. Secondo dati Coldiretti-Ispo
il fatturato complessivo del biologico, pari a 1,5 miliardi di euro,
rappresenta soltanto il 2% del mercato dei prodotti alimentari.
Poche le risorse finanziarie destinate al settore. Secondo Mauro
Gamboni del Dipartimento agroalimentare del Cnr "la ricerca
scientifica nel settore assorbe una quota molto bassa delle risorse
destinate alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare mettendo
a rischio il trend positivo". Secondo Gamboni sarebbe necessario
"rendere più competitivi imprese e prodotti biologici
innalzando il livello delle conoscenze, sostenendo una più
mirata ricerca a carattere interdisciplinare e incoraggiando le
innovazioni tecnologiche". Questa dunque la ragione che sta
dietro al bisogno di "promuovere collaborazioni tra il mondo
della ricerca e produttori".
L'incontro ha voluto quindi proporre un confronto tra mondo della
ricerca, produttori e consumatori per favorire un'agricoltura sempre
più sostenibile e, in particolare, quella biologica. E ha
presentato le nuove frontiere della ricerca in questo campo. Ecco
alcuni esempi. Tra le attività di ricerca presentate occupano
un posto di rilievo i nuovi biosensori applicabili per il monitoraggio
dell'inquinamento ambientale, la valutazione della qualità
dei cibi, la valorizzazione di produzioni tipiche e l'individuazione
di Ogm. "L'obiettivo dei nostri studi", spiega Maria Teresa
Giardi dell'Istituto di cristallografia (Ic) del Cnr, "è
quello di disporre di uno strumento facilmente applicabile alla
valutazione di una vasta gamma di impatti sull'ambiente, dove l'organismo
vegetale e quello microbico diventano componenti innovativi per
la sensoristica biologica". Soluzioni sostenibili nella lotta
contro i parassiti arrivano dall'Istituto per la protezione delle
piante (Ipp) del Cnr, che ha realizzato un prodotto contro i nematodi,
responsabili di ingenti danni ai raccolti, sviluppato dalla ditta
Elep. Il formulato ottenuto utilizzando i funghi Pochonia chlamydosporia
e Arthrobotrys oligospora può essere somministrato in campo
attraverso le acque d'irrigazione. Sul fronte della conservazione
di frutta e ortaggi, si fa strada la termoterapia sperimentata dall'Istituto
di scienza delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr) sugli agrumi di
Acireale; tale metodologia rappresenta un'alternativa all'uso di
sostanze chimiche normalmente utilizzate nel trattamento di post-raccolta.
Infine, nell'ottica di salvaguardare e valorizzare le tipicità
italiane, l'Istituto di genetica vegetale (Igv) del Cnr, all'interno
del progetto "Olviva", sta collaborando alla caratterizzazione
molecolare, morfologica e sanitaria delle varietà più
importanti di olivo della Sicilia, in cooperazione con altre regioni
d'Italia. Marta Tairona - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore

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