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Newsletter 55 / 21.4.2008


Salumi DOP e IGP: tutti i numeri della qualità
Tappi di sughero raccolti e avviati al riciclo a Vinitaly
Ortofrutta: cresce di oltre l’11% il Made in Italy all’estero
Un decalogo contro l’enopirateria
Dieta Mediterranea: un patrimonio da custodire e diffondere
La nuova alleanza tra ricerca e mondo bio


Salumi DOP e IGP: tutti i numeri della qualità
Prosciutto di Parma, Prosciutto di San Daniele, Mortadella Bologna, Salamini Italiani alla Cacciatora, Culatello di Zibello sono ormai sinonimo di qualità, tradizione, legame con il territorio. Ma non tutti sanno che dietro queste denominazioni c’è un imponente sistema di controlli che garantisce ai consumatori che i grandi salumi tutelati siano prodotti sempre rispettando i rigorosi disciplinari. Per far conoscere questa realtà, l'Istituto Parma Qualità e l'Istituto Nord Est Qualità ha organizzato, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, il V° Convegno-Seminario di aggiornamento sull'attività di controllo e di certificazione della filiera suinicola dei prodotti a Dop e Igp. L’appuntamento annuale con gli Istituti si è svolto in occasione dell’edizione 2008 di QualyPig, “Salone Filiera Carne Suina”, in programma a Cremona dal 17 al 19 aprile 2008 ed è stato incentrato sulla video-presentazione di un’accurata sintesi del “Dossier 2007”, il rapporto che illustra tutti i dettagli dell’attività di controllo lungo la filiera e punta l’attenzione sugli esiti più significativi del lavoro di certificazione sviluppato dagli Istituti nei diversi distretti produttivi.
2.726 verifiche negli allevamenti, 734 controlli sui mangini, 3.280 prosciutti analizzati in laboratorio, oltre 12 milioni di prosciutti DOP e quasi 38 milioni di Kg di Mortadella Bologna IGP certificati, 19.859 sessioni di controllo: questi e altri numeri sono stati presentati, spiegati e analizzati nella quinta edizione del Convegno di aggiornamento che mantiene la sua ratio originaria, sviluppare le attività di approfondimento che, da sempre, Ineq e Ipq dedicano al loro lavoro nell’ambito della filiera suinicola italiana, alle molteplici realtà produttive per cui operano, ai risultati e ai dati più significativi che ogni anno emergono da una attività di controllo e di certificazione che non ha precedenti in Italia in quanto ad ampiezza, organicità ed unitarietà. Costituiti nel 1998, l’Istituto Nord Est Qualità e l’Istituto Parma Qualità sono organismi terzi ed indipendenti, autorizzati dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali a svolgere le funzioni di controllo e di certificazione di alcuni dei più prestigiosi prodotti della filiera suinicola italiana, che si fregiano dei marchi riservati alle denominazioni protette introdotte dal Reg CEE n° 2081/92 ed attualmente tutelate ai sensi del Reg. CE n° 510/2006. Con sedi centrali a San Daniele del Friuli e a Langhirano, gli Istituti certificano oggi 22 prodotti di eccellenza e fama internazionale. Tiziana Formisano – www.assica.it
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Tappi di sughero raccolti e avviati al riciclo a Vinitaly
Sono oltre 25.000 i tappi di sughero raccolti e avviati al riciclo nel corso del Vinitaly 2008 (appena concluso), per un totale di circa 170 kg di sughero. La raccolta differenziata dei tappi al Vinitaly, nata dall’accordo tra Verona Fiere, Rilegno - il consorzio nazionale che si occupa di raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi di legno e di sughero all’interno del sistema Conai - e AMIA Verona, ha dato risultati al di là delle aspettative. Le centinaia di contenitori trasparenti per la raccolta differenziata dei tappi, diffusi in circa 400 stand, sono stati utilizzati a pieno ritmo, consentendo di avviare al riciclo una notevole quantità di materiale prezioso, riciclabile al 100%. “Al di là della quantità di sughero raccolto, il Vinitaly è stata una vetrina importantissima per sensibilizzare i principali utilizzatori di tappi di sughero al riciclo di questo materiale – commenta Fausto Crema, presidente di Rilegno – Il consorzio ha attivato un sistema in grado di avviare al riciclo oltre 1.600.000 tonnellate di rifiuti di legno ogni anno. La stessa sorte può ora toccare alle circa 5.000 tonnellate di sughero circolanti in Italia annualmente: il sughero recuperato dai tappi e debitamente trasformato dall’industria del riciclo, può infatti diventare materiale per pannelli fonoassorbenti, pannelli termoisolanti, componenti per calzature (tacchi e solette)”. La raccolta differenziata dei tappi di sughero raccolti al Vinitaly avrà inoltre un fine solidale: i proventi saranno destinati a sostenere progetti di volontariato sociale legati al mondo del vino e dell’agricoltura. www.rilegno.it
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Ortofrutta: cresce di oltre l’11% il Made in Italy all’estero
Dal 17 al 19 aprile nel quartiere fieristico di Cesena la 25a edizione di una delle maggiori rassegne internazionali specializzate dedicate ad un settore che in Italia vale 22,8 miliardi di Euro. (+1,1% sul 2006) per 23,8 milioni di tonnellate di frutta, ortaggi ed agrumi prodotti nel Belpaese. In occasione di Macfrut, ANEIOA (Ass. Naz.le Esportatori Importatori Ortofrutticoli ed Agrumai) ha aggiornato i dati dell’interscambio del settore ortofrutticolo italiano che fanno registrare un forte incremento del saldo attivo, superando quota un miliardo (1.025,6 milioni di Euro contro 675 del 2006), pari ad un +51,9% rispetto al 2006. Complessivamente l’Italia ha spedito oltre confine oltre 3 milioni e 700 mila tonnellate di ortofrutticoli (+5,6% sui 3,5 milioni del 2006) pari a 3 miliardi e 366 milioni di Euro (+11,3% sui 3 miliardi e 24 milioni del 2006). Ha importato 2.794.177 di tonnellate, contro i 2.771.681 del 2006 (+0,8%), che hanno comportato una spesa all’estero di 2.340 milioni di Euro, ovvero il -0,4% sui 2.349 del 2006. Per completare i numeri del settore, il volume di ortofrutta fresca acquistato dalle famiglie nel corso del 2007 è di 8.236.000 milioni di tonnellate (+0,58% sul 2006) per un valore di 12.628 milioni di Euro (+3% sul 2006). Ogni famiglia nel 2007 ha consumato mediamente 380 chili di ortofrutta (+0,52% sui 378 del 2006). Per la prima volta si riscontra un calo nel consumo degli ortaggi surgelati (220.900 tonnellate, -0,9% sul 2006). In flessione anche il valore della spesa, che per le famiglie italiane, nel 2007, risulta di 675 milioni di Euro (-0,4% sul 2006).
Macfrut è una fiera di sistema, dove si incontrano domanda ed offerta da tutto il mondo e non poteva che affermarsi nella “città della frutta”. A Cesena, nel 1984, fu avviata la prima edizione. Venticinque anni dopo Macfrut spinge sull’acceleratore dell’internazionalizzazione: l’edizione 2008 è stata preparata, fra l’altro, con varie trasferte all’estero (India, Egitto, Spagna, Marocco, Brasile), che si sono sommate alle azioni di contatti verso altre realtà economiche di oltre confine. Non a caso gli espositori esteri sono passati dal 19% del 2007 al 25% del totale nel 2008. Macfrut si tiene su una superficie di 30mila metri quadrati con circa 700 espositori e nei tre giorni convegni ed incontri sono state affrontate le tematiche più scottanti, fra cui il rapporto con i Paesi del Mediterraneo.
Una novità del 2008 è il Progetto Macfrut International, teso a creare un nucleo di imprese italiane, espositrici della rassegna, attive nei vari comparti della filiera ortofrutticola che, con il coordinamento di Macfrut, siano in grado di partecipare “in uscita” alle varie missioni all’estero. Missioni che saranno organizzate con l’obiettivo di portare nei nuovi mercati più interessanti la nostra produzione e la nostra tecnologia in maniera tale da fornire una precisa identità al made in Italy. L’altro obiettivo, in “entrata”, vuole incrementare la partecipazione a Macfut di delegazioni e operatori esteri. Alle imprese aderenti al Progetto è dedicata una particolare area espositiva. Altra importante novità è stato il Salone della IV gamma o ortaggi freschi pronti al consumo. E’ un comparto in forte espansione e rappresenta un modo per consumare più ortaggi. Inoltre, la IV gamma racchiude due aspetti ritenuti importanti dal consumatore: quello salutistico (la confezione è garanzia di salubrità) e quello del valore aggiunto dal servizio. La IV gamma sta avendo una forte crescita anche in Italia, che oggi è diventata il secondo mercato in Europa dopo la Gran Bretagna, sfiorando i 700 milioni di Euro nel 2007 con una crescita verso il 2006 superiore al +6% in valore e del +3,% in volume. La IV gamma è anche un modo nuovo di mangiare verdura e frutta. La controprova viene dai primi risultati del Progetto Frutta Snack, se si considera che in cima ai consumi nelle scuole dove si sta sperimentato il Progetto Frutta Snack, ovvero progetto di educazione al gusto e contro l’obesità dei giovani, gestito nelle scuole superiori di Bologna, Roma e Bari per i Ministeri della Salute e dell’Istruzione dalla Centrale di Cesena. Le merendine dei distributori automatici vengono sostituite con frutta (da quella fresca a quella da bere) e oltre il 40% dei consumi si sono orientati verso la macedonia fresca,confezionata ed autentica espressione della quarta gamma. Non a caso a Macfrut è stato presentato un progetto europeo per le scuole della Comunità, che riprende la formula di Frutta snack. www.macfrut.com
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Un decalogo contro l’enopirateria
Lo ha ideato e presentato per la prima volta a Firenze dei giuristi della vite e del vino (UGIVI) nel corso di un convegno dedicato alla difesa dei marchi e, più in generale, al tema della contraffazione in campo vitivinicolo. L’iniziativa si è svolta in collaborazione con il Consorzio Vino Chianti Classico nella sede di Sant’Andrea in Percussina (Firenze) davanti ad una platea di esperti ed operatori del settore. Il decalogo riassume le iniziative che le imprese ed i consorzi, con il sostegno degli enti pubblici, possono prendere a diversi livelli di intervento per tutelare i propri prodotti, sia in Italia che all’estero.
DECALOGO UGIVI (Unione Giuristi Della Vite e del Vino) CONTRO L’ENOPIRATERIA
1 Registrare il marchio dell’impresa (cd. marchio individuale);
2 Controllo e monitoraggio per la difesa del marchio individuale;
3 Registrare la denominazione come marchio collettivo; successivo monitoraggio e controllo del Consorzio nelle aree di interesse;
4 Creare un osservatorio permanente del Ministero delle attività produttive in collaborazione con l’ICE per monitorare il fenomeno e predisporre interventi di difesa;
5 Attivare presso le sedi ICE, gli sportelli camerali, i Consolati e le Ambasciate nei Paesi in cui avvengono le contraffazioni, uffici in grado di fornire informazioni e una prima assistenza legale;
6 Creazione di un fondo governativo specifico a disposizione dei Produttori e dei Consorzi per la difesa delle loro produzioni nei Paesi a maggior rischio di contraffazione;
7 Promuovere convenzioni con studi legali specializzati attivi nei Paesi maggiormente critici;
8 Avviare azioni legali di contrasto al fenomeno «enopirateria»;
9 Stimolare e incentivare accordi bilaterali tra Italia e Paesi maggiormente esposti;
10 Promuovere campagne preventive di difesa delle denominazioni e dei marchi (anche su iniziativa delle Regioni) nei Paesi a maggiore penetrazione del «food and beverage» italiano.

“Il decalogo che abbiamo presentato per la prima volta oggi presso la sede del Consorzio Vino Chianti Classico – hanno spiegato gli avvocati Marco Giuri di Firenze e Paolo Fabris di Torino, rappresentanti dell’Ugivi – è congegnato per assicurare una tutela operante su tre livelli. Il primo è rimesso all’iniziativa del singolo produttore mentre il secondo ai compiti di monitoraggio di tutela tipici di un consorzio. Il terzo livello prevede un intervento più “alto”, su impulso governativo, coinvolgendo gli uffici dell’Ice, le ambasciate e le altre sedi diplomatiche all’estero, attivandosi per stipulare accordi bilaterali con i paesi più esposti al rischio contraffazione e per ideare campagne di prevenzione rivolte ai consumatori.” Sempre in tema di tutela il prof. Ferdinando Albisinni dell’Università di Viterbo ha evidenziato gli importanti cambiamenti in arrivo con la prossima approvazione dell’OCM del vino. “I cambiamenti in atto in ambito comunitario – ha affermato il Prof. Albisinni – potranno determinare con la riforma dell’OCM vino uno spostamento, una concentrazione dall’Italia verso Bruxelles delle decisioni in materia di marchi e denominazioni nel settore». «A Bruxelles – ha continuato l’esperto- ci sarà il registro delle denominazioni protette, che assorbirà i registri nazionali e metterà i consorzi di tutela nella condizione di dover fare i conti con un interlocutore che ha un’altra cultura. A questo punto il sistema produttivo italiano del settore agroalimentare, dovrà essere capace di difendere i propri marchi e denominazioni e di prendere iniziative rispetto a questo nuovo assetto affinché la produzione nazionale non riceva una tutela inferiore. Questo è un ruolo che dovrà essere assolto dalle pubbliche amministrazioni, dai consorzi, dalle imprese, dalle Regioni, e così via». stampa@chianticlassico.com
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Dieta Mediterranea: un patrimonio da custodire e diffondere
Dopo la presentazione di Barcellona, Bari è il palcoscenico più indicato per ribadire la validità del nostro impegno. Rimettere al centro della nostra attenzione le tradizioni alimentari del Mediterraneo, che trovano la loro massima espressione nella dieta che lega il suo nome al nostro mare, significa dare un reale riconoscimento ad una straordinaria identità comune. Il dossier sarà presentato all’Unesco in agosto”. Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Paolo De Castro ha presentato oggi a Bari, insieme al Ministro spagnolo dell’Agricoltura della Pesca e dell’Alimentazione Elena Espinosa, la candidatura della Dieta Mediterranea come patrimonio culturale immateriale in ambito Unesco. “Ringrazio profondamente il Ministro Espinosa e il premier Josè Luis Zapatero – ha sottolineato De Castro - per aver accolto e portato avanti questo obiettivo in un lavoro di squadra tra Italia e Spagna. Ci stiamo impegnando a fondo – ha aggiunto il Ministro - per dare a questa candidatura il rilievo che merita, attivando la partecipazione di tutti i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e il sostegno di Istituzioni, enti locali, comunità scientifica, mondo della cultura, produttori e consumatori”. De Castro non ha dubbi: “La Dieta Mediterranea è un patrimonio da custodire e da diffondere – ha detto De Castro - Tramite questa iniziativa mi auguro che l’agroalimentare possa affermarsi sempre di più, per la salubrità, le peculiarità e gli elevati standard di controlli che caratterizzano il sistema italiano”. www.politicheagricole.it
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La nuova alleanza tra ricerca e mondo bio
E' la prima in Europa per le coltivazioni biologiche. L'Italia vanta un primato indiscutibile con oltre un milione di ettari coltivati a bio mentre a livello mondiale è la numero due, dopo il Messico, con le 50.000 aziende del settore, secondo i dati forniti da Inea e dal FiBL-Forschungsinsitute fur biologischen Landbau. I buoni risultati del settore biologico italiano, sono stati riproposti in occasione del convegno"Avanzamento delle conoscenze e agricoltura biologica: le nuove frontiere del bio" che si è svolto il 16 aprile, organizzato dal Dipartimento agroalimentare del Consiglio nazionale delle ricerche, in collaborazione con il Consiglio per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (Cra) e l'Associazione italiana per l'agricoltura biologica (Aiab). E la voglia di biologico cresce anche nella ristorazione . Nelle scuole si è passati dalle 69 mense con pasti biologici del 1996 alle 683 del 2007 e lo stesso si dica per quelle aziendali, passate da 896 mila pasti biologici del 2006 a 924 mila nel 2007, secondo il Rapporto Bio Bank. Tuttavia c'è ancora molto da fare. Secondo dati Coldiretti-Ispo il fatturato complessivo del biologico, pari a 1,5 miliardi di euro, rappresenta soltanto il 2% del mercato dei prodotti alimentari. Poche le risorse finanziarie destinate al settore. Secondo Mauro Gamboni del Dipartimento agroalimentare del Cnr "la ricerca scientifica nel settore assorbe una quota molto bassa delle risorse destinate alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare mettendo a rischio il trend positivo". Secondo Gamboni sarebbe necessario "rendere più competitivi imprese e prodotti biologici innalzando il livello delle conoscenze, sostenendo una più mirata ricerca a carattere interdisciplinare e incoraggiando le innovazioni tecnologiche". Questa dunque la ragione che sta dietro al bisogno di "promuovere collaborazioni tra il mondo della ricerca e produttori".
L'incontro ha voluto quindi proporre un confronto tra mondo della ricerca, produttori e consumatori per favorire un'agricoltura sempre più sostenibile e, in particolare, quella biologica. E ha presentato le nuove frontiere della ricerca in questo campo. Ecco alcuni esempi. Tra le attività di ricerca presentate occupano un posto di rilievo i nuovi biosensori applicabili per il monitoraggio dell'inquinamento ambientale, la valutazione della qualità dei cibi, la valorizzazione di produzioni tipiche e l'individuazione di Ogm. "L'obiettivo dei nostri studi", spiega Maria Teresa Giardi dell'Istituto di cristallografia (Ic) del Cnr, "è quello di disporre di uno strumento facilmente applicabile alla valutazione di una vasta gamma di impatti sull'ambiente, dove l'organismo vegetale e quello microbico diventano componenti innovativi per la sensoristica biologica". Soluzioni sostenibili nella lotta contro i parassiti arrivano dall'Istituto per la protezione delle piante (Ipp) del Cnr, che ha realizzato un prodotto contro i nematodi, responsabili di ingenti danni ai raccolti, sviluppato dalla ditta Elep. Il formulato ottenuto utilizzando i funghi Pochonia chlamydosporia e Arthrobotrys oligospora può essere somministrato in campo attraverso le acque d'irrigazione. Sul fronte della conservazione di frutta e ortaggi, si fa strada la termoterapia sperimentata dall'Istituto di scienza delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr) sugli agrumi di Acireale; tale metodologia rappresenta un'alternativa all'uso di sostanze chimiche normalmente utilizzate nel trattamento di post-raccolta. Infine, nell'ottica di salvaguardare e valorizzare le tipicità italiane, l'Istituto di genetica vegetale (Igv) del Cnr, all'interno del progetto "Olviva", sta collaborando alla caratterizzazione molecolare, morfologica e sanitaria delle varietà più importanti di olivo della Sicilia, in cooperazione con altre regioni d'Italia. Marta Tairona - www.agricolturaitalianaonline.gov.it

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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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