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Newsletter 52 / 31.3.2008


ASA al Vinitaly 2008
La Cultura del Bere per il rispetto della vita - Convegno
Il boom del bio per le famiglie con bambini
Mozzarella di bufala: informare non allarmare per scongiurare una nuova “mucca pazza”
Diossina: serve azione diplomatica salva mozzarella
Troppe bistecche per gli americani


ASA al Vinitaly 2008
Anche quest'anno l'ASA sarà presente con proprio stand all'importante manifestazione internazionale VINITALY 2008 di Verona. Il nostro stand istituzionale sarà di prestigio e completamente vetrato al CENTRO SERVIZI ARENA ( tra il padiglione 6 e 7) box n° 8.
www.asa-press.com
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La Cultura del Bere per il rispetto della vita - Convegno
La FISAR - Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori da sempre sensibile alle tematiche legate alla formazione e all'educazione al bere nel rispetto della vita, promuove un convegno aperto al pubblico dal titolo " LA CULTURA DEL BERE PER IL RISPETTO DELLA VITA".
Il convegno avrà luogo presso la Sala Respighi a VeronaFiere nel contesto di Vinitaly 2008 alle ore 15 di Sabato 5 Aprile 2008.
Il programma del convegno:
- Mario Del Debbio, Segretario Nazionale FISAR
Saluti di Benvenuto
- Roberto Rabachino, giornalista
Introduzione
- Vittorio Cardaci Ama, Presidente Nazionale FISAR
I corsi di formazione per sommelier: momento di educazione consapevole al bere
- Sergio Pintaudi, Direttore Dipartimento di Emergenza Osp. Garibaldi di Catania
Tasso alcolemico di fine lezione: risultati di una ricerca
- Salvatore Cacciola, sociologo, Responsabile Educazione della saluti AUSL3 Catania
Aspetti socio antropologici della cultura del bere
- Giuseppe Martelli, Direttore Generale Assoenologi
Vino amico
- Luca Gattavecchi, Presidente Consorzio Vino di Montepulciano
Il vino tra storia e cultura
- Claudio Galletti, Presidente Enoteca Italiana
Proiettati nel futuro: Progetto Giovani
- Giorgio Serra, Responsabile settori Vini Buonitalia, ente partecipato Ministero delle Politiche Agricole
La promozione sui mercati internazionali tra esigenze commerciali e cultura del bere corretto
- Roberto Rabachino, Presidente Nazionale ASA - Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'importanza della comunicazione di settore quale veicolo di sensibilizzazione sociale
- Eventuali interventi da parte del pubblico e dei giornalisti presenti
- Vittorio Cardaci Ama, Presidente Nazionale FISAR
Chiusura dei lavori
Il convegno è patrocinato dal Ministero delle Politiche Agricole, l’ASA, Assoenologi, Enoteca Italiana e Consorzio del vino nobile di Montepulciano
www.fisar.com
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Il boom del bio per le famiglie con bambini
Le famiglie italiane, soprattutto quelle con bambini, ricercano sempre più la qualità e la salubrità dell'alimentazione, al di là del prezzo; è quanto afferma la Cia (Confederazione italiana agricoltori), sulla base dei dati del Panel Ismea/AcNielsen.
In una fase in cui i consumi alimentari nel nostro Paese mostrano un vero crollo, per il "bio" e i cosiddetti cibi salutistici si registra invece un sorprendente "boom". I "biologici" mettono a segno, negli acquisti domestici, una crescita pari al 9,7 per cento nei primi nove mesi del 2007 rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente, mentre i "salutistici" proseguono il loro trend positivo che si è consolidato nel quinquennio 2002-2006 con un più 4,6 per cento.
Per quanto riguarda il "bio", proprio i prodotti dell'infanzia, oltre ai salumi e agli elaborati a base di carne, hanno segnato, rispettivamente, incrementi del 43 per cento e del 36 per cento su base annua. Particolarmente elevati, sottolinea la Cia, anche i tassi di crescita rilevati per gli ortofrutticoli, freschi e trasformati (più 25 per cento), per gelati e surgelati (più 25,5 per cento) e per i condimenti (più 22 per cento).
Anche gli acquisti di riso e pasta biologici, continua la Cia, sono cresciuti del 17,1 per cento, mentre latte e derivati hanno registrato, in termini monetari, un incremento del 9,1 per cento.
Tra i prodotti, invece, in controtendenza, troviamo gli oli (meno 7,5 per cento) e il miele (meno 3,3 per cento). In calo anche pane e sostituti (meno 3,9 per cento) i biscotti, dolciumi e snack (meno 5,5 per cento), mentre aumentano le vendite di bevande "bio", comprese quelle alcoliche.
Risulta positivo il dato delle vendite presso la Grande distribuzione organizzata (supermercati e ipermercati), mentre arretra il "bio" nel canale discount.
Per quanto riguarda invece il contesto delle aree geografiche, si rileva nei dati Ismea/AcNielsen una netta spaccatura tra Nord e Centro-Sud, con le regioni settentrionali in forte crescita (più 18 per cento il Nord-Ovest; più 15,3 per cento il Nord Est) ed il resto del Paese caratterizzato da riduzioni dell'8,5 per cento al Centro Italia e del 4,3 per cento nel Mezzogiorno.
La Cia e la sua associazione per il biologico, Anabio, sottolineano che sono dati che confermano lo sviluppo continuo nel settore, nonostante le difficoltà incontrate dai produttori e il calo dei consumi agroalimentari registrato negli ultimi mesi. E' la riprova che i prodotti "bio" fanno breccia tra gli italiani che li preferiscono a quelli tradizionali. Nello stesso tempo aumentano gli agricoltori che scelgono questo particolare e naturale tipo di coltivazione e allevamento.
La Cia e Anabio sostengono infatti che si rileva un incremento del 2,4 per cento degli operatori che hanno ormai raggiunto le 51.034 mila unità, di cui 45.089 produttori, 4.734 trasformatori, 194 importatori e 1.017 altri. La loro distribuzione sul territorio nazionale vede Sicilia e Calabria tra le Regioni con maggiore presenza di aziende biologiche.
I principali orientamenti produttivi interessano foraggi, prati, pascoli, cereali, che nel loro insieme rappresentano il 70 per cento circa della superficie ad agricoltura biologica. Seguono, in ordine di importanza, le superfici investite ad olivicoltura. Per le produzioni animali, distinte sulla base delle principali tipologie produttive, si evidenzia un generale incremento del numero di capi.
Per quanto riguarda la classe dei prodotti salutistici: ortaggi e frutta biologici, olio di oliva "bio" e alcune voci di prodotto tradizionalmente riconosciute più sane dal consumatore, per naturalità (pasta e riso integrale), leggerezza dal punto di vista nutrizionale (yogurt bianco, cereali) o garanzia di maggiore qualità (latte fresco di alta qualità), la domanda resta sostenuta.
Nel quinquennio 2002-2006, conclude la Cia, molti prodotti hanno raggiunto tassi di incremento a due cifre, come i formaggi, l'olio biologico, il riso integrale e lo zucchero di canna.
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Mozzarella di bufala: informare non allarmare per scongiurare una nuova “mucca pazza”
La mozzarella di bufala non è tutta alla diossina. Gli ultimi dati relativi alle vendite di questo prodotto di punta del “made in Italy” alimentare, preoccupano fortemente e non solo per il “No” alle importazioni della Corea, che rappresenta una parte marginale del fatturato complessivo. La mozzarella di bufala è un formaggio nazionale e la crisi sta toccando tutte le realtà produttive, non solo la Campania quindi, ma anche Puglia e Lazio. Come dimostrano le verifiche di questi ultimi giorni, il prodotto in commercio è sottoposto ovunque a rigidissimi controlli di salubrità e qualità. Gli allarmismi sono ingiustificati e possono provocare un “effetto psicosi” simile a quello per “mucca pazza”, che ha prodotto danni al settore per miliardi di euro.. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori che, oltre a plaudire le iniziative di controllo e di verifica all’interno dell’aziende messe in atto dagli organismi preposti, invita alla massima prudenza sulla gestione dell’informazione su questa delicata materia.
Da parte nostra -prosegue la Cia- non c’è il tentativo di coprire un problema ma di collocarlo nella sua reale dimensione, circoscrivendo ai fatti reali e non caricandolo di enfasi.
Del resto -spiega la Cia- le esperienze di “Mucca e pazza” e dell’emergenza “Aviaria” sono lì a testimoniare di come l’allarmismo abbia potuto creare uno shock socio-economico di tragiche proporzioni, pur non avendo registrato nel nostro Paese, ne in quella fase ne successivamente, dati tangibili e riscontrati sulla sanità dei prodotti e sulla salute pubblica.
Come organizzazione -conclude la Cia- ci impegneremo in azioni di tutela, valorizzazione e promozione della mozzarella di bufala tra i cittadini, convinti della straordinarietà di questo alimento e nel tentativo di scongiurare un dramma commerciale che non avrebbe nessuna motivazione giustificabile, e che procurerebbe, in breve tempo, disoccupazione e danni per centinaia di milioni di euro per la produzione e l’indotto.
www.cia.it
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Diossina: serve azione diplomatica salva mozzarella
Serve subito una seria azione diplomatica per superare i blocchi alle importazioni che rischiano di provocare un ingiustificato effetto valanga sulle vendite stimate in calo fino al 60 per cento. E' quanto chiede la Coldiretti in riferimento ai blocchi o alle restrizioni delle importazioni di mozzarella di bufala che sembrano essere stati decisi da Paesi come Corea del Sud, Giappone e Taiwan.
Si tratta - sottolinea la Coldiretti - di misure sproporzionate ed ingiustificate che sono assunte sotto la spinta emotiva di informazioni false e superficiali che i Ministeri competenti a livello nazionale devono saper contrastare sulla base delle importanti attività di controllo e certificazione effettuate.
Le barriere commerciali nei confronti della mozzarella di bufala sono - sostiene la Coldiretti - il primo effetto esplicito dei danni provocati a settori importanti dell'economia dai ritardi accumulati nell'affrontare l'emergenza rifiuti in Campania, alla quale vengono strumentalmente collegate. Una situazione drammatica che - afferma la Coldiretti -.rischia di avere un impatto economico ed occupazionale ben piu' rilevante di quello della vendita della compagnia di bandiera Alitalia.
Occorre fare chiarezza - continua la Coldiretti - per tutelare l'immagine di un prodotto destinato per il 16 per cento all'esportazione che offre opportunità di occupazione a 20mila persone con una produzione annuale di circa 33 mila tonnellate.
La mozzarella di bufala - precisa la Coldiretti - è un prodotto simbolo del Made in Italy alimentare ed è esportata, soprattutto nei Paesi Europei ma che si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra europei a cominciare dalla Russia.
Dal 12 giugno 1996, la Mozzarella di Bufala Campana - ricorda la Coldiretti - ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di Origine Protetta. Come quantità di produzione è al quarto posto tra i formaggi a denominazione di origine (DOP) nazionali ed è realizzata - conclude la Coldiretti - per circa il 90 per cento in Campania, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10 per cento.
www.coldiretti.it
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Troppe bistecche per gli americani
C'è chi ne fa una questione di principio: i vegetariani, in crescita anche in Italia, rifiutano di nutrirsi con la soppressione di animali. Ma anche chi non ha optato per questa scelta radicale può ridurre o annullare il consumo di carne rossa, almeno per una settimana, ottenendo un beneficio ambientale. Il perché lo spiega Jeremy Rifkin in Ecocidio: nel mondo ci sono 1,3 miliardi di bovini, un'immensa mandria che occupa, direttamente o indirettamente, il 24 per cento della superficie terrestre e consuma una quantità di cereali sufficiente a sfamare centinaia di milioni di persone.
Il punto è che il consumo di carne - in particolare di carne rossa - è un lusso in termini di risorse impiegate per la nutrizione: un ettaro coltivato a cereali produce cinque volte più proteine di un ettaro destinato alla produzione di carne; un ettaro coltivato a spinaci 26 volte di più. Per questo molti ambientalisti chiedono di modificare lo stile alimentare evitando gli eccessi tipici, ad esempio, della dieta statunitense basata su un consumo pro capite che nell'arco della vita equivale a 7 manzi da 600 chili (gli europei sono più morigerati).
L'esigenza di ridurre il consumo di carne rossa si avverte con sempre crescente nettezza, visto l'andamento dei prezzi dei cereali che ha trainato un'ondata di aumenti di tutti i prodotti collegati a queste materie prime, compresi latte e carne: in sette degli otto ultimi anni il consumo mondiale di grano ha superato la produzione e sono state intaccate le scorte.
Oltretutto, come è noto, tagliare gli eccessi nel consumo di carne giova alla salute: la dieta mediterranea, che continua a guadagnare punti nella considerazione internazionale, è basata proprio sull'uso morigerato della carne che viene utilizzata come ingrediente all'interno di un menu in cui la verdura e la frutta giocano un ruolo centrale.
Antonio Cianciullo – www.repubblica.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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