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Newsletter 46 / 18.2.2008


Farmer’s Market
La Barbera d’Asti e del Monferrato Superiore promosse a DOCG
Ue, emergenze sanitarie all'esame degli esperti
Primi allarmi per la siccità
Crollano i consumi di pane e di pasta
Certicibit alla Bit 2008


Farmer’s Market
Con l'emanazione del Decreto da parte del Ministero delle Politiche Agricole, in vigore dal 1 gennaio 2008, i mercati,sviluppatisi già da qualche tempo nel mondo e noti con il termine farmer's market, presto si svilupperanno anche in Italia.
Il Decreto permette lo sviluppo di circa 100 mercatini nelle città italiane entro il 2008 per arrivare, nel 2010, a 400-500 mercati attivi, per un totale di 6000-8000 imprese agricole coinvolte. La vendita diretta presso il mercato accorcia la filiera comportando un rapporto diretto produttore-consumatore con il conseguente abbassamento dei prezzi. Inoltre la vendita degli imprenditori agricoli nei mercati della propria zona garantisce al consumatore un prodotto fresco, di qualità e del territorio.
Il sito www.farmersmarket.it è il portale dedicato ai mercati degli agricoltori: mercati riservati all'esercizio della vendita diretta da parte degli imprenditori agricoli. Dall'inizio di quest'anno il portale FarmersMarket.it ha avuto un notevole incremento di visite e molti utenti si sono dimostrati entusiasti dell'iniziativa e contribuiscono tuttora al crescere della comunità di FarmersMarket.it. Ciò evidenzia l'interesse del consumatore verso queste tematiche soprattutto in un periodo in cui il caro prezzi influisce sempre più sulla busta paga. Punto di forza del portale è il database dei farmer's market. Cliccando sulla cartina dell'Italia presente sulla home page o utilizzando l'apposito menù a tendina, è possibile visualizzare, regione per regione, tutti i farmer's market d'Italia. Il portale presenta inoltre una descrizione su cosa sono i farmer's market, la normativa di riferimento ed i canali di vendita in azienda. Vi sono anche un'area forum, blog, newsletter, FAQ, glossario e servizi.
www.farmersmarket.it
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La Barbera d’Asti e del Monferrato Superiore promosse a DOCG
La Barbera d’Asti e la Barbera del Monferrato Superiore sono state riconosciute ufficialmente come DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita) oggi pomeriggio, a Roma, dal Comitato Nazionale Tutela Vini a Denominazione d’Origine. E’ stata così accolta la proposta di passaggio dalla DOC alla DOCG, che avrà valenza sin dalla vendemmia 2008. I relativi disciplinari sono stati approvati all’unanimità nelle formulazioni originariamente presentate.
Il Comitato Nazionale Vini ha inoltre espresso parere favorevole sugli adeguamenti al disciplinare del Barbera del Monferrato DOC.
“Si tratta di un riconoscimento importante – afferma l’assessore regionale Mino Taricco - per il lavoro svolto a livello regionale e per la collaborazione tra Consorzio di tutela, l’intera filiera operante sul territorio e le istituzioni interessate. Grazie all’impegno di tutti, in meno di un anno è andata in porto la complessa operazione del riconoscimento della DOCG.
La Barbera è il vitigno più diffuso in Piemonte in termini di superficie e il suo passaggio alla DOCG rappresenta dunque un risultato di assoluto rilievo per il consolidamento qualitativo del Piemonte come Regione delle DOCG.”
Salgono così a 12 i vini piemontesi DOCG, che si aggiungono a 45 DOC e coprono complessivamente oltre l’80 % della produzione vitivinicola regionale. Le altre DOCG piemontesi sono: Asti, Barbaresco, Barolo, Brachetto d’Acqui o Acqui, Dolcetto di Dogliani o Dogliani, Gattinara, Gavi o Cortese di Gavi, Gemme, Roero.
Uff. stampa Assessore all’Agricoltura - Regione Piemonte - valentina.archimede@regione.piemonte.it
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Ue, emergenze sanitarie all'esame degli esperti
Si è tenuta a Bruxelles la riunione del Comitato permanente sulla catena alimentare che ha fatto il punto sulle principali malattie attualmente oggetto di attenzione a livello comunitario (afta epizootica, influenza aviaria, bluetongue, malattia vescicolare dei suini). Ne dà notizia in un suo comunicato il Commissario straordinario del Governo per le emergenze zootecniche, Ettore Ianì.
Il livello di attenzione sul fronte della bluetongue è particolarmente alto, sottolinea il comunicato. E' emerso, infatti, un quadro epidemiologico con una tendenza alla diffusione in tutta Europa ma, allo stato attuale, la situazione è sotto controllo.
Accanto a casi isolati in Spagna (uno nella Cantabria) e nel Regno Unito (nelle regioni sud orientali), è la Francia , spiega la nota, il paese in cui si sono verificati il maggior numero dei casi (12.123 lo scorso anno e 314 dall'inizio del 2008).
I delegati membri del Comitato permanente si sono impegnati, ciascuno per il paese di appartenenza, a condurre ulteriori e costanti accertamenti. Inoltre, precisa il comunicato, è stato raggiunto un accordo sul sistema di certificazione dello stato degli animali oggetto di interscambio da zone soggette a restrizione ai sensi del Regolamento Ce n 1266/2007: nel certificato dovrà essere indicata esattamente quale deroga al divieto di movimentazione viene applicata tra quelle elencate nell'allegato 3 del regolamento.
La delegazione italiana, fa presente la nota, ha fornito informazioni sull' epidemia della malattia vescicolare nella Regione Lombardia, in particolare nella provincia di Brescia. E' emerso che la situazione epidemiologica si sta evolvendo in un senso favorevole. A breve ci sarà il riaccreditamento del territorio di tutta la provincia.
www.politicheagricole.it
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Primi allarmi per la siccità
Dai primi dati diffusi dall' Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari) risulta che l'emergenza idrica quest'anno coinvolge tutto il nostro paese. "L'allarme risorse idriche" infatti, a differenza degli anni passati, interessa, oltre al Nord, soprattutto il meridione, zona che non aveva avuto problemi di siccità negli anni più recenti ed, in particolare, le regioni di Puglia e Basilicata i cui invasi di riferimento sono già ai livelli minimi: il bacino di Occhito sul fiume Fortore trattiene 31,8 milioni di metri cubi (l'anno scorso, allo stesso periodo, erano 122,2 e la capacità massima è pari a 247,5 milioni di metri cubi); quello di Monte Cotugno sul fiume Sinni conserva 129,4 milioni di metri cubi (l'anno scorso erano 261,6 e la capacità massima è pari a 530 milioni di metri cubi); il lago Pertusillo segnala una disponibilità di 43,2 milioni di metri cubi (nel 2007 erano 67,8 e la capacità massima è pari a 142 milioni di metri cubi).
Situazione di evidente difficoltà si evidenzia negli invasi minori della Campania, e c'è inoltre preoccupazione per le riserve idriche di Umbria e Marche. In peggioramento sono le disponibilità idriche anche in Sicilia mentre, in Sardegna, a destare allarme è, soprattutto, la situazione del bacino di monte Leone, sul fiume Temo: oggi ha una disponibilità pari a 18,1 metri cubi d'acqua (un anno fa erano 46,6 milioni di metri cubi e la capacità massima è pari a 81,2 milioni di metri cubi).
Secondo Massimo Gargano, presidente dell'Anbi, "è la conferma che necessitano, anche nell'Italia meridionale, nuovi interventi infrastrutturali, capaci di raccogliere fino all'ultima goccia di pioggia e di ottimizzare l'uso delle risorse idriche disponibili. Se un'importante contributo sta arrivando dagli interventi previsti dal Programma irriguo nazionale, nulla di significativo si deve registrare sul versante della capacità di accumulo idrico del Paese: salvo qualche sporadico intervento realizzato dai Consorzi di bonifica, servono precise scelte, ad ogni livello, per dotare l'Italia di quella rete di invasi, ormai indispensabile a fronte di un andamento climatico sempre più incerto"
Gargano ha quindi ribadito l'importanza di un Piano nazionale degli invasi "per evitare che, ormai ogni anno, si debba solo sperare nella clemenza di Giove Pluvio!"
Anche nel Nord Italia la situazione è problematica, i grandi laghi segnano infatti livelli inferiori alle medie stagionali: la situazione più grave è quella del lago Maggiore, la cui attuale altezza idrometrica (circa 28 centimetri) è poco più di un terzo del livello generalmente segnato in questo periodo dell'anno; in marcata sofferenza permane anche il lago di Garda, le cui acque segnano un'altezza idrometrica di cm. 67,5 contro una media stagionale tra i 90 ed 100 centimetri mentre si segnala in ripresa il lago di Como (altezza idrometrica cm. 10,1 contro una media stagionale, però, di circa 18 centimetri).
Arianna Latini - www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Crollano i consumi di pane e di pasta
Calo record nei consumi di pane con una riduzione in quantità del 7 per cento mentre scendono sostanzialmente anche quelli di pasta di semola, che fanno registrare una diminuzione del 3,9 per cento su base annua. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, svolta in occasione dell'allarme sui rincari dei prezzi, sulla base degli acquisiti domestici degli italiani del panel Ismea Ac Nielsen.
La riduzione dei consumi è certamente collegata al cambiamento degli stili di vita ma è stata anche accompagnata - precisa la Coldiretti - da un progressivo aumento dei prezzi che è variabile da città a città, a dimostrazione della bassa incidenza del costo del grano sul prodotto finale.
Infatti - spiega la Coldiretti - mentre le quotazioni del grano sono fissate a livello internazionale, il prezzo del pane raddoppia da Napoli a Milano dove la pasta ha un costo superiore del 50 per cento a quello medio rilevato a Palermo secondo l'Osservatorio prezzi del governo.
Il prezzo della pasta mostra grande variabilità nelle diverse città con valori medi piu' elevati raggiunti a Milano (1,51 Euro/Kg), Roma (1,31 Euro/kg) e Bologna (1,26 Euro/kg) mentre livelli piu' contenuti si registrano a Palermo (1,01 Euro/kg) e Napoli (1,12 Euro/Kg).
Una variabilità che - continua la Coldiretti - riguarda anche il pane con prezzi medi record a Milano (3,55 Euro/kg) e Bologna (3,43 Euro/kg) mentre valori piu' bassi si rilevano a Palermo (2,53 Euro/kg), Roma (2,24 Euro/Kg) e Napoli (1,89 Euro/Kg).
Considerato l'andamento altalenante è evidente - sostiene la Coldiretti - che il trend al consumo dipende solo in minima parte dal prezzo del grano che è fissato a livello internazionale dal Chicago Bord of Trade ed incide appena il 10 per cento del valore finale di vendita del pane.
Una differenza che dimostra come - conclude la Coldiretti - nella forbice dei prezzi dal grano al pane c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi.
www.coldiretti.it
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Certicibit alla Bit 2008
È un’offerta sempre più completa quella che caratterizza l’edizione 2008 di Bit – Borsa Internazionale del Turismo, che si arricchisce di CERTICIBIT, un evento dedicato al turismo delle buone abitudini alimentari e delle produzioni di qualità patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio del Mare, Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali e Ministero della Salute.
Certicibit, nasce per farsi portavoce della filosofia del mangiare bene come principio di benessere e di uno stile di vita salutare e consapevole. Un’area dedicata alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti che è più di un momento di incontro: è una sorta di “atlante tematico” che invita alla scoperta dell’offerta turistica italiana più qualificata seguendo la traccia del gusto e della naturalità.
Certicibit sarà ospitato al pad. 9 del quartiere fieramilano di Rho nell’ambito della 28.a Bit – Borsa Internazionale del Turismo, da giovedì 21 a domenica 24 febbraio 2008.
www.bit.fieramilanoexpocts.it
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ASA Associazione Stampa Agroalimentare Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei Comunicatori del settore



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