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Distinti
Salumi - Edizione 2008
Nove su
dieci sono Made in China
Etichettatura
olio, un provvedimento all'avanguardia
Ue, indagine
sui mercati
Dimezzate
le api, a rischio un terzo delle coltivazioni
E’
lo Spagnolo Roger Viusà il miglior sommelier d’Europa
- WSA

Distinti
Salumi - Edizione 2008
Distinti
Salumi a Cagli (Pesaro Urbino), Rassegna Nazionale del Salume, in
corsa per la sua IV Edizione – 25-26-27 aprile 2008, ospita
nelle sue tre giornate la migliore produzione della norcineria italiana
all'interno dei numerosi palazzi nobiliari e nei principali siti
storici del centro della città. Un viaggio nel gusto dell'arte
norcina accolti nei cortili, negli androni, nell'ottocentesco Teatro
Comunale, varcando i portali monumentali degli antichi palazzi,
passeggiando a ridosso del robusto Torrione collegato alla rinascimentale
rocca costruita da Francesco di Giorgio Martini, o percorrendo le
vie del centro storico nelle vicinanze del medievale Palazzo Pubblico
che domina la piazza principale. Autentico appuntamento per appassionati
gourmet, produttori, consumatori, pervaso dalla filosofia Slow Food,
per l'edizione 2008 si amplierà e consoliderà ancora
di più il suo carattere nazionale proponendosi di aprirsi
a prodotti meno noti, di arricchirsi con maggiori testimonianze
straniere come lo sarà la speciale partecipazione di Chef
Kumale con i suoi Talk Food, e di moltiplicare gli incontri culturali
legati alle tradizioni alimentari. Un percorso che si connota per
essere evento, fiera, mercato e palcoscenico di idee e progetti.
Un evento che si svela passeggiando e toccando i luoghi della festa:
piccole porzioni di città che si mettono in mostra, preziose
e succulente risorse gastronomiche che solleticano i sensi e seducono
il palato, luoghi carichi di storia millenaria che invitano a perdersi
o inoltrarsi per vedere, annusare, partecipare, sapere e gustare
le delizie della migliore norcineria. Una Rassegna dove nascono
progetti: esempio concreto il Manifesto dei salumi, con il quale
è già partita la seconda fase operativa per analizzare
l’intero corpus della letteratura scientifica sulle produzioni
norcine; mentre il clima e la qualità dei salumi saranno
oggetto di un convegno nella prossima edizione. Un filo d'Arianna
che parte dalle occasioni più golose e si orienta in altrettanti
momenti di fusione con la cultura della città e i luoghi
più incontaminati di queste terre. Ad aiutare i visitatori
tra sapere e sapori penseranno ancora una volta gli organizzatori:
si può far tappa nei Cortili del Sale dove degustare una
sintesi di salumi provenienti da tutta Italia nonché alcuni
insaccati, ospiti per l'occasione negli antichi palazzi nobiliari.
Altra meta del sapere è il Chiostro del Sale, il Mercato
nazionale di produttori artigiani e di piccole realtà commerciali
accuratamente selezionate da Slow Food su tutto il territorio nazionale.
Sono sostenitori della qualità che mettono in mostra e in
vendita i propri prodotti, alimenti preziosi e di sicuro valore
e raccontano le proprie esperienze, differenze e biodiversità,
ospitati nel chiostro della Chiesa di San Francesco, la più
antica chiesa francescana delle Marche. Aggiunge preziosità
al sapere il Bookshop delle più importanti case editrici
nazionali legate al mondo della tavola, a itinerari del sapore,
guide eno-gastronomiche, storie ghiotte di artigiani del gusto,
di antichi mestieri e nuove professioni che allestiscono gli spazi
del Salone dell'Editoria. Esperti Slow Food e del settore, da soli
o coadiuvati da valenti artigiani e/o allevatori, animano e conducono
i Laboratori del Gusto nel seicentesco Palazzo Felici. Ogni laboratorio
è luogo di assaggio, di degustazione ma anche di scambi di
opinioni e commenti, è fatto di domande e pareri e di molta
curiosità. Novità dell'edizione 2008 sarà la
speciale partecipazione di Chef Kumale, massimo esperto di World
Food, ovvero di cucine internazionali, per scoprire gli ingredienti,
i segreti e le usanze dei principali piatti di altre etnie. Parteciperà
a Distinti Salumi con il suo talk food incentrato sulla cucina ebraica,
sui principali insaccati iberici e sugli insaccati d'eccellenza
dei sultani nella tradizione turco-ottomana.
Percorsi diversi con un solo obiettivo, quello di invitare i visitatori
a godere appieno delle delizie della migliore norcineria italiana
in un territorio ameno e ricco di storia e soprattutto di approfondire
cosa sta dietro a ciò che mangia.
info@distintisalumi.it
- www.distintisalumi.it
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Nove
su dieci sono Made in China
Viene
dalla Cina l'86 per cento degli oltre 250 milioni di articoli contraffatti
sequestrati alle frontiere nell'Unione Europea in un anno. E’
quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che se i prodotti
maggiormente contraffatti sono nell'ordine le sigarette, l'abbigliamento,
scarpe e i tecnologici di uso comune, a crescere è il fenomeno
delle falsificazioni pericolose, cioè quelle riguardanti
generi alimentari, prodotti per la cura personale e medicinali che
sono aumentate del 400 per cento in Europa, sulla base delle statistiche
doganali pubblicate dalla Commissione europea. La sicurezza dei
prodotti cinesi è un problema che - sottolinea la Coldiretti
- non riguarda solo l’Europa come dimostra la vicenda dei
ravioli “al veleno” esportati dalla Cina in Giappone
dove si registrano numerosi casi intossicazioni. Si tratta - continua
la Coldiretti - solo dell'ultima denuncia sulla sicurezza dei prodotti
Made in China che ha già coinvolto giochi per bambini, dentifrici,
alimenti per cani e gatti, anguille, pesce gatto e conserve vegetali.
Una escalation che ha messo in allarme le stesse Autorità
cinesi che sono intervenute ritirando le licenze per la produzione
a centinaia di industrie alimentari per problemi legati alla sicurezza
alimentare, dopo aver verificato che nei primi sei mesi del 2007
il 19,1 per cento dei prodotti cinesi destinati al mercato interno
non rispettavano gli standard di qualità con il pesce essiccato
e la frutta e ortaggi in scatola e che presentavano i maggiori problemi
a causa della presenza di additivi e di contaminazioni batteriche,
secondo i dati dell'Amministrazione Generale per il Controllo della
Qualita', l'organismo statale cinese addetto al controllo delle
norme di sicurezza. L'importazione di prodotti alimentari provenienti
dalla Cina in Italia è aumentata del 60 per cento e riguarda
principalmente aglio, funghi, mele e conserve vegetali oltre alle
specialità tipiche destinate alle comunità cinesi.
A partire dal primo gennaio 2008 grazie al pressing della Coldiretti
sono definitivamente entrate in vigore le norme sull'obbligo dell'etichettatura
di provenienza per la passata di pomodoro, al fine di evitare che
sia spacciata come Made in Italy quella ottenuta dalla rilavorazione
di concentrato di pomodoro cinese. Un rischio reale considerato
che nel 2007 - sottolinea la Coldiretti - sono quasi triplicate
le importazioni di pomodoro concentrato dalla Cina (+163 per cento)
per un quantitativo che di 160 milioni di chili che equivale a circa
un quarto dell'intera produzione di pomodoro coltivata in Italia.
Se il pomodoro in scatola rappresenta circa un terzo del valore
delle importazioni nazionali, dalla Cina - precisa la Coldiretti
- arrivano anche aglio, mele e funghi in scatola. Si tratta di prodotti
che - denuncia la Coldiretti - rischiano di essere spacciati come
Made in Italy per la mancanza dell'obbligo di indicare in etichetta
la provenienza. Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi
dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti
- allargare l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di
tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato
ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire
così la sicurezza dei cittadini. Per non rincorrere le emergenze
e di fronte ai rischi per la salute e' necessario - precisa la Coldiretti
- intervenire urgentemente con la trasparenza dell'informazione
per consentire la rintracciabilita' delle produzioni e i controlli
necessari ad individuare ed eliminare eventuali rischi. Per questo
- conclude la Coldiretti - occorre immediatamente applicare le norme
contenute nella legge 204 del 2004 ottenuta grazie alla raccolta
di un milione di firme da parte della Coldiretti, per rendere obbligatoria
l'indicazione in etichetta dell'origine dei prodotti in vendita.
www.coldiretti.it
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Etichettatura
olio, un provvedimento all'avanguardia
Un
provvedimento all'avanguardia, che tutelerà consumatori,
produttori ed industriali oleari.
E' il giudizio di Massimo Gargano, presidente di Unaprol - Consorzio
Olivicolo Italiano, in merito al decreto di attuazione del provvedimento
normativo sull'etichettatura obbligatoria, in corso di pubblicazione
sulla Gazzetta Ufficiale.
Finalmente, secondo Unaprol, esiste una norma che offre la possibilità
di identificare l'origine del prodotto ma anche l'azienda che ha
scommesso sull'origine in etichetta. "Un segnale - ha spiegato
Gargano - che il mercato saprà apprezzare, premiando le aziende
e i marchi che difenderanno il diritto dei consumatori a poter fare
scelte di acquisto consapevoli".
Una grande opportunità per l'industria olearia italiana,
dunque, quella che - ricorda Unaprol - ha contribuito a fare la
storia del made in Italy nel mondo e che sta diversificando la propria
offerta con etichette più trasparenti e in sintonia con il
sistema delle imprese olivicole, sempre più tese a produrre
valori del territorio.
Il provvedimento inoltre - conclude Unaprol - consentirà
agli stessi industriali di far luce sulle zone d'ombra di un settore
che, nella confusione normativa di questi ultimi anni, ha visto
il proliferare di comportamenti scorretti da parte di operatori
indifferenti al concetto di qualità e di origine, che ha
bruciato ricchezza e reso tutti più poveri.
Sabrina Menichetti -
www.agricolturaitalianaonline.gov.it
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Ue,
indagine sui mercati
In
un numero crescente di settori si assiste al manifestarsi e al proliferare
di tutta una serie di prassi nel commercio al dettaglio che sembrano
distorcere le scelte dei consumatori e influire sui loro comportamenti
e potrebbero addirittura fungere da ostacoli ad una concorrenza
effettiva. Continuano inoltre ad essere un problema anche i sistemi
più visibili volti a limitare le scelte dei consumatori,
come ad esempio le clausole vessatorie nei contratti che vincolano
il consumatore e gli rendono difficile passare ad un altro fornitore.
Il 31 gennaio è stato quindi inaugurato a Bruxelles, dal
commissario Ue per la Tutela dei consumatori Meglena Kuneva, il
nuovo processo di "Consumer Market Watch" (osservatorio
del mercato dei consumatori) che servirà per monitorare i
mercati alla ricerca delle distorsioni, delle violazioni della concorrenza,
dell'opacità dei prezzi e della qualità ingannevole
dei servizi.
Questo nuovo processo si articola in due fasi: la prima consiste
in un monitoraggio dei mercati al dettaglio alla luce di cinque
indicatori chiave (prezzi, reclami, frequenza di cambio dei fornitori,
soddisfazione e sicurezza) in modo da individuare modelli (pattern)
rivelatori di un malfunzionamento del mercato. Queste irregolarità,
che possono essere sintomo di pratiche atte a distorcere le scelte
dei consumatori e ad ostacolare la concorrenza a livello del commercio
al dettaglio, possono far scattare la seconda fase che consiste
in un'indagine approfondita del mercato dei consumatori oltre che
in interventi correttivi.
Il risultato principale del primo monitoraggio è costituito
dalla mancanza di dati comparabili e completi su questioni di fondamentale
importanza per i consumatori; nel 2008 ci sarà quindi molto
da fare per raccogliere questi dati in stretta cooperazione con
gli istituti statistici degli Stati membri, le organizzazioni di
consumatori e i policy maker.
Nel primo monitoraggio gli indicatori del consumo per paese e per
settore rilevano un eventuale cattivo funzionamento a livello del
commercio a dettaglio in tutta una serie di mercati. Alcuni esempi
servono a dimostrare alcuni problemi che i consumatori si trovano
ad affrontare: i prezzi delle macchine digitali possono presentare
variazioni addirittura del 30% tra paesi vicini; la telefonia fissa
in Belgio costa oltre il 20%in più che nei Paesi Bassi; in
Italia l'elettricità costa il doppio che in Finlandia o in
Grecia; i costi medi di gestione dei conti bancari vanno da zero
a più di 80 euro tra i diversi paesi dell'Ue. Com'è
quindi possibile spiegare una simile differenza in un mercato che
si vuole "unico"?
Si sta quindi studiando il modo per affrontare i problemi sollevati
in diversi settori chiave come quello delle telecomunicazione e
dell'energia. A causa però delle limitatezza delle risorse
e sulla base di dati disponibili dal monitoraggio, il Commissario
ha annunciato 3 ambiti prioritari per il 2008: servizi finanziari
al dettaglio, vendite transfrontaliere di beni di consumo, riparazione.
Market Watch vuole fornire gli strumenti per accertare se ci sono
buone condizioni per il funzionamento dell'ultimo segmento del commercio
al dettaglio: l'acquisto finale fatto dal consumatore. L'Ue vuole
infatti che le transazioni finali avvengano sulla base di una decisione
consapevole e non condizionata, in modo da promuovere una sana concorrenza
basata sui meriti dei servizi e dei prodotti.
www.europa.eu/pol/agr
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Dimezzate
le api, a rischio un terzo delle coltivazioni
Generalmente
per tutti noi l’ape non è che un noioso ronzio, o peggio,
la perfida ’”esecutrice” di una dolorosa puntura.
Fin da bambini, complici mamme e nonne, ci hanno terrorizzato al
solo apparire. Le più moderne delle maestre l’hanno
usata come paradigma per tentare ingenuamente di spiegare i misteri
della procreazione invece di raccontare come questo imenottero sia
centrale per l’intero sistema biologico della natura. Senza
di loro è a rischio non solo la produzione di miele e suoi
derivati, ma l'equilibrio naturale globale, con effetti sulla salute,
ma anche sull'alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni
impollinate attraverso il loro lavoro di insetti, al quale proprio
le api concorrono per l'80%.
I preoccupanti segnali d’allarme sulla massiccia moria di
questi insetti lanciati già lo scorso anno allertando (ma
neppure troppo) gli apisti, non sono stati raccolti men che meno
da noi della stampa specializzata. Ora persino i Tg di tutti i network
l’anno posto in evidenza. C’è una riduzione del
30-50% del patrimonio apistico nazionale ed europeo. L'allarme è
lanciato ovviamente oltre che dagli apicoltori, dalla Coldiretti
in riferimento ai dati divulgati dall'Agenzia per la Protezione
dell'Ambiente e per i Servizi Tecnici (APAT), che evidenziano nel
2007 la perdita in Italia di 200mila alveari, con un danno economico
per la mancata impollinazione stimato in 250 milioni di euro. Prodotti
come mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie,
albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia,
girasole e colza dipendono completamente, o in gran parte, dalle
api per la produzione dei frutti così come la maggior parte
delle colture orticole da seme. Il fenomeno dello spopolamento,
comune in molti continenti, a partire dagli Usa e dall'Europa, è
denominato "Colony Collapse Disorder" (CCD) ed ha effetti
gravi anche in Italia dove a rischio – sostengono in Coldiretti
- è una popolazione stimata in circa 50 miliardi di api e
un milione di alveari, le quali offrono, come impollinazione alle
piante agricole lungo tutto lo Stivale, un servizio del valore stimato
in 2,5 miliardi di euro l'anno.
Molte e differenti le teorie sulle cause del profondo malessere
che sta colpendo le api; si ipotizza la responsabilità delle
onde elettromagnetiche, che secondo uno studio inglese determinerebbe
morie fino al 70 %, ma anche gli effetti dei cambiamenti climatici,
dell'inquinamento ambientale, nonché gli eventuali effetti
di contaminazioni con organismi geneticamente modificati (Ogm).
Ma tra i principali sospettati ci sono i parassiti come virus o
batteri sconosciuti e agro-farmaci, che potrebbero anche agire in
combinazione procurando l'indebolimento e l’uccisione delle
api.
Giuseppe Cremonesi – www.asa-press.com
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E’
lo Spagnolo Roger Viusà il miglior sommelier d’Europa
- WSA
Giovedì
31 Gennaio 2008, presso il prestigioso London Hilton on Park Lane
Hotel si sono svolte le prove finali dell’importante Concorso
che ha incoronato il Miglior Sommelier Professionista d’Europa
e il Miglior Sommelier d’Europa Comunicatore del Vino e del
Cibo.
Le prove sostenute dai candidati hanno compreso la correzione di
una carta dei vini, sessioni di degustazione, l’abbinamento
cibo-vino e prove pratiche di servizio. La Giuria chiamata a valutare
le prove era composta da membri del Comitato Tecnico di Worldwide
Sommelier Association e ha incluso la presenza anche del famoso
produttore piemontese Angelo Gaja.
Vincitore del Concorso per il Miglior Sommelier Professionista è
risultato lo spagnolo Roger Viusà, che svolge la professione
di Sommelier presso il ristorante Moo di Barcellona.
Secondo classificato si è piazzato l’italiano Andrea
Gori, Sommelier del ristorante Da Burde di Firenze.
Terzo posto per Gabriele Rappo, che lavora presso Selfridges a Londra.
Miglior Sommelier Comunicatore del Vino e del Cibo è stato
invece nominato una vera e propria personalità del mondo
del vino, si tratta di Juan Muñoz Ramos, Presidente della
Unión de Associaciones Españolas de Sumilleres e Vice
Presidente di Worldwide Sommelier Association.
www.worldwidesommelier.com
[Indice]
ASA Associazione Stampa Agroalimentare
Italiana
L'Associazione dei Giornalisti e dei
Comunicatori del settore

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