Banner Bio

NOTIZIE BIO IN PRIMO PIANO

Il bio č (soprattutto) femmina
Sono le donne ad amare le produzioni biologiche. Chi sono queste donne green? Secondo i dati sono soprattutto professioniste e manager tra i 30 e i 49 anni, residenti nelle cittā metropolitane come Milano e Roma. (link articolo)


ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 434
/ 26.07.2016

Segui ASA anche su Facebook | Twitter

Assegnate 4965 “Bandiere del Gusto”

Salgono al numero record di 4965 le “bandiere del gusto” a tavola assegnate all’Italia nel 2016 sulla base delle specialità alimentari tradizionali presenti sul territorio nazionale. E’ quanto è emerso all’Assemblea della Coldiretti con la presentazione dell’analisi sulle “Vacanze Made in Italy” durante l’estate 2016. Sono 79 i prodotti che - sottolinea la Coldiretti - si sono aggiunti rispetto allo scorso anno e che sono andati ad incrementare sul territorio nazionale il patrimonio di specialità che sono ottenute secondo regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni, secondo la sedicesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni. “E’ questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “si tratta di un bene comune per l’intera collettività e di un patrimonio anche culturale che l’Italia può oggi offrire con orgoglio ai turisti italiani e stranieri”.
Sul podio delle bandiere del gusto assegnate a livello regionale salgono - precisa la Coldiretti - la Campania (486) che quest’anno, con l’inserimento di 29 nuovi prodotti, ha conquistato la leadership scavalcando la Toscana (460), mentre il Lazio (396) consolida il terzo posto. A seguire si posizionano l’Emilia-Romagna (387) e il Veneto (378), davanti al Piemonte con 336 specialità e alla Liguria che può contare su 294 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Puglia con 251, la Lombardia con 247, la Sicilia con 242, la Sardegna con 189, il Friuli-Venezia Giulia con 163, il Molise con 159, le Marche con 151, l’Abruzzo con 148, la Basilicata con 113, la provincia autonoma di Trento con 105, l’Alto Adige con 90, l’Umbria con 69 e la Val d’Aosta con 32.
A prevalere tra le specialità regionali sono – riferisce la Coldiretti - i 1511 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1394 verdure fresche e lavorate, 786 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 493 formaggi, 231 piatti composti o prodotti della gastronomia, 145 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 160 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro, ecc.) e 157 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.
Nell’elenco 2016 – segnala la Coldiretti - troviamo numerose new entry tra cui, in Abruzzo U Sprusciat di Pizzoferrato, una soppressata sotto strutto ottenuta con le parti più pregiate del maiale, in Basilicata il Gilò di Maratea, un ortaggio della famiglia delle melanzana arrivato dal Brasile con il ritorno di emigranti del posto, con il quale si preparano ottimi sott'olio o i Cannarricoli di Viggianello, semplici dolcini fritti tipici delle feste, in Campania la Malaca, una bevanda alcolica ottenuta partendo da uve locali a bacca bianca raccolte a maturità molto avanzata o il Caciocchiato, un formaggio ottenuto da vacche pascolanti allo stato brado dalla forma di un'anguria americana, caratterizzato all’interno da un'occhiatura media e piuttosto diffusa, in Emilia Romagna le Offelle di marmellata, focaccette di pasta dolce romagnole con un ripieno di composta di mele che prendono spunto da una ricetta dell'Artusi, in Friuli-Venezia Giulia il Fagiolo antico di San Quirino, le Fave di Sauris o la Pera Pêr Martin, verde con qualche screziatura rossa, ottima per la distillazione, nel Lazio la Ciambella all'olio, la pizza 'Bbotata' (avvolta) e la Pizza varata, tutte di Sant’Angelo Romano, in Puglia i Cardoncelli, prelibati funghi che crescono spontanei nell’Alta Murgia, in Sardegna la Panada Assaminesa, una pasta ripiena di carne di agnello, patate e pomodori secchi, in Toscana l’Aglione della Val di Chiana, un aglio gigante (può raggiungere gli 800 grammi) dal caratteristico aroma, privo di allina e dei suoi derivati, dal profumo piccante ma molto più delicato di quello dell’aglio tradizionale, e in Veneto la Pinza alla munara, prodotto rustico di panificazione a base di farina e olio d’oliva.
www.coldiretti.it



Alle Olimpiadi cibo 100% italiano per gli azzurri

Le Olimpiadi rischiano di essere un palcoscenico mondiale per i prodotti Made in Italy taroccati dei quali il Brasile è un grande produttore, dal Parmesao alla pomarola fino al salame Milano tutto carioca. E’ l’allarme lanciato all’Assemblea della Coldiretti dal presidente Roberto Moncalvo che ha mostrato dal vivo questi esempi insieme al presidente del Coni Giovanni Malagò presentando l’accordo con Casa Italia per Rio 2016 #Riomangioitaliano. Con questo accordo l’obiettivo della Coldiretti - ha sottolineato Moncalvo - è garantire durante i giochi un menu autenticamente tricolore agli atleti italiani, ma anche contrastare il dilagante fenomeno dell’italian sounding a tavola che toglie spazi di mercato al vero Made in Italy.
Un inganno in cui rischiano di cadere anche le centinaia di migliaia di tifosi che da tutto il mondo arriveranno in Brasile per seguire le Olimpiadi e che potrebbe provocare un grave danno economico e di immagine alla produzione Made in Italy. Sui banchi dei supermercati e nei ristoranti del Brasile è possibile acquistare prodotti e piatti che - denuncia la Coldiretti - richiamano in modo spudorato ai cibi più tipici dell’Italia senza avere nessuna delle caratteristiche qualitative, di sicurezza e di legame con il territorio nazionale.
L’azione di una task force della Coldiretti ha permesso di scoprire la commercializzazione di prodotti come il Gran formaggio tipo grana, la pomarola, il Parmesao e il salame tipo Milano rigorosamente Made in Brasile. Tutti prodotti che possono trarre in inganno sulla reale origine anche perché spesso le confezioni richiamano nei colori al tricolore e nelle immagini all’Italia.
Anche per questo è nato #Riomangioitaliano, l’accordo tra Coldiretti e Coni che porterà alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 i primati dell’agroalimentare italiano con menu Doc per gli atleti azzurri e gli ospiti di Casa Italia. L’obiettivo è far conoscere le caratteristiche distintive della produzione agroalimentare nazionale che hanno permesso all’Italia di conquistare la leadership internazionale per sicurezza, salubrità, qualità e sostenibilità ambientale.
L’iniziativa punta sulla valorizzazione in cucina dei prodotti simbolo della dieta mediterranea Made in Italy, che per i suoi comprovati benefici per la salute e l’attività sportiva ha conquistato le tavole globali. Accompagneranno Coldiretti gli olivicoltori dell’Unaprol con l’olio extravergine a marchio Fdai, Firmato dagli Agricoltori Italiani, gli allevatori del Grana Padano, i coltivatori di pomodoro Pomì e Bonifiche Ferraresi, la più grande azienda agricola d’Italia.
Gli atleti azzurri sono gli ambasciatori dell’italianità nel mondo, che trova proprio nell’alimentazione il suo carattere più distintivo. Il falso made in Italy a tavola vale nel mondo 60 miliardi di euro, pari a quasi il doppio del valore delle esportazioni dei prodotti alimentari nazionali originali. L’agropirateria internazionale utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all'Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale e frena le potenzialità dell’export che nel 2015 – conclude la Coldiretti - ha raggiunto la cifra record di 36,9 miliardi di euro.
www.ilpuntocoldiretti.it




Via alla petizione people4soil contro consumo suolo 

È stata registrata dalla Commissione Europea l’Iniziativa dei Cittadini Europei (Eci) che si intitola People4Soil “per salvare i suoli d’Europa”, e che dal prossimo settembre verrà lanciata come grande petizione popolare: occorrono le firme di un milione di cittadini europei affinché la Eci abbia successo imponendo alle istituzioni comunitarie di affrontare la scrittura e la discussione di una direttiva sui suoli. Il suolo è il bene comune imprescindibile per lo sviluppo del progetto europeo, la sua tutela deve essere una responsabilità comune di cui le istituzioni comunitarie devono farsi garanti. E’ questa l’istanza popolare di cui si fanno carico le centinaia di associazioni che hanno aderito al network di People4soil (http://www.people4soil.eu/ ).

La richiesta dei cittadini alle istituzioni comunitarie è quella di far tornare l’Europa protagonista nella tutela dell’ambiente, del territorio e dei beni comuni che costituiscono patrimonio naturale e base del benessere per tutti gli abitanti del continente. 

Firmando la Eci, i cittadini rivendicano la tutela della risorsa naturale più strategica d’Europa, poiché garantisce sicurezza alimentare, tutela la biodiversità e contrasta il cambiamento climatico. In quattro punti, la petizione proclama la natura di bene comune dei suoli, per i servizi che il terreno fertile assicura al benessere dei cittadini e al loro ambiente di vita; rivendica la necessità di un quadro legale comunitario per la prevenzione delle minacce che incombono sui suoli e sulla loro fertilità (erosione, impermeabilizzazione, perdita di humus e contaminazione); richiama gli obblighi internazionali assunti, sia nell’ambito del programma delle Nazioni Unite sugli obiettivi di Sviluppo Sostenibile, che nel rispetto degli accordi globali sul clima.
Il network People4soil raggruppa organizzazioni di varia natura in tutti i Paesi europei: ci sono società scientifiche, cartelli e associazioni ambientaliste, reti contadine, organizzazioni di produttori agricoli e di distribuzione di prodotti biologici. E’ in Italia il network più ampio: nel nostro Paese si è inoltre costituita una task force per il suolo, che vede il ruolo propulsivo di importanti organizzazioni (Acli, Coldiretti, Fai, Inu, Legambiente, Lipu, Slow Food, Wwf) già attive nell’azione di proposta e di sostegno a norme efficaci contro il consumo di suolo.

La task force italiana sarà protagonista nella mobilitazione per la direttiva europea: “la Ue è stata per decenni un faro nelle politiche ambientali, in materia di inquinamento dell’acqua e dell’aria, di tutela della biodiversità, di lotta al cambiamento climatico, di rifiuti e gestione del rischio industriale. 500 milioni di cittadini oggi vivono in un ambiente più sano grazie anche alle politiche europee. Noi come cittadini europei chiediamo alle nostre istituzioni di riappropriarsi di questo ruolo, affrontando il capitolo più decisivo: tutelare i suoli, contrastandone la cementificazione, il degrado e la contaminazione. L’Europa non è una bandiera ma un progetto: vogliamo essere cittadini di una Unione che si consolida a partire dalla tutela del bene comune”.

www.assoagro.info




Cinghiali, lupi, nutrie: denuncia degli agricoltori, “è emergenza, sono fuori controllo”

Abbattimenti selettivi, controlli veterinari e carne agli indigenti. Sono queste le possibili soluzioni proposte dalla Cia-Agricoltori Italiani, per fronteggiare l’emergenza degli animali selvatici ormai fuori controllo in molte regioni italiane.  Cinghiali, innanzitutto, ma anche nutrie ed altri animali, minacciano campi coltivati e allevamenti ma anche la sicurezza dei cittadini. Il conto dei danni è già salato ma il fenomeno non ha ancora trovato soluzione da parte delle Istituzioni, spiega la Cia, perché gli animali selvatici sono troppi in particolare i cinghiali che, con la caccia chiusa, sono proliferati e cercano cibo e acqua a valle. In attesa di varare un piano di più ampio respiro nel rispetto degli equilibri ambientali e degli animali, l’emergenza secondo la Cia, impone di chiedere abbattimenti selettivi. E per evitare una situazione da ‘Far West’ che potrebbe profilarsi a breve, serve una task-force coordinata da una regia istituzionale, che entri in azione rapidamente,  mettendo in sicurezza il territorio. Le carni ottenute, conclude la Cia, dopo accurati controlli effettuati da veterinari, potrebbero essere destinate a vantaggio degli indigenti, attraverso associazioni e onlus specializzate nella gestione delle mense e nella somministrazioni di pasti. 
www.ansa.it




Vacanze, il terrorismo condiziona 1 italiano su 4

I drammatici episodi di terrorismo internazionale condizionano quest’anno la scelta delle vacanze di più di un italiano su quattro (27%), ma la percentuale sale al 41% tra i giovani tra i 18 ed i 24 anni dove più alta è la tendenza ad orientarsi verso mete all'estero. E’ quanto è emerso all'Assemblea della Coldiretti con la presentazione dell’analisi sulle “Vacanze Made in Italy” durante l’estate 2016 dalla quale si evidenziano cambiamenti nelle destinazioni, negli svaghi e nella distribuzione della spesa. Il risultato - sottolinea l'associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana - è che la grande maggioranza degli italiani privilegia la permanenza in Italia, anche se non manca chi coglie l’occasione delle vacanze per varcare i confini magari scegliendo più attentamente i luoghi di villeggiatura. 
Dei 35 milioni di italiani che hanno scelto di andare in vacanza solo il 27% si recherà per qualche giorno in un Paese europeo ed il 9% negli altri continenti, soprattutto negli Usa e in Asia. E in Italia anche se resta il mare a fare la parte del leone per 7 italiani su 10, seguito dalla montagna con il 24%, si assiste alla ricerca di alternative meno affollate con il raddoppio delle presenze in campagna che è scelta dal 9% dei vacanzieri. 
L’abbandono di mete considerate pericolose riguarda in realtà il turismo internazionale nel suo complesso con la Turchia, la Tunisia, l’Egitto in grande sofferenza ma anche la Francia in difficoltà per i recenti episodi di Parigi e Nizza. Al contrario si registra un aumento degli stranieri che scelgono l'Italia come Paese più sicuro rispetto ai problemi legati al terrorismo, con gli arrivi dall'estero stimati in aumento dell'1,8% tra maggio e ottobre. Quest’anno quasi la metà dei vacanzieri estivi lungo la Penisola sarà straniero con Germania, Usa e Francia che salgono sul podio degli arrivi nel Belpaese in ordine decrescente.
www.teleborsa.it

Sondaggio Assobio: il bio nella GDO cresce del 20%

Assobio, l’Associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti bio, cui aderiscono 65 dei maggiori operatori italiani del settore, ha diffuso i dati di un campione di 23 imprese, che fotografano un ricavo 2015 da prodotti biologici di 603,5 milioni di euro. 
Di questi, 67 milioni (11,1%) derivano da export (prevalentemente verso i Paesi dell’Unione Europea, ma anche verso Stati Uniti, Giappone, Svizzera), 121 milioni (20%) da vendite alle catene della grande distribuzione (a marchio proprio o a marchio privato), 336 milioni (55,7%) al canale della distribuzione specializzata (negozi biologici). Gli altri canali (ristorazione e industria) hanno generato 79 milioni (13,2). Il primo trimestre 2016 vede un totale vendite di 181,5 milioni, di cui 30 all’export (16,5%), 31 dovuti alle vendite ai supermercati (17,1), 94,5 agli specializzati (52,1) e 26 agli altri canali (14,3).

“È presto per fare previsioni sull’anno in corso, il che non ci impedisce di valutare l’andamento con decisa soddisfazione: nel primo quadrimestre le vendite alla GDO registrano un aumento vicino al 20% e gli altri canali segnano incrementi sempre superiori al 10”, afferma Roberto Zanoni, presidente Assobio. “Quello che è certo è che nel 2015 le vendite di prodotti biologici delle 23 imprese del nostro campione è aumentato del 21,3%, quando la variazione dei prodotti alimentari nel complesso è inferiore al 3 per cento. L’anno trascorso ha confermato per l’ennesima volta come il consumatore stia cambiando e si orienti sempre più verso il biologico”.
Nel 2015 il numero di famiglie italiane che ha acquistato bio è aumentato di 2,5 milioni: ormai è il 69% a comprare questi beni, almeno occasionalmente. Sulle tavole del 27% delle famiglie i prodotti biologici entrano ogni giorno o quasi, su quelle del 42% almeno una volta alla settimana. 

www.greenplanet.net





CONFERENZE STAMPA

Lunedì 25 luglio
Bergamo
– Sala Consiglio del Rettorato – Sede universitaria di via Salvecchio 19 – ore 10
Presentazione dell’Osservatorio Internazionale di Studi sul Paesaggio e sul Giardino – Bergamo Landscape Institute, nell’ambito della manifestazione “I Maestri del Paesaggio”.
Accrediti
: Ufficio Stampa Arketipos - I Maestri del Paesaggio - Claudia Rota cell. 348 5100463 claudia.rota@arketipos.org - Serena Valletti serenavalletti@unibg.it

Martedì 26 luglio
La Spezia
– Vetrina Tuttifrutti – via delle Cinque Terre 801 – ore 11
Presentazione del progetto “Explora5Terre” un nuovo modo per vivere ed esplorare il Parco Nazionale delle 5 Terre e inaugurazione del nuovo servizio di trasporto su gomma dalla Spezia a Vernazza. Seguirà una degustazione dei vini locali e un buffet. Al termine, giro inaugurale a bordo dei mezzi Explora5Terre.
E’ gradito l’accredito.
Info
: info@explora5terre.it - tel. 0187/920697 - 338.5022757

  

EVENTI

Lunedì 25 luglio
Parma – piazza Garibaldi – ore 20.30
Notte dei Maestri del Lievito Madre, degustazione libera di panettoni realizzata dai grandi pasticcieri italiani, presentata dal gastronauta Davide Paolini con la partecipazione e l'assaggio dei migliori prodotti artigianali di Maestri di lievitazione.
Ufficio Stampa: Video Type +39 0521 774220 - nottedeimaestridellievitomadre@gmail.com




Privacy & Cookie Policy