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Il futuro sarÓ bio? Il biologico nazionale avanza trascinando le vendite che nei primi mesi del 2016 hanno raggiunto un +19%. Da non trascurare poi gli incentivi del Psr agli agricoltori bio. Questi gli argomenti affrontati nel corso dell'assemblea annuale Anabio-Cia a Roma. (link articolo)


ASA Associazione Stampa Agroalimentare

Newsletter 433
/ 18.07.2016

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Presentato alla Fao progetto 'Refetto-Rio, da Expo Milano 2015 ai giochi olimpici del 2016 a Rio”

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali rende noto che questa alla Fao è stato presentato 'Da Expo Milano 2015 ai Giochi Olimpici del 2016 a Rio de Janeiro - Il progetto RefettoRio' alla presenza del Ministro Maurizio Martina, del Direttore generale della FAO Josè Graziano Da Silva, del fondatore di 'Food for Soul' Massimo Bottura, del fondatore di 'Gastromotiva' David Hertz e del Presidente del CONI Giovanni Malagò.
Sulla scia dell'esperienza dell'Esposizione universale, Food for Soul lancia un progetto analogo in vista delle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, questa volta in collaborazione con David Hertz, chef e fondatore di Gastromotiva, organizzazione no-profit. Coinvolti 45 chef da tutto il mondo.
Il 'RefettoRio' (realizzato da Metro Architettura, in collaborazione con l'artista Vik Muniz, i designer Humberto e Fernando Campana e il light designer Maneco Quinderé) sarà inaugurato il 9 agosto a Lapa, nel centro di Rio de Janeiro, e servirà pasti preparati con le eccedenze alimentari recuperate nel villaggio olimpico. Saranno inoltre organizzati seminari, corsi di nutrizione e di cucina per persone in difficoltà e giovani. 
"Expo Milano 2015 è stato un grande laboratorio di idee sul tema del diritto al cibo - commenta il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina - e il Refettorio Ambrosiano ideato da Massimo Bottura, ambasciatore del Made in Italy nel mondo, dimostra il ruolo cruciale del nostro Paese nel dibattito internazionale. Quella di Milano è stata una best practice, replicabile in altri Paesi, che ora ha come seconda tappa le Olimpiadi in Brasile. Utilizzare le eccedenze alimentari e donarle ai più bisognosi, come è stato fatto nel semestre espositivo e si continua a fare a Milano, non è solo un dovere morale. È un esempio che può diventare quotidianità. Questo progetto arriverà in altre grandi città, penso ad esempio a New York, e non possiamo che essere fieri del fatto che sia stato concepito nel nostro Paese. Con l'Esposizione universale e la Carta di Milano ci siamo assunti un impegno ben preciso: garantire cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti. 795 milioni di persone nel mondo soffrono ancora la fame, mentre un terzo del cibo che produciamo viene sprecato. Ecco, è arrivato il momento di passare dalle emergenze alle priorità, perché non possiamo più chiudere gli occhi davanti al paradosso dell'abbondanza. Una delle parole chiave di questo cambiamento possibile è 'condivisione'. Su questo principio è nato il Refettorio Ambrosiano ed è qui che trova concretezza una delle più belle eredità di Expo. Un mondo a spreco zero è un mondo a fame zero. Tutti dobbiamo fare la nostra parte".

www.politicheagricole.it




Eurostat, con denatalità popolazione cala e invecchia anche in campagna

Con le nascite che hanno fatto segnare nel 2015 il minimo storico dall’Unità d’Italia la popolazione italiana si è ridotta al primo gennaio 2016 a 60 milioni 656 mila residenti (-139 mila unità) tra i quali gli stranieri aumentano a 5 milioni 54 mila e rappresentano l'8,3% della popolazione totale (+39 mila unità) e i cittadini italiani scendono a 55,6 milioni (-179 mila residenti). È quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Istat nel commentare le statistiche Eurostat secondo le quali lo scorso anno l'Italia è risultato il Paese con il tasso di natalità (8 per mille) più basso tra quelli dell'Ue. Un cambiamento storico che – sottolinea la Coldiretti - ha provocato l’invecchiamento della popolazione con gli ultrasessantacinquenni che in Italia sono 13,4 milioni, il 22% del totale mentre diminuisce la popolazione in età attiva tra i 15-64 anni (39 milioni, il 64,3% del totale) sia quella fino a 14 anni di età (8,3 milioni, il 13,7%). Per il quinto anno consecutivo nel 2015 – continua la Coldiretti - si è registrata una riduzione del numero medio di figli per donna sceso a 1,35 e mentre l'età media della popolazione è aumentata a 44,6 anni. Una situazione che - conclude la Coldiretti – è destinata ad avere un impatto drammatico dal punto di vista sociale ed economico se non si inverte la tendenza.

www.coldiretti.it




In 20 anni dimezzate le aziende in montagna, ora valorizzare i boschi 

Nel giro di vent’anni le giornate di lavoro in agricoltura nelle montagne italiane si sono praticamente dimezzate, passando da 89 milioni a 47 milioni, con un crollo che ha costretto 320mila aziende agricole a chiudere i battenti, togliendo un’opportunità di reddito vitale a dipendenti e familiari che lavoravano all’interno delle imprese montane. È quanto emerge dal Dossier Coldiretti presentato alla mobilitazione di migliaia di agricoltori e boscaioli scesi in piazza per salvare la foresta italiana a Trento in Trentino-Alto Adige, scelto perché ha oltre la metà del territorio coperto dai boschi, con il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo, il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il Vice Ministro del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Andrea Olivero e il presidente della Provincia Autonoma di Trento Ugo Rossi.  
In montagna più di un agricoltore su due (53 per cento) ha abbandonato l’attività nell’arco di 20 anni, determinando la scomparsa di 2,2 milioni di ettari di superficie agricola, con il territorio esposto al dissesto e “aggredito” dai boschi, secondo le elaborazione sui censimenti Istat.  Il rischio concreto è lo spopolamento della montagna anche dalla presenza degli allevamenti, che hanno garantito fino ad ora biodiversità, ambiente e equilibrio socio-economico delle aree più sensibili del Paese perché quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere l’abbandono e il degrado spesso da intere generazioni.

Eppure 35mila nuovi posti di lavoro potrebbero nascere dall’aumento del prelievo del legname dai boschi che oggi coprono una superficie record di 10,9 milioni di ettari, praticamente raddoppiata rispetto all’Unità d’Italia quando era pari ad appena 5,6 milioni di ettari. Sotto accusa il mancato riconoscimento culturale, sociale ed economico di chi vive e lavora a difesa del paesaggio e dell’ambiente, nell’interesse dell’intera collettività che ha provocato una inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti con una densità che la rende del tutto impenetrabile, con rischi per l’ambiente, gli incendi e la stabilità idrogeologica. Ogni anno in Italia si utilizza solo il 30% della nuova superficie boschiva il che significa che per 100 nuovi alberi che nascono se ne tagliano appena 30 mentre in Europa si preleva, in media, il 60% della nuova biomassa e in Paesi come l'Austria si supera il 90%. 
Il risultato è che si importa dall’estero più dell'80% del legno necessario ad alimentare l’industria del mobile, della carta o del riscaldamento per un importo di 3,7 miliardi nel 2015 ed un incremento del 6% nel primo trimestre del 2016. Tra l’altro l’Italia è il principale importatore mondiale di legna da ardere per un quantitativo di 3,4 miliardi di chili nel 2015 con una tendenza all’aumento del 5% nel primo trimestre del 2016. L’industria italiana del legno è la prima in Europa, ma con legna che arriva da altri Paesi vicini come Austria, Francia, Svizzera e Germania a dimostrazione di un grande potenziale economico inutilizzato. 
I boschi italiani, se valorizzati attivamente con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare dunque non solo il serbatoio naturale di assorbimento del carbonio, ma anche un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna.  Un obiettivo che secondo la Coldiretti va raggiunto con l’approvazione del nuovo testo forestale per la semplificazione della gestione attiva dei boschi, dando più valore al ruolo degli imprenditori agricoli per la qualità dell’aria e riconoscimento dei crediti di carbonio, con lo sviluppo della filiera 100% italiana attraverso i Piani di sviluppo rurale e con l’incentivazione dell’utilizzo di legno prodotto in Italia negli appalti pubblici.  
“Gestire il bosco o meglio coltivare il bosco significa lavorare per la valorizzazione complessiva di un territorio, ma questo non è possibile senza convenienza economica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “ci sono tutte le condizioni per trasformare i rischi in grandi opportunità per la ripresa di un Paese che ha fatto della sostenibilità ambientale un valore aggiunto del Made in Italy”.
www.ilpuntocoldiretti.it




Giù l'Iva su tartufo, piante e origano, scongiurato il raddoppio sul basilico 

Si riduce l’Iva sulle piante di basilico, rosmarino e salvia, per l’origano a rametti e sul tartufo mentre viene scongiurato il raddoppio dell’imposta su basilico, rosmarino e salvia freschi. Si è risolto positivamente il caso delle aliquote sulle aromatiche che per diversi mesi hanno tenuto con il fiato sospeso i produttori, dopo l’avvio di una procedura d’infrazione da parte dell’Unione Europea. L’Ue, in sostanza, aveva chiesto all’Italia di alzare l’Iva al 10 per cento su basilico, rosmarino e salvia destinati alla vendita. Un rischio contro il quale Coldiretti è intervenuta con una serie di proposte che sono state recepite dalla Legge Europea appena pubblicata in Gazzetta Ufficiale.   

L’art. 21 modifica le aliquote IVA applicabili al basilico, al rosmarino, alla salvia freschi destinati all’alimentazione ma anche per quelle relative alle piante allo stato vegetativo della stessa specie. In particolare, la norma scongiura il passaggio dell’aliquota Iva al 10% per basilico, rosmarino e salvia freschi destinati all’alimentazione e la fissa nella misura del 5%. L’Iva sulle piante di basilico, rosmarino e salvia scende dal 10% al 5 %, mentre quella sull’origano a rametti o sgranato passa addirittura dal 22% al 5%.

Ma la nuova Legge Europea prevede importanti novità anche per quanto riguarda i tartufi, la cui aliquota viene abbassata dal 22% al 10%, viene eliminato il meccanismo dell’autofatturazione con iva indetraibile per gli acquisti dai raccoglitori occasionali; per questi ultimi viene introdotto un nuovo sistema di tassazione.

L’art. 29, in particolare, introduce, ai fini delle imposte sui redditi, un regime di ritenuta alla fonte a titolo d’imposta per i raccoglitori occasionali di tartufi non in possesso di partita Iva, da applicarsi nella misura del 23 per cento commisurata all’ammontare dei corrispettivi pagati ridotto del 22 per cento a titolo di deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito.

Su quest’ultimo aspetto, bisogna ricordare che la ritenuta sui proventi finanziari è attualmente fissata al 26 per cento e quella su altre tipologie di prestazioni occasionali è pari al 20 per cento ma con un successivo obbligo dichiarativo al fine di assoggettare a tassazione (alle aliquote “normali”) l’intero corrispettivo. La nuova norma sui raccoglitori di tartufi elimina, invece, ulteriori oneri in termini di adempimenti, introducendo una ritenuta a titolo di imposta la quale assolve integralmente e definitivamente allo scopo di assoggettare i proventi incassati ad un’equa imposizione. La suddetta disposizione si applica alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2017.

www.coldiretti.it



Cresce la voglia di biologico tra le donne italiane

Siamo donne e si sa che tra i due sessi quello femminile è più sensibile al proprio benessere psico-fisico, alla salute ed alle tematiche ambientali: “hanno un rapporto più diretto con il proprio corpo per cui sono attente a scegliere cibo sano, spesso biologico, a curare la propria pelle disintossicandola dalle impurità, a prendersi cura del proprio fisico” – è il parere di Nicola Sorrentino, dietologo e idroclimatologo, docente presso l’Università degli Studi di Pavia. L’attenzione delle donne a questi temi è risaputa, ma ora la conferma arriva da uno studio (metodologia WOA – Web Opinion Analysis) condotto da Beltè in occasione del lancio del nuovo Beltè Bio, su circa 1600 italiane di età compresa tra i 18 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per scoprire quali siano le tendenze tra le donne per quanto riguarda i consumi, il turismo e il tempo libero. 7 italiane su 10 (71%) ammettono di preferire nelle proprie scelte di ogni giorno prodotti che rispecchino i valori della naturalità (75%), che siano biologici (72%) e che rispettino l’ambiente (70%). Anche l’attività fisica (65%), il turismo (63%) e l’enogastronomia (59%) vedono un vero e proprio boom di attività e proposte culinarie alla scoperta della natura più incontaminata e all’insegna del benessere.

Ma chi sono queste donne green? Secondo i dati – fatte salve le ovvie differenze di area geografica, di età, di professione e di approccio culturale, sono soprattutto professioniste (79%) e manager (74%) tra i 30 e i 49 anni (77%) abitano nel Nord e nel Centro Italia e per lo più sono residenti nelle città metropolitane come Milano (78%) e Roma (76%). La percentuale scende al 70% tra i 18 e i 29 anni e al 66% tra le over 30.

Questa tendenza alla “naturalness” arriva dagli Stati Uniti dove, secondo gli ultimi dati forniti dalla Organic Trade Association, nel 2015 le vendite dei prodotti alimentari biologici hanno subito un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente, percentuale che sale al 13% per quanto riguarda l’intero comparto bio. Inoltre, come segnalato recentemente dal sito di Usa Today, il mercato subirà un costante ampliamento del 12-15% nei prossimi tre anni.

Anche l’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, ha confermato questa tendenza nel nostro Paese, rivelando che dopo aver chiuso il 2014 con un incremento dell’11%, gli acquisti di prodotti biologici hanno registrato addirittura un aumento del 20%. E proprio in questi giorni Assobio dichiara il boom del cibo biologico, con un +21% a maggio 2016 nel canale della grande distribuzione e +13,5 nel canale specializzato. È biologico in media il 3% della spesa alimentare delle famiglie italiane e 4,5 milioni di famiglie (18% sul totale) consumano abitualmente prodotti bio, il 17% in più rispetto all’anno scorso.

Leggendo i numerosi commenti postati sui social emerge, tuttavia, che vi è una diffusa incertezza sulla reale qualità biologica dei prodotti alimentari esposti nei supermercati e nei negozi. Se ne deduce l’esigenza di una certificazione che la garantisca e ne definisca anche la tracciabilità, come già accade per l’etichetta con il simbolo Ecolabel che la UE richiede a garanzia di standard ecologici molto alti dei detersivi bio rispetto a quelli dei normali detersivi tradizionali.

Il segnale che viene dal mercato sembra piuttosto chiaro, dunque adesso tocca proprio al Legislatore.

www.rinnovabili.it






CONFERENZE STAMPA

Lunedì 18 luglio
Catania
– Hotel Nettuno – viale Ruggero di Lauria 121 - ore 11
Il sottosegretario di Stato alle politiche Agricole Alimentari e Forestali Giuseppe Castiglione presenterà l’evento di lancio del Programma Operativo “Pesca e acquacoltura, le opportunità del FEAMP 2014–2020”. Parteciperanno anche il direttore generale della Pesca Marittima e dell’Acquacoltura del MIPAAF Riccardo Rigillo e il direttore marittimo della Sicilia Orientale, contrammiraglio Nunzio Martello.
Alle ore 16 seguirà il convegno sullo stesso tema.
Ufficio Stampa
: I Press - tel/fax 095 505133 mobile 366 5643788 - assialarosa@i-press.it - stampa@i-press.it

Martedì 19 luglio
Bologna
– Ristorante Lambrusco – via Garavaglia 5 – ore 12.30
La cultura del vino e del cibo dell’Emilia-Romagna protagonista con gli appuntamenti di ‘Tramonto DiVino’, il tour del gusto che promuove le eccellenze enogastronomiche della nostra regione. Il programma degli eventi sarà presentato alla stampa dall’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli e dal presidente di Apt Emilia Romagna Liviana Zanetti.
Seguirà degustazione vini e prodotti della regione.
Ufficio Stampa
: PrimaPagina, Filippo Fabbri - tel. 347-1567681 - fabbri@agenziaprimapagina.it

Giovedì 21 luglio
Roma
- Sala Comitato, Unioncamere – piazza Sallustio 21 – ore 11
Presentazione di “Experience Italy South and Beyond”. L’iniziativa, che gode del contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, promuove la rete dei Ristoranti Italiani nel Mondo certificati Ospitalità Italiana, le produzioni enogastronomiche tipiche a marchio d’origine e biologiche, nonché l’attrattività turistica dei territori di sei regioni italiane attraverso azioni di promo-comunicazione all’estero e di incoming nelle regioni italiane coinvolte di Buyer e operatori internazionali.
E’ gradito l’accredito.
Ufficio Stampa
: MG Logos – tel. (+39) 06 45491984 - 06.45491985 - press@mglogos.it

  

EVENTI

Lunedì 18 luglio
Pavia – presso IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Nazionale Casimiro Mondino – Ingresso da via E. Magenes – ore 15.30
Sviluppo è ambiente. Si può fare!”, convegno e tavola rotonda organizzati da Confindustria Pavia. Tra i numerosi e illustri relatori anche Claudia Maria Terzi, Assessore all’Almbiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia.
Segreteria organizzativa: tel. 0382 375228 – g.bertoli@confindustria.pv.it - tel. 0381 697811 – r.rivolta@confindustria.pv.it
Ufficio Stampa: Antonio Picasso - a.picasso@confindustria.pv.it - tel. 339 7446589


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